Oggetto del Consiglio n. 1836 del 22 settembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1836/XVI - Interpellanza: "Confronto con il Dipartimento di Scienze economiche e politiche dell'UniVdA in merito all'acquisto dell'abbonamento alla piattaforma "Perlego"".
Bertin (Presidente) - Punto n. 49. Per l'illustrazione dell'interpellanza, consigliere Manfrin ne ha facoltà.
Manfrin (LEGA VDA) - Quest'interpellanza nasce da un acquisto che l'Ateneo valdostano ha fatto, nello specifico una banca dati per Scienze politiche ed economiche.
Perché nasce quest'iniziativa? Principalmente per due motivi: il primo è che questa banca dati viene acquistata in data 8 novembre 2021 quindi quasi in scadenza d'anno e l'abbonamento sarà fino al 31/12/2022; questa banca dati, quindi l'abbonamento, parte a novembre e in una comunicazione di un verbale del Dipartimento- verbale che si riferisce alla riunione del 6 aprile del 2022, quindi quasi sei mesi dopo - il direttore ricorda come il Dipartimento abbia recentemente acquisito la banca dati Perlego e quindi invita i rappresentanti e gli studenti a segnalare ai propri colleghi questa possibilità per la redazione della tesi.
Ora se in sei mesi una banca dati è talmente sconosciuta da dover essere segnalata dai rappresentanti degli studenti e ai loro colleghi, credo che qualche problema probabilmente ci sia stato, ma veniamo alla parte secondo me più importante.
L'ho riportato nel testo, gli universitari valdostani sono molto fortunati perché hanno possibilità di accedere a una serie di abbonamenti e di banche dati che sono decisamente importanti.
Ho riportato quelle principali: le 15.500 monografie cartacee comprese 2.650 tesi di laurea, gli eBook di testi di esame, gli abbonamenti ai singoli periodici tramite l'OPAC, le banche dati on-line in abbonamento, l'accesso alle numerose collezioni di riproduzioni di documenti provenienti da archivi e biblioteche che copre un ampio ventaglio di tematiche - e qui c'è tutto l'elenco di quelle che sono le tematiche - ricoperte, e poi ho un'intera pagina dove ho riportato tutte le fonti bibliografiche a cui possono avere accesso gli studenti, tra cui le banche dati giuridiche, il Psychology & Behavioral Sciences Collection, le riviste del Mulino, i servizi interbibliotecari con i quali tu puoi chiedere in prestito anche ad altre biblioteche di Ateneo dei testi.
Poi ci sono altri abbonamenti che mi sono stati consegnati successivamente come le riviste web, ovvero le riviste pubblicate dall'editore Mulino, quindi un altro abbonamento e le EBSCOHOST Banche dati PBSC & Psychinfo.
Quindi c'è un'amplissima documentazione bibliografica a completa disposizione degli studenti del nostro Ateneo.
A fronte di quest'amplissima documentazione, amplissimi testi di riferimento, quello che salta un po' all'occhio è l'acquisto che viene deliberato dal Dipartimento di un ulteriore abbonamento, appunto la piattaforma cosiddetta Perlego, che costa la bellezza di 9.760 euro per abbonamento di un anno, un abbonamento di un anno che obiettivamente è un po' incomprensibile, se raffrontato con i testi già a disposizione.
Il combinato disposto di: da una parte le disponibilità di consultazione degli studenti già a disposizione e dall'altra la necessità del direttore d'invitare i rappresentanti degli studenti del Dipartimento a invitare i propri colleghi a utilizzare questa piattaforma, mi ha sollecitato queste brevi domande che appunto chiedono con quest'interpellanza di sapere: "quale sia il numero degli abbonamenti utilizzati a oggi, se a fronte di quanto esposto - e quindi con la già copiosa documentazione e il copioso successo bibliografico a disposizione degli studenti -s'intenda proseguire con l'abbonamento alla piattaforma Perlego e, in caso negativo, se s'intenda porre in essere un confronto con il Dipartimento per comprendere le motivazioni di quest'acquisto.
Presidente - Risponde l'assessore Caveri.
Caveri (AV-VdA Unie) - È sempre interessante capire fin dove la delega sull'Università o la Presidenza del consiglio dell'Università, che è in capo al Presidente della Regione, si possa spingere, perché noi dobbiamo contemperare un valore costituzionale che è l'autonomia universitaria con l'evidente possibilità, da parte anche di chi esercita - come lei, in questo momento - il sindacato ispettivo, di poter chiedere anche le cose più minute essendo ovviamente la nostra Università finanziata per larghissima parte dall'Amministrazione regionale.
