Oggetto del Consiglio n. 1987 del 2 novembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1987/XVI - Interpellanza: "Azioni di sensibilizzazione, informazione e formazione rivolte ai dirigenti regionali per prevenire i contenziosi giudiziali contro la Regione".
Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 22 all'ordine del giorno. Per la presentazione, la parola al vicepresidente Sammaritani.
Sammaritani (LEGA VDA) - Affrontiamo di nuovo un tema in materia di giustizia, stamattina però c'era in mezzo anche la politica, oggi no, quindi lei è a posto, Presidente, per stasera sulla risposta e sugli intendimenti futuri in questa materia, anche perché davanti non trovo nessuno quindi...
Abbiamo notato nelle ultime delibere di Giunta - ma peraltro è un fatto abbastanza regolare nel tempo - che numerosi sono i contenziosi oggetto di deliberazioni di Giunta nelle varie materie, quindi civile, penale anche, qualche volta - un po' più raramente, per fortuna - e amministrativo oltre che contabile. Allora è evidente che abbiamo fatto il ragionamento secondo il quale siccome i contenziosi giudiziali bene o male prima o poi costano sempre un qualcosa, al di là delle attività degli uffici ma anche, purtroppo, in termini economici, perché molto spesso le vicende giudiziarie poi comportano anche spese a volte molto ingenti per tutti e quindi anche per la pubblica amministrazione, siccome l'attività amministrativa deve essere sempre improntata comunque alla buona amministrazione, all'economicità dell'amministrazione, interpelliamo il Presidente per sapere intanto i numeri, cioè quanti sono i contenziosi giudiziali, civili, divisi per le varie materie, con particolare riferimento alle cause di lavoro, che credo siano quelle probabilmente che più impegnano i nostri uffici che si occupano delle cause, visti i rapporti di lavoro che ci sono fra dipendenti della pubblica amministrazione, ma anche il penale, amministrativo e contabile, per capire quale sia l'entità numerica di questi contenziosi e quale sia poi anche l'ammontare complessivo della spesa in termini di onorari pagati alle controparti e di conseguenza per fare un ragionamento anche su quelle che siano state se ce ne sono state di strategie adottate per evitare magari contenziosi, perché come tutte le materie, un conto è affrontarle - così come in sanità si affrontano le epidemie, si affrontano le pandemie, si affrontano le malattie in genere - è bene anche però fare prevenzione, quindi anche in questa materia qualche volta è possibile fare prevenzione, soprattutto, appunto se fai parte di una pubblica Amministrazione, quindi di una grossa entità, che vede magari ripetersi dei giudizi in modo abbastanza ripetitivo e regolare.
Quindi se ci siano state iniziative in questo senso per prevenire - prima ancora che curare - ed in ogni caso se sia intenzione del Governo avviare strategie e azioni per sensibilizzare, informare e nel caso anche formare i dirigenti regionali nei vari settori non giuridici naturalmente, perché siamo degli uffici che si occupano di questo, probabilmente raccolgono tutte queste informazioni e questa casistica, sarebbe probabilmente interessante, ammesso che sia già stato fatto, che ci sia un ritorno, una restituzione di queste notizie a quei settori che magari possono improntare la loro azione amministrativa in modo da evitare il generarsi di contenziosi molto spesso seriali o comunque simili, perché molto spesso le questioni che si sovrappongono sono analoghe, sia in ambito di concorsi, sia in ambito di rapporti di lavoro continuativo eccetera.
Presidente - Per la risposta, la parola al presidente Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Questa invece è materia di per sé asettica, quindi è facile stare nel solco, anche perché le richieste sono molto specifiche, in particolare per quanto riguarda i dati.
Con riferimento alle prime due domande, le fornirò magari al termine un riepilogo con i dati puntuali, non starei a leggerli, perché non credo che siano particolarmente significativi letti così a voce.
