Oggetto del Consiglio n. 1825 del 22 settembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1825/XVI - Interpellanza: "Motivi dello spostamento degli uffici del CERVIM presso gli ex locali del Centro Educazione Regionale Faunistico".
Bertin (Presidente) - Alla presenza di 28 Consiglieri, proseguiamo nell'analisi dell'ordine del giorno. Siamo al punto n. 38. Per l'illustrazione dell'interpellanza, la consigliera Foudraz ne ha facoltà.
Foudraz (LEGA VDA) - Iniziamo questa seduta pomeridiana del Consiglio regionale con un'iniziativa che riguarda lo spostamento degli uffici del CERVIM siti nel Comune di Aymavilles.
Durante la trattazione di un'interrogazione - precisamente nella seduta del Consiglio regionale dello scorso 28 luglio - riguardante gli uffici periferici dell'Assessorato Agricoltura, che sono appunto siti nel Comune di Aymavilles, si è avuto notizia anche dello spostamento, degli uffici del Centro di ricerca studi, salvaguardia, coordinamento e valorizzazione per la viticultura montana, meglio conosciuto come CERVIM, dalla sede che ormai era storica, perché era comunque una sede occupata dal 2005, sita all'interno dell'area del Castello di Aymavilles, e più precisamente nel fabbricato denominato Ex Scuderie. Lo spostamento è avvenuto invece in una nuova sede, sita sempre nel Comune di Aymavilles, in località Ferriere, presso i locali che erano una volta utilizzati dal Centro educazione regionale faunistico, che sono adiacenti all'ufficio periferico dell'Assessorato Agricoltura.
Considerata l'importanza che il CERVIM riveste nel settore vitivinicolo di tutto il settore montano, direi non solo a livello regionale e nazionale... ma è un organismo che ha un'importanza a livello internazionale, vorrei proprio sottolinearle queste parole: ha un'importanza veramente a livello internazionale. Vorrei ricordare inoltre all'Aula, e a tutti coloro che ci seguono all'esterno, che nel corso degli anni, l'Amministrazione regionale, approvando una legge regionale - nello specifico la legge 17/2004 - aveva effettivamente riconosciuto l'importanza veramente grande di questo centro di ricerca e di studi, dedicato appunto al mondo della viticoltura, e fortunatamente insistente nella nostra regione. Un centro che ha saputo far conoscere ed apprezzare le particolarità dei vini coltivati nelle varie zone montane di tutto il mondo, non solo della nostra regione. Una chicca che ci viene invidiata da tantissime Regioni e non solo, anche da molte altre Nazioni.
A seguito dell'approvazione di questa legge regionale nel 2004, si disponeva quindi l'erogazione di un contributo annuale a sostegno di quest'importante centro di ricerca e di studi che dal 2005 al 2021 ha visto un'erogazione di una somma pari quasi a circa 1.400.000 euro, nello specifico 1.384,824,08 euro.
È assolutamente importante sostenere lo sviluppo del turismo del vino che è un fenomeno in continua espansione, stante anche l'importanza delle peculiarità delle aree a vocazione vinicola e alle produzioni che da essa ne derivano, perché possono costituire veramente un'opportunità di crescita per tutta l'economia regionale.
Non si capisce quali siano le motivazioni che hanno indotto lo spostamento degli uffici del CERVIM dalla loro sede storica, situata negli immobili adiacenti il Castello di Aymavilles, soprattutto ora che questo Castello è visitabile tutti i giorni, in maniera definitiva, e con un pubblico numerosissimo.
Il CERVIM è stato spostato in un'altra zona, sempre del Comune di Aymavilles, che peraltro, ahimè, non ha siti archeologici e non ha nemmeno delle attività economiche presenti nella zona, che possono comunque eventualmente attirare dei visitatori.
Aggiungerei anche che chi arriva ad Aymavilles non trova nessun cartello di tipo stradale che indichi la presenza di quest'importante Centro internazionale di ricerca e di studi; inoltre l'accesso alla frazione, dove sono ubicati attualmente gli uffici del CERVIM, non è dei migliori, poiché è veramente difficile il passaggio, perché è un passaggio molto stretto, direi quasi strettissimo.
