Oggetto del Consiglio n. 1938 del 20 ottobre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1938/XVI - Interpellanza: "Soluzione delle problematiche e degli impatti ambientali riguardanti il territorio regionale inerenti al progetto di elettrificazione della linea Ivrea-Aosta".
Sammaritani (Presidente) - Passiamo ora al punto n. 43 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, la parola al consigliere Perron.
Perron (LEGA VDA) - Rimaniamo sul tema dei treni. Già lo scorso Consiglio abbiamo affrontato la questione dell'elettrificazione in generale sulla problematica che è emersa ad Ivrea e non mi ripeterò sulle cose che abbiamo già detto allo scorso Consiglio, però in quella occasione era venuto fuori che ci sono anche alcune problematiche sul territorio valdostano. Si era fatto riferimento alla delibera che riassumeva un po' tutto e, in effetti, siamo andati ad analizzarla. Innanzitutto i comuni coinvolti sono Hône, Châtillon, Nus, Saint-Marcel, Quart e Saint-Christophe. C'è un parere negativo alla conferenza dei servizi, che è del Comune di Hône: i problemi - lo dico già io, così magari taglio anche la sua risposta, tanto si può leggere - riguardano: demolizione del casello Alpini, stoccaggio AS06 in Via Aosta, quindi qui ci sarebbe un impatto sulla viabilità, in misura certamente minore, comunque questo è un altro tema un po' assimilabile a quello della città di Ivrea, altri problemi che però mi paiono meno rilevanti ed in parte già discussi; a Nus, ad esempio, incremento dei posteggi; poi, una questione sui servizi igienici. Questo è dalla lettura che io ho fatto, magari anche un po' sommariamente, ma sono quelle che ci sembrano le problematiche emerse.
A questo punto le chiediamo quali siano gli intendimenti per la risoluzione di tali problematiche e anche se ci sono ulteriori novità sullo sviluppo del progetto, le varie interlocuzioni riguardo al fatto che comunque il tempo stringe; sappiamo che è un progetto che ha delle scadenze ben precise e quindi le tempistiche non sono un fattore che va messo in secondo piano.
Presidente - Per la risposta, la parola al presidente Lavevaz.
Lavevaz (UV) - Di fatto il collega Perron ha già anticipato parte della risposta, nel senso che poi alla fine le problematiche si riducono a poche unità nei comuni che lei ha citato. Ha già citato anche la delibera di cui abbiamo parlato nell'ambito di un'altra iniziativa, questa delibera che ha voluto in qualche modo raccogliere all'interno di un unico atto tutte le osservazioni, sia delle strutture regionali, sia degli enti locali, in modo da avere un unico atto da presentare alla conferenza dei servizi da parte delle strutture regionali, intese come territorio della Valle d'Aosta.
Non sono emerse criticità insormontabili dalle osservazioni fatte dagli enti locali e devo anche dire che fin dall'inizio dell'anno, quindi dal mese di gennaio, ci sono state diverse interlocuzioni, direttamente degli enti locali con RFI, che devo dire da questo punto di vista ha avuto un atteggiamento comunque di grandi disponibilità anche verso gli enti locali. È chiaro che ci sono delle criticità, lei ha citato quella di Hône. Il Comune di Hône ha chiesto di poter mantenere questa casettina, che è un ex casello, se non sbaglio, ma lì c'è un problema di distanze. Come sempre, ci sono delle situazioni che vengono tollerate, magari non hai più la distanza a norma attuale, ma nel momento in cui metti mano, fai una variante o fai qualsiasi cosa, devi metterti a norma, quindi quella situazione lì non è più stata tollerata da RFI e sarà oggetto di demolizione, ahimè, nonostante ci sia la richiesta del Comune di Hône di mantenerla. Però queste interlocuzioni che ci sono state con RFI e i Comuni hanno portato, ad esempio sempre a Hône, a ipotizzare un sovrappasso anziché un sottopasso, come richiesto dal Comune, peraltro ipotizzando anche un inserimento architettonico di un certo tipo, perché Hône è comunque dirimpettaio del Forte di Bard, quindi non dev'essere una struttura che ha un impatto visivo ambientale non piacevole. Da questo punto di vista c'è stata un'interlocuzione che parrebbe essere stata comunque positiva anche da questo punto di vista.
Sui punti invece sul territorio valdostano, sono esattamente i comuni che lei ha citato, sono Hône, Fénis, Saint-Marcel, Quart e Saint-Christophe. I problemi sono stati soprattutto inerenti ai cavalcavia, i cavalcaferrovia esistenti, perché da un lato c'è la necessità o di un rifacimento degli stessi o di un abbassamento della ferrovia, per avere il franco necessario a poter passare i pantografi che l'elettrificazione prevede. Ad esempio, Hône e Nus sono due punti in cui i binari verranno innalzati per permettere gli attraversamenti.