In forma aggregata comunico che in materia amministrativa la Regione, negli ultimi cinque anni, è stata parte in causa di 102 contenziosi e le spese di soccombenza sono state complessivamente di circa 31 mila euro.
In materia civile i contenziosi sono stati 95 e le spese di soccombenza sono state pari a circa 158.660 euro. In materia di lavoro i contenziosi sono stati 165, le spese di soccombenza ammontano a circa 915.000 euro.
L'Avvocatura regionale rappresenta poi, come in materia contabile, nei giudizi di responsabilità amministrativa la Regione, che non è mai parte del procedimento e quindi soccombente; sull'ente tuttavia gravano, ai sensi dell'articolo 18 comma 2 del codice di giustizia contabile, le spese legali sostenute dai soggetti prosciolti. Analogamente avviene per i procedimenti penali.
Per quanto riguarda le altre due domande, l'Avvocatura regionale ricorda che i contenziosi che hanno assunto la caratteristica di serialità sono quelli, tutti in materia di lavoro, relativi al riconoscimento dell'indennità chilometrica degli operai forestali per l'utilizzo del mezzo proprio, quelli relativi al riconoscimento dell'anzianità dei docenti assunti a tempo determinato, i cosiddetti scatti di anzianità, e quelli per il risarcimento del danno da reiterazione di contratti a termine.
Per quanto riguarda il primo gruppo di controversie, l'indennità in questione contrattualmente prevista era stata disapplicata al momento dell'entrata in vigore dell'articolo 6 comma 12, ultimo periodo, del Decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica", invece successivamente riconosciuta dal Giudice del lavoro e da tre pronunce della Corte di Cassazione. Al fine di contenere il contenzioso, la Regione si è costituita soltanto in primo grado anche in ragione delle contestazioni sul quantum. Infine con la legge regionale 16 giugno 2021 n. 15, l'indennità pregressa documentata e non prescritta è stata riconosciuta ex lege.
Per quanto riguarda invece le altre due tipologie di contenzioso, si tratta di controversie che accomunano, ognuno per i rispettivi docenti, lo Stato e la Regione.
Il punto cruciale risiede nel fatto che, ai sensi dell'articolo 526 comma 1 del Decreto legislativo 297/94, al personale docente ed educativo non di ruolo spetta il trattamento economico iniziale previsto per il corrispondente personale docente di ruolo.
Al contrario, e diversamente per il personale docente di ruolo, i contratti collettivi nazionali di lavoro succedutisi negli anni relativi al comparto scuola prevedevano un trattamento economico differenziato per posizioni stipendiali in ragione dell'anzianità via via maturata da dipendenti in ruolo.
Tale impianto normativo è stato ritenuto in contrasto con il divieto di discriminazione nelle condizioni di impiego stabilito dalla clausola 4.1 dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso il 18 marzo 99, allegato alla direttiva del Consiglio 28 giugno 1999 n. 70.
La Regione, in mancanza di una norma di attuazione dello Statuto, non ha competenza sullo stato giuridico ed economico del personale docente, riservato invece allo Stato che, a oggi, non ha ritenuto d'intervenire sulla questione con una norma modificativa della disposizione del Decreto legislativo n. 297 sopracitato.
Si è in ogni caso cercato di arginare il contenzioso lasciando al Giudice la disapplicazione della norma statale incompatibile con il diritto eurounitario, e ciò anche in considerazione della vigenza dell'ordinamento interno del principio di divieto di estensione del giudicato in materia di pubblico impiego e non proseguendo oltre al primo grado, in ogni caso comunque necessario per la determinazione del quantum.
I contenziosi proseguono invece nei gradi successivi per i docenti non in possesso di abilitazione, fattore oggettivo che potrebbe legittimare la differenza di trattamento.
Su tale questione la Regione è in attesa di un pronunciamento della Corte di Cassazione in un precedente che coinvolge direttamente l'Ente recentemente rimesso alla Sezione Lavoro in considerazione della rilevanza nomofilattica della controversia. È evidente che successivamente a tale pronunciamento si renderanno necessarie ulteriori valutazioni.
