Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1991 del 2 novembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1991/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito alla predisposizione di una legge regionale di revisione dell'impianto normativo relativo alla cultura".

Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 26 all'ordine del giorno. Per la presentazione, la parola al collega Perron.

Perron (LEGA VDA) - Con quest'interpellanza richiamiamo un ordine del giorno che avevamo presentato lo scorso anno, era dicembre, sul DEFR 2022-2024, ordine del giorno che poi non è passato, nel quale sottolineavamo come appunto nel DEFR ci fosse scritto che si riteneva ormai improrogabile la creazione di un sistema musicale integrato attraverso la predisposizione di una legge regionale di revisione dell'impianto normativo relativo alla cultura.

Constatiamo che ormai è passato un po' più di un anno, la sopracitata norma quadro in materia di attività culturali e spettacoli dal vivo non si è vista, non c'è traccia, consideriamo - tra l'altro - che a questo punto riteniamo che probabilmente, poi ci risponderà lei, Assessore, nel dettaglio, l'Amministrazione regionale debba far riferimento a norme che risultano un po' obsolete e probabilmente anche difformi dalle altre Regioni italiane, ma anche qua fa parte proprio della richiesta nell'interpellanza, quindi aspetto un po' quello che lei mi dice.

Riguardo alle norme, per entrare un po' più nel tecnico, ancorché nel noioso, purtroppo, nonostante l'ora, le norme che a noi risultano essere vigenti a oggi, riguardano il contributo all'associazione, legge regionale 79/81, quindi una norma che ha 40 anni circa, poi ci sono contributi alle attività culturali e scientifiche, legge regionale 69/93, circa 30 anni e interventi volti alla promozione culturale e scientifica in Valle d'Aosta, legge regionale 89/93, sempre 30 anni.

In questa leggo un pezzo dell'articolo 2 che credo rappresenti la ratio dietro alla norma, come abbiamo visto fino adesso, e cita l'articolo 2: "Le iniziative culturali... sono approvate con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore alla pubblica istruzione e consistono in" - ovviamente pubblica istruzione perché si fa riferimento a quell'Assessorato lì e poi ci sono i vari punti tra cui: organizzazione di un ciclo di spettacoli rientranti nella Saison Culturelle.

Qui apro la parentesi, vi ho già dato atto che un miglioramento su questo a nostro avviso c'è stato con una Commissione, con una modalità più trasparente anche di accesso - parlo degli artisti valdostani, ovviamente - alla Saison Culturelle, comunque in generale c'è questa possibilità che gli eventi passino tramite l'Assessore, tramite la Giunta e che vengano realizzati.

Quello che le chiediamo in quest'interpellanza è di sapere se la normativa attualmente in vigore che ho citato, sicuramente mi mancano anche altri pezzi, perché mi viene in mente che c'è un'altra legge del 97 sul teatro, c'è qualcosa nel 2011 eccetera, ma le chiediamo se la normativa ora in attuazione rispetta criteri di trasparenza, rotazione e meritocrazia nell'incentivare le attività dei musicisti, degli operatori di teatro, degli autori di libri, dei pittori, degli scultori in Valle; sotto quali aspetti le normative che abbiamo noi in Valle che appunto mi risulta non siano ancora state sistemate, nonostante il DEFR dello scorso anno, non sono ancora state portate quantomeno all'attenzione del Consiglio; se queste norme differiscano da noi Valdostani rispetto a quello che accade nel resto del territorio italiano, se differiscono in quali aspetti e in ultimo, più nello specifico, chiederle quali intendimenti si abbia in merito alla presentazione di questa famosa norma quadro più volte annunciata che ancora non abbiamo visto e, se l'intendimento è questo, con quali tempistiche intende finalmente portarla all'attenzione del Consiglio.

Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie, collega Perron, per aver ripreso un tema che abbiamo già dibattuto alcune volte con lei e forse con i colleghi Distort, Lavy e Carrel, variamente il tema è stato più volte affrontato.

Le leggi regionali vigenti nel settore delle attività culturali e delle discipline dello spettacolo, come lei ha evidenziato, risultano piuttosto datate e certamente rispecchiano, tra l'altro, la filosofia di pensiero e di intervento dei tempi in cui sono stati redatti. Lei ne ha citate diverse, ha citato la 45, la 89, la 79, si potrebbe citare la 5/86, per esempio, sulle bande musicali e sui corsi per l'orientamento musicale di tipo corale, strumentale e bandistico.

A dire la verità, tra lei e me ne abbiamo elencate solo una parte perché di norme che attengono alla cultura nelle varie declinazioni ce ne sono nel nostro sistema normativo una mole imponente, alcune risalgono agli anni '80, tipo la 18/88, la legge regionale 33/91, quella sulla Fondazione Sapegno, per esempio, la legge regionale 8/92 sulla fondazione della cultura musicale in Valle d'Aosta, la risoluzione che avevate presentato parlava di un sistema musicale in ambito culturale, la 36/94 sull'istituzione, per esempio, dell'Institut d'études fédéralistes et régionalistes e via dicendo.

