Oggetto del Consiglio n. 1835 del 22 settembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1835/XVI - Interpellanza: "Problematiche relative al reclutamento del personale docente e alla validità delle certificazioni linguistiche dei supplenti temporanei".
Bertin (Presidente) - Punto n. 48. Per l'illustrazione la consigliera Erika Guichardaz.
Guichardaz E. (PCP) - Assessore, lei è a conoscenza del fatto che la nostra legge, rispetto all'accertamento della piena conoscenza della lingua francese, è assai obsoleta - è del 1993 - e che quest'interpellanza ha una duplice funzione: comprendere se si sta valutando o facendo qualcosa perché quella certificazione possa avere validità nelle Università, quindi all'esterno, e dall'altra parte capire invece se c'è la volontà che altre certificazioni, quindi quelle rilasciate da altri enti - parlo della certificazione DELF e DALF - possano essere prese in considerazione per quello che riguarda invece il reclutamento dei supplenti.
Questo lo dico per due motivazioni principalmente: innanzitutto per le persone che arrivano da fuori valle ma che hanno una conoscenza della lingua francese: a me è capitato che nelle MAD vi fossero dei docenti che si proponevano, magari per la classe di concorso di greco, latino, di altre classi di concorso, che non erano Valdostani ma che avevano questa certificazione che da noi non viene valutata.
Stessa cosa per quello che riguarda invece i ragazzi che ottengono la certificazione invece durante le loro scuole superiori ma poi magari acquisiscono la laurea in corso d'anno, cosa che non gli permette a quel punto di avere più l'accertamento della lingua francese per la loro classe di concorso, perché dovrebbero farla per un livello superiore ma, come sappiamo, gli esami dell'accertamento sono stati fatti nel mese di settembre, mentre invece gli altri enti, in particolare l'Alliance, li fa con cadenza trimestrale, quindi dà la possibilità, anche a persone che si laureano in corso d'anno, di poter ottenere le altre certificazioni.
Quindi la nostra interpellanza va un po' a chiederle se si sta facendo qualcosa per garantire la validità di quei percorsi di accertamento e se è intenzione, dall'altra parte, di rivedere magari la legge regionale per far sì che anche chi ha ottenuto la certificazione DEL o DALF possa accedere alle supplenze, ottenendo anche l'accertamento della lingua francese che sappiamo essere uno dei requisiti principali quando si cerca un supplente.
Quindi un po' nelle due ottiche.
Presidente - Risponde l'assessore Caveri.
Caveri (AV-VdA Unie) - Una sottolineatura sulla certificazione agli studenti che non era proprio esplicitata nell'interpellanza... qualche riflessione la stiamo facendo, anche in collaborazione con l'Alliance Française, partendo anche da una riflessione critica sulla certificazione nostra e stiamo andando un po' nelle indicazioni che lei dà rispetto agli studenti, perché bisogna poter avere una certificazione che sia spendibile non solo al nostro interno ma anche all'esterno.
Direi però, prima di cominciare nel merito delle risposte, che è anche interessante dire come quanto il tema del francese sia significativo, quindi sia molto importante riflettere settorialmente, perché questa è un'esigenza specifica che da lei viene manifestata e credo che sia legittimo, tenendo proprio conto delle emergenze, che poi ci sono, - lei ha citato le MAD - diciamo che esiste sempre una certa tentazione - che vediamo anche in altri settori, come quello della sanità - di trovare una modalità che possa contemperare l'efficacia, la qualità con il fatto però che non possiamo derogare a un principio cardine della nostra autonomia qual è il bilinguismo.
È un equilibrio sempre molto delicato rispetto al quale noi, in qualche maniera, siamo depositari di un passato, immagino che ci potrebbe essere la tentazione a un certo punto di disfarsene avendo però consapevolezza di quanto questo - credo che lei su questo ovviamente sia sensibile - possa erodere anche alcuni elementi di base che rendono anche specifica la scuola valdostana.
In queste ore abbiamo avuto la visita di due docenti di un'Università giapponese che non sono venuti qui per guardare le montagne, ma per una curiosità rispetto al modello didattico, perché è del tutto evidente che il tentativo che noi stiamo facendo di far convivere italiano francese aggiungendoci l'inglese, nel limite del possibile il tedesco per la zona Walser, è comunque qualcosa d'interessante.
I diplomi DELF, che sarebbero diplôme d'études en langue française, e DALF, diplôme approfondi de langue française, che sono citati, sono validi ai fini dell'esonero della prova di accertamento della conoscenza della lingua francese per ora solo per l'assunzione del personale dell'Amministrazione regionale e degli enti del comparto unico e questo è frutto di un regolamento del 2013, in particolare l'articolo 16 comma 9 lettera C.
