Oggetto del Consiglio n. 1950 del 20 ottobre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1950/XVI - Reiezione di mozione: "Impegno a predisporre con tempestività un concorso o una selezione per l'assunzione di assistenti sociali regionali.".
Bertin (Presidente) - Riprendiamo. Siamo al punto n. 55. Per l'illustrazione della mozione, la parola al consigliere Baccega.
Baccega (FI) - Direi che questo pomeriggio di sociale abbiamo parlato non poco, questa mozione nasce da quel confronto che è in atto rispetto all'approvazione del piano salute e benessere sociale dove ovviamente si sono audite una serie di professionalità, tra cui anche le assistenti sociali, l'Ordine regionale delle assistenti sociali e in questa mozione vogliamo evidenziare e auspicare che si possa agire al più presto perché le difficoltà sono notevoli nel settore. Il tema dei servizi sociali - lo abbiamo capito in questi ultimi mesi - va affrontato con una certa determinazione e certamente non è costituendo l'Assessorato da solo, come ho letto poco fa in un'Ansa, la risposta adeguata, però a voi la scelta. Le assistenti sociali sono alte competenze professionali che si prendono cura delle famiglie, si occupano di quello che è chiamato il processo di aiuto alle famiglie, ai disabili, alle persone in difficoltà e svolgono un ruolo di raccordo tra due realtà molto complesse, quali sono quella della sanità e quella del sociale, lo garantiscono a tutti i settori, intendo minori, adulti, anziani, attraverso la presa in carico e anche e soprattutto nell'area della disabilità. Senza entrare nel merito dei diversi adempimenti, altrimenti ci metteremo delle ore, si parla nelle diverse aree di presenze determinanti per le tutele, supporto per le invalidità civili, per la violenza di genere, per le relazioni sociali in ambito dell'emergenza abitativa di cui si parlava quest'oggi, per l'ERP, ogni domanda di emergenza abitativa deve essere corredata per andare in Commissione da una relazione sociale, rispetto ai disabili con presenza nell'unità di valutazione multidimensionale, nel piano di zona e molte altre aree di competenza appunto nell'ambito dei minori, degli adulti e degli anziani. Nel confronto con l'Ordine delle assistenti sociali sono emerse diverse criticità, tra cui una forte carenza di personale (assistenti sociali) dal 2007 non viene bandito un concorso per assunzioni. Non rispondete che ci siamo passati tutti perché questo è vero, però io ricordo che nel 2018 la struttura dava risposte importanti. Si è trovata la soluzione delle assistenti sociali che sono fornite dalla Società di servizi in convenzione con la Regione, stesso ruolo, stessa operatività, ma stipendi differenti. Le regionali hanno uno stipendio che è certamente più adeguato rispetto a quello della Società di servizi.
C'è il problema delle sedi di servizio, molte assistenti sociali non hanno neppure una scrivania, ma soprattutto non hanno un ufficio riservato. I rapporti con le persone devono essere fatti de visu e quindi i colloqui devono essere effettuati in modo individuale, ma attenzione, si è praticato soprattutto in questo periodo, nel periodo di lockdown, lo smart working, quindi un periodo di emergenza molto significativo, e si continua a fare. Ormai l'emergenza è cessata, i rapporti devono essere de visu, lamentano questa mancanza di rapporti con i loro utenti e non si può neanche pretendere che si possa fare dei confronti con il telefonino. Solo in Valle d'Aosta le assistenti sociali lavorano ancora in smart working, quelle della Società di servizi.
