Oggetto del Consiglio n. 1838 del 22 settembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1838/XVI - Interpellanza: "Lavori di manutenzione del traforo del Monte Bianco e conseguenti ricadute sull'economia valdostana".
Bertin (Presidente) - Punto n. 51. Si è prenotato il consigliere Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (PA) - Cette requête qu'on a présentée il y a quelques mois, est liée aux difficultés que nous avons déjà soulignées pendant ces mois sur la question du tunnel du Mont Blanc et avec la Suisse. C'est une question de principe, pas seulement mais en effet il y a toute une série de conséquences liées à ce qui est le tourisme et à ce qui est le commerce pour la partie qu'on doit aller soit en Suisse qu'en France ; c'est la raison pour laquelle nous demandons si par hasard il y a déjà eu des contacts, juste pour faire de façon que la limitation des passages soit le plus tôt possible.
En effet on dit que peut être que ce mois... on voudrait savoir si ont été déjà organisées des rencontres avec les deux parties pour, comme on dit, prévoir qu'il y ait une réduction des difficultés qu'on a justement de la part soi du tourisme que du commerce. Voilà, c'est la raison pour laquelle on aimerait savoir si existent déjà des rapports avec la Suisse et avec la France.
Presidente - Risponde l'assessore Caveri.
Caveri (AV-VdA Unie) - Il tema che lei pone è un tema molto delicato e riguarda il fatto estremamente semplice che avevo già evocato precedentemente con Infrastrutture Autostradali, vale a dire che il Traforo che risale, come lei sa, al 1965, sente il peso dell'età e anche i lavori che furono fatti in occasione della tragedia del 1999, con la rimessa in sesto di parte solo del Traforo, non hanno comunque risolto una questione di obsolescenza che diventerà sempre più acuta negli anni a venire.
In questo momento esiste un piano, il Presidente della Regione, nelle sue funzioni prefettizie, ha partecipato a un summit con il Prefetto dell'Alta Savoia per definire assieme tutte le difficoltà che ci sono, e le lascerò poi il riferimento per trovare il calendario esatto; le previsioni di chiusura sono facili da poter vedere e purtroppo noi abbiamo alcune settimane di chiusura, che in questo caso sono principalmente legate all'asfaltatura necessaria, e ci saranno però poi delle chiusure ancora più sostanziose negli anni a venire che, più o meno, equivalgono alla durata della concessione.
Quindi si può immaginare che per un tempo infinito noi avremo il Traforo chiuso per tre mesi l'anno.
Guardo il collega Aggravi che di recente ha svolto con un sottosegretario di Stato una visita ed effettivamente la questione è molto delicata e devo dire che quest'oggi l'ho affrontata con l'amministratore della RAV Ivoi e la tratteremo con il presidente della Regione in occasione dell'incontro con l'amministratore delegato Nanni.
Il lavoro importantissimo è quello della volta della galleria, sono circa 600 metri che porteranno a questa chiusura nell'autunno del 2023, mentre per ora le chiusure sono prevalentemente notturne, e poi invece il rifacimento più sostanzioso durerà tredici anni, quindi è chiaro che ci sono elementi di preoccupazione, tenendo conto, tra l'altro, che nei giorni scorsi i Comuni della Val di Susa hanno cominciato a capire l'antifona, così come quelli della Vallée de la Morienne, perché prima ci sarà, con queste chiusure parziali, uno spostamento del traffico - sulle Alpi più o meno il Monte Bianco vale il 6% della movimentazione delle merci - quindi sono centinaia di Tir che si riverseranno in Val di Susa dove, tra l'altro, continua a essere rinviata l'apertura della seconda canna che era prevista per l'ottobre di quest'anno: adesso è rinviata per l'ottobre del 2023. Quindi sia gli abitanti della Val di Susa sia quelli della Vallée de la Morienne si troveranno con un aumento di carico notevolissimo.
Questo, tra l'altro, conferma una cosa, cioè che la politica nel Nord Ovest di Italia, rispetto ai trafori e ai passi, è una politica che dev'essere coordinata dall'Unione Europea, perché è del tutto evidente che questo deve capitare.
Al di là dei vertici, a cui partecipa il Presidente della Regione, il problema oggi non è solo la gestione ma è capire che cosa fare dopo, perché questo è un tema divisivo che però deve partire da un assunto chiaro: l'attuale premier francese, la signora Borne, che era Ministro dei trasporti, e il Presidente della Repubblica Macron hanno più volte ribadito che non accettano l'idea di un raddoppio in situ del Traforo, quindi noi ci troveremmo in una situazione di cul de sac che potrà essere in qualche maniera problematica, perché la contemporaneità dei lavori, che tra l'altro sono lavori estremamente costosi, che hanno poi una ricaduta sull'economicità della gestione della RAV, perché è chiaro che meno transiti ci sono e più la RAV, che ha già l'handicap di essere una piccolissima autostrada... questo potrebbe essere per la RAV risolto con una fusione con il Traforo del Monte Bianco che aiuterebbe, perché oggi l'azionista principale - oltre alla Regione che è socio di minoranza cospicuo - è il Traforo del Monte Bianco.