Per le motivazioni che ho appena esposto, interpello l'Assessore per conoscere quali siano le motivazioni che hanno indotto lo spostamento degli uffici del CERVIM presso i locali utilizzati in precedenza dal CERF, Centro Educazione Regionale Faunistico, che sono adiacenti all'ufficio periferico dell'Assessorato Agricoltura, e quali siano le strategie che si intendono adottare ai fini della visibilità in termini pubblicitari della collocazione dei nuovi uffici del CERVIM.
Presidente - Per la risposta, l'assessore Sapinet ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Inizierei non parlando solamente di spostamento di un ente, trasloco, chiamiamolo come vogliamo, ma analizzando un po' la situazione, ovvero tradotto: abbiamo due enti e una sola sede, quindi una decisione va presa perché, ahimè - e non è neanche tanto un "ahimè" - ma fortunatamente l'apertura del Castello di Aymavilles ha dato un grande rilancio alla zona e a quegli stabili, compreso anche l'immobile adiacente La Grandze che è stato parzialmente poi liberato perché in parte era impegnato da strutture del CERVIM. Quindi si è dovuto, non voluto, cercare una soluzione.
Una soluzione che non è stata né calata dall'alto né imposta, ma semplicemente trovata intorno a un tavolo insieme a tutti coloro che erano coinvolti in questa situazione. Ne abbiamo già parlato, forse un po' a margine, in uno scorso Consiglio, ma oggi volentieri torno sulla questione e probabilmente ci torneremo, perché poi è chiaro che il percorso continua.
Come le dicevo, già nel Consiglio di fine luglio, il Centro educazione regionale faunistico non utilizzava più gli uffici adiacenti all'ufficio periferico siti in località Ferriere ad Aymavilles, in quanto, per scelte comunque autonome e in sinergia con il comitato caccia, ha preferito, per un'organizzazione più razionale, risiedere presso la sede di quest'ultima, che è ad Aosta.
Sono stati scelti quindi questi locali nello stesso stabile dell'ufficio periferico, ma senza sovrapporsi appunto a questi, proprio per la ricollocazione degli spazi dell'Associazione CERVIM, tenendo conto, appunto, della riapertura del Castello di Aymavilles e di alcune logiche che, di seguito, le illustrerò.
Prima di entrare nello specifico della richiesta, ricordo che il Consorzio Vini, che oggi andrà ad insediarsi laddove c'era precedentemente il CERVIM, è nato con atto notarile in data 25 marzo 2022, quindi oggi abbiamo una realtà, Consorzio Vini Valle d'Aosta, che l'anno scorso non avevamo. Ce l'abbiamo grazie anche a questo Consiglio regionale che ha dato una risposta veloce, rapida e concreta, l'ha data insieme - tutti e trentacinque - alle richieste di questo Consorzio; quindi raccogliendo l'eredità di anni di lavoro della VIVAL, Associazione viticoltori valdostani, che per lungo periodo ha promosso e tutelato i vini Doc valdostani.
Quindi il passaggio a un Consorzio ente ufficiale, legalmente riconosciuto, si è reso necessario - lo dico a lei che conosce la materia anche meglio di me - visto l'ampio sviluppo del settore e, allo stesso tempo, il crescente interesse del mercato italiano, europeo, mondiale per i suoi vini.
Dobbiamo stare attenti a non creare una competizione ma, anzi, a rafforzare sempre più le sinergie tra questi enti e tra queste associazioni che ben stanno lavorando e ben lavoreranno ancora sempre di più insieme per il bene della viticultura valdostana.
Va ricordato poi che nell'ambito del programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia Alcotrà 2014-2020 è stata approvata la proposta progettuale "Route des vignobles alpins" la quale ha visto, tra le altre cose, l'allestimento, proprio nei pressi del Castello di Aymavilles - più precisamente al pianterreno dell'immobile La Grandze, immobile La Grandze che come ho detto in parte era impegnato dal CERVIM e che ora è stato liberato per dargli una destinazione un po' più consona a quello che sarà il futuro di quell'immobile - di un locale enoteca con annesso deposito, dispensa, bagni e spogliatoi; questi locali, che si prestano perfettamente alla realizzazione di attività ed eventi destinati alla promozione della viticoltura valdostana, sono stati destinati, sin dalle origini del progetto, quindi parliamo di anni fa, all'Associazione VIVAL che durante tale percorso è stata l'ente di riferimento relativamente agli aspetti tecnici e fondamentale supporto per un totale coinvolgimento delle aziende che operano nel settore.
Con la trasformazione di VIVAL da Associazione a Consorzio, si è voluto dare seguito al percorso di valorizzazione dell'ente creando un unico polo vitivinicolo in prossimità del Castello di Aymavilles.
