Oggetto del Consiglio n. 1949 del 20 ottobre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1949/XVI - Interpellanza: "Interventi a sostegno dei casi di morosità di assegnatari di alloggi ERP conseguenti all'aumento dei costi delle utenze".
Marguerettaz (Presidente) - Punto 54 all'ordine del giorno. Per la presentazione, ha chiesto la parola il collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Nelle iniziative che riguardano la povertà abbiamo voluto trattare i due aspetti della povertà: chi da una parte paga un affitto a un privato e chi dall'altra occupa un alloggio di edilizia residenziale pubblica e queste due figure hanno problemi che tendenzialmente una persona potrebbe pensare siano differenti ma che, in realtà, sono assolutamente sovrapponibili: in un caso, come abbiamo detto prima, le persone che si vedono supportare nell'affitto e se lo vedono riconoscere con un anno e mezzo di ritardo, nel caso degli alloggi di ERP dobbiamo fare un passo indietro, cioè noi ci troviamo ad avere a che fare con persone che, proprio in virtù del fatto di avere avuto l'assegnazione di alloggi di ERP, versano in una situazione di evidente disagio economico e spesso anche sociale. In questi nuclei che versano in questa situazione di particolare sofferenza economica e sociale, quando si fa la domanda, quando si depositano i documenti e si fa poi anno per anno, si deve dichiarare qual è il reddito del nucleo e l'affitto viene poi parametrato all'effettivo reddito, quindi un sistema che tiene conto della condizione del nucleo e che parametra l'affitto. Il problema si pone però sulla parte delle spese, perché lì non c'è un sistema che va a calmierare il costo delle spese delle utenze e le spese delle utenze vengono inserite nei bollettini di pagamento. In tempi non sospetti, cioè a novembre 2021 - ricordo che le prime iniziative che evidenziavano una crescita abnorme delle spese per le utenze risalgono a maggio 2021 - evidenziavamo che c'era stata un'esplosione dei costi per quanto riguarda gli alloggi di ERP ma soprattutto che per alcuni alloggi erano stati obbligati con la forza e minacciati, pena la decadenza dall'assegnazione, ad accettare l'allacciamento al teleriscaldamento che, come abbiamo saputo a seguire, ha dimostrato una serie di costi superiori rispetto a tutti gli altri fornitori.
Quando lo dicemmo a novembre, lei, Assessore, ci disse che "le spese relative ai consumi dipendono da quanto consuma il nucleo stesso e dalle tariffe di mercato; non è chiara la fonte rispetto alla quale nell'iniziativa consiliare viene dichiarato un presunto aumento degli importi ma non risulta in alcun modo che il teleriscaldamento registri un aumento di costi". Il 27 di luglio però, guarda caso, l'ARER riconosce che il teleriscaldamento portava un aggravio di costi per le famiglie e quindi siglava un accordo con Telcha per contenere i costi del riscaldamento per far pagare gli abitanti degli alloggi di ERP come se utilizzassero altre materie prime per il riscaldamento, quindi confermando che il teleriscaldamento era più costoso rispetto agli altri mezzi di alimentazione. Si sono obbligate le persone a collegarsi al teleriscaldamento anche se questo rappresentava un aggravio di costi, le avete obbligate. Da questo obbligo ma dall'aumento delle spese in generale nasce un problema, cioè, come abbiamo detto prima, gli affitti sono parametrati al reddito ma le spese no. Questo sa che cosa ha comportato? Ha comportato il fatto che da un anno all'altro le spese siano raddoppiate o triplicate, quindi, per esempio, nuclei che prevedono al loro interno disabili, a volte disabili anche da soli che devono gestirsi da soli, devono pagare 200-300-400, ho bollette che mi sono state inviate dove vengono chiesti mensilmente 800 euro con una pensione o con un introito, che è rimasto inalterato rispetto al 2021 e al 2020, quindi se io sono una persona disabile che prende una pensione di circa 400 euro e ricevo una bolletta di 600 euro, dovrò scegliere se mangiare o pagare la bolletta; se sceglierò di mangiare per non morire di inedia, mi arriverà una simpatica lettera da parte di ARER dopo quattro bollette non pagate che dice: "o procedi a pagare tutto l'arretrato, o noi ti sbattiamo fuori di casa, o sottoscrivi un piano di rientro o ti sbattiamo fuori di casa". Al di là che io trovo vergognoso che ci si rivolga a persone che sono a ISEE zero dicendogli: "o paghi o ti sbatto fuori di casa", senza tener conto delle condizioni in cui versa una persona o quel nucleo, questo poteva essere sanato e lei, Assessore, lo sa benissimo, da quella famosa delibera sulla morosità incolpevole che abbiamo discusso in questo Consiglio, che dopo nove anni, e di questo le devo dare atto, è finalmente arrivata. C'è un però: questa delibera sulla morosità incolpevole, non tiene conto della condizione di necessità dei nuclei, perché la delibera sulla morosità incolpevole disciplina soltanto un aiuto per coloro i quali hanno una perdita di reddito del 20 percento. Che cosa ne consegue? Il limite per aderire a questa morosità incolpevole è di 25 mila euro, significa che se un nucleo ha un ISEE di 25 mila euro e perde il 20 percento del proprio reddito, va a 20 mila, quindi il nucleo con 20 mila di ISEE ha diritto ad avere un aiuto per pagare l'affitto che non riesce a pagare di circa 10 mila euro, quindi a un nucleo di 20 mila di ISEE, diamo 10 mila euro, giustamente, perché rientra nei parametri di reddito, per pagare un affitto e aiutarlo.