Per il personale ispettivo, direttivo, docente, educativo, come lei ben sa, che opera ovviamente nelle nostre istituzioni scolastiche, il riferimento normativo inerente all'accertamento della conoscenza del francese è la legge regionale, oramai piuttosto datata, 8 marzo 93 n. 12.
Questa legge all'articolo 1, lo dico anche per comprensione dell'Aula delle cose che ci stiamo dicendo, al comma 4 prevede la dispensa dall'accertamento della conoscenza della lingua francese solo per i dirigenti scolastici, gli insegnanti e il personale educativo appartenenti ai ruoli regionali o per coloro che sono in possesso dell'abilitazione all'insegnamento della lingua francese nelle scuole secondarie conseguita nella Regione Valle d'Aosta.
Al comma 4bis si precisa anche che, per coloro che sono in possesso dell'abilitazione all'insegnamento della lingua francese nelle scuole secondarie non conseguita nella Regione Valle d'Aosta, l'accertamento della piena conoscenza della lingua francese consiste in una prova scritta e in una prova orale finalizzata a dimostrare la conoscenza delle caratteristiche culturali della comunità valdostana, del suo particolarismo linguistico, della sua storia, delle sue specificità, dell'ordinamento scolastico valdostano e della configurazione geografica della regione.
Emerge quindi, in modo evidente, che per insegnare nelle nostre scuole, così come previsto dall'articolo 39 dello Statuto speciale che recita "L'insegnamento di alcune materie può essere impartito in lingua francese " - 40 - non è solo necessario avere una buona conoscenza della lingua francese, come potrebbe essere attestato da enti certificatori delle lingue straniere, vedi il DM 62/2022 che è intitolato "Requisiti per la valutazione e riconoscimento della validità delle certificazioni delle competenze linguistico comunicative in lingua straniera del personale scolastico", ma anche da una conoscenza delle caratteristiche culturali della comunità valdostana, come ho sottolineato in precedenza.
Poi certo, dal punto di vista della modernizzazione, si potrebbe pensare che questa storia delle sessioni sia in qualche maniera un elemento frustrante, nel senso che io a un certo punto mi trovo all'indomani di una di queste prove e non posso ottenerla...
Su questo io credo che si potrebbe fare una riflessione: adesso la definizione è pericolosa perché andiamo a finire su di un terreno linguistico diverso dal nostro, perché quando si dice il "Patentino" e si fa riferimento alla situazione del Tirolo del Sud è estremamente diversa, perché lì c'è un sistema scolastico che è separato addirittura in tre: tedesco, italiano e ladino e tra l'altro il patentino viene preso anche da persone che per esempio si debbano trovare allo sportello e debbono avere con agilità la possibilità di passaggio da una lingua all'altra, però potrebbe essere anche interessante immaginare di poterlo tenere anche in altri periodi dell'anno, con delle sessioni dedicate, che possano consentire... e forse si potrebbe fare un ragionamento a più ampio spettro, non solo per il settore scolastico.
Seconda domanda: la questione dell'Università in modo che le certificazioni rilasciate ai neo-diplomati abbiano effettiva validità.
Per ora non è possibile, tenuto conto che ogni Università, quindi non ci limitiamo ovviamente alla nostra, attua procedure specifiche di riconoscimento delle certificazioni linguistiche esterne in sostituzione del sostenimento della prova di conoscenza linguistica. Allora, come estrapolare questo nostro riconoscimento dal rischio di essere solo - lo dico perché suggestivo - come una specie di genius loci, cioè che vale solo lì e non può essere spendibile? È una riflessione comunque aperta, ma al momento questa è la situazione.
"Quali siano le intenzioni per la problematica del reclutamento", di cui credo ci occuperemo più tardi: il reclutamento, così come la formazione e la valorizzazione professionale del personale docente, è tema importante che evidenzia molte criticità, per cui è difficile che io possa riassumere in pochi minuti il tema, credo che ci potremo tornare eventualmente anche in audizione in Commissione. Preciso che il 29 giugno scorso è stato convertito in legge il D.L. 36 del 30 aprile 2022 che interviene in modo rilevante sul reclutamento e la formazione iniziale del personale docente della scuola secondaria e sulla formazione in servizio di tutti i docenti, compresi quelli della scuola dell'infanzia e della scuola primaria.