Per quanto riguarda le cause di risarcimento del danno da reiterazione di contratti a tempo in materia di docenti, è intenzione proseguire sino a un pronunciamento della Corte di Cassazione, non essendo il precedente del 2016 valorizzato dai giudici di merito convincente ed essendo attualmente escluso che la Regione, pur con la competenza formale di cui al DPR 895/75, possa indire in totale autonomia rispetto allo Stato concorsi allo scopo di evitare il precariato, la reiterazione di contratti a termine, posto che la materia del reclutamento di docenti pertiene alla materia dello stato giuridico ed economico riservata, come detto, allo Stato.
Per quanto riguarda le altre cause, i contenziosi originano da pretese che le controparti ovviamente ritengono fondate e che pertanto prescindono dalla preparazione dei dirigenti e dalla correttezza del loro operato che, in ogni caso, anche quando si tratta di dirigenti preposti a settore non giuridici, è sempre improntato al rispetto della legge e delle procedure, ci mancherebbe altro.
In ogni caso le strutture di staff della Presidenza, vale a dire l'Avvocatura regionale e il Dipartimento legislativo e Aiuti di Stato sono costantemente di supporto alle strutture di amministrazione attiva che sanno di potersene avvalere.
Presidente - Per la replica, la parola al vicepresidente Sammaritani.
Sammaritani (LEGA VDA) - Abbiamo avuto conferma di quello che immaginavamo quanto ai numeri e all'ordine di grandezza di questi costi, che sono essenzialmente quelli in materia di lavoro, mi pare, perché stiamo parlando di quasi 1 milione di euro negli ultimi cinque anni, quindi si tratta già di cifre rilevanti per un bilancio.
La serialità dei procedimenti riguarda, come ci ha spiegato - adesso poi in realtà non entro nel dettaglio visto che si tratta di cose piuttosto tecniche- sia quelle relative al personale docente, e qui si torna al discorso della norma di attuazione, quindi nell'impossibilità per certi versi o quasi necessarietà di subire una situazione che origina dallo Stato, quindi diventa un po' difficile, ma di questo ne ha già parlato anche in certe occasioni l'assessore Caveri, non stiamo a ribadire questo concetto; si sta lavorando, questo lo sappiamo, vedremo.
Così come sull'indennità chilometrica dei forestali invece c'è una serialità anche qui che credo sia però ormai in fase di definizione, nel senso che - se si stanno aspettando le sentenze della Cassazione, in quella sua funzione nomofilattica, quindi di indirizzo e di interpretazione normativo - è evidente che a seguito di quello poi si potranno fare delle valutazioni.
È importante proprio quello che lei ha detto in chiusura, cioè che gli uffici deputati a ciò, quindi l'ufficio legale in particolare, debbano sempre avere questo collegamento con le altre strutture, so che ci sono, ci mancherebbe, perché credo non sia stato mai negato l'apporto da parte di questi uffici alle altre strutture quando si tratta di affrontare delle questioni giuridiche, però, per quanto riguarda la prevenzione, qualche volta possono nascere delle questioni che sono magari banali all'inizio, che possono sembrare di poco conto, ma un attento monitoraggio e un'attenzione magari su certe segnalazioni, i segnali di un malessere a volte, certe diffide, certe richieste da parte dei dipendenti o anche dei cittadini, credo sia veramente importante che vengano monitorate e che l'ufficio legale si faccia promotore di questa cultura della prevenzione anche in ambito giudiziale, perché, davvero, si tratta di risorse che vanno sprecate, perché effettivamente perdere tempo - come abbiamo visto purtroppo qualche volta anche tanto tempo, perché le cause durano troppo in Italia - e denaro pubblico per reagire a certe pretese - a volte, per carità, infondate, ci mancherebbe - che possono essere portate avanti dai cittadini è uno spreco di energie che se riusciamo a limitare è sicuramente cosa buona e giusta.