È probabile che lo Stato stia cominciando a riflettere sul fatto che tutte queste questioni non possono ricadere sulle tariffe, ma che ci dovranno essere interventi forti da parte dello Stato partendo dal presupposto che il Monte Bianco fa parte della rete transeuropea dei trasporti, quindi non è una bagatella, è una delle vie essenziali del trasporto merci, del trasporto passeggeri e del passaggio delle automobili.
È chiaro - e di questo abbiamo discusso anche con il principale azionista del Traforo del Monte Bianco lato italiano che è Autostrade, di cui l'attuale amministratore è Tomasi che ho già citato oggi - che si prendano in futuro dei contatti al maggior livello possibile con la Francia; con il Presidente noi abbiamo evocato il dossier del Monte Bianco in occasione della visita di un politico importante come è Laurent Wauquiez, Presidente della Regione Auvergne-Rhône-Alpes, che è una delle personalità emergenti ed è una potenza economica notevole, io credo che quello possa essere un canale interessante per riaprire una discussione.
Sugli esiti della discussione, tenuto conto appunto del fatto che le autorità centrali francesi sul raddoppio non ci sentono, è del tutto evidente che probabilmente bisognerà avere il coraggio in prospettiva di immaginare il percorso di un Tunnel che abbia caratteristiche tecniche diverse, che sia più lungo, che sia più di base, ma questa è una cosa che va inserita, posso dire, - anche se poi mi prendono in giro che parlo dei miei pregressi politici - nell'ambito della rete transeuropea dei trasporti che sarà in discussione a breve al Parlamento Europeo presso la Commissione dei trasporti del Parlamento Europeo, perché è chiaro che altrimenti lo stato di abbandono del Traforo del Monte Bianco diventerà un'emergenza nazionale.
Quando con il Presidente e con il collega Bertschy siamo stati dal Ministro Giovannini, Ministro delle infrastrutture, abbiamo segnalato quest'emergenza di trovare una soluzione seria, ho l'impressione che per il momento ci sia una specie di mancanza di attenzione, che è quella che è stata segnalata, tra l'altro, dalle Associazioni Confindustriali del Nord Italia, perché è chiaro che con l'intasamento del Fréjus, con la ridotta disponibilità del Traforo del Monte Bianco, cui aggiungiamo i tempi oramai biblici della Torino-Lione, perché si parla oggi di un'apertura che potrebbe essere in una forbice tra il 2033 e il 2035, qualche cosa va avviato anche qui, e credo che questa possa essere, per la politica valdostana, in maniera corale, una sfida importante perché è chiaro che non si può pensare di tornare all'epoca dei colli alpini, perché questa è una prospettiva seria.
Non viene chiuso il Traforo, come veniva manifestato, definitivamente o per un anno. I lavori, come sono stati impostati, avrebbero questa cadenza, ma è una cadenza talmente lunga rispetto alla quale bisognerà che, anche con una proposta di questo Consiglio Valle, si possa in qualche maniera uscire da una situazione, soprattutto manifestare alle autorità europee e nazionali l'assoluta delicatezza della situazione.
Presidente - Per la replica, consigliere Rollandin.
Rollandin (PA) - La questione è molto dolorosa, perché il rapporto che lei oggi ha ripreso in termini di anni, chiaramente, lo vediamo oggi, q doveva esser visto anni fa, perché qui noi ci troveremo con i Tunnel chiusi, perché sarà così, e con le conseguenze che lei ha appena detto, che sono state testé previste e che chiaramente porteranno a quei disagi che conosciamo ma che non abbiamo purtroppo avuto la possibilità di gestire insieme a tutti gli altri organismi, a livello nazionale e internazionale, perché è giusto, anche a livello europeo questo discorso ha il suo peso, ma per quello che riguarda i nostri Ministeri competenti, a oggi non si sa nulla. L'unica problematica che era emersa è l'amianto, ma l'amianto c'era già prima, non è che è emerso adesso.
Su questi aspetti non credo che ci sia molto da dire, se non che siamo in ritardo e che qualcuno dovrà al più presto mettere sul tavolo una via d'uscita, in modo tale da essere nella situazione di capire quanto rimarrà chiuso il Traforo del Monte Bianco; per la parte svizzera è più facile, ma per il Monte Bianco è un aspetto molto, molto difficile da risolvere.
Io credo che sia un altro dei punti difficili per il futuro della nostra regione, perché lo sono anche gli altri territori italiani, ma direttamente siamo noi i primi a essere colpiti da questa situazione, situazione che purtroppo conosciamo già da tempo, infatti se noi andiamo a vedere da quando se ne parla... poi si spera sempre che qualcuno risolva il problema, non è così e oggi siamo obiettivamente in una situazione non difficile, ma difficilissima.
