Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1837 del 22 settembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1837/XVI - Interpellanza: "Ripartizione delle risorse del PNRR per la prevenzione e il contrasto della dispersione scolastica e supporto amministrativo alle istituzioni scolastiche".

Bertin (Presidente) - Punto n. 50. Per l'illustrazione dell'interpellanza, si è prenotata la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Non me ne voglia, Assessore, ma sono rimaste dalla seduta scorsa, quindi oggi interloquiremo più volte.

Quest'interpellanza invece va a toccare un tema che è quello dell'abbandono scolastico.

Importanti risorse sono arrivate alla Valle d'Aosta, perché stiamo parlando di quasi 3 milioni di euro, suddivisi su diciannove istituzioni scolastiche che sono arrivati con dei criteri - poi se avrà voglia anche un po' di dirci come mai diciannove istituzioni... - con dei criteri che andavano a toccare sia il tasso di fragilità degli apprendimenti, considerando i dati Invalsi, sia il numero degli studenti iscritti a quell'istituzione scolastica.

Quindi quello che noi volevamo capire era: quali fossero le sue valutazioni rispetto ai fondi; se ritiene che questi fondi potranno in qualche modo effettivamente essere incisivi per quello che riguarda l'abbandono scolastico, che sappiamo essere comunque un problema, e se c'è stata la valutazione o si sta andando verso una rete di scuole in modo che non partano diciannove progetti a se stanti, ma magari si pensi in maniera più collegiale un progetto o un'attività che possa, in qualche modo, a questo punto, abbassare quel tasso di abbandono.

Presidente - Per la risposta l'assessore Caveri.

Caveri (AV-VdA Unie) - Intanto va detto che su questo tema dell'abbandono i dati elaborati, ancora di recente, dall'ottimo Dario Ceccarelli sono abbastanza rassicuranti, nel senso che molto spesso c'è questa vulgata che dice che in Valle d'Aosta l'abbandono è elevatissimo rispetto a dei parametri nazionali, per fortuna i rilevamenti non sono così preoccupanti, anche se, bisogna essere oggettivi, l'abbandono non ci dovrebbe essere; poi c'è una discussione in atto anche in occasione delle elezioni politiche di aumentare a 18 anni, lasciare a 16, c'è tutto un impegno sul quale stiamo riflettendo sull'orientamento e finisce per essere una delle chiavi di volta, perché se tu non fai un buon orientamento, uno si iscrive alla scuola sbagliata, se ne accorge tardi, diventa un po' frustrato e quindi poi c'è un rischio di abbandono.

Tra l'altro devo dire che noi abbiamo partecipato - non so se ha avuto l'occasione di averne contezza - a questo fondo comunitario nell'ambito di Alcotrà che si chiama "P.R.I.MO" (Perseveranza, riuscita, inclusione, motivazione) che ha avuto un grandissimo successo e devo ringraziare in quest'occasione una persona che è andata in pensione, la professoressa Vernetto, che si è spesa moltissimo per questo fondo.

Dando una risposta e cominciando dalla questione di questa ripartizione di fondi, è evidente che dietro esiste un atteggiamento che è derivato dall'impostazione del PNRR - e anche dallo stesso Ministro Bianchi - che non è sempre condivisibile, nel senso che sarebbe stato molto più logico, come dicono anche i miei colleghi Assessori regionali, trasferire questi fondi delle Regioni o alle Sovrintendenze regionali, se proprio il disegno non fosse stato regionalistico, invece la scelta del Ministero è stata quella di trasferire direttamente alle singole istituzioni scolastiche, il che salta un passaggio, per così dire, e solo quel po' di autonomia che noi abbiamo nel settore della scuola - con questa singolarità della Sovrintendenza agli studi che dipende dalla Regione e non dallo Stato - ci consente di fare quel coordinamento di cui le dirò tra poco.

È chiaro che noi non sappiamo, non siamo riusciti a sapere i criteri per i quali alcune scuole non hanno ottenuto i trasferimenti; abbiamo scritto e non abbiamo ricevuto risposte.

Quando uno va al Ministero dell'Istruzione in Viale Trastevere e vede questo Palazzone di più piani e mille uffici, si rende conto che evidentemente esiste un problema centralistico e di scarsa considerazione che consideriamo del tutto negativo.

Quindi non abbiamo avuto chiarimenti in merito alla ripartizione, tenuto conto che tre istituzioni scolastiche del primo ciclo risultano non beneficiarie. Non abbiamo avuto riscontri e abbiamo già garantito la copertura per queste scuole, perché non è che ci sono per noi le scuole di serie A e scuole di serie B.

Per migliorare il successo formativo e ridurre (preferisco dire) la dispersione scolastica (piuttosto che abbandono), - so che c'è un eccesso forse di attenzione lessicale, però le due cose non sono proprio coincidenti, - si focalizzerà sull'orientamento, come dicevo, in particolare fra la scuola secondaria di primo e di secondo grado, perché è lì che si comincia a sbagliare, e sul potenziamento delle competenze anche all'esterno della scuola, con una piena integrazione del percorso curricolare con le attività extra curricolari e con la valutazione degli apprendimenti.

Serviranno? Verrebbe da dire che queste cose le dobbiamo vedere ex-post, perché sicuramente sono fondi cospicui; questo poi innesca il problema con cui concluderò, che è quello di come essere in grado di poterli spendere, perché certe spese, rientrando nel PNRR, devono essere fatte perché sennò i soldi li perdi.

