Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1852 del 5 ottobre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1852/XVI - Approvazione di mozione: "Impegno del Governo regionale a prevedere misure di sostegno a favore di cittadini e operatori economici di tipo strutturale, su medio e lungo periodo, per mitigare gli effetti negativi dovuti ai rincari del mercato dell'energia".

Bertin (Presidente) - Alla presenza di 32 Consiglieri riprendiamo i lavori di questo pomeriggio. Abbiamo interrotto l'analisi del punto n. 10: la mozione dei consiglieri Marquis e Baccega. Si era prenotata la consigliera Minelli a cui passo la parola. Siamo in discussione generale.

Minelli (PCP) - Questa mozione, come ha detto anche il collega Marquis illustrandola, è una mozione in qualche modo datata, perché è stata presentata il 15 luglio e da allora ci sono state delle importanti novità, che, a nostro avviso, rendono necessaria un'integrazione, un'attualizzazione della mozione stessa. Anche per questo avremmo preferito una discussione generale che raggruppasse i punti all'ordine del giorno che trattano di quest'argomento sia pure, è vero, con qualche diversa sfumatura, anche perché la preoccupazione che è stata esternata dal collega questa mattina è una preoccupazione condivisa, che abbiamo tutti.

Quali sono quei cambiamenti sopraggiunti a cui sto facendo riferimento? Intanto a fine agosto c'è stata la sospensione dell'attività in alcuni settori della Cogne, le cui motivazioni non devono essere ricercate, com'è stato spiegato, in un calo delle richieste ma nel caro energia. Sono stati circa duecento i lavoratori che sono stati messi in cassa integrazione e, come sappiamo, la vicenda non si è conclusa, perché c'è il rischio di arrivare, se le cose non cambieranno, anche a una crisi di tipo più strutturale. Poi recentemente, il 29 di settembre, pochi giorni fa, c'è stato il nuovo rincaro del prezzo base nazionale dell'energia stabilito dall'ARERA e in tanti si sono affrettati in quell'occasione a dire che quell'incremento, che è del 59 percento, quindi un incremento elevato, si applica soltanto ai clienti in regime di maggior tutela e non a quelli in libero mercato. Intanto va detto - ma è stato ricordato anche questa mattina - che in Valle d'Aosta, come in tutta Italia, la percentuale di clienti domestici in regime di maggior tutela è molto elevata e che comunque - questo anche va detto - l'incremento del prezzo base nazionale poi si ripercuoterà, sia pure in forme differenziate, anche sui clienti del mercato libero. I dati nazionali ci dicono che ci sono 7 milioni di clienti sul mercato tutelato, che è pari a un 35 percento del totale, io ho solo a disposizione il dato di febbraio, era stato detto in Commissione che i contratti Enerbaltea erano ancora il 40 percento, stamani mattina il collega Marquis parlava di 40 mila persone, non so se sono calate o meno però erano quelle di cui ci era stato detto allora. Abbiamo anche chiesto delle informazioni più precise direttamente per sapere se la situazione è migliorata ma al momento non sappiamo.

Al di là di questo però sappiamo che le imprese dell'energia usano come prezzo di riferimento quello del mercato tutelato per stabilire poi le altre tariffe.

C'è poi un terzo elemento che si è aggiunto e che crediamo sia da prendere in considerazione, sia pure un elemento su un piano più politico: la posizione che ha assunto all'unanimità il Consiglio comunale di Aosta, che, con un ordine del giorno, ha fatto una richiesta precisa alla Regione che, a nostro avviso, dev'essere presa in considerazione e recepita. Quell'ordine del giorno chiede una sollecitazione affinché siano adottate tutte le misure possibili per calmierare il costo della bolletta energetica alle imprese operanti sul territorio regionale e alle famiglie residenti in modo da scongiurare chiusure, perdite di posti di lavoro e ulteriori impoverimenti tra nuclei fragili a causa delle ripercussioni economiche negative generate dalla guerra in Ucraina.

Noi crediamo che di questi cambiamenti, di questi elementi occorra tenere conto anche nella discussione di oggi. Nella mozione che, ripeto, è stata redatta a luglio - e stamani mattina l'ha specificato il collega Marquis - si affrontano due aspetti: il primo punto della parte deliberativa è quello sulla norma di attuazione, sulla questione della rete di distribuzione dell'energia; il secondo punto propone un intervento con una legge regionale per rimborsare ai residenti in Valle una quota significativa della componente energia in bolletta per le famiglie. Noi pensiamo che in questo momento specifico occorra concentrarsi sul caro bollette, mettere in atto un'azione per calmierare il costo delle bollette sia per le famiglie che per le imprese che operano sul territorio. Questa ci sembra che sia una richiesta molto diffusa e anche urgente che proviene un po' da ogni parte, se ne discute in tutti i settori della società valdostana: se ne parla nelle assemblee di condominio, nei Consigli comunali, fra le associazioni di categoria, ancora due giorni fa nell'assemblea di ADAVA, fra i sindacati, nelle associazioni dei consumatori e così via, quindi c'è un grido d'allarme che crediamo vada ascoltato. Per le norme di attuazione, o la norma di attuazione, credo che non bisogna fare confusione fra l'intervento per le concessioni idroelettriche e la questione della rete di distribuzione, chi ci ascolta sente spesso parlare della norma d'attuazione e credo che abbia un po' in testa quella; comunque per le norme d'attuazione bisognerà intervenire, lo sappiamo, ma sappiamo altrettanto che la Commissione paritetica dovrà essere adesso rinominata, ci vorrà sicuramente del tempo e se poi facciamo, come all'inizio legislatura, prima di arrivare a una nomina, staremo freschi. Come ho accennato, però, mentre sulla norma d'attuazione per le concessioni c'è già, ne abbiamo parlato tante volte, un iter avviato e un'impostazione, che in qualche maniera, è stata già discussa per quello che riguarda la rete di distribuzione, è tutto da approfondire, da costruire, non c'è ancora nulla, invece noi crediamo che sul caro delle bollette occorra agire, occorra prendere delle decisioni oggi, nella contingenza. È la motivazione per cui noi proponiamo, mettiamo sul piatto degli emendamenti alla mozione per concentrarsi appunto su quest'aspetto.

Per quello che riguarda la premessa della mozione, noi concordiamo su gran parte dei punti, salvo quello che riguarda la questione della distribuzione, che riteniamo essere un argomento da affrontare a parte, quindi quello che proponiamo è di mantenere gran parte di quella premessa aggiungendo però due elementi: uno, quello che ho detto poc'anzi e cioè fare riferimento all'incremento del prezzo base nazionale stabilito da ARERA e alla presa di posizione del Comune di Aosta.

Quanto alla parte deliberativa, il nostro suggerimento, che ovviamente dovrà essere discusso, è di correggere l'impostazione, cioè non di rinviare a una legge per rimborsare i cittadini, ma piuttosto cercare di agire direttamente attraverso CVA perché la società metta in campo un nuovo pacchetto di offerte e di aiuti più incisivo e più significativo. Bisognerà andare oltre questo 40 percento per il consumo domestico e il 10 percento per le imprese, si deve cercare di fare di più. Io credo che ci sia un po' una narrazione diffusa secondo cui la Regione e CVA abbiano le mani legate in questo senso, è una dichiarazione che ritrovo anche nelle parole che ho ascoltato l'altro giorno al telegiornale del nuovo Presidente degli albergatori, che sono state anche un po' sorprendenti perché arrivano da una persona che ha dichiarato di avere delle simpatie indipendentiste, poi però mi sembra che abbia avuto un atteggiamento un po' rassegnato su questo. Pensiamo che si possa fare di più. Ci sono degli esempi in giro per l'Italia; in modo diverso, ma comunque sempre per calmierare i prezzi energetici, la Regione Basilicata e la Provincia autonoma di Trento sono intervenute in modo sicuramente più incisivo della Valle d'Aosta, però l'esempio che ci sembra più significativo è quello di Alperia, cioè il corrispondente in qualche modo, fatte le dovute differenze, di CVA in Alto Adige, la società che è di proprietà della Provincia autonoma di Bolzano e dei Comuni altoatesini. Da quando c'è l'emergenza bollette, Alperia ha messo già in campo tre pacchetti di misure; l'ultimo, che è quello più recente di metà mese, di metà settembre, prevede degli sconti che per la fascia di minor consumo arrivano al 61 percento, questi tre pacchetti in autunno scorso avevano varato un pacchetto che si chiama "Alperia Free", in primavera "Alperia Smile" e adesso "Alperia Eco". Per certe fasce si arriva al 61, per altre al 57, per una, se ho fatto i calcoli giusti, anche al 68. La domanda è questa: se un'operazione del genere può farla un'azienda dell'Alto Adige, bisogna verificare se ci sono le condizioni perché si possa fare anche qui ed è una domanda che mi pongo e che pongo.

Ricordo anche che in IV Commissione a febbraio, quando abbiamo fatto quell'unica riunione per parlare del "caro energia", e non eravamo ancora alla fase della guerra in Ucraina, era prima, era il 17, mi pare, di febbraio, il consigliere Marquis aveva ricordato di uno sconto del 50 percento operato da CVA nel 2017 e il Direttore di CVA in quell'occasione aveva risposto su questo non negativamente, aveva detto che era una cosa che si sarebbe dovuta e potuta valutare. Ci pare che ci siano dei margini ulteriori che sono da valutare, che sono da esplorare.