"Le persone - hanno detto e ovviamente è una certezza questa - devono essere vista in presenza", bisogna sicuramente interrompere questo metodo, e vi invito a farvi partecipi di questo percorso, che si dica alla Società dei servizi e comunque alla struttura che nell'ambito del sociale per le assistenti sociali i colloqui devono essere fatti di persona. La Società di servizi indice prove di selezioni che per lo più vanno deserte oppure, quando si iscrivono un po' di persone, l'80 percento sono di un'altra Regione e appena possono rientrano a casa. Questo è un ulteriore danno per le famiglie che sono seguite o per le persone che sono seguite perché si perdono quei contatti, quel rapporto di fiducia che in qualche modo deve nascere tra l'assistente sociale e l'assistito, un turnover è estremamente dannoso soprattutto nell'area minori, che credo sia la più complessa ed è l'area che viene più facilmente abbandonata, un esodo che è deleterio per l'accompagnamento alle famiglie laddove ci sono importanti difficoltà genitoriali che richiedono interventi sociali continuativi. Nell'area anziani il bisogno è certamente più alto, le richieste sono innumerevoli, anche semplicemente di poter fare una domanda on-line rispetto agli aiuti che l'Amministrazione regionale o i Comuni... o le domande da fare on-line...
Un altro aspetto che è stato evidenziato riguarda il fatto che da una parte le assistenti sociali non svolgono più l'attività di assistenti sociali sul territorio, bensì sono destinate ad altri ruoli, ruoli amministrativi pur essendo nell'organico delle assistenti sociali che si occupano di servizi sociali. Sono ben dieci che si sono trasferite in Assessorato. Pare siano previsti ulteriori spostamenti in questi giorni, io vi invito davvero a fare attenzione perché questo esodo va fermato, altrimenti sul territorio non ci va più nessuno e non è pensabile di continuare a fare i colloqui attraverso l'on-line, perché il territorio patisce, il territorio - lo hanno sottolineato - è quasi sguarnito e quindi vengono fuori quelle lacune che tutti conosciamo. In quest'ambito c'è bisogno di una chiara revisione organizzativa, sappiamo bene, lo so bene, quante persone sono andate via negli ultimi due anni anche a livello dirigenziale da quella struttura, non ne conosco i motivi ma le persone vanno sostituite, altrimenti quel settore crolla. Ci sono addirittura difficoltà con l'acquisizione del materiale, ovvero le regionali possono accedere tranquillamente alle risme di carta, eccetera, le assistenti sociali della Società di servizi devono chiedere. Veramente siamo fortemente in difficoltà, bisogna che queste cose e la cancelleria possa essere ad appannaggio di tutti in ugual misura.
Colleghi, visto il ruolo delicato che le assistenti sociali rivestono nel supportare le famiglie e le persone in difficoltà, considerando il periodo che stiamo attraversando, abbiamo una pandemia che è ancora viva, con incremento di positivi, c'è un "caro bollette" che è stato evidenziato in diversi percorsi e diversi atti ispettivi che abbiamo proposto, credo sia importante che si predisponga con tempestività, Presidente che mi risponderà, un concorso o una selezione regionale per l'assunzione di personale che deve essere in possesso di una laurea in servizio sociale o in programmazione dei servizi sociali, da destinare alla struttura delle assistenti sociali regionali per sopperire alle carenze evidenziate ma soprattutto perché ci sia una maggiore presenza sul territorio, perché in questo momento il territorio è sguarnito e le famiglie sono a brancolare un po' nel buio.
Presidente - La mozione è stata presentata, apriamo la discussione generale. Non vedo richieste di intervento, chiudo la discussione generale. Per il Governo, ha chiesto la parola il presidente della Regione Lavevaz, ne ha facoltà.
