Oggetto del Consiglio n. 1824 del 22 settembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1824/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito alla gestione del lupo e dei danni da questo causati alle aziende zootecniche".
Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 37 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il collega Planaz, ne ha facoltà.
Planaz (LEGA VDA) - Come annunciato, non cambiamo tema, restiamo sempre sul tema del lupo e delle conseguenze che crea questo animale nella nostra regione e non solo. Intanto ha dato una serie di dati, Assessore, così visto che siamo in argomento, mi piacerebbe sapere da parte dell'Assessorato dell'agricoltura se saprebbe dire, visto che sa il numero esatto di predatori, anche il numero di bovini, ovini e caprini, com'è stato l'andamento nel tempo, se sono diminuiti o se sono aumentati a