In Valle d'Aosta ci troviamo in una situazione che è comunque particolare e favorevole. Abbiamo un'azienda che è di totale proprietà regionale, un'azienda che produce dei grandi quantitativi di energia elettrica, pulita, da fonte rinnovabile e che viene in gran parte esportata e venduta all'esterno e produce a basso costo e fa dei profitti che sono, l'abbiamo visto, con dei grossi incrementi fra il 2020 e il 2021 e che quest'anno sono ulteriormente cresciuti. Oltre ai profitti, ci sono stati anche, nel corso del 2021 e di questa parte dell'anno 2022, gli extra profitti, questo perché esiste un meccanismo distorto che, nello stabilire i prezzi dell'energia, ha fatto sì che, mentre le famiglie e le imprese sono in difficoltà, le grandi aziende tutte moltiplicano i loro utili. È una situazione questa paradossale tant'è vero che il Governo e il Parlamento italiano, mi pare anche con il sostanziale appoggio di tutte le forze politiche, hanno deciso di tassare questi extra profitti per recuperarne almeno una piccola quota da utilizzare nell'interesse della collettività. Io sull'entità precisa degli extra profitti non avevo informazioni, per questo abbiamo presentato un'interrogazione a risposta scritta e dalla risposta ricevuta emerge che la CVA ha avuto degli extra profitti per oltre 100 milioni di euro e ci dice appunto che su questo deve pagare una tassa, e sta pagando, di 25 milioni e 372 mila euro allo Stato in tre rate.

A noi sembra che ci si trovi all'interno di una grossa contraddizione che sta nel fatto che la Compagnia Valdostana delle Acque, che è di proprietà pubblica, e che è nata per perseguire l'interesse della comunità valdostana, di fatto, nella realtà, non consente pienamente al sistema produttivo valdostano di utilizzare dell'energia a basso costo, eppure, a nostro avviso, questo dovrebbe essere il primo compito di una società, cioè permettere alle aziende, alle attività economiche, al sistema di assistenza sanitaria, alla Pubblica Amministrazione... - se posso andare avanti, abbiate pazienza, abbiate pazienza, se mi bloccate il tempo perché altrimenti lo prenderò dopo, non lo so - ... noi riteniamo necessario che ci sia un atteggiamento di questo tipo nei confronti di tutta la società valdostana, che dovrebbe poter usufruire di energia elettrica in adeguate quantità e con costi non distanti da quelli che sono necessari per la produzione.

La mozione nella riformulazione che proponiamo consiste non, com'è stato proposto, nell'andare verso la norma di attuazione sulla questione delle bollette energetiche o sul disegno di legge, ma richiede una cosa diversa, cioè che ci sia, da parte della Giunta, un approfondimento sui margini di manovra che ha la CVA, un approfondimento per vedere in che misura si possono incrementare questi sconti attuali che ci paiono insufficienti.

In questo senso va l'emendamento che presentiamo alla mozione e che, come dicevo, mantiene buona parte dei punti delle premesse: "appreso che nei giorni scorsi l'Autorità di regolazione per l'energia reti e ambiente ha stabilito un ulteriore incremento del 59 percento del prezzo base nazionale d'elettricità; preso atto dell'ordine del giorno del Consiglio comunale di Aosta approvato all'unanimità che, in data 28 settembre, ha chiesto alla Regione di assumere tutte le possibili misure per calmierare il costo della bolletta energetica di tutte le imprese operanti sul territorio regionale e delle famiglie residenti, il Consiglio regionale impegna il Governo a verificare rapidamente, con i vertici di CVA, le possibilità e le modalità per un nuovo e più ampio pacchetto di sconti sulle bollette di famiglie e imprese". Non credo che questa sia una proposta che va al di fuori dell'argomento della mozione: parlo di argomento, non certo degli impegni che sono previsti in quella depositata dai colleghi, ma l'argomento è il "caro energia" e la richiesta d'intervento è di aprire un confronto, di fare delle verifiche perché si possa appurare se c'è la possibilità e stabilire in quel caso le modalità per un pacchetto di sconti che sia direttamente sulle bollette di cittadini e imprese.

Presidente - La parola al consigliere Testolin.

Testolin (UV) - Intervengo in questa discussione generale principalmente per tre motivi che cercherò di analizzare molto brevemente: il primo è essenzialmente legato a una richiesta, a un auspicio espresso in quest'aula da chi ha parlato prima di me nel voler comprendere quale sia la posizione di chi a suo tempo nel 2019 aveva firmato una risoluzione che diceva determinate cose e assolutamente non c'è nessuna remora nell'esprimere le considerazioni ad oggi rispetto a una presentazione di risoluzione che nel 2019 discendeva da un'analisi fatta in Commissione, dalla necessità di voler perorare la causa della quotazione dell'azienda valdostana CVA per riuscire così a estrapolare la propria operatività dai vincoli di una legge che ne limitava l'operatività e ne limitava anche le occasioni di crescita e di miglioramento delle sue condizioni aziendali. Una risoluzione che cercava quindi di delineare tutti quei benefici che potevano emergere in quel momento da una quotazione che poteva essere, in quell'istante, l'unico modo per svincolare da processi troppo burocraticizzati il lavoro dell'azienda valdostana. Credo che oggi queste situazioni siano notevolmente cambiate dall'uscita della Madia in merito al fatto che è stata riconosciuta la possibilità di uscire da questa norma in funzione dell'emissione di bond quotati, con un recente decreto che ne sancisce questa possibilità e che oggi quindi pone la nostra azienda in un contesto anche diverso a livello di confronto con le altre imprese del settore.

Ciononostante, evidentemente, ci sono alcuni principi della risoluzione che è stata firmata nel 2019 e che è stata votata, non mi ricordo se a grande maggioranza o comunque all'unanimità, ma che sancisce la possibilità di attivare delle iniziative propositive o comunque di verificare la possibilità di attivare determinate iniziative che possano agevolare le possibilità di ridurre la bolletta per i Valdostani.

Per quanto mi concerne, al di là delle tempistiche indicate nel punto 1, nelle richieste al punto 1 dell'impegnativa di questa mozione, sulla quale stiamo discutendo, credo sia da valutare con il Governo regionale se ci siano gli spazi per fare questo tipo di approfondimento laddove non sia già stato in qualche modo fatto per definire un percorso che possa portarci a una consapevolezza maggiore delle opportunità di intervenire tramite una norma di attuazione. Da quel punto di vista, sul primo punto nulla osta a continuare un percorso che si è condiviso nel tempo. Sulla seconda impegnativa però mi sento di divergere un po' dalle considerazioni che sono state fatte durante la presentazione, che, peraltro, è una presentazione di una mozione che ha ripreso in gran parte - è stato un copia e incolla - la risoluzione del 2019. Decontestualizziamo quindi un po' il tutto, la riproponiamo oggi, in una fase peraltro altrettanto burrascosa per quanto riguarda il sistema energia nel suo complesso, ma che in quell'occasione voleva andare a riconoscere agli utenti valdostani la quota parte di introiti derivanti dalla vendita di una parte dell'azienda. L'idea per chi ha scritto questa risoluzione... e ne do un'interpretazione se vogliamo autentica perché, essendo uno dei firmatari, qualcosa in testa si poteva avere... quindi fatto cento quello che poteva essere il ritorno economico da parte dell'Amministrazione regionale per la vendita dell'azienda, si poteva ipotizzare di utilizzare parte o tutto questo introito per andare ad attenuare, tramite un riconoscimento agli utenti, questo tipo di costo per 5-10-"X" anni, in modo da ritornare al tessuto socio-economico e alle famiglie in prima battuta delle risorse acquisite per la vendita di quest'azienda. Questa è la motivazione per cui in questo momento personalmente, ma poi nelle repliche sicuramente il Governo regionale dirà le linee da seguire, sul primo punto mi trovo d'accordo oggi come lo ero allora a un approfondimento, sul secondo punto le condizioni sono totalmente diverse per cui la valutazione è una valutazione che non può che essere contemplata in un contesto che è assolutamente diverso.

La seconda valutazione che voglio fare è che io, per carattere, generalmente, se si parla di un argomento e si parla di una mozione in particolare, preferisco rimanere sul tema rispetto che divagare su delle considerazioni che molte volte veramente risultano populiste e anche un po' scontate, in un periodo dove non solo in Valle d'Aosta purtroppo ci si confronta con delle situazioni di criticità nel pagamento delle bollette, sia a livello personale, sia a livello di famiglie, sia a livello di imprese, credo che reiterare come un mantra determinate criticità e volerle inserire in una mozione che di altro sta parlando sia un po' pretestuoso da parte di alcuni colleghi e lo si voglia fare sempre per dimostrare quanto si è bravi e quanto si è belli a fare delle disamine, raccogliendo a destra e a sinistra delle indicazioni, che, purtroppo, non sono poi confortate da dei numeri e delle considerazioni complessive che possano dare un quadro veritiero di quello di cui si sta parlando, perché evidentemente, anche nelle disamine che sono state fatte dalla collega Minelli mancherebbero alcuni elementi di fondamentale importanza, quali, ad esempio, il prezzo di partenza di quelli che possono essere gli sconti poi effettuati dalle varie aziende produttrici, piuttosto che altre considerazioni che diano un quadro complessivo e di raffronto con invece le dinamiche applicate a livello locale da CVA. Si cercano sempre delle opportunità per mettere in evidenza quanto si è bravi e quanto si è belli facendo finta che si sappia esattamente tutto, quando poi invece era il momento di dare delle risposte e di trovare soluzioni, queste tendenzialmente tardavano ad arrivare. Questo è per significare come all'interno dell'aula penso che non ci sia bisogno né di fare demagogia, né di fare del populismo, né di fare delle provocazioni che possano essere un po' più politiche, perché è un momento dove bisogna veramente sintetizzare le opportunità che abbiamo di poter intervenire, così come abbiamo fatto con le risorse che sono state messe a disposizione dai plusvalori che il bilancio regionale ci ha riservato e che alcune risorse che sono state messe a disposizione dall'assestamento per cercare di trovare delle soluzioni che possano essere di complemento a delle iniziative che non possono essere in questo momento solo demandate alle Regioni o alla nostra Regione in particolare.