La Sovrintendenza promuoverà delle azioni trasversali a livello regionale con gli strumenti e le procedure già a sistema per non creare delle sovrapposizioni.

L'idea è quella di avere delle reti di scuole e devo dire che i primi confronti con i dirigenti scolastici sono risultati estremamente positivi, quindi dovrò usare l'inglese: mentoring, counseling, orientamento professionale attivo, personalizzazione di percorsi, potenziamento del tempo-scuola con progettualità mirate con incremento delle ore di docenza e la presenza di esperti.

Ne abbiamo parlato anche al Convitto o ai Convitti, visto che in Giunta andrà tra breve la costruzione anche del Convitto di Verrès, proprio nella prossima giunta avremo tre Convitti: avremo il Gervasone, il Convitto Federico Chabod - con cui abbiamo chiarito tutte le ambiguità che potevano esserci, c'è stato un bellissimo incontro con il loro CdA - e, naturalmente, Verrès sarà una novità, lo dico a chi è della Bassa Valle, anche per attirare un po' gli studenti Walser perché proseguano con il tedesco al posto di venire qui e il tedesco lo perdono.

Per quanto riguarda l'ultima domanda, noi abbiamo fatto una riunione ad hoc in Meet a cui ho partecipato mercoledì 24 agosto, una prima riunione a cui ho partecipato - poi ce ne sono state altre con caratteristiche più tecniche - per accompagnare e supportare le scuole secondarie nella progettazione delle iniziative da mettere in campo che valgono per l'anno scolastico 2022-23 già, perché i tempi di spesa sono rapidi.

All'incontro, in una logica che spero condividiate, hanno partecipato anche le scuole paritarie - non solamente le scuole pubbliche- che non beneficeranno di questi fondi ma che però fanno parte di un sistema, è chiaro che non si può escludere il Don Bosco piuttosto che una scuola paritaria come la Fondazione turistica, tenuto conto degli orientamenti per l'attuazione degli interventi nelle scuole, e c'è una nota ministeriale che è arrivata il 13 luglio del 2022, che sottolinea l'importanza di affrontare il tema della dispersione scolastica in modo sistemico -come sempre, c'è un po' di misteriosofico in quel che dicono - attivando sinergie territoriali e collaborazione anche attraverso progetti di rete con altre istituzioni scolastiche.

Ha partecipato un nostro consulente, il professor Damiano Previtali - che è un big del Ministero e che è dirigente del Sistema nazionale di valutazione - che ci ha dato molte rassicurazioni.

Una delle rassicurazioni che abbiamo invece dato noi, e che sarà presente nella nuova legge di variazione di bilancio che la Giunta presenterà, è la questione di come supportare le segreterie scolastiche, alcune delle quali - come purtroppo sappiamo - sono al collasso; io passerò le prossime settimane con i dirigenti scolastici e il personale, perché il personale delle segreterie non dipende da me, però cercheremo di mettere i tacconi.

Per la rendicontazione e per gli aspetti amministrativi noi useremo una convenzione, che è consentita per il PNRR, con Inva, cioè con le società in house si possono fare questi tipi di convenzione, quindi noi non solo aiuteremo le strutture della Regione, i Comuni, le Unités des Communes, ma aiuteremo anche le istituzioni scolastiche che altrimenti non sarebbero in grado di adempiere a questi compiti, compresa la possibilità - che abbiamo discusso con il collega Marzi - di utilizzo da parte delle scuole della CUC, per poter fare, nel caso in cui ci fosse bisogno, degli appalti, perché anche quello sarebbe un procedimento estremamente complicato.

Questo è un disegno che ritengo interessante, che forse potrà essere esteso anche a una parte del PNRR estremamente interessante che gestirà invece l'Università della Valle d'Aosta, più sul tema della ricerca.

Diciamo che possiamo mettere assieme i diversi tasselli e dire che siamo partiti spero con il piede giusto per fare in maniera, come veniva giustamente sottolineato, di evitare un patchwork, cioè che ognuno si inventasse consulenze, percorsi, formazione, che non avessero una logica unitaria, perché poi il problema della dispersione sta anche nel fatto che la scelta di una certa scuola, che poi risulta insoddisfacente, pesa sulle altre scuole, perché c'è un sistema di collegamento gli uni con gli altri. Molti vogliono andare, ad esempio, al Corrado Gex e poi non c'è più posto perché le classi le abbiamo già formate, quindi si tratta di trovare dei meccanismi di miglior funzionamento e devo dire che questo aspetto del PNRR è estremamente importante e lo sfrutteremo al massimo.

Presidente - Per la replica la consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Bene, è un po' la strada che speravamo, lo avevamo già un po' scritto nell'interpellanza, perché questa questione delle reti di scuole, non solo per quello che riguarda l'abbandono scolastico - gliene avevo già parlato anche rispetto alla digitalizzazione - credo sia la strada per la Valle d'Aosta, perché proprio in virtù di quelle carenze, all'interno anche delle istituzioni scolastiche, ma in virtù delle grandi professionalità che ci sono all'interno delle istituzioni scolastiche, è utile, secondo noi, poterli valorizzare.

Bene anche che si vada a interferire sulla parte orientamento che sappiamo essere il nodo cruciale e, sotto questo punto di vista, anche l'idea del Ministero che venga fatto a sistema con gli Enti locali è per noi importante, proprio perché spesso, anche rispetto alla formazione professionale, il coinvolgimento degli Enti locali è sicuramente importante.