Io ne ho contate, a spanne, undici oltre a quelle che ha elencato prima lei sulle attività culturali e sullo spettacolo dal vivo.

Quindi il riordino in un unico impianto - lei lo ha detto, io sono il primo a condividere - risulta quanto mai necessario proprio al fine di conferire alla normativa regionale una certa organicità, un settore decisamente ampio che spazia dalle attività divulgative, finalizzate alla crescita culturale della comunità, alla diffusione della cultura, all'ambito concernente le attività espositive la produzione contemporanea, per arrivare alla tematica della promozione del libro e della lettura, passando per la vasta disciplina dello spettacolo dal vivo che, dal canto suo, necessita proprio un'azione coordinata in materia di codificazione.

Tale codificazione, in modo particolare nell'ambito dello spettacolo, è proprio finalizzata, per riprendere proprio la sua iniziativa, anche al rispetto di criteri di accesso più trasparenti e opportunamente definiti nei casi di assegnazione di contributi a soggetti terzi, criteri che - come concordiamo tutti - richiedono pieno riscontro in termini di meritocrazia, trasparenza e rotazione.

Le nostre azioni nei settori della musica, del teatro, della danza, del cinema e audiovisivo devono necessariamente, lei lo ha ribadito più di una volta, promuovere la qualità artistica delle differenti proposte e favorire la crescita d'iniziative di valore scientifico e culturale.

Se le caratteristiche e i criteri di cui lei giustamente chiede conto non riescono a trovare pienamente riscontro nella vasta ma frammentata, come abbiamo visto, normativa vigente, va detto invece che trovano applicazione nei regolamenti e nei principi applicativi dei singoli bandi pubblicati di cui ho dato più volte conto nell'ambito di precedenti iniziative e di richieste di documentazione anche ai sensi dell'articolo 116 del regolamento e, se ben ricordo, la ricerca comunque di una trasparenza e di un'evidenza pubblica dei bandi e dei criteri di valutazione che ci siamo sforzati di rendere sempre più una regola, sono stati anche oggetto di apprezzamento, non solo oggi ma più volte, magari non da parte di chi era abituato a scelte non sempre giustificate, non dico giustificabili, o comunque pubbliche e pubblicizzate.

Noi abbiamo comunque voluto fissare delle regole, dei bandi e delle modalità di selezione che si possono leggere, che sono pubbliche, che sono perfettibili - tutto si può perfezionare - ma quantomeno l'indirizzo è quello che avevamo anche scritto sul DEFR.

Lei dice sotto quali aspetti le normative attualmente in vigore nella nostra regione, in materia di attività, differiscano o meno da quelle delle altre regioni italiane.

Siamo consapevoli che nelle politiche culturali siano necessari, al pari di quanto esiste in alcune altre regioni italiane, strumenti di programmazione che individuino risorse e progettualità sul medio periodo e che gli stessi siano anche frutto della partecipazione dei diversi soggetti attivi nel mondo culturale, attualmente non rappresentati dalla normativa in vigore che, come detto, sconta una certa longevità.

A confronto con quanto emanato da altre realtà - quindi entità regionali, ma abbiamo approfondito anche la materia culturale di alcuni Stati europei - possiamo affermare che ogni entità, anche a seconda delle proprie specifiche caratteristiche in ambito culturale, ha prodotto proprie norme di settore.

Anche noi abbiamo scritto una norma di settore - come peraltro anticipato nel DEFR, lei lo citava - che mira ad accorpare in un testo unico, comunque in un testo integrato, la complessa, anzi, direi, complessissima e articolata normativa di cui abbiamo elencato alcuni titoli con l'obiettivo anche di mettere ordine alla materia oggi frammentata e, francamente, in alcuni punti anche piuttosto incoerente.

Puntiamo a una norma quadro in materia di attività culturali e spettacolo dal vivo che, come già detto, si rivela quanto mai necessaria in Valle d'Aosta per delineare azioni e interventi finalizzati a perseguire un coordinato sistema di valorizzazione di un'ampia parte del settore cultura in una dimensione di unitarietà e trasversalità con un pieno riconoscimento delle attività culturali e di spettacolo in ogni specifica forma di espressione che, al contempo, sia occasione per allinearci - come richiede con il seguente punto del suo quesito - alle esigenze e alle regole attuali.

L'ultimo punto è proprio: "Quali intendimenti si abbiano in merito alla presentazione della norma quadro più volte annunciata e con quale tempistica".

Io ho un po' la sfortuna di aver scritto una serie d'indicazioni riferite a norme specifiche sul DEFR di cui continuamente mi si chiede conto, per cui do conto anche di questo, dicendo che un sostegno normativo quadro è la base da cui intendiamo partire per una futura programmazione di attività e d'interventi in una visione più complessiva del settore cultura.