Sono delle decisioni che sono di sistema, sono delle decisioni che debbono essere valutate dal sistema nazionale ed europeo nel suo complesso, sono derivanti da politiche energetiche sulle quali la Valle d'Aosta ha un peso specifico decisamente limitato e sbagliamo anche a fomentare molte volte delle iniziative o a sollecitare delle iniziative che hanno delle possibilità di intervento e di risoluzione molto limitate.

Credo che nessuno abbia bisogno di essere preso in giro in questo periodo ma c'è bisogno di far fronte comune per proporre, magari anche a livello a livello nazionale... mi dispiace che oggi pomeriggio non ci sia o non vedo io la collega Spelgatti, che rappresenterà la nostra Regione al Senato, e che potrebbe farsi portavoce di eventuali valutazioni che potrebbero scaturire anche grazie a queste mozioni, a queste sollecitazioni e che potrebbero essere fatte proprie da quest'Aula per promuovere delle iniziative, che anche partendo dal locale, potrebbero tradursi in qualcosa di significativo per tutto il territorio nazionale.

A fronte di questo, e aspettando le indicazioni del Governo regionale, per quanto mi concerne, confermo quello che ho detto nell'apertura del mio intervento, quindi di essere assolutamente disposto, come penso anche gli altri componenti della maggioranza, a fare un'analisi seria e puntuale delle opportunità per diminuire gli oneri di sistema all'interno delle bollette dei Valdostani, appoggiandosi anche a dei percorsi normativi che possano dare i loro frutti, dall'altra parte però rilancio un po' indietro queste provocazioni che non ritrovano e non sono lusinghiere di un atteggiamento corretto nei confronti della situazione attuale che deve essere analizzata con serietà ma anche con le dovute attenzioni e senza creare dei castelli in aria che poi non possono essere rispettati.

Presidente - La parola al consigliere Grosjacques.

Grosjacques (UV) - Solo alcune riflessioni sulla discussione che si è aperta oggi e che evidentemente ha travalicato un po' i confini di questa mozione ma che comunque ci consente anche di ragionare su che cosa vogliamo all'interno della nostra Regione e nel settore delle energie rinnovabili, perché oggi siamo partiti facendo una disamina di quello che succede a livello nazionale, delle percentuali e poi siamo passati al "si potrebbero fare tante cose ma questa maggioranza, questo Governo, questa Regione non le fa". Sappiamo perfettamente che ci sono moltissime cose che sarebbero nelle intenzioni non di questa maggioranza, ma di qualunque maggioranza nei confronti dell'economia regionale, però ci sono delle cose che si possono fare e che noi crediamo siano state fatte nei limiti delle competenze regionali, e ci sono cose che non possono essere fatte in quanto si sconta l'inerzia del Governo centrale. Dico questo perché ormai, anche a livello romano e a livello europeo si sta parlando da tempo di che cosa sarebbe necessario fare, ma non è stato fatto quello che dovrebbe essere il punto 1 all'ordine del giorno e che avrebbe certamente delle ricadute positive sul nostro territorio, cioè il disaccoppiamento del prezzo dell'energia elettrica rispetto a quello del gas.

Non credo sia necessario entrare nel merito della questione, che è una questione che, gioco forza, abbiamo sviluppato tutti perché tutti tutti i giorni veniamo sollecitati dai cittadini che davvero non ce la fanno più, ma credo che la Regione, con i 12 milioni diventati 20 di cui 8 per le famiglie, stia davvero facendo quello che è possibile per sostenere le famiglie, soprattutto quelle che ne hanno maggiore necessità, ma non dobbiamo dimenticarci che i lacci e lacciuoli che ci impediscono anche di sviluppare le energie da fonti rinnovabili nella nostra Regione hanno un'origine nazionale, il disaccoppiamento è uno ma c'è anche la questione del famoso decreto che dovrebbe incentivare le fonti di energia rinnovabili, che, pur avendo un Ministro che è in quota a 5 Stelle e che dovrebbe essere particolarmente sensibile alle istanze di una parte della collettività nazionale, da tre anni - perché l'ultimo decreto è del luglio 2019 - è assolutamente fermo su questo tipo di problematica.

Il Comune di Aosta, citato dalla collega Minelli, nella cui maggioranza evidentemente ci riconosciamo, ha svolto il compitino rimbalzando alla Regione la problematica senza peraltro proporre nessun tipo di soluzione perché non c'è, ad oggi, nessun tipo di soluzione proponibile che non sia quella che è già stata messa in campo in attesa di provvedimenti nazionali.

Più che come maggioranza regionale, io credo che, come amministratori regionali, dobbiamo porci davvero la domanda di che cosa vogliamo nel futuro per le nostre rinnovabili, perché sento parlare dei proventi, degli utili della CVA, che sono molti ma dovrebbero essere di più, però poi le stesse forze politiche che chiedono di applicare alla nostra collettività gli utili della CVA sono quelle che poi si oppongono a qualsiasi tipo di investimento nel settore delle rinnovabili, che mandano i loro accoliti nelle conferenze di servizio a bloccare o a tentare di bloccare i progetti. Bisogna davvero che ci chiariamo come amministratori regionali, a prescindere dalle nostre rappresentanze politiche, se davvero il rinnovabile, per la Valle d'Aosta è una risorsa oppure, per certi movimenti politici, è qualche cosa che deve essere assolutamente bloccato, salvo poi chiedere l'utilizzo delle risorse. Non parlo della Basilicata perché sappiamo tutti che non produce direttamente con le proprie società, come invece facciamo noi, ma si è limitata, peraltro con un gesto importante, a distribuire le royalties che riceve per le estrazioni sul proprio territorio.

Quanto alla mozione, è del tutto evidente che il punto 1 è un punto che potrebbe tranquillamente essere accettato ma è un punto che, proprio perché passa attraverso una norma di attuazione, certamente dispiegherà i propri effetti quando probabilmente tutta questa necessità non ci sarà più. Servono quindi dei provvedimenti più urgenti, il collega Testolin ha fatto appello alla collega Spelgatti e lo faccio anch'io ma lo faccio in termini assolutamente propositivi, ci sarà la necessità che questo nuovo Governo sblocchi tutta una serie di lacci e lacciuoli che dovranno consentire poi a cascata anche a noi di prendere i giusti e necessari provvedimenti per dare delle risposte alle famiglie ma anche ai nostri settori produttivi. Credo che il Governo regionale dirà con maggiore precisione quello che è stato fatto, quello che si può fare e quello che populisticamente viene chiesto ma non si può fare sulla base di normative che, se eluse, creerebbero per la CVA in questo caso specifico sanzioni milionarie.

Richiamo tutti a una riflessione che potrà essere fatta, se lo riteniamo, in IV Commissione, che è il luogo deputato per analizzare e provare a dare delle risposte, ma lanciare dei messaggi a chi ci ascolta sapendo poi che queste attività non potranno essere messe in campo, credo che in un momento come questo non faccia bene a nessuno.

Presidente - Si è prenotato l'assessore Caveri, siamo sempre in discussione generale.

Caveri (AV-VdA Unie) - Spetterà al collega Bertschy chiudere rispetto al Governo, ma, visto che si sono anche un po' anticipati alcuni temi che vanno al di là dei contenuti della mozione, qualche osservazione la vorrei fare anch'io perché credo che, tutto sommato, sia utile per il dibattito.

L'importante, quando si discute di argomenti di questo genere, è di non illudere le persone, l'opinione pubblica e la comunità, perché altrimenti facciamo "eccetto la qualunque". "Eccetto la qualunque" è semplicissimo, nel senso che ci mettiamo al microfono, cominciamo a dire delle cose anche sull'energia: gratuità, distribuire gli utili o cose di questo genere, dividendo, tra l'altro, gli oneri di sistema, che è una cosa in questo momento, com'è stato detto gli oneri di sistema sono sospesi, in realtà lo shock energetico che noi stiamo vivendo adesso deriva dall'aumento dei prezzi dell'energia, cioè il problema degli oneri di sistema in questo momento è congelato, quindi è del tutto evidente che questo tema può essere trattato, può essere discusso, io non so se una norma d'attuazione del genere potrà mai passare, però si può discutere. Bisogna poi capire, nel momento in cui scompaiono gli oneri di sistema, chi monetizza i distributori, però questi sono discorsi diversi.

Perché la bolletta elettrica è aumentata? È aumentata perché ci sono state tutta una serie di ragioni che hanno portato a questa flambée dei prezzi: la prima nel mese di dicembre del 2021 è stata determinata dall'incremento della domanda di gas e dall'aumento dei consumi energetici da parte dell'Estremo Oriente e dell'industria in generale a seguito della ripresa post pandemica e anche dall'inizio di una serie di tensioni geopolitiche; il secondo momento delicato è avvenuto con l'inizio della guerra e con l'applicazione delle sanzioni internazionali nei confronti della Russia, è stato ricordato da diverse persone che sono intervenute di come noi, purtroppo, siamo... come dire? Dipendenti fortemente dal gas che proviene dalla Russia. Il terzo momento è avvenuto nella seconda metà del mese di agosto e in parte è legato all'aggravamento delle tensioni geopolitiche e anche da altri fattori climatici di cui siamo buoni testimoni anche con la diminuita capacità produttiva di CVA, cioè dalla siccità seguita alla scarsità delle precipitazioni nevose del periodo invernale, comunque questo insieme di situazioni ha portato i prezzi fino a quindici volte superiori a quelli precedenti.