Lavevaz (UV) - Questa è una mozione che riguarda un argomento indubbiamente molto delicato sul quale abbiamo discusso anche a margine di un'altra iniziativa che riguardava la Società dei servizi. Mi ricordo, nella mia risposta, di aver parlato in modo specifico della questione delle assistenti sociali, perché, come avevo detto in quella risposta, io sono sostanzialmente d'accordo con l'analisi che il collega Baccega ha fatto sulle difficoltà che ci sono e sulla disomogeneità anche di condizioni di lavoro che ci sono tra le assistenti sociali che sono rimaste in capo all'Amministrazione regionale e quelle che sono all'interno della Società dei servizi. Io quindi concordo sul fatto che sia una questione che dobbiamo in qualche modo affrontare per uniformare e rendere comunque più efficace e anche più uniforme. Qual è il problema però? Che pur condividendo lo scopo, non condivido lo strumento, nel senso che in questo momento non è l'indizione di un concorso la soluzione a questo problema, per un motivo molto semplice: che come lei ha già detto, da quando è stata istituita la Società dei servizi, concorsi per assistenti sociali l'Amministrazione regionale non ne ha più fatti perché questo è stato demandato alla Società dei servizi. Attualmente la Società dei servizi ha, credo, quarantuno assistenti sociali a tempo indeterminato, della Regione mi sembra che siano diciotto. Il problema quindi va affrontato in maniera seria a monte, nel senso che dobbiamo decidere in maniera definitiva sulla Società dei servizi, in particolare su questo aspetto che riteniamo abbia una delicatezza diversa rispetto ad altre, se vogliamo intraprendere una strada diversa. Oggi, anche volendo, non potremmo indire un concorso, perché i concorsi hanno un iter prodromico definito, un iter amministrativo che prevede innanzitutto il fatto di avere delle facoltà assunzionali in primis, secondariamente la necessità di avere un piano dei fabbisogni che inserisca questo tipo di concorso e poi, in ultimo, la possibilità di fare il concorso. Noi non abbiamo tutti questi passaggi perché a monte c'è un'organizzazione diversa. La mozione quindi, così com'è proposta, non è accoglibile, pur condividendo la necessità di affrontare il problema a un livello più alto, a un livello proprio di programmazione e di organizzazione delle assistenti sociali in generale. Se ritenete di proseguire con la mozione, nonostante la nostra impegnativa ad affrontare insieme la questione, noi ci asterremo, altrimenti aspetto una sua presa di posizione diversa.
Presidente - La parola al consigliere Baccega, ne ha facoltà.
Baccega (FI) - Il tema dei servizi sociali non lo volete affrontare con la giusta determinazione perché io capisco i problemi del piano dei fabbisogni, la procedura, il passaggio.
Come ha avuto modo di sottolineare il collega Manfrin nelle sue due interpellanze di poco fa e come abbiamo detto noi nell'ultimo Consiglio parlando del piano della povertà, che avete deciso di portare nel 2023, piano della povertà che inevitabilmente coinvolge le assistenti sociali, bastava chiamare le assistenti sociali per fare il piano della povertà nella sua stesura almeno il 70 percento delle problematiche erano sicuramente in grado di valutarle.
Visto che prima si parlava anche di ricerca di alloggi, provate a chiedere a Don Aldo, alla Caritas e alle parrocchie quanta gente è rimasta in mezzo alla strada in questo periodo. È così, Presidente, la bolla sta esplodendo e le assistenti sociali che sono così poche non sono in grado di gestire tutto quello che sta succedendo; le cose sono molto cambiate, si sono appesantite. Ci sono delle nuove povertà, lo sappiamo benissimo.
Io non ho nessuna intenzione di ritirare la mozione, guardo il mio collega se mi dà un okay, la mettiamo in votazione e poi, se per caso non passa, sappiamo che il problema c'è, cerchiamo di affrontarlo, cerchiamo di mettere in campo un'iniziativa che consenta di fare presto però, perché davvero se ne stanno andando... anche in Bassa Valle sono in difficoltà, guardo il collega Bertschy, che sa benissimo che queste cose sono alla canna del gas, comunque noi non ritiriamo la mozione e vediamo chi ha piacere di votarla. Chiede semplicemente di incrementare il numero delle assistenti sociali sul territorio, domanda anche di evitare questo percorso di smart working che non c'è più in nessuna Regione d'Italia, c'è solo in Valle d'Aosta. Le assistenti sociali devono lavorare sul territorio e devono lavorare de visu con le persone, le famiglie che seguono nella loro attività.