Noi siamo, da questo punto di vista, una specie di anomalia fra le Università private da una parte e l'Università pubblica dall'altra, per cui è chiaro che, nel risponderle, io le rispondo con i dati forniti dall'Università stessa.
Il numero degli abbonamenti utilizzati è superiore a quaranta, parte delle licenze rimanenti saranno destinate ai nuovi tesisti, agli assegnisti, ai ricercatori e ai docenti a contratto che si aggiudicheranno i bandi d'insegnamento e dovranno predisporre le attività di didattica per il prossimo anno accademico.
A regime si stima che il numero di utenti sarà attorno alle novanta unità, è necessario - dice l'Università - tenere un margine di una decina di posti per permettere il ricambio di utenti.
Il numero di licenze - e questo credo che sia una delle prime spiegazioni - pari a cento, ha permesso di ottenere uno sconto pari a circa il 45% sull'importo complessivo dell'abbonamento, con un numero inferiore di licenze non ci sarebbe stato alcuno sconto.
Oltre a questo, è utile ricordare che sottoscrivendo un contratto con un minimo di cento licenze, si ha la possibilità di gestire in maniera dinamica le licenze, cioè aggiungere e togliere utenti in autonomia, ciò che è particolarmente importante, avendo esteso l'utilizzo di questa base dati anche a studenti e contrattisti.
Per quanto riguarda la seconda domanda, "Se s'intenda proseguire anche a fronte delle risorse bibliografiche che già sono a disposizione": è intenzione - dice l'Università - del Dipartimento di Scienze economiche e politiche proseguire nell'abbonamento di cui parliamo, in quanto le risorse della biblioteca, per quanto riguarda le tematiche d'interesse di questo Dipartimento, sono del tutto insufficienti.
Si ricorda che la banca dati Perlego è una raccolta di volumi e non di articoli di rivista, quindi la risposta sull'utilità si limita al materiale librario.
La dimensione della biblioteca del nostro Ateneo è piuttosto limitata, quindicimila volumi contro, ad esempio, i trecentoventimila volumi della nostra biblioteca regionale.
Per le materie relative alle tematiche di ricerca del Dipartimento, si ricorda che la biblioteca di Ateneo spende circa 5 mila euro l'anno per l'acquisizione di nuovi volumi che corrispondono a circa cento unità all'anno; di questi la maggior parte sono libri di testo.
Per fare un confronto con altri Atenei, il polo bibliografico della ricerca dell'Università degli studi di Torino - è chiaro che vanno fatte le debite proporzioni - negli ultimi dodici mesi ha acquisito 36.170 volumi, cioè ha acquistato in media in un giorno più di tutti i volumi che l'UniVdA acquista in un anno. La sola biblioteca Economia & Management dell'Università di Torino possiede più di 360 volumi che sono stati pubblicati nel 2021.
Questo per dire che la ragione dell'abbonamento viene giustificata dal fatto che la dotazione libraria di Ateneo è insufficiente.
D'altra parte, l'accesso a una base dati molto ampia, come quella di Perlego - sono circa 700 mila volumi - può permettere, almeno per quanto riguarda il materiale librario, come ho precisato, di fornire strumenti validi anche a chi studia e lavora all'interno di una piccola Università qual è la nostra.
A fronte di questa situazione, il Dipartimento di Scienze economiche e politiche ha impiegato le proprie risorse per consentire che le attività di ricerca e di didattica fossero portate avanti nel miglior modo possibile.
"In caso negativo, se s'intenda porre in essere un confronto con il Dipartimento per comprendere le motivazioni": nonostante non ricorra il caso negativo, il professor Alderighi, che è il direttore del Dipartimento citato, ha comunque dato una sua disponibilità e, per quanto mi riguarda, anche dal punto di vista di un impegno personale che posso assumere, ho intenzione di discutere con il professor Alderighi per avere degli elementi suppletivi che possano portare la giustificazione di questa spesa che, come ripeto, però, dalle considerazioni che sono state svolte e che mi sono state proposte, mi sembra abbastanza convincente, perché si tratta di uno strumento che può risultare utile per la didattica e noi siamo sempre alla ricerca - questo è un tema che discutiamo spesso nel Consiglio dell'Università - di come rendere sempre più attrattiva l'Università della Valle d'Aosta e il fatto che la nuova Università possa contare comunque su elementi attrattivi, come possono essere strumenti informatici e digitali come questi, può risultare un fatto interessante.