In particolare con questa legge, la 79/22 - perché era un Decreto che si è poi trasformato in legge - si cerca di fornire obiettivi e modalità più chiare nell'ambito della formazione dei docenti durante tutto il loro percorso lavorativo e di garantire concorsi annuali per reclutare con costanza il personale, aprendo più rapidamente le porte ai giovani ed evitando il formarsi di nuovo precariato, che poi è il cancro di fronte al quale tristemente ci troviamo perché - come lei sa, essendo attenta osservatrice del mondo scolastico - la nostra fregatura è che noi abbiamo fatto anche in questo periodo un sacco di concorsi dove ci sono stati molti bocciati, molti più di quelli che personalmente potevo auspicare, ma non spetta certo all'Assessore dare degli input alle Commissioni giudicatrici, con il meccanismo perverso che fa sì che alcuni che sono bocciati al concorso, poi tornano a insegnare all'indomani, il che non è molto logico da un certo punto di vista.
Per quanto riguarda il nostro particolarismo linguistico, nell'ambito della predisposizione di un articolato di legge aggiornato - quindi la risposta è che dobbiamo fare un articolato di legge aggiornato sulle modalità di accertamento della conoscenza della lingua francese ai fini dell'accesso dell'insegnamento - ci stiamo ragionando, -come lei sa, la Sovrintendente è anche insegnante di francese, quindi è particolarmente sensibile -, si potrebbero prevedere, nei casi di assoluta e comprovata necessità, eventuali deroghe ai fini di autorizzare l'assunzione di supplenti sprovvisti del requisito della piena conoscenza della lingua francese, però è ovvio che questo corrisponderebbe, forse anche solo temporaneamente, anzi, solo temporaneamente, al fatto che non venga corrisposta l'indennità di bilinguismo, perché sarebbe logico, però vi posso garantire che il cantiere è aperto.
Presidente - Per la replica la consigliera Erika Guichardaz.
Guichardaz E. (PCP) - La mia terza domanda forse è stata male interpretata, nel senso che mi bastava quest'ultima parte, non volevo aprire tutta la parte del reclutamento, ma solo riferito alla questione del francese, perché chi lavora nelle segreterie scolastiche sa che è un punto dirimente e spesso ci troviamo con candidati con titoli importanti che non possiamo assumere e che magari, come dicevo, hanno il DELF o il DALF perché non hanno fatto le scuole in Valle d'Aosta ma conoscono bene la lingua francese.
Quindi bene che si stia andando comunque a rivedere quella legge regionale, anche perché - come diceva lei - sennò c'è una sorta di disparità fra coloro che lavorano come dipendenti regionali - e anche loro prendono il bilinguismo, devono scrivere le lettere in francese e via dicendo - e chi è nel mondo della scuola.
Come ha ben notato e fatto notare, nessuno, almeno nel nostro gruppo, pensa che non vi sia l'importanza della lingua francese, soprattutto per quello che riguarda la scuola valdostana, perché riteniamo importante comunque quest'aspetto.
Quindi bene se si sta valutando e naturalmente continueremo a chiederle qualcosa.
Presidente - Integra la consigliera Minelli per il tempo restante, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - - Solo per una piccola integrazione. L'Assessore ha giustamente rilevato l'articolo 1 e il comma 4 della legge del 93 che prevede delle deroghe particolari per quello che riguarda ovviamente il personale dirigente e docente; poi ha anche fatto riferimento alla questione importante del prevedere in futuro delle sessioni suppletive rispetto a quella del mese di settembre, che può essere una modalità corretta. Sappiamo però che queste sessioni di accertamento della lingua francese vengono svolte normalmente da docenti che poi sono distaccati - se non sono quelli in pensione sono infatti docenti distaccati dal loro incarico - e quindi temporaneamente devono, a loro volta, essere sostituiti.
Un'altra possibilità è quella che è stata anche presa in considerazione mi pare, o comunque si sta prendendo in considerazione, visto che la deroga che viene data dalla legge è soltanto per la parte - mi riferisco a quelli che hanno preso la laurea fuori Valle - che è ritenuta valida, ma questi docenti devono comunque fare un esame aggiuntivo per la civilisation, per sintetizzare.
La stessa cosa potrebbe essere fatta per chi è in possesso di certificazioni DELF o DALF, che sono state conseguite anche al di fuori del territorio regionale, perché all'Alliance comunque spesso nella certificazione DELF o DALF sono previsti anche testi e parti che riguardano più strettamente l'histoire et la géographie de la Vallée d'Aoste.
Si potrebbe prevedere, per chi ha questa certificazione, ovviamente solo nel caso delle supplenze - perché poi abbiamo da risolvere anche quel problema - fare un esame circoscritto a quella parte, che è un elemento in più, come diceva lei, per contemperare tutte le esigenze che comunque il mondo della scuola ha.