Presidente - Ci sono altri che intendono intervenire? Ha chiesto la parola il consigliere Manfrin per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Solo per annunciare il voto favorevole del gruppo Lega rispetto alle assistenti sociali e ringrazio per l'intervento il collega Baccega. Abbiamo potuto appurare durante la discussione del piano socio-sanitario come anche a fronte di numeri che sono soltanto indicativi, perché si fa una stima rispetto al fabbisogno come numeri, quindi ne servono mi pare cinquantacinque credo come fabbisogno sul territorio e cinquantacinque sono incasellate... cinquantasei, cinquantaquattro, comunque la cifra più o meno è questa... ma in realtà il problema è un altro, cioè da una parte purtroppo le assistenti sociali vengono adibite a fare altro, e quindi hanno ruoli, per esempio, all'interno delle strutture invece che stare in mezzo alle persone, questa chiaramente non è una mancanza delle assistenti sociali ma è una mancanza delle organizzazioni in generale e, dall'altra, si sconta anche un altro grosso problema: quello che è stato evidenziato giustamente, cioè la questione dell'incasellamento di una parte delle assistenti sociali, anzi, in realtà della stragrande maggioranza delle assistenti sociali nella Società di servizi invece che è in carico alla Regione, cosa che a volte limita la struttura, cosa che a volte crea dei problemi anche di coordinamento e obiettivamente avere un sistema di servizi sociali, che ad oggi vede in maggioranza la presenza di assistenti sociali che sono esterne all'Amministrazione rispetto a quelle che sono assunte direttamente dalla Regione, non credo sia un segnale di coordinamento, quindi voteremo convintamente sì a questa mozione.
Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - È già stato detto parecchio, vorrei solo aggiungere che, quando abbiamo audito in Commissione anche la Presidente dell'Ordine, quello che è stato evidenziato è che dal 2017 in avanti la situazione è andata via via peggiorando notevolmente fino a diventare pressoché insostenibile. Alcune delle assistenti sociali che sono assunte dalla Società dei servizi hanno anche dei contratti brevi, questo ovviamente non permette la continuità e gli spostamenti di zona sono continui, è stato fatto riferimento alla Bassa Valle ed è proprio vero, perché è uno dei problemi più sentiti. Questo che cosa vuol dire? Che non c'è la continuità ma non c'è neanche la possibilità di instaurare un rapporto con l'assistente sociale. Faccio l'esempio di una situazione che ci è stata segnalata di una donna maltrattata che voleva accedere alla casa protetta e per farlo ha dovuto parlare della sua situazione nell'arco di un tempo molto ridotto con tre assistenti sociali diverse; non è assolutamente una cosa semplice!
L'altra cosa che ci pare carente è il rapporto numerico operatore/utenti che è diventato anche quello molto critico. Non c'è quindi la possibilità di instaurare un rapporto di fiducia, non c'è la possibilità di instaurare un percorso che sia in qualche modo indirizzato e canalizzato, quindi affrontare in qualche maniera questo problema ci sembra doveroso. È stato detto dal Presidente che non è possibile, neanche volendo, istituire dei concorsi, l'impegnativa della mozione prevede il concorso ma anche l'assunzione attraverso una selezione di personale in possesso di laurea. Io quindi mi aspettavo che magari invece di chiedere di ritirare, si proponesse - se la soluzione è tecnica - un emendamento. Diversamente comunque le motivazioni ci sembrano sufficienti e quindi noi voteremo la mozione.
Presidente - Altri? Non vedo altre richieste, possiamo mettere in votazione la mozione. La votazione è aperta.
Appello nominale del Consigliere presente in remoto sulla piattaforma zoom.
Padovani (FP-PD) - Astenuto.
La votazione è chiusa.
Presenti: 35
Votanti: 17
Favorevoli: 17
Astenuti: 18 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)
La mozione non è approvata.