Come Assessorato abbiamo quindi ritenuto opportuno, in accordo, come le dicevo, con i due enti coinvolti, che il CERVIM si trasferisse presso i locali utilizzati in precedenza dal Centro educazione regionale faunistico - adiacente, appunto, all'ufficio periferico dell'Assessorato all'Agricoltura del Comune di Aymavilles - e che rimanessero a disposizione del Consorzio gli uffici occupati in precedenza da CERVIM e i locali allestiti nell'ambito del progetto citato in precedenza.
Le nuove collocazioni in questione sono strategiche, in quanto si rimane sempre nel Comune di Aymavilles, perché questo era un altro obiettivo, cioè mantenere il più possibile su Aymavilles il polo vitivinicolo della nostra Regione, centro appunto della viticultura valdostana per storia, per collocazione territoriale e per presenza di aziende vitivinicole ed è interesse della Regione autonoma Valle d'Aosta che entrambe le attività di cui sopra continuino a svolgere i loro compiti di ricerca, conservazione e promozione per il mantenimento e per la diffusione della Doc valdostana.
Potremmo sintetizzare le scelte fatte anche in merito alle funzioni dei due enti, il Consorzio ha bisogno di una prestigiosa e simbolica sede di rappresentanza in Valle per ricevere partner e interagire con altri attori nel territorio, un luogo d'incontro e scambio.
CERVIM, ambasciatore della viticultura eroica, ha bisogno di una sede più operativa, anche in relazione all'immenso lavoro di logistica che comporta l'organizzazione del "Mondial des Vins Extrêmes", spazi che peraltro speriamo di completare, perché, questo è un primo passo, dobbiamo mettere CERVIM nelle condizioni migliori per potere lavorare e c'è bisogno di ulteriori spazi regionali e/o grazie al costante e proficuo confronto anche con il Comune di Aymavilles, con VDA Structure e con altre realtà.
Come già detto, anche in relazione all'apertura del Castello che ha chiesto - ma credo con ottimi riscontri - una nuova sinergia tra Soprintendenza e Associazione, in un'ottica complessiva di valorizzazione del sito, da qui la necessità appunto di liberare i locali di La Grandze.
Riguardo alle strategie pubblicitarie per la collocazione dei nuovi uffici, ricordo che CERVIM ha meno funzioni di rappresentanza e ricevimento per il Consorzio, ma queste verranno esplicitate nei vari eventi del prossimo autunno, che verranno a breve illustrati, oltre al Mondial des Vins Extrêmes - che sarà presentato la prossima settimana come consuetudine a ridosso dell'inizio delle degustazioni previste per i primi giorni di ottobre - che quest'anno arriva all'edizione n. 30.
È prevista poi una giornata per celebrare i 35 anni di CERVIM, giornata che il CERVIM, in collaborazione con l'Assessorato, sta organizzando per l'autunno al Forte di Bard.
Quindi una prima attività di questo tipo e poi sicuramente il discorso della segnaletica, che lei giustamente andava a riconoscere; però quello che credo sia importante era innanzitutto l'obiettivo che è di mantenere su Aymavilles il polo vitivinicolo valdostano e poi dare alle due Associazioni delle sedi che siano consone alla loro attività.
È chiaro che l'ottimale sarebbe stato riuscire a mantenere entrambe negli immobili adiacenti al Castello, ma questo non era possibile, per logistica e per esigenze delle Associazioni stesse, quindi una soluzione andava trovata, una soluzione che - ripeto - non è stata calata dall'alto, ma è stata condivisa, concertata e trovata insieme a tutti intorno a un tavolo.
Presidente - Per la replica, la consigliera Foudraz.
Foudraz (LEGA VDA) - La risposta che lei mi ha fornito, non è in nessun modo soddisfacente. Abbiamo, sul territorio della nostra regione, un centro di ricerca e studi nel campo della viticoltura di montagna, e ricordo che fare viticoltura in montagna è veramente considerata un'impresa eroica, e lo dico in prima persona.