Da notare che nella complicazione del sistema elettrico - qualcuno avrà sentito il mercato di Amsterdam che regola il gas - questo ha significato per CVA, prima nel dicembre del 2021 e poi nel corso di tutta l'estate del 2022, degli esborsi quotidiani di denaro anche per energia che non viene consumata, che talvolta al giorno hanno significato 70-80 milioni di euro, fino a 100 milioni di euro, legato al fatto che, cambiando i prezzi, CVA sul mercato internazionale doveva comunque versare questa specie - chiamiamola così - di caparra. CVA - credo che sia bene ricordarlo a tutti, anche se immagino che tutti lo sappiano sulla base anche del fatto che ormai CVA è sul mercato da tantissimi anni - è un'azienda che è sottoposta al mercato, che opera sul mercato, che deve seguire regole civilistiche e soprattutto deve attenersi alle regole in materia di concorrenza che sono particolarmente rigide. I prezzi devono muoversi secondo una logica di mercato, non ci devono essere situazioni privilegiate, specie quando il competitor, come nel caso valdostano, cioè CVA, ha una posizione dominante sul mercato e deve evitare - è stato accennato dal collega Grosjacques - la trappola di quelli che vengono definiti prezzi predatori, cioè prezzi che scendono al di sotto di un certo limite e che, in qualche maniera, finiscono per violare le regole di concorrenza. Ora, è del tutto evidente che la Regione - e lo dirà meglio di me il collega che si occupa della materia - ha contatti quotidiani con CVA alla ricerca di soluzioni che, in qualche maniera, possano essere positive e devo dire che gli sconti che sono stati applicati, il famoso 40 percento sul prezzo fissato dall'Autorità per la maggior tutela a vantaggio delle utenze private e quella del 10 percento per le aziende della Regione, ma ci tornerò, sono un segnale importante. Qualcuno ha detto che ci sono soluzioni migliori, per carità, analizzeremo se questo è vero, ma questi sono, secondo CVA, dei livelli di scontistica al di sotto dei quali, avendo CVA la maggior parte del mercato valdostano, risultano essere estremamente rischiosi.

Ricordo anche i contratti che si sono stipulati con alcune aziende: la Cogne - lo dirò poi nella risposta specifica - ha un altro fornitore di energia elettrica e non è CVA, anche se CVA ha preso contatti con la Cogne per vedere che cosa si può fare, ma la Cogne a suo tempo ha scelto un altro tipo di fornitore. È del tutto evidente che le dinamiche dei prezzi non possono essere gestite a livello locale dalle singole aziende e non è un caso che l'Unione europea sta in questo momento dimostrando in maniera evidente una difficoltà di trovare un idem sentire su un argomento di questo genere, ma quello europeo e quello nazionale è il livello, l'ambiente all'interno del quale anche un'azienda piccola, com'è, tutto sommato, la nostra, deve muoversi. Questo significa evidentemente che non si può non ritenere che la dinamica dei prezzi deve comunque tener conto del contesto generale, quindi la volgarizzazione che sentiamo, quelli che dicono: "in fondo CVA è nostra e quindi, essendo nostra, potrebbe darci l'energia", io non so se noi non ci rendiamo conto che CVA, da una parte, deve seguire delle regole di mercato molto precise anche nel rapporto con il mondo bancario, in un momento in cui ci dovrebbe essere a breve l'emissione dei famosi Bond, che sono un elemento importantissimo, che tiene anche conto di alcuni investimenti strategici per il rinnovamento delle centrali elettriche, Hône 2 e Chavonne, che sono molto importanti anche per posizionarsi rispetto al futuro della questione delle concessioni in scadenza nel 2029 e noi sappiamo che adesso c'è già un primo orizzonte: quello del 2023, che è stato fissato dal Governo, che in qualche maniera anticipa addirittura la scadenza delle concessioni, cosa abbastanza paradossale, perché ovviamente noi ci eravamo posizionati rispetto al 2029. Immaginare che oggi CVA sia una specie di Santa Provvidenza rispetto alla crisi energetica è sbagliato, perché questa è un'impresa che dimostra anche un'attenzione al sociale. Se noi oggi avessimo ancora l'ENEL, non avremmo certamente i livelli occupazionali che abbiamo oggi, non avremmo l'attenzione che esiste nei confronti del territorio, della qualità del servizio e cose di questo genere, questo vale sia per CVA che per Deval. È chiaro che questo shock del gas sta creando una situazione di angoscia di cui conosciamo, per adesso, solo questo versante: il versante dei sacrifici che arriveranno e anche lì bisognerà vedere che cosa si potrà fare con CVA nel momento in cui saranno sottoposte delle regole di tagli, di rinunce, di spegnimenti che potranno colpire sia le imprese che le famiglie.

Io credo che, da questo punto di vista, si debba mantenere lucidità, si debbano scrivere dei documenti che siano, com'è stato detto, attualizzati, perché certe cose che magari si dicevano e si scrivevano anni fa, che erano, come ha ricordato, il collega Testolin legate agli utili... ma gli utili erano derivanti dalla situazione di un'eventuale discesa in Borsa di CVA, che è cosa ben diversa dagli utili della società, che invece, tra l'altro - lo dirà il collega -, alimentano sia la tassazione, sia i dividendi, non è che poi questi soldi non ci sono, sembra che CVA sia chiusa in una turris eburnea tra Châtillon e Aosta e non ci sia nessun tipo di vantaggio per l'azionista.

Rispetto a una cosa che è stata detta dalla collega Minelli, è vero che poco meno di 40 mila utenze sono rimaste in maggior tutela, ma la maggior parte sono seconde case. La gran parte di utenze valdostane, sono circa 63.800, sono invece transitate al mercato libero laddove si possono ottenere gli sconti. Tra l'altro, quando si parla di sconto del 40 percento, è sul prezzo della maggior tutela e non sul prezzo unico nazionale, che è il riferimento dei mercati infra-giornalieri e di quelli a termine, quindi, poiché negli ultimi tre mesi la maggior tutela era rimasta di circa 180 euro sotto il PUN, cioè sotto il Prezzo Unico Nazionale, lo sconto di CVA ha avuto un valore superiore a quello del 40 percento, questo credo sia un elemento positivo e in qualche maniera da sottolineare.

Io credo - e con questo concludo - che il problema vero per noi oggi sia - e l'uscita dalla Madia è un tema che forse non abbiamo tutti noi capito nelle sue implicazioni più profonde, ma significa per CVA, in un periodo difficile con l'approssimarsi delle scadenze delle concessioni, potersi muovere con maggior libertà in una serie di investimenti che la possono rafforzare nel settore che gli è specifico: quello delle energie rinnovabili. Oggi si possono fare delle acquisizioni, si possono fare degli investimenti, tutte cose che precedentemente non si potevano fare. Allora oggi immaginare che si chiedano, nel limite del possibile, gli sforzi maggiori da parte di CVA rispetto alla situazione drammatica nella quale ci troviamo e forse ci troveremo a livello ancora più elevato nei mesi a venire è giustissimo. L'idea invece che sulla pelle di CVA si faccia del populismo e della demagogia è quanto di peggio in politica si possa fare.

Presidente - Siamo in discussione generale. Altri sono intenzionati ad intervenire? La parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Intanto grazie al collega Testolin, al collega Grosjacques e all'assessore collega Caveri per aver riportato la discussione sui binari nei quali è stata presentata questa mattina e per gli obiettivi per i quali è stata presentata.

L'unica cosa che sottolineiamo e speriamo che non sia voluto, collega Marquis, è aver presentato una mozione che riprende una risoluzione del 2019, com'è stato detto, in un contesto completamente diverso, al di là del contesto economico-sociale, in una situazione completamente diversa. L'obiettivo della risoluzione era uscire da una certa situazione e andare con gli impegni a dare un significato importante a quella che doveva essere l'operazione di quotazione in Borsa. È paradossale o quanto meno fa un po' sorridere che chi, come la collega Minelli, quella risoluzione non l'aveva votata oggi ne sostiene uno dei due impegni, ogni tanto bisognerebbe anche ricordarsi e avere un po' di memoria rispetto alle cose che si fanno. Ci sono degli impegni sulla mozione: uno dei due è quello riportato... (intervento della consigliera Minelli, fuori microfono) ...lei è intervenuta sulla mozione per emendarla, quindi quella mozione la vuole emendare, però il testo della mozione esiste, sennò uno ne propone un'altra, quindi ha condiviso e via. L'altra cosa che volevo dire al collega Marquis è che la mozione diceva in una maniera molto... ma non ha presentato un altro testo, è intervenuta sul testo del collega Marquis. Lei dice che ogni tanto la disturbiamo, addirittura si è disturbata a venire fino da me e la ringrazio, è gentile come domenica scorsa.

La risoluzione del collega Marquis diceva al punto finale, e lei non l'ha riportato né nel considerato il punto 3, né nell'impegno al punto 2, "a seguito dell'accesso alla Borsa azionaria", cioè quell'impegno aveva un senso scritto così con quel tipo di completamento della frase. Per noi, se ripresentava la risoluzione così com'era non era più attuale, se ripresenta gli stessi impegni su una base che non è più la stessa, ovviamente bisogna evolvere.

Come le dicevo, però c'è assoluta intenzione e voglia di parlare di questi temi in Consiglio e in Commissione.

La norma di attuazione oggi non è la Commissione paritetica di parte valdostana che non c'è di nuovo, collega Minelli, è quella di parte nazionale... (intervento della consigliera Minelli, fuori microfono) ...la nostra esiste, è qua, è presente, poi il Governo, una volta formato, farà la sua parte, ma per quello che ci riguarda, il problema è costruire una norma che possa arrivare fino lì perché possiamo mettere 90-120-60 giorni, però bisogna riuscire ad andare a sostenere qualche cosa che poi sia di applicabile proprio perché si tratta di una norma di attuazione. Da parte nostra c'è la disponibilità e la volontà di intervenire su questo tema e di farlo nella maniera più giusta, più corretta possibile e anche in maniera molto concreta, però facendo dei percorsi - e io credo che il Presidente della IV Commissione l'abbia detto in maniera chiara - che ci permettano sia andando a emendare la mozione nella parte che non riporta correttamente gli obiettivi lanciati con la risoluzione 2019, sia negli impegni, cose sostenibili e praticabili in un tempo congruo, perché, come ben è stato detto, la cosa più sbagliata in questo momento è dire che possiamo fare delle cose che poi non riusciamo a fare.