Presidente - Per la replica il consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Apprezzo sempre il fatto che non si tiri mai indietro, anche nel dare un giudizio personale in merito alle questioni, e questo è assolutamente un dato di merito.
Partiamo dall'inizio, le cose minute: potranno probabilmente anche essere considerate cose minute ma credo che una spesa di 10 mila euro per un Ateneo probabilmente possa anche non considerarsi così minuta, una spesa di questo tipo credo che vada fatta con un'assoluta oculatezza.
Lei ci ha detto, e la ringrazio, che sono stati utilizzati quaranta abbonamenti su cento, questo è il totale che ci ha dato, quindi significa - siamo a settembre, quindi dopo nove mesi dall'inizio dell'anno, e l'8 novembre è stata acquistata la banca dati - che praticamente dopo tre quarti dell'anno, il 60% degli abbonamenti acquistati non è stato utilizzato.
Io credo che si debba partire da questo dato e, ricordiamocelo, non è stato utilizzato nonostante le sensibilizzazioni che il direttore di Dipartimento ha posto in essere - e questo glielo dico proprio così, a titolo puramente informativo - guarda caso, esattamente la seduta successiva alla mia richiesta d'accesso agli atti per capire quante erano le copie acquistate di questo sistema.
Questa credo sia la cosa maggiormente interessante, cioè io faccio una richiesta di accesso agli atti per capire quanti di questi abbonamenti sono utilizzati e il direttore di Dipartimento sensibilizza, sulla seduta successiva, i rappresentanti degli studenti ad acquistarlo, quindi credo che sia un dato sicuramente interessante.
Credo però che lei abbia centrato il punto, nel momento in cui ha detto che la biblioteca ad esempio della sola Università degli studi di Torino ha una quantità infinitamente superiore rispetto a quella del nostro Ateneo, e io devo assolutamente darle ragione.
La domanda che dobbiamo farci è: ma gli studenti universitari di Torino, come faranno a comporre le proprie tesi, a studiare, ad avere dei testi di riferimento? Probabilmente staranno autosufficienti da questo punto di vista, questo evidentemente, rispetto alle disponibilità ce lo dobbiamo dire.
Se lei va a guardare nell'elenco piuttosto copioso che ho riportato, troverà in fondo che c'è una convenzione per la reciprocità dei servizi bibliotecari con gli Atenei del Piemonte, Università degli studi di Torino, Politecnico di Torino, Università del Piemonte Orientale, Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, in virtù della quale gli studenti UniVdA possono iscriversi presso le biblioteche degli Atenei piemontesi e usufruire delle rispettive risorse e servizi, comprese la consultazione in loco delle banche dati on-line. E ancora: attraverso i servizi interbibliotecari, è possibile richiedere documenti, libri e copie di articoli non posseduti dalla biblioteca di Ateneo.
Quindi direi che questo ci risponde pienamente, così come gli studenti del Piemonte e delle facoltà universitarie del Piemonte possono tranquillamente comporre le proprie tesi sia con il sistema on-line, sia ovviamente con i volumi a disposizione, gli studenti valdostani hanno la stessa identica possibilità.
A maggior ragione, di fronte a questo dato, ci chiediamo come mai risulta così necessaria e impellente, e confermata anche dal Direttore di Dipartimento, l'abbonamento e la spesa di 10 mila euro per una banca dati che, peraltro - ma questo glielo dico come valutazione personale che mi è stata fatta da altre persone, ho consultato alcuni professori così come alcuni studenti - non è particolarmente performante, questa banca dati, non dal punto di vista del funzionamento, ma proprio dal punto di vista dell'efficacia delle fonti, dei testi che sono ivi conservate.
Il pensare che uno studente valdostano può accedere a tutte le fonti a cui può accedere uno studente del Piemonte, e pensare che questo comunque non sia sufficiente, e non c'è solo questo, c'è tutto il resto, quindicimila volumi della biblioteca di Ateneo, la biblioteca regionale con trecentomila volumi a cui si può accedere e tutto il resto, ma che si debba andare a comprare specificamente, e si confermi con pervicacia la necessità di acquistare questa piattaforma on-line - dopo che il Direttore di Dipartimento ha sensibilizzato i rappresentanti degli studenti dopo aver ricevuto una mia richiesta di accesso agli atti per capire quanti abbonamenti aveva utilizzato, e che a fronte di questa richiesta di questa sensibilizzazione non ne abbia "venduti" il 60% - qualche sospetto obiettivamente lo solleva.