Nel corso di questi diciassette anni, ovvero da quando era stata approvata la legge 17/2004, sono state elargite somme importanti per il suo funzionamento, come dicevo prima nell'illustrazione sono importi di 1.400.000 euro per il suo funzionamento; un centro che, ribadisco, ci viene invidiato da numerose Regioni che farebbero a gara per portarselo in casa e ora, così, di punto in bianco... perché si parla di una decisione presa nell'arco di una decina di giorni, proprio perché lo spostamento è avvenuto - da quello che ne so io - in fretta e furia alla fine del mese di luglio, con un trasloco al volo, non solo del materiale cartaceo, che serve appunto a un organismo di questa portata, ma anche proprio lo spostamento della vastissima gamma di vini internazionali che il CERVIM possiede, decidendo poi che la collocazione presso gli stabili adiacenti al Castello, precisamente nel seminterrato del fabbricato denominato Scuderie, quest'ubicazione non era più adatta. Proprio ora che quella zona è diventata veramente un centro di attrazione per tantissimi turisti che si recano in visita a questo maniero. Ora che poteva essere un ulteriore atout del mondo vitivinicolo, e lei stesso, non solo oggi ma diverse volte, l'ho sentita dire in Aula "Aymavilles, il polo della viticoltura", adesso mi sposta il CERVIM in una zona dove ci sono i magazzini dell'Assessorato? È una zona che praticamente è anche inaccessibile, non facilmente raggiungibile, non è segnalata in nessun modo, ed è una zona che non è neanche frequentata a livello turistico, non c'è neanche il passaggio delle persone.
Ricordo all'Aula, e a coloro che seguono i lavori esternamente, che ogni due anni appunto il CERVIM organizza nella nostra Regione, sul territorio regionale, un'esposizione mondiale dei vini di montagna, che è veramente una manifestazione molto sentita e molto partecipata: è una manifestazione che riveste un'importanza a livello internazionale, proprio perché il CERVIM ha una valenza internazionale, ma nei dintorni del Castello non poteva più andar bene, perché non si riesce a far coesistere due realtà che parlano la stessa lingua negli stessi luoghi, è molto difficile.
Allora io mi chiedo Assessore qual è la visione che lei ha del turismo. Lei le ha ascoltate le parti in causa? Lei mi ha detto di sì nella sua illustrazione, a me non pare, e mi pare anche che non sappia neanche cosa voglia dire fare viticoltura di montagna.
Io non credo che lei abbia ascoltato tutte le parti in causa, può essere che abbia ascoltato una parte.
Il fabbricato denominato La Grandze, si sarebbe prestato benissimo alla collocazione del CERVIM e non solo del CERVIM, perché le realtà che parlano la stessa lingua, potrebbero trovare tranquillamente collocazione nello stesso posto e sarebbero complementari una all'altra.
Il piano seminterrato del fabbricato La Grandze, avrebbe potuto essere destinato parzialmente a magazzino, il piano terreno avrebbe potuto essere utilizzato come Wine Bar Caffetteria, punto di vendita di gadgets - l'avevo già fatto presente durante un'iniziativa, mi sembra, del mese di aprile quando parlavo con l'Assessore Guichardaz - con uno spazio espositivo per i prodotti del territorio, spazi utilizzati per i visitatori del Castello, perché la metratura è importante, è grande la metratura.
Il primo piano, invece, avrebbe potuto ospitare tutte quelle realtà e associazioni che ruotano intorno al mondo del vino, tra cui anche il CERVIM.
Il piano sottotetto, perché c'è anche quello, che è composto da una bellissima sala, che è destinata a convegni - quando è aperta per qualche manifestazione vi invito veramente ad andarla a vedere perché è veramente fatta bene - e che avrebbe potuto essere a servizio appunto delle associazioni presenti nella struttura e potrebbe addirittura accogliere delle mostre temporanee o altre iniziative per il pubblico.
Non dimentichiamo che sono presenti anche le cantine del Castello, con un camminamento intorno alle sue fondazioni e che si presterebbero benissimo ad accogliere un'esposizione dedicata al CERVIM e non solo al CERVIM: alla sua storia, alle viticulture eroiche di cui si occupa, oltre che uno spazio espositivo anche per tutti i vini regionali di tutti i produttori valdostani.
Concludo - perché è già trascorso il tempo, anzi, sono già fuori di 40 secondi -ribadendo il concetto che manca veramente una visione, manca su tutti i fronti, e l'abbiamo visto in aula ieri e stamani.
Purtroppo questa mancanza di visione si ripercuoterà su tutte quelle categorie che hanno dato e che continuano a dare l'anima per far sì che la nostra regione sia considerata un'eccellenza, un luogo da visitare e da promuovere.