In questi primi giorni del dopo voto a livello nazionale, in particolare Giorgia Meloni l'ha detto in maniera chiara, la cosa che bisogna fare è riuscire a intervenire non più solamente a valle del problema, perché a valle del problema stiamo continuando a finanziare le probabili speculazioni che stanno dentro a questo problema, bisogna riuscire a intervenire prima, bisogna riuscire a interrompere la completa esplosione dei costi di questi mesi e bisogna fare qualche operazione che a livello nazionale, ma prima ancora che nazionale europeo, ci permetta ad arrivare a raggiungere questo obiettivo. Purtroppo le notizie di questi giorni, per come ci si sta confrontando in Europa, per le posizioni che stanno assumendo alcuni Paesi, ci dicono che non siamo ancora molto vicini all'obiettivo.

Da parte nostra, se c'è la volontà, siamo in discussione generale, di emendare la mozione e di sostenere un impegno che sia praticabile e percorribile a livello politico, non c'è nessun problema a continuare a confrontarci, anche perché il tema riguarda tutti. Io credo che tutti vogliamo fare qualche cosa di significativo per le nostre famiglie, per le nostre imprese e per l'interesse generale della comunità, ricordando che CVA, solo nell'assestamento, ha messo 78 milioni di euro a disposizione del nostro bilancio, 60 più 18, quindi gli utili non solo li stiamo utilizzando, ma stiamo facendo delle misure a sostegno della collettività, perché poi le famiglie e le imprese sono parte della comunità e hanno, ognuna nelle sue differenti connotazioni, un ruolo nel nostro agire e nel nostro vivere quotidiano. Questi soldi ci sono, volessimo anche impegnarci a fare un disegno di legge in quei tempi, dovremmo evidentemente fare delle operazioni diverse sul nostro bilancio e sulla programmazione che abbiamo messo in campo, se si vuole discutere, lo possiamo fare, però cercando di portare la discussione su azioni che siano praticabili da parte di tutti.

Presidente - La parola al consigliere Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - Era per aggiungere alcuni elementi rispetto a questa interessante discussione che sta avvenendo su questa mozione. Vado in ordine sparso sulla base di quello che è stato detto dai colleghi.

C'è un assurdo che spesso in quest'aula si è presentato e sul quale vorrei soffermarmi: la clientela valdostana non coincide, come ha detto, se non erro, l'assessore Caveri, con la clientela di CVA, cioè non abbiamo una netta corrispondenza tra le due cose, perché siamo in un mercato libero e ognuno sceglie l'utenza che vuole, quindi anche se ci fossero degli sconti operati da uno degli operatori, non ci sarebbe una combinazione uno a uno per quello che riguarda la clientela valdostana con la clientela di una delle industrie produttrici e venditrici del panorama elettrico nazionale e non solo. Questo non è banale perché, ripeto, l'ho detto già l'epoca e cito un passaggio del maggio 2019: CVA non è un'azienda di erogazione jugoslava, non c'è un sistema di economia pianificata che prevede questo tipo di rapporto.

Stesso discorso quando sento citare Alperia. Alperia avrà fatto le sue valutazioni industriali e avrà fatto gli sconti che riteneva opportuno fare, e mi collego con chi ha parlato di concorrenza, perché il mercato libero - che poi non è proprio libero perché se c'è un'autorità di regolamentazione, non è di questo genere - bisogna stare molto attenti a creare degli effetti predatori e giustamente qualcuno ha detto in termini di prezzo, non è così facile.

Sulla Basilicata non ci torno perché altrimenti vorrebbe dire che dobbiamo iniziare a trivellare il territorio valdostano. Vado ulteriormente avanti, voglio però anche fare una puntualizzazione su un passaggio che ho sentito: posto il fatto che la prima è un'impegnativa che, di fatto, sinceramente è slegata dal percorso di quotazione perché sta in piedi da sola, al di là del momento, al di là della contingenza, si può anche pensare di fare una valutazione, di aprire un tavolo con il prossimo Governo sugli oneri di trasporto di sistema, non per forza azzerandoli ma - perché no? - andando a valutare - perdonate se faccio una semplificazione - una sorta di chilometri zero tra la zona di produzione dell'energia e l'ente di consumo. Io quindi penso che la prima impegnativa possa stare in piedi, possa essere condivisibile e poi non dipenda neanche da noi, perché qualsiasi proposta che si può fare sul tavolo poi dipende ovviamente dalla contrattazione che avviene con il Governo centrale.

Ho apprezzato sicuramente l'intervento del collega Grosjacques quando parlava dei rapporti con il Governo, così come anche il collega Testolin che chiedevano l'intervento e l'impegno soprattutto della collega Spelgatti, ma direi un po' di tutti, nei rapporti con il Governo, non soltanto i rappresentanti in seno al Parlamento: uno al Senato e uno alla Camera hanno rapporti con il Governo, ma anche lo stesso Governo regionale avrà dei rapporti con il Governo e chissà quali saranno. Quelli che ci sono stati fino ad oggi li abbiamo visti e soprattutto il frutto di certe alleanze l'abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.

Detto questo, io vorrei chiedere una gentilezza a tutti i colleghi: all'epoca nella risoluzione si diceva per l'appunto - e qualcuno l'ha citato, parlo dell'ultimo punto, punto 3 - "i rimborsi ai residenti in Valle d'Aosta di una quota significativa della componente energia della bolletta elettrica relativamente alle utenze domestiche attraverso gli utili resi disponibili alla Regione da CVA a seguito dell'accesso alla Borsa azionaria". Per favore, non diciamo che si voleva quotare la CVA per restituire dei soldi di quotazione per dare delle mancette. Lo sto dicendo perché a parte che all'epoca qualcuno aveva anche pensato di utilizzare i soldi della quotazione di CVA per fare i collegamenti intervallivi, per fare di tutto e di più, se ci doveva essere una quotazione di CVA, questa doveva andare a beneficio della CVA stessa perché doveva potenziare l'azienda, doveva permettergli di fare un salto di qualità ed essere pronta alle sfide successive. Pensare - l'ho già detto all'epoca e lo ripeto - di andare in quotazione e utilizzare una parte degli utili della quotazione, che poi sono tutti da vedere, perché, quando si va in quotazione, bisogna poi vedere il prezzo di vendita... io avrei voluto essere un investitore della quotazione di CVA a sentirmi dire: "una parte dei soldi che vengono messi alla quotazione verranno usati per abbassare il prezzo dell'energia". Questa è una cosa che sinceramente io vorrei che si evitasse, perché un altro conto è utilizzare gli utili come azionista, quindi che derivano effettivamente da un rapporto chiuso, cioè da una chiusura di bilancio e l'azionista che riceve i dividendi e gli utili ne fa quello che ritiene opportuno, un'altra è pensare di fare un'operazione industriale per distribuire mancette. Per favore, questo non lo diciamo più, perché facciamo un torto a CVA e facciamo un torto soprattutto alle regole di mercato nelle quali viviamo, perché è una cosa che oggettivamente mi manda fuori di testa. Scusate, ma se si quota un'azienda, lo si fa per dei motivi validi a favore dell'azienda e della comunità.

Detto questo, io penso che sulla seconda impegnativa, e qui mi ricalmo, scusate ma sull'altro punto è un aspetto che già all'epoca ne abbiamo discusso, oggi l'ho sentito di nuovo dire e sinceramente mi ha dato un problema anche di natura di deformazione professionale, ma sentire queste cose mi fa davvero... altro che rientrare nei binari, siamo usciti dai binari.

La seconda impegnativa è una... (intervento dell'assessore Bertschy, fuori microfono) ...infatti ho citato questo e l'ho specificato, ma sto arrivando alla seconda impegnativa Assessore all'energia... la seconda impegnativa sinceramente, e in parte lo diceva anche l'assessore Bertschy, non è né più, né meno che quello che già è avvenuto in sede di variazione di bilancio, perché se noi andiamo a vedere, la quota parte di utili o della quota parte di extra profitti, perché i 18 milioni che avete portato in variazione, lo ha detto lungamente non solo l'assessore Caveri ma all'epoca anche l'assessore Marzi e anche nella mia modesta relazione avevo riportato quel passaggio.. abbiamo tutti criticato la tassazione degli extra-profitti, però poi, in un sistema di finanza che ci permette di riutilizzare anche proventi da tributi, ce li siamo trovati in variazione, sulla quale forse all'epoca si poteva fare una valutazione e utilizzarli tutti per un determinato fine. Non è stato così, il Governo ha fatto le sue scelte ed è giusto che ognuno faccia le proprie, però né più, né meno, quello che si chiede qua, di fatto, è già all'interno di quella variazione e soprattutto è in quota parte anche già all'interno del provvedimento che in parte andrà a sostenere le famiglie in difficoltà, poi forse - e qui mi collego ancora su quello che diceva il collega Grosjacques che ognuno di noi al Governo vorrebbe fare tante cose, poi riesce a fare quelle che può fare - anche in questo caso, se ci fosse stata un'altra compagine di maggioranza - perdonatemi se insisto ma lo dico - forse quelle risorse venivano trovate prima. Lo so poi che l'assessore Marzi è bravissimo e mi potrebbe dire che non si poteva fare perché le procedure sono molto complesse, glielo dico già io, così le tolgo l'impiccio di doverlo fare, però io penso che forse si potevano fare prima, come già era stato chiesto o comunque come si prospettava.