Qual è il paradosso? Che il nucleo che ha ISEE zero, cioè che non guadagna niente, ma non è che non guadagni niente da quest'anno, non l'ha mai guadagnato perché non lavora, perché è disabile, perché è anziano, per tutta una serie di motivazioni, non riceve niente, cioè io un reddito inalterato da vent'anni, ho 400 euro che mi entrano ogni mese e ogni mese 400 euro entravano e 200 euro li pagavo per la bolletta e con gli altri 200 ci compravo qualcosa da mangiare. Una vita grama, molto grama ma perlomeno in parte sostenibile. Adesso mi arriva una bolletta da 600, che sono 200 euro in più rispetto a quelli che posso ricevere mensilmente, non posso pagare, non posso chiedere un aiuto e mi sbattono fuori di casa e io non ho fatto niente per aumentare, non è che ho lasciato le luci accese. ho fatto festa, ho collegato i motori e ho organizzato un party nel cortile. Non ho fatto nulla, io sono rimasto a vivere la mia vita. In queste condizioni ci sono decine e decine di famiglie.
Io credo che questa sia una situazione molto grave ed è al pari di quella che abbiamo detto prima, cioè persone che sono in uno stato di necessità che senza remore, senza alcun problema, come se fosse una pratica abituale, c'è un simpatico personaggio che si mette al computer e manda una bella lettera dicendo: "caro signor Rossi, lei a prescindere che c'ha il reddito zero, è disabile, è anziano, è pensionato, non ha una lira, lei non ha pagato quattro bollette, quindi sa che c'è? Dal prossimo mese o mi sottoscrive un piano di rientro oppure la sbatto fuori di casa". Questo è obiettivamente inaccettabile perché l'edilizia residenziale nasce per rispondere a un bisogno e non è un bisogno di una persona che può permettersi di pagare dei soldi in più, è una persona che versa in una situazione di necessità perché non può pagare, altrimenti si permetterebbe un affitto normale. Allora vedere bollette di 800 euro date a nuclei che non hanno gli occhi per piangere obiettivamente è imbarazzante.
A fronte di questo e a fronte di questa segnalazione, che non è la prima volta che viene sollevata, Assessore, io le chiedo quali siano innanzitutto i motivi dei maggiori costi del teleriscaldamento rispetto al riscaldamento normale, teleriscaldamento che voi avete obbligato a collegare agli alloggi e state continuando ad obbligare, dal momento che peraltro abbiamo anche una quota di Telcha come Regione: circa l'11 percento.
Se, per far fronte ai maggiori costi, si intende rivedere quest'obbligo di scelta e - e questa credo sia una cosa dirimente - se a fronte della necessità che le ho sollevato e che io immagino che anche gli uffici abbiano sollevato perché non posso credere di essere l'unico destinatario delle criticità delle persone che vivono in quegli alloggi, se a fronte di quanto le ho sollevato, se è intenzione di rivedere i casi di morosità e permettere che le persone che hanno un ISEE che non gli permette di pagare le bollette possano ricevere un adeguato supporto per poter sopravvivere e pagare l'affitto oltre che mangiare.