Dal punto di vista dell'impatto ambientale in generale, il progetto era già stato presentato tanti anni fa per la verifica di assoggettabilità a VIA; al termine delle verifiche già all'epoca il Ministero aveva escluso l'intervento di tale procedura, a condizione di ottemperare una serie di prescrizioni che sono state poi recepite nel progetto. Nel 2021, a seguito delle modifiche progettuali presentate nel 2020, il Ministero della transizione ecologica ha confermato la non assoggettabilità a VIA e quindi, in buona sostanza, da quel punto di vista il cerchio si è chiuso.
Sulle ulteriori due domande, quindi le posizioni espresse dai soggetti e gli intendimenti, su questo la Regione ha cercato in qualche modo di essere di aiuto ai Comuni e di affiancamento, in particolare per i Comuni interessati da varianti urbanistiche, dovendosi la Regione anche esprimere su queste varianti. Con diversi incontri specifici si è poi giunti alla conclusione della delibera che ha raccolto queste osservazioni. Agli altri Comuni interessati invece è stato presentato il progetto, i quali poi si sono espressi direttamente nei confronti di RFI, ma ovviamente lì la questione era molto più semplice.
Ci sono state, come dicevo prima, ad esempio sul comune di Hône, delle richieste specifiche che anche in parte lei ha citato. Sono richieste legittime, anche in parte di compensazione; parlavamo l'altra volta dei lavori di compensazione richiesti dalla Città di Ivrea per i disagi; sono dinamiche legittime e naturali. Da quello che mi risulta, in buona sostanza tutte queste richieste sono state accolte da RFI e saranno recepite nel progetto esecutivo finale.
L'unico problema - se così possiamo dire - è stato che, come abbiamo già detto, questa conferenza di servizi si è svolta in modalità differita e asincrona, quindi vuol dire che si sono raccolti i pareri non contestualmente in una seduta con tutti in presenza, ma in modalità appunto asincrona. Questo ha fatto sì che RFI non fosse in grado, per ragioni ovvie, di produrre immediatamente elaborati che tenessero conto di queste soluzioni concordate con i Comuni, però saranno - come da impegno di RFI - recepite poi nel progetto esecutivo finale. L'unica richiesta che al momento sembrerebbe non essere accolta è quella che dicevamo di Hône, per questioni proprio di distanze non derogabili.
Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Perron.
Perron (LEGA VDA) - Grazie Assessore per le risposte che ci ha dato. Nulla da dire in più sul piano tecnico, la criticità più grande resta quella fuori dai nostri confini regionali, quella di Ivrea. In chiusura però io posso fare una considerazione che invece è meramente politica. Questo progetto di elettrificazione, ancorché presente in legge, è un po' frutto dell'alleanza del mondo autonomista con la sinistra, in particolare la parte anche più radicale della sinistra, anche se adesso non è più presente, la quale rivendica giustamente il suo ruolo nell'aver attuato questo progetto con l'allora assessore Minelli e deputata Tripodi. Una visione con una parte che ha la sua radice nell'ambientalismo più ideologico, spesse volte, dal nostro punto di vista, anche parecchio ottuso e incapace spesso di fare delle considerazioni più puntuali sulle cose.
Se il progetto andrà in porto, bene, ovviamente; se avrà degli effetti benefici su quello che sarà poi il trasporto, a questo punto ce lo auguriamo, visti i grandi investimenti che sono stati fatti. Se ciò non avverrà e ci saranno ancora problemi di vario tipo sui ritardi eccetera, ovviamente anche a lei la responsabilità politica, perché noi fin dall'inizio abbiamo espresso le criticità che poi si sono verificate e abbiamo visto; soprattutto, abbiamo parlato di alternative tecnologiche che ormai sono attuali e lo saranno anche nei prossimi anni. Mi riferisco in primis forse alle batterie: non ho seguito io la questione dei treni Hitachi Blues che dovrebbero arrivare a fine anno, ma anche quella è una novità interessante, perché sono una sorta di trimodali con una parte di batteria che va ancora a tagliare le emissioni.
Questa è la considerazione nostra. Le alternative tecnologiche ormai ci sono e ci saranno sempre di più, lo avevamo detto fin dall'inizio, quindi vediamo quello che succederà, poi a ognuno le sue responsabilità.
Presidente - Vista l'ora, chiudiamo i lavori che riprenderanno alle ore 15:00.
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La seduta termina alle ore 12:54.