Sulla seconda impegnativa io rimetto al proponente di valutare se è il caso di portarla avanti o no, considerato il fatto che già abbiamo discusso di un intervento di questo tipo, quindi possiamo anche pensare di rimandare in un secondo momento, quando avremo un pochettino più chiara la situazione, se la avremo, perché i chiari di luna che abbiamo penso che ci diranno il contrario, ma io dico e penso che sul primo punto sia fondamentale, e potrebbe essere un primo passo utile, visto che c'è anche una scadenza precisa, quella dei 90 giorni, per poter discutere, anche in seno alla Commissione, una proposta che può effettivamente portare avanti un obiettivo che non guarda soltanto la contingenza attuale ma che guarda sul medio-lungo periodo.

Presidente - La parola al consigliere Marquis.

Marquis (FI) - Due considerazioni a seguito degli interventi e della discussione che si è sviluppata.

Credo che sul punto n. 1, una norma di attuazione sugli oneri di sistema, la situazione sia la stessa che vivevamo due anni fa, quindi credo che sia un obiettivo che possa essere condivisibile, più o meno facile da raggiungere ma, a mio avviso, è importante provarci come Valle d'Aosta, perché gli oneri di sistema voglio ricordare che in gran parte finanziano gli incentivi che vengono dati per le rinnovabili. Noi qui in Valle d'Aosta siamo un'eccellenza sulle rinnovabili in rapporto al numero di abitanti e alla dimensione del nostro territorio, quindi è paradossale che dobbiamo finanziare gli interventi delle altre Regioni che si devono allineare alla nostra posizione. Credo che questo possa essere un tema sul quale abbiamo delle ragioni nei confronti dello Stato da poter portare avanti. Volevo ricordare che questa voce è la voce preponderante dentro gli oneri di sistema. Tanto per dare un dato: Cuba ha 10 miliardi a livello nazionale in questa voce qui che i cittadini pagano alle società che investono in rinnovabili. Pertanto, se si riuscisse ad arrivare a questo obiettivo, come ho ricordato prima, è un obiettivo che può valere 45-50 milioni per le casse di tutti i Valdostani, ancorché in questo momento, era già stato precisato, sono sospesi, però la sospensione può durare poco. È bene quindi portarsi avanti sotto questo profilo, poi vedremo cosa ne può accadere.

Per quanto riguarda invece il discorso di CVA, e in parte sul punto n. 2, un pochettino la discussione si è spostata da come era stata imbastita.

Per quanto riguarda noi come proponenti, riteniamo, e siamo consapevoli, della responsabilità di amministrare una società, che ci sono delle regole, c'è il Codice civile che va seguito e la società è una società che deve sviluppare degli utili a favore della società stessa e poi dell'azionista, pertanto questo per noi non è un problema. Crediamo che CVA abbia fatto tutto il possibile o è vicino al limite di scontistica che sia sostenibile per la comunità rispetto ai propri conti aziendali, perché la società non può vendere energia in perdita, diversamente ci sarebbero dei profili di responsabilità verso gli amministratori, questo credo che deve essere chiaro a tutti noi che siamo qui dentro. È da qui che discendeva la ragione di dire che se un intervento va fatto, va fatto al di fuori della società stessa, attraverso la messa in campo di energie che potevano potenzialmente provenire dalla società, perché questa è l'unica strada, collega Minelli, che oggi potrebbe essere perseguibile, perché la rappresentazione che è stata fatta della mozione voleva mettere in campo la dimensione del problema che oggi vivono i Valdostani e far percepire il significato di quella che può essere un'entità di aiuti.

La nostra volontà era quella di dire: c'è un problema che è enorme rispetto alla situazione che viviamo, pertanto va affrontato in modo emergenziale. Quando parlavamo di mettere in campo tutti gli utili, significava questo, nel senso che per noi viene prima di tutto lo sviluppo della società e quindi gli investimenti, il rispetto dei piani industriali e tutto, però, a onor del vero, c'è da dire una cosa: quest'anno la società ha avuto una premialità inaspettata nella gestione dei propri piani industriali perché non era prevedibile che ci fosse un incremento del valore di energia che portasse a 135 milioni di utili il dividendo. La nostra proposta era di vedere, a fronte della situazione di emergenza totale che stiamo vivendo, se si poteva mettere in campo tutto questo tesoretto che c'è in più rispetto alle previsioni che derivavano dal rispetto dei propri piani industriali, ritenevamo che fosse una cosa corretta da fare in questo momento. Poi posso ben capire che se uno si trova nel cassetto qualche soldo in più, la società è contenta perché potrebbe fare qualche investimento in più, ma sono investimenti in più rispetto a quelli che erano preventivati e che potrebbero dare sicuramente delle soddisfazioni Questa è una questione di priorità. Qualche considerazione di populismo: da parte nostra sicuramente non vuole esserci quest'approccio, le parole che abbiamo espresso sono delle parole per dare dimostrazione di discutere su un problema e della valenza che per noi ha lo stesso ha. Credo che, purtroppo, nei prossimi mesi vedremo delle cose che non abbiamo ancora visto sotto il profilo economico del mondo produttivo e soprattutto sociale, perché, come dicevo stamani mattina, chi è collegato in rete, intanto consuma e poi dopo trova le sorprese. C'è anche gente che magari ha degli effetti psicologici strani che, per paura di avere sorprese, tiene spento di più o chiude il rubinetto in anticipo, quindi la problematica è sicuramente grande. Da parte nostra non c'è nessuna volontà di fare del populismo ma se portare in aula delle problematiche che attengono alle preoccupazioni della comunità può essere scambiato con populismo, allora qui il confine è sfumato e ognuno poi ha il proprio pensiero sulla situazione. Da parte nostra chiediamo al Governo se c'è la disponibilità di accogliere la proposta che consiste nel punto n. 1, di portare avanti la norma d'attuazione se si vuole mettere in campo, poi non sono i 90 giorni i o i 100 giorni che cambiano il risultato dell'iniziativa, il tempo sarà quello che ci va.

Sul punto n. 2 non abbiamo espresso dei numeri di risorse, abbiamo espresso un principio: di cercare di mettere in campo tutte le energie e le risorse necessarie per far fronte a una situazione di oggettiva difficoltà che oggi la Valle d'Aosta vive. Questo è per inquadrare bene la questione, il perimetro della volontà che abbiamo espresso attraverso la presentazione di quest'iniziativa. Se ci sono le condizioni, quindi siamo ben contenti di portare avanti l'iniziativa.

Presidente - Ha chiesto la parola la consigliera Minelli per il secondo intervento.

Minelli (PCP) - Io ho ascoltato con attenzione tutto quanto è stato detto e vorrei in qualche maniera fare sia delle precisazioni sia sviluppare il ragionamento, a partire dalla considerazione che è stata fatta, secondo cui l'intervento che noi abbiamo fatto, che abbiamo preparato e anche la proposta che abbiamo fatto in qualche maniera travalichi il senso della mozione presentata dai colleghi. Non credo proprio che abbiamo travalicato il tema di cui parlava questa mozione, il tema è il "caro energia", poi ci possono essere delle proposte, che abbiamo preso in considerazione e su cui abbiamo fatto delle proposte di modifica. Probabilmente il collega Bertschy non ha ascoltato bene quello che io ho detto, ma noi non abbiamo ritenuto di appoggiare il primo o il secondo impegno della mozione dei colleghi, né l'uno, né l'altro, tant'è vero che abbiamo proposto una cosa diversa. Al di là di questo, ringrazio per l'apprezzamento della gentilezza che fa nei miei confronti, io credo di essere una persona che può risultare ostica a qualcuno, ma rivendico il fatto di essere generalmente una persona gentile, tranne quando poi vengo trattata in maniera tutt'altro che gentile, com'è successo più volte in quest'aula.

Al di là di questo, sulle questioni più importanti, sono state dette varie cose; per esempio, le obiezioni che sono state fatte. Alcune erano obiezioni ovviamente che mi aspettavo, tra l'altro, io ho discusso anche con il collega Marquis di quest'iniziativa, e faccio riferimento a una delle cose che sono state dette mi pare anche dal collega Grosjacques. Lei diceva: "se CVA in qualche maniera fa delle azioni che la portano un po' al di fuori dei binari dell'Autorità nazionale rischia di incorrere in sanzioni". Ebbene, io ho fatto l'esempio di Alperia, poi il collega Aggravi diceva che hanno fatto in Alperia le loro valutazioni in base ai loro piani, eccetera, quindi hanno deciso per sconti di un tipo piuttosto che dell'altro, ma io ho visto che questi sconti sono consistenti e sinceramente in questi giorni non ho visto adombrare delle sanzioni per questa politica tariffaria. Mi chiedo quindi se la situazione anche nel somministrare delle sanzioni sia diversa da zona a zona, ma la sostanza è un'altra: cercare di entrare nell'ottica di capire se si vuole andare a sondare, a vedere, ad aprire un confronto con la CVA nell'interesse ovviamente dei cittadini valdostani.

Altra questione che è stata sollevata - non ricordo adesso da chi è stata sollevata ma da più di un collega -: CVA è una società per azioni che agisce con una logica di impresa e non deve essere in qualche modo condizionata o diretta - direi così, forse non è il termine corretto - dalla politica. Io però leggo spesso tutte le dichiarazioni che ci sono sia dai vertici di CVA, sia dalla Regione che parlano di scelte e di operazioni concordate tra Regione e CVA per il tramite di Finaosta, quindi anche questa non è una questione che mi convince molto.