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - Arrivando alle risposte puntuali, la prima è sulle motivazioni dei maggiori costi del teleriscaldamento rispetto alle altre fonti di approvvigionamento, quindi parliamo di Telcha. Nel luglio scorso la società Telcha ha annunciato per tutti i suoi clienti, quindi anche per gli utenti inquilini ARER ulteriori misure di contenimento e mitigazione delle loro tariffe, questo a partire dal quarto trimestre 2021, riduzione del 14 percento, poi aumentato al 27 percento nel primo trimestre 2022, riportando i prezzi per l'utente finale in linea con quelli applicati al gas. Tale decisione di Telcha è stata adottata in conseguenza della mancata estensione delle misure governative di mitigazione al settore del teleriscaldamento, quindi queste misure non sono state dal Governo precedente - io mi auguro che questo Governo lo faccia - estese anche alla misura del teleriscaldamento, perché dovrebbe essere - a mio avviso, poi mi posso sbagliare - una misura che il Governo dovrebbe prendere. Ciò a ben vedere, quindi, non rappresenta in alcun modo una conferma di maggiore costo del teleriscaldamento rispetto ad altre fonti di alimentazione ma solo che in una particolare situazione di aumenti imprevisti e imprevedibili, e questo vale per tutti, perché è vero che ci sono persone che vivono in edilizia residenziale pubblica con un ISEE bassissimo, ma queste persone sanno benissimo che praticamente il canone di locazione, se non è zero, ci avviciniamo, quindi sono già persone che godono di un canone particolarmente basso, cosa che invece per chi ha un reddito basso, ma non vive nell'edilizia residenziale pubblica diventa un problema ulteriore. È vero quindi che è difficile parlare di privilegi in condizione di difficoltà economica, ma, sotto un certo punto di vista, c'è un piccolo privilegio per chi ha potuto accedere a questo tipo di edilizia residenziale perché il canone è già correlato al suo ISEE, quindi se l'ISEE è bassissimo, il canone sarà bassissimo. Come stavo dicendo prima, quindi, sono aumenti imprevisti e imprevedibili che riguardano tutti coloro che... ovviamente se sono in una situazione di indigenza, vengono colpiti ancora di più, quindi dall'interno o all'esterno dell'ERP. Il Governo è intervenuto sulla maggior parte dei settori coinvolti, ma non su quello appunto del teleriscaldamento come dicevo prima. Sono certo che la senatrice Spelgatti e l'onorevole Manes sapranno portare all'attenzione del nuovo Governo - io li stimolerò in tal senso, appena si insedierà - questa forse dimenticanza in modo che si possa porvi rimedio. Informo in ogni caso che ARER ha comunicato che i consuntivi recentemente chiusi per la stagione 2021/2022 non hanno evidenziato maggiori costi del teleriscaldamento rispetto alle altre fonti di approvvigionamento.
Seconda domanda: "se a fronte dei maggiori costi si intende rivedere la scelta di collegare al teleriscaldamento un numero crescente di alloggi di ERP, che saranno poi completamente dipendenti da un unico fornitore...", eccetera, la scelta di collegare al teleriscaldamento un numero crescente di alloggi che si conferma non comportare ad oggi costi aggiuntivi rispetto ad altre fonti di approvvigionamento è legata a molteplici fattori attraverso una politica di centralizzazione del riscaldamento, della fornitura dell'acqua calda sanitaria nei fabbricati utilizzando la rete di teleriscaldamento già fortemente presente nella città di Aosta. Questo avviene in un'ottica più generale di contenimento dei consumi e di ottimizzazione delle risorse che garantiscono maggiore compatibilità ambientale rispetto alle soluzioni tradizionali, rimanendo in linea con gli obiettivi nazionali ed europei, e non da ultimo conseguendo un aumento del livello di sicurezza per tutti gli utenti. Parallelamente a massima tutela e garanzia degli utenti finali, a maggior ragione perché si tratta di soggetti con fragilità socio-economiche, è stato recentemente sottoscritto dall'ARER un nuovo contratto con la società Telcha che garantisce nel tempo il mantenimento della convenienza economica pattuita rispetto alle altre fonti alternative disponibili sul mercato.
