Oggetto del Consiglio n. 1973 del 2 novembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1973/XVI - Interrogazione: "Benefici derivanti dalle limitazioni poste alla caccia al cinghiale".
Bertin (Presidente) - Punto n. 7. Risponde l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Con l'iniziativa mi si chiede quali siano i benefici che deriveranno dalla decisione di limitare la caccia al cinghiale in una specifica circoscrizione o per un periodo limitato.
A seguito dell'approvazione del decreto-legge n. 9 del 17 febbraio 2022, "Misure urgenti per arrestare la diffusione della peste suina africana", nota come PSA, convertito in legge con modificazioni 7 aprile 2022 dalla legge 29, le Regioni e le Province autonome hanno predisposto i Piani regionali di interventi urgenti - noti come PRIU - per la gestione, il controllo e l'eradicazione della peste suina africana nei suini da allevamento e nella specie cinghiale.
Per le Regioni indenni da PSA, come la Valle d'Aosta, il PRIU è volto a ridurre il rischio d'introduzione dell'infezione e a migliorare la gestione del cinghiale nel territorio di competenza per facilitare l'applicazione delle misure previste in caso di emergenza da PSA.
I Piani regionali devono quindi essere conformi al documento tecnico del 21 aprile 2021 sulla gestione del cinghiale e peste suina africana, elementi essenziali per la redazione di un piano di gestione redatto dai Ministeri della salute, delle politiche agricole alimentari e forestali e della transizione ecologica.
Il suddetto documento tecnico, tra le altre cose, prescrive un maggior prelievo degli individui giovani e delle femmine e, tra gli individui adulti, un maggior prelievo di femmine rispetto ai maschi.
Tale indicazione deriva dal fatto che, se si vuole incidere maggiormente sul contenimento di una popolazione selvatica, occorre incentivare il prelievo delle femmine rispetto ai maschi, ovviamente.
Ad esempio, ormai da diversi anni tale indirizzo gestionale è applicato anche in Valle d'Aosta per i piani di prelievo della specie cervo, che necessita di un forte contenimento in ragione dell'impatto sul territorio.
Per quanto attiene al cinghiale, il citato documento tecnico suggerisce l'adozione di piani di prelievo strutturati secondo la seguente ripartizione: un 60% giovani e 40% adulti, dei quali un 35% maschi e un 65% femmine.
Tale indicazione dev'essere applicata al prelievo selettivo e, per quanto possibile, alla tecnica della girata, considerata la necessità di riequilibrare gli abbattimenti realizzati mediante la braccata, tecnica che non consente di individuare agevolmente il sesso ed età degli animali da abbattere, spesso sbilanciati a favore della classe dei maschi adulti.
La nostra Regione ha proceduto all'approvazione del Piano regionale di misure urgenti di prevenzione e contenimento della diffusione della peste suina africana sul territorio regionale per il periodo 2022-2024 con la deliberazione della Giunta regionale n. 337 del 28 marzo 2022, poi aggiornato con provvedimento dirigenziale della struttura igiene e sanità pubblica veterinaria, n. 3835, in data 29 giugno 2022, recependo le indicazioni tecniche sopra richiamate; le stesse sono poi state riprese nel calendario venatorio per la stagione di caccia 2022-2023 approvato con delibera di Giunta regionale n. 876 del primo agosto 2022.
Alla luce di quanto sopra, si evidenzia che non vi sono limitazioni nel numero di cinghiali da prelevare, ma esclusivamente nella tipologia di animali.
Raggiunto il tetto dei maschi, i cacciatori devono indirizzare il prelievo sulle femmine, ciò come già detto solo però nella caccia con metodi selettivi, nella caccia in vagante e in braccata non vige tale disposizione.
Per concludere, va detto che parlando di possibili benefici questi si potranno vedere con il tempo, pur considerato evidente che l'abbattimento di un numero superiore di esemplari femmine dovrebbe portare a una diminuzione della popolazione.
Negli ultimi dieci anni, alcuni dati: i numeri degli abbattimenti sono rimasti circa costanti, un 700 abbattimenti l'anno, ma la popolazione generale non è diminuita, le nuove disposizioni potrebbero quindi generare un'inversione di tendenza.
Infine il dettaglio, ma ovviamente non banale: occorre ricordare l'obbligo di sottostare alle norme e ai regolamenti nazionali, quindi non vi è la possibilità di scegliere se aderire o meno alle prescrizioni nazionali.
Si è poi sicuri, infine, che i cacciatori valdostani, tutti esperti nella caccia di selezione, quindi nel riconoscimento delle classi di età e di sesso, sapranno intervenire in maniera corretta nei prelievi e contribuire fattivamente al raggiungimento degli obiettivi del PIUR.
Presidente - Per la replica, il consigliere Planaz.
Planaz (LEGA VDA) - L'obiettivo di quest'interrogazione era capire i motivi che portavano alla sospensione e alla chiusura della caccia del maschio adulto del cinghiale in una determinata circoscrizione, a seguito di tutte le problematiche che ha elencato lei, che condividiamo tutti. É normale la difficoltà di contenere certe specie, soprattutto in questo momento - ha anticipato tutto lei nella sua illustrazione - in merito alle problematiche della PSA, che fortunatamente che non riguardano la nostra Regione, ma anche per il contenimento della specie riguardo ai danni legati alle culture agricole e quant'altro.
A parte il fatto che oggi non si pone questo problema per quella circoscrizione, perché la caccia è di nuovo aperta a questa tipologia di animale, vorremmo capire il motivo per cui si è sospesa la caccia, al di là della sua illustrazione che informa che si è raggiunto il tetto massimo per questa specie; però di una sola circoscrizione capire il motivo, perché se guardiamo la circoscrizione 3, i Comuni che rientrano in questa circoscrizione tra la 3 e la 4 - tanto per fare un esempio, ci sono il Comune di Aosta e il Comune di Saint-Christophe - non riesco a capire perché andare a sospendere la caccia di questo animale in quella circoscrizione, quando sappiamo che in una notte i cinghiali possono tranquillamente percorrere 10-15 chilometri e spostarsi da un Comune all'altro, non vedo le ragioni di questa scelta.
È per quello che avevo fatto quest'iniziativa e, purtroppo, non è che mi ha saputo rispondere neanche lei. Però bisognerebbe avere più attenzione, soprattutto in questo momento, ricordiamo che fuori dalla nostra Regione sono state investite molte risorse per pagare i danni derivanti da questa PSA, che sta portando a molto abbattimenti anche negli allevamenti.
È per questo motivo che in una situazione come questa, a seguito anche di segnalazioni di molte aziende agricole dove si lamentano ingenti danni alle culture, la sospensione della caccia... soprattutto di una specifica parte di quest'animale, è anche difficoltoso, anche lei ha rimarcato la professionalità dei nostri cacciatori, non lo metto in dubbio, però identificare l'animale non è sempre facile.
Solo per questo avevo fatto quest'iniziativa, non è nulla di grave, però per capire il motivo per cui si è fatta questa scelta.