Nel lungo intervento articolato l'assessore Caveri ha spiegato molte cose, però - se non ho capito male ma mi pare proprio di no - ha concluso il suo intervento dicendo: "oggi immaginare di chiedere a CVA di fare degli sforzi maggiori è giustissimo, l'idea però che sulla pelle di CVA si faccia della demagogia è quanto di peggio si possa fare". Io ritengo che non abbiamo di certo fatto della demagogia, non è questo, chiediamo una cosa molto semplice - e in quella proposta di emendamento all'impegno credo sia chiaro -: proponiamo di andare a un confronto che sia produttivo, perché quello che noi chiediamo in quest'impegno è semplicemente di verificare con CVA le possibilità e le modalità per un nuovo e più ampio pacchetto di sconti sulle bollette delle famiglie e delle imprese. Mi pare sostanzialmente questo: che si propongano delle soluzioni - il disegno di legge, la norma di attuazione - che implicano un percorso sicuramente più complicato, e non si vada nella direzione di fare una cosa che in questo momento mi sembra semplice, cioè il diretto confronto per verificare queste possibilità.

Vorrei fare ancora una considerazione sull'osservazione che aveva fatto il collega Aggravi, cioè a un certo punto il collega, riguardo al punto dell'impegnativa sulla norma di attuazione, ha detto: "la prima impegnativa va al di là della contingenza", quindi del "caro energia", ed è un altro discorso rispetto all'argomento principale, direi che in questi giorni ci vede tutti un po' impegnati, e io ritengo che sia così, tant'è vero che nell'intervento che ho fatto inizialmente, dicevo che, a nostro avviso, questo è un tema che andrebbe affrontato a parte perché riguarda sicuramente qualche cosa di importante ma che non avrebbe, e non credo proprio che lo potrebbe avere in tempi brevi, un'incidenza su una situazione che giustamente mi sembra da più parti tutti hanno identificato come particolarmente grave, importante e da affrontare.

Sulla questione infine della demagogia, è stato riportato più volte, o del populismo... mi sembra che questo diventi un pochino lo schermo ogni qualvolta diciamo qualcosa, perché non è proprio così. Andare a un confronto e chiedere di verificare delle possibilità non significa fare della demagogia e del populismo, significa interpretare un sentire che è comune ma che è di tutti, non soltanto di una parte che può essere più o meno identificata politicamente, è una questione che riguarda l'intera cittadinanza, quindi a me sinceramente sembrerebbe semplicemente una richiesta, una proposta di buon senso per cercare di spiegare.

Davvero dissento da certe cose che sono state dette che poi vengono ripetute molto spesso, l'ha detto questa volta - tanto per cambiare voce magari - il collega Testolin che quando parliamo vogliamo sapere tutto, essere bravi su tutto e poi non essere in grado di risolvere dei problemi, credo anche di sapere a che cosa si riferisse. Nella fattispecie mi sembra che, nonostante ormai una mia assenza da un anno e mezzo, problemi come quello a cui credo e immagino si riferisse il collega Testolin non sono stati risolti. Il nostro voto sarà, se questa è la mozione così com'è stata proposta dai colleghi, di astensione. Immagino ovviamente che l'emendamento che abbiamo proposto non interessi i colleghi, volevo però anche sentire espressamente che non c'è una volontà in questo senso.

Presidente - La parola al consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Molto brevemente per non aggiungere nulla rispetto a quanto ha già ottimamente esposto il collega Aggravi. Solo perché ho ricevuto il testo di questa mozione che dovrebbe recepire, sostituire ed essere votata al posto di quella che è stata proposta, quindi mi sono sovvenute delle domande. Da un certo punto di vista, mi stupisce grandemente che, per esempio, un'iniziativa delle colleghe, che sono molto precise e puntuali e indicano spesso o spesso sono solerti nell'indicare nell'iniziativa altrui la mancanza di quella parola piuttosto che la mancanza di quello specifico riferimento o di quella riga che non corrisponde a quella che dovrebbe corrispondere, che mettono insieme tutta una serie di valutazioni, ci stanno, e poi affermano in maniera generica: "verificare rapidamente, con i vertici di CVA, la possibilità e la modalità per un nuovo e più ampio pacchetto sconti sulle bollette di famiglie e imprese".

Preso atto di quest'impegnativa, io ovviamente mi sento di chiedere all'Assessore che interverrà se ritiene che quest'impegnativa possa essere realizzabile o meno, questo lo chiedo al Governo perché non ho possibilità di averne una conferma, quindi chiederei se effettivamente quest'impegnativa rientri fra le facoltà, al di là delle coperture finanziarie, anche proprio se ci sia la facoltà di poterla deliberare da parte di questo Consiglio.

D'altra parte mi sovviene un incontro che c'è stato nella settimana precedente alle audizioni del DL 75 dove sono arrivate le rappresentanti mi pare di un'associazione di consumatori e, quando gli abbiamo chiesto esattamente loro come avrebbero modificato, come avrebbero migliorato il DL, questa singola rappresentante, mi ricordo distintamente, ha detto: "noi ci avremmo messo più soldi". L'abbiamo ringraziata per il suo apporto ovviamente ma questo è un particolare su cui penso tutti noi potessimo concordare, però bisognava anche dire dove, come, quindi corredato magari di questi elementi, io le chiederei magari una valutazione, Assessore, sulla fattibilità e sull'impegnativa di questa mozione.

Presidente - La parola al consigliere Rollandin.

Rollandin (PA) - Ho ascoltato con attenzione gli interventi che sono stati fatti nel merito della risoluzione e da quest'ultima sono stati presi in esame molti punti. Stranamente non ci si è soffermati sul discorso relativo a quella che è stata un'attenzione particolare, cioè la situazione delle nostre potestà sulle acque, perché noi abbiamo molto insistito a "definire una proposta di norma di attuazione che, in Valle d'Aosta, disponga la soppressione dalla bolletta elettrica della componente tariffaria a favore dello Stato... predisporre uno specifico disegno di legge da sottoporre al Consiglio regionale per consentire la ripresa dell'iter di quotazione di CVA prevedendo, tra l'altro, al suo interno..." e così via. Qui all'interno viene tenuto in considerazione... qual è la considerazione delle nostre centrali... Noi abbiamo visto e rivisto le Commissioni che abbiamo nominato affinché seguissero questo problema e soprattutto si potesse arrivare a una definizione.

"Definire il problema dalla parte della Commissione paritetica": ne abbiamo cambiate tre, bisogna che rafforzi la potestà legislativa regionale in materia. Questo è un tema che non è stato toccato, è alla base di quello che ci interessa. Noi rischiamo effettivamente, l'abbiamo detto a più riprese, che se noi non abbiamo più - e siamo vicini - la potestà di gestire le nostre centrali, come hanno le altre situazioni analoghe, molti dei discorsi che sono stati fatti non hanno più senso, perché se arrivano, come stanno già facendo, gli "stranieri", che sono molto interessati alle nostre centrali idroelettriche, stanno facendo già il giro, stanno vedendo che cosa va, che cosa non va, come riuscire a entrare nel merito... questo tema non è stato toccato per niente, come se fosse un surplus, questa è la base!

Quanto abbiamo insistito perché ci fosse questa Commissione che andava a fondo sul tema per darci finalmente la possibilità di dire: "le centrali le possiamo gestire", naturalmente come abbiamo fatto fino adesso. Quella è una garanzia. Oggi questo non c'è. Noi stiamo discutendo sul come, su dove possiamo entrare, su come poter fare delle riduzioni, come poter gestire il surplus, giustamente qualcuno ha detto: "quest'anno abbiamo avuto... l'anno scorso 45 milioni, 70-80 milioni che sono serviti per distribuire", benissimo, ma la base non c'è e di questo si fa finta di non sapere. Questo è un fatto che mi permetto di dire, so di essere all'attenzione di molti dei colleghi, però questo è il punto di partenza per noi, è la possibilità che noi abbiamo di incidere nei vari momenti.

Sul resto io non voglio ripetere quelle che sono state già delle osservazioni fatte che in parte condivido, su come attivare questo sistema, su come fare in modo che ci sia un vantaggio anche da un punto di vista del costo dell'energia a livello della nostra Regione, è giusto che ci sia, però non è la base. Quello è un effetto, non è la base ed è lì il punto delicato di cui noi dobbiamo preoccuparci molto. Sul resto francamente le osservazioni, il fatto che si possa migliorare, è tutto giusto, possiamo anche fare degli interventi che vanno a meglio coordinare l'esistente, senz'altro, però la base è questa. Sul resto non voglio entrare di più su temi che sono stati oggetto, con tutto il rispetto, però io credo che soprattutto le interlocuzioni che sono state fatte devono essere in qualche modo non solo lette e viste, ma devono essere approvate, deve esserci la possibilità di essere sicuri sulla validità della disponibilità delle nostre centrali, con tutto quello che ne consegue.

Mi fermo qui perché condivido il passaggio ma non voglio allungare che è peggio ancora, andare oltre le difficoltà di questo momento.

Presidente - La parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Io credo che, al di là delle differenze nell'arrivare alla discussione dei temi, che ovviamente dipendono sia dalle sensibilità politiche che dai ruoli in aula, su un tema di così grande importanza, come quello dell'energia, dei costi che l'energia ha e del peso che questo costo ha ormai sulle nostre famiglie e sulle nostre imprese, non ci possiamo sicuramente dividere. L'obiettivo dev'essere quello di trovare sempre un modo di mettere insieme competenze e sensibilità politiche per continuare nella strada di cercare di dare la migliore risposta. Quello che propongo è di sospendere, se possibile, un attimo per poter affrontare alcune modifiche alla mozione e trovare una soluzione che ci permetta di sostenerla insieme e di continuare nel percorso che appunto ci deve vedere lavorare a cercare di dare la migliore risposta a un problema che è molto più grande di noi.

Presidente - Se siete d'accordo, uniamo alla sospensione anche la pausa per arieggiare i locali, l'anticipiamo di un quarto d'ora e facciamo le due cose insieme. Sospendiamo per arieggiare i locali.