Terza domanda: "se sia intenzione dell'Amministrazione intervenire nei casi di morosità di assegnatari che non hanno variato il proprio reddito ma versano in una situazione di difficoltà a causa degli aumenti dei costi delle utenze e rischiano lo sfratto", la morosità incolpevole di cui lei fa riferimento nel testo dell'interpellanza è uno strumento espressamente mirato al mantenimento dell'alloggio per quei nuclei, che, a causa di una diminuzione del reddito, non riescono più a far fronte al regolare pagamento del canone di locazione delle spese e si trovano in stato di sfratto o di decadenza. Le ricordo nuovamente che per chi usufruisce di un alloggio di ERP il canone è già correlato all'ISEE e al reddito. Per coloro che affrontano una situazione permanente di disagio economico sui quali lo strumento della morosità incolpevole non può intervenire sono previsti diversi e specifici strumenti sia a livello nazionale che a livello regionale, tra i quali, l'ultimo in ordine cronologico, su iniziativa regionale risulta essere il bonus social VdA pensato come contributo una tantum e a fondo perduto appunto per far fronte ai recenti rincari dei costi delle utenze. Questo perché, com'è noto, per accedere a tale contributo, tutti i cittadini valdostani - e ribadisco "tutti i cittadini", perché, come ho già detto prima, il problema non è solo all'interno dell'edilizia residenziale pubblica, poi ci sono persone che hanno redditi analoghi e non vivono questa situazione e subiscono come tutti l'aumento dei costi energetici e il "carovita", comunque ivi compresi gli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica - possono presentare domanda fino al prossimo 15 novembre, com'è noto. Corre l'obbligo, infine, di richiamare che l'avviso di messa in mora degli assegnatari di alloggi di ERP, a fronte di un numero di mensilità insolute superiori a quattro, non costituisce una minaccia, ma la mera applicazione di quanto espressamente previsto dall'articolo 44 della legge regionale n. 3/2013, poi le leggi giustamente si possono cambiare, non sono scolpite nella roccia. Quello che mi posso augurare, ma non lo dico per polemica politica, sicuramente è un augurio e sono convinto che andrà a buon fine... uno dei grossi problemi è che abbiamo ancora gente che ha una pensione di 300-400 euro e forse magari a livello governativo bisognerebbe porseli questi problemi perché poi è vero che la gente non riesce a mangiare e non riesce a pagare le bollette. Credo, quindi, che siano degli interventi che deve fare un Governo centrale, perché noi possiamo fare degli interventi parziali, com'è stato fatto anche in maniera importante con un investimento di 8 milioni per tutti, non solamente solo su chi può usufruire dell'ERP... L'hanno detto tanti Governi che i minimi delle pensioni e comunque le pensioni saranno portate a dei livelli decenti in modo da poter permettere alle persone, come diceva giustamente lei, con un ISEE molto basso... io penso che ISEE zero non debba esistere, però non voglio entrare nella polemica sul reddito di cittadinanza, che è tutta un'altra cosa a mio avviso, ma credo che bisogna intervenire a questo livello. Glielo dico di nuovo: non è una questione polemica, ma mi aspetto effettivamente che il Governo, visto che è cambiato, ci dia delle risposte significative e strutturali a questo tipo di problematiche.
Presidente - Per la replica, la parola al collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Giustamente, senza polemica politica, le faccio rispettosamente notare che il Governo non è ancora cambiato, quindi si può rivolgere tranquillamente, se ci sarà, al prossimo Governo.
Detto questo, io credo che rivolgersi a un altro Governo sia un modo per allontanare i problemi. Comincio per ordine: lei ha definito sostanzialmente una categoria, i privilegiati, coloro i quali accedono all'edilizia residenziale pubblica. Mi spiace davvero di queste parole e siccome però le immaginavo, guarda caso in questo Consiglio si discutono due iniziative differenti: una che va a sostegno degli affitti privati e una che va a sostegno degli affitti pubblici, in nessuno dei due casi si dà una risposta però. Si vuole fare polemica? In nessuno dei due casi si interviene, nel primo il bando affitti latita, quindi i privati che potevano essere aiutati non si aiutano; nel secondo, le persone che hanno ISEE zero, sono d'accordo con lei, non dovrebbero esistere, o perché è inverecondo che una persona guadagni zero o perché è evidente che se una persona guadagna zero, probabilmente gli si deve chiedere che cosa fa tutto il giorno. Ci sono due casi: ci sono persone che purtroppo effettivamente hanno dei costi che gravano su di loro tutti i mesi e che non riescono ad andare avanti, oppure ci sono persone che lavorano in nero alle quali forse due domande vanno fatte, ma questi devono essere altri uffici. Noi ci occupiamo di una cosa che si chiama politiche sociali, che si occupa del disagio e il disagio non è uguale per tutti e non è uno standard, perché le faccio un esempio nel suo ragionamento che lei si è dimenticato: fra i tanti casi, c'è una persona che ha una proprietà, un alloggio, che le è stato lasciato in eredità, che è gravato da un'ipoteca, che non ha i soldi per riscattare, che non può regalare, che è in comproprietà con sua sorella e di cui non si potrà mai liberare, ma gli pesa sull'ISEE, quindi lui risulta avere ISEE non so se 30-40-50 mila ma guadagna zero ogni mese, quindi non può accedere al reddito di cittadinanza, non può accedere alla morosità incolpevole, non può accedere a nessun aiuto perché è ricco ma non ha un soldo bucato e lo butteranno fuori di casa perché non ha di che pagare. Tenete voi conto di questa cosa? Ne tenete conto oppure ritenete che sia tutto uno standard? ISEE 20.000-20.100-19.740 e facciamo i conti come se fossimo i ragionieri senza tener conto delle fragilità delle persone? È il modo sbagliato per approcciarsi ai problemi sociali e ai problemi delle persone, perché purtroppo, quando parliamo di difficoltà e di disagio, parliamo dei casi specifici. Allora si dice: "c'è un aiuto della Regione", grazie Assessore, grazie mille. Se vuole, facciamo la polemica anche sull'aiuto della Regione quando potevamo darlo a luglio e non lo abbiamo voluto dare, invece siamo arrivati adesso e forse verrà erogato a dicembre, forse a gennaio, arriverà e saranno 500 euro se va bene. Voglio vedere quante bollette verranno pagate, perché lei sa che le bollette impagate sono quattro per essere buttati fuori di casa, ma le persone che vengono buttate fuori di casa vengono buttate fuori adesso, non a gennaio quando avranno i soldi per pagarne una e non tutte quelle che non hanno pagato. Dopodiché lei dice che il canone è correlato all'ISEE, certo, quello dell'affitto, l'affitto è correlato all'ISEE, è giusto, ma non quello delle spese! Le utenze vanno slegate dall'ISEE. "Hai consumato tot? Devi pagare tot". E lei ritiene che una persona, che, come giustamente ha riconosciuto, prende, incassa, introita ogni mese 350-400 euro perché è disabile possa avere una bolletta di 600-700-800 euro e dire: "eh, va bene, cosa vuole che sia?". L'affitto è 10 euro, però i restanti 600 sono delle utenze, cosa devo fare? Mi vendo un organo per pagare il mio affitto mensile? No, vengo sbattuto fuori di casa. Io glielo ripeto, Assessore, glielo ho già detto prima: noi siamo sulla soglia di una bomba sociale. Ci sono decine e decine di famiglie che verranno sfrattate di casa. Ne ha già avuto un assaggio con la manifestazione qua sotto, ma ci sarà di peggio se non si interverrà immediatamente. Ripeto: non parliamo dei furbetti, perché il problema che lei non sa, Assessore, è che è vero che è tutto commisurato all'ISEE, ma lei non sa che la nostra legge, che è l'unica in tutta Italia, non prevede un limite di ISEE, cioè prevede un limite di ISEE di ingresso, ma non di uscita. Noi quindi abbiamo persone che hanno ISEE zero nelle case popolari ma abbiamo anche persone che hanno ISEE 150 mila, dunque abbiamo persone che hanno un ISEE di 150 mila euro e stanno nelle case popolari. I fatti sono questi: le persone stanno per avere lo sfratto, le lettere sono partite senza alcun discernimento rispetto a chi effettivamente ha bisogno o a chi non paga perché non vuole, non perché non può, c'è chi paga perché non vuole, che fa il furbo, e le assicuro che io negli anni li ho segnalati diversi e sto ancora aspettando la decadenza di quelli, per altri invece la decadenza arriva subito con una bella letterina. Forti con i deboli, deboli con i forti.
Presidente - Direi che possiamo fare un quarto d'ora di sospensione, alle ore 18:00 riprenderanno i lavori. Prego aprire le finestre.
La seduta è sospesa dalle ore 17:42 alle ore 18:05 e che alla ripresa dei lavori assume la Presidenza il presidente Bertin.