Una bozza di tale norma, che in Commissione ho definito un "testo martire", anche se già piuttosto articolato e frutto di ragionamenti molto seri e meditati: questa bozza contiene 42 articoli, è già stata prodotta ed è allo studio dell'Amministrazione anche per valutarne i risvolti attuativi che necessariamente dovranno tener conto di soluzioni di continuità con gli altri atti della programmazione regionale, perché, come lei sa, e come ha potuto vedere, il tema della cultura è molto trasversale e non riguarda solo ed esclusivamente un ambito. Tale testo, una volta perfezionato e scritto in modo giuridicamente ineccepibile, verrà condiviso dapprima con la maggioranza, con gli attori del mondo della cultura e infine con il Consiglio. Prima bisogna scriverlo, bisogna condividerlo e poi deve fare il giusto percorso in Commissione; sulla falsa riga del regolamento sulla somministrazione, il passaggio con gli attori credo che sia assolutamente auspicabile.

Questo testo sistematizza la materia, determina i principi per gli interventi e per i sostegni a favore delle attività culturali e dello spettacolo dal vivo, per la promozione del libro, della lettura, delle istituzioni culturali, per la promozione del patrimonio linguistico e materiale e prevede misure e strumenti innovativi tipo il bonus cultura, la carta cultura per i lavoratori, l'art bonus regionale, degli sgravi fiscali per chi sostiene il cosiddetto mecenatismo culturale, parla di residenze per gli artisti eccetera.

Come avevamo scritto nei primi DEFR triennali, il lavoro di elaborazione della legge regionale è stato svolto e non appena sarà disponibile in una versione più integrata e sostenibile, anche sotto il profilo finanziario e organizzativo-logistico, verrà discusso.

Contestualmente verrà integrato con il regolamento di attuazione che disciplinerà nel dettaglio gli indirizzi strategici, i criteri, la composizione delle Commissioni regionali, della Consulta, del Comitato delle istituzioni culturali, requisiti di ammissibilità e di valutazione delle agevolazioni contributi, le modalità e le procedure per l'iscrizione al registro dello spettacolo, all'albo delle istituzioni culturali eccetera.

Nel frattempo - e chiudo - continueranno a valere le norme, i criteri e le procedure per l'assegnazione dei contributi dei finanziamenti tutt'ora in vigore.

Presidente - Per la replica, il collega Perron.

Perron (LEGA VDA) -. Se sul DEFR si dice lo scorso anno che la questione di questo riordino normativo è improrogabile e poi mi dice che già la bozza c'è, chiaramente noi le facciamo pressione e diciamo: "Sì, grazie del trailer, ci ha dato qualche elemento", pensiamo di aver qualcosa da dire sull'argomento, anche più di qualcosa, ci piacerebbe vederlo arrivare sul tavolo; poi lei dice: sì, la maggioranza - lo capisco benissimo, anche se immagino che ci siano tanti altri problemi in questo momento - poi mi dice tutti coloro, associazioni, stakeholder, chiamiamoli come vogliamo... poi alla fine arriva anche in Consiglio, va bene, che le devo dire?

Avrei voluto qualcosa di più preciso, però anche noi abbiamo le nostre azioni da poter fare, quindi già le preannuncio che cercheremo, con risoluzioni o mozioni, di votare questa cosa, che venga portata perché, se era improrogabile un anno fa, a maggior ragione abbiamo gli interessi di vedere questa cosa, anche perché, aggiungo con i pochi minuti che rimangono, io non so giustamente voi quali ambiti abbiate guardato, sull'incentivo all'arte e agli artisti ci sono tanti modelli, ad esempio il modello svedese, probabilmente, quello che anche negli anni passati... io ricordo la musica, sono un metallaro, ricordo musicisti svedesi che negli anni 90 hanno creato dei nuovi modelli musicali esportati in tutto il mondo e noi ci stupivamo di come un piccolo paese potesse portare la sua musica, estrema per molti aspetti, in giro per il mondo. Poi in effetti capivamo che in Svezia, ad esempio, avevano un sistema d'incentivi, per cui chi faceva il musicista aveva sale prove, aveva degli incentivi economici, faceva quello dalla mattina alla sera e quindi ovviamente i musicisti svedesi, di qualsiasi settore musicale, crescevano in una maniera impressionante, perché se tu fai un qualcosa dalla mattina alla sera e sei un professionista, ovviamente sei più bravo di un altro che lo fa a tempo perso.

La Valle d'Aosta è riuscita, riuscirà più avanti ad avere un albo di tutti i musicisti?

Lo sappiamo quanti sono i musicisti? Riusciamo a mettere sul tavolo un qualcosa che possa incentivare i talenti? Non devono passare invece per una delibera di Giunta, perché sappiamo benissimo come ha funzionato. Ci riusciamo a mettere in piedi un sistema di quel tipo, che valorizzi - ripeto - i talenti, che possa attirarne da fuori, che possa spingere la gente e i giovani - hanno mille problemi, a realizzare qualcosa di creativo che li realizzi - che possa dar loro la felicità di fare quello per cui sono nati e per cui hanno il talento, hanno la vocazione, invece di creare un mondo tutto standard, dove non si riesce più a realizzare ciò che si vuole fare?

Questo è il vero tema, quindi noi lo aspettiamo, è un tema importante, ci muoveremo in altro modo per pressarla perché questa cosa venga portata sul tavolo il prima possibile.