La seduta è sospesa dalle ore 16:42 alle ore 17:13.

Bertin (Presidente) - Riprendiamo. Dopo la sospensione e la pausa anche per affrontare la questione degli emendamenti alla mozione. Siamo ancora in discussione generale. Sono pervenuti due emendamenti alla mozione: uno credo sia già stato inviato, quello di PCP, e l'altro credo che verrà inviato nell'immediatezza. Dovreste aver ricevuto il nuovo testo, pertanto possiamo riprendere la discussione generale del punto n. 10, mozione dei consiglieri Marquis e Baccega. Si è prenotato il consigliere Marquis.

Marquis (FI) - Abbiamo emendato la proposta di mozione eliminando l'ultimo "considerato" prima dell'impegnativa e, modificando il punto 1, tenuto conto che la Commissione paritetica in questo momento non è nominata, abbiamo tolto i 90 giorni sostituendolo con "a definire nel più breve tempo possibile una proposta di norma di attuazione". Per quanto invece concerne il punto 2, è stato sostituito con questo: "avviare un percorso in Commissione competente finalizzato al reperimento di risorse adeguate per sostenere le famiglie e le imprese valdostane nel far fronte al "caro bollette"". Questo è quanto.

Presidente - Chiudiamo la discussione generale. Vi sono altri interventi? Chiudiamo la discussione generale. Per il Governo, la parola all'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Ringraziamo per la disponibilità a emendare la mozione che sosterremo. Durante la discussione, parlando anche con i dirigenti del Consiglio, abbiamo affrontato anche la questione di quanto valgono gli impegni politici assunti tra una legislatura e l'altra, così siamo sicuri che l'abbiamo ripreso e possiamo continuare a lavorare sul tema con un nuovo documento che possa creare le condizioni per fare il miglior lavoro possibile. Approfitto per dire che, al di là di quello che si scrive sulle mozioni, il coinvolgimento del Consiglio, delle Commissioni ma della stessa società partecipata è evidentemente quello che dobbiamo fare, magari anche con delle ulteriori audizioni in Commissione per continuare a far sì che le proposte che vengono fatte alle famiglie, come ha detto l'assessore Caveri, possano essere sempre attuali ed eventualmente anche modificabili nel tempo visto che la situazione perdura e perdurerà, purtroppo, probabilmente ancora a lungo.

Presidente - Ricordo che ci sono due emendamenti e che in ordine in votazione prima ci sarà l'emendamento di PCP e in seguito la mozione emendata. A questo punto, con la replica del Governo, si passa alle dichiarazioni di voto. Si è prenotata la consigliera Minelli.

Minelli (PCP) - Per confermare che voteremo l'emendamento che abbiamo proposto e ci asterremo invece sulla nuova formulazione a cui si è giunti per quanto riguarda la mozione presentata dal collega Marquis con una considerazione: è stato tolto l'ultimo capoverso delle premesse che andava in qualche modo a definire quella che era un'iniziativa legislativa. Poi si è mantenuto l'impegno relativo alla proposta di norma di attuazione, che era giustamente in una risoluzione votata nella scorsa legislatura, non a larga maggioranza come ho sentito dire oggi ma dalla maggioranza tout court, ma quello che vorrei osservare è che in questo modo a una problematica che è molto importante in questo momento, ora, non si danno delle risposte, perché l'impegno sulla norma d'attuazione - poi è stato detto da chi credo abbia delle competenze, e me lo ha fatto notare più volte, anche superiori alle mie - riguarda un argomento che è un po' diverso e che non incide sull'attuale "caro energia" per i motivi che sappiamo, la parte statale di Paritetica dovrà essere ricostituita, ma dovranno essere fatte le interlocuzioni su un argomento che fino ad ora non è stato minimamente preso in considerazione, perché si è parlato di altre norme d'attuazione ma non di questa qua che era rimasta lì in stand by. Da questo punto di vista, quindi si introduce un argomento che però non è sul problema del "caro energia" attuale.

Il secondo impegno, così com'è stato modificato, riteniamo che sia molto generico, quindi anche questo non ci sembra andare nella direzione di dare o di provare a dare delle risposte che siano incisive, delle risposte da dare adesso. Quello che noi chiedevamo era un percorso diverso per andare a sondare una possibilità che è invece, a nostro avviso, più concreta; poi se sono contenti i proponenti... mi sembra che sia veramente riduttiva questa formulazione rispetto a quello che ho sentito e a tutte le considerazioni che ci hanno impegnati per tre ore, quindi mi sembra veramente svuotare di significato tutto quello che abbiamo detto finora.

Presidente - Ci sono altre dichiarazioni di voto? La parola al consigliere Perron.

Perron (LEGA VDA) - Per la mia dichiarazione di voto farei soltanto un brevissimo passo indietro, tanto per far capire anche, per quanto si possa, su tematiche così complicate come questa, io stesso dico che qua c'è da studiare tantissimo per capire tutti gli aspetti delle questioni energetiche a partire dal livello europeo e poi scendere a cascata, ma tanto per far capire quanto siano i margini di operatività che abbiamo come Regione. Per far questo, farò un attimo un passo indietro, per far capire appunto che il vero problema che stiamo affrontando oggi, con i nostri mezzi, con le nostre possibilità e competenze è quello di capire come e quanto le entità pubbliche, quindi le istituzioni, a partire dal livello europeo, poi nazionale, poi regionale, possano effettivamente intervenire a calmierare le bollette per evitare il disastro economico riguardante le imprese e sociale ovviamente delle famiglie. Credo quindi che questo sia veramente il tema a grandi linee in cui noi siamo inseriti e di cui stiamo discutendo.

Partiamo un attimo da quello che si è sentito tantissimo in campagna elettorale, con distorsioni di ogni tipo, si sente ancora adesso sui giornali: i famosi tetti del prezzo del gas. A livello nazionale cos'è successo? La Spagna e il Portogallo, ad esempio, sono intervenuti già ad agosto per mettere un tetto al prezzo del gas nei loro Paesi; l''Italia, con circa 60 miliardi, già a partire dall'intervento sulla benzina, in qualche modo è intervenuta, in quel caso tagliando le accise, per andare a modificare - in quel caso era la benzina - e a intervenire com'è stato sui prezzi poi alla pompa di benzina, poi ci sono stati interventi successivi, oggi siamo a circa 60 miliardi a partire da settembre. Sulla Germania si è sentito, se n'è parlato, se n'è discusso, perché ovviamente qua tocca dei meccanismi a livello europeo, la Germania è intervenuta con un piano, o sta intervenendo con un piano da 200 miliardi di euro per andare a intervenire su questo. La Gran Bretagna invece ha messo 170 miliardi di sterline, sono circa 190 in euro, 130 per le famiglie, 40 per le imprese. Io credo che il nodo centrale che devono capire anche i Valdostani, perché tutti noi abbiamo gente che arriva e ci dice: "ma com'è possibile che voi non riuscite a fare nulla?", è appunto che in questo caso sono interventi pubblici, delle entità statali, che sono messi non a tagliare alla fonte il prezzo del gas, perché quello dipende da meccanismi che vanno al di fuori anche degli Stati nazionali. Quando si parla invece del tetto del prezzo del gas a livello europeo, attenzione perché si parla del tetto al prezzo del gas russo, quindi equivale quasi più a una sanzione piuttosto che a un intervento economico. Dobbiamo essere molto chiari, secondo me, su questo, altrimenti, anche al di fuori da qui, i Valdostani non riescono a capire per quale motivo, con un disastro imminente annunciato, noi non riusciamo a essere così incisivi. Gli Stati intervengono in questo caso, ma vanno a calmierare le bollette, cioè il prezzo viene stabilito e lo Stato mette alle aziende produttrici la parte mancante, non è che viene tagliato e le aziende in pratica regalano agli Stati o agli utenti qualcosa. Questo non si può fare perché giustamente siamo in economia di mercato e gli Stati intervengono all'interno di questi meccanismi, altrimenti avremo dei sistemi totalmente statalizzati, come quello dell'Unione Sovietica o di altri Paesi, che ovviamente sono tutto un altro paio di maniche. Noi non siamo, grazie a Dio per quanto mi riguarda, all'interno di quei meccanismi. Questo dobbiamo capire e in questo caso la mia dichiarazione di voto è positiva perché credo che quanto è stato messo nell'impegnativa ed è stato discusso fino ad ora sia il primo passo, la direzione giusta, ma quanto tutto quello che si possa fare e che si farà per quanto riguarda il nostro livello regionale. Raccontare delle favole o distorcere la realtà promettendo cose che in realtà non sono fattibili o sono pura utopia o distopia in certi casi credo che non sia corretto. Quello che possiamo fare è messo giù, quindi la mia dichiarazione di voto è ovviamente positiva.

Presidente - Altri? Se non vi sono altre richieste per dichiarazione di voto, metto in votazione. Nell'ordine, lo avevo evidenziato in precedenza, votiamo prima l'emendamento di PCP e in seguito la mozione emendata. Apro la votazione sull'emendamento.

Appello nominale dei Consiglieri presenti in remoto sulla piattaforma zoom.

Sapinet (UV) - Astenuto.

La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 13

Favorevoli: 2

Contrari: 11

Astenuti: 21 (Baccega, Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Chatrian, Cretier, Grosjacques, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marquis, Marzi, Padovani, Restano, Rollandin, Rosaire, Sapinet, Testolin)

L'emendamento non è approvato.

Metto ora in votazione la mozione emendata. La votazione è aperta.

Appello nominale dei Consiglieri presenti in remoto sulla piattaforma zoom.

Sapinet (UV) - Favorevole.

La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 31

Favorevoli: 31

Astenuti: 3 (Erika Guichardaz, Minelli, Rollandin)

Il Consiglio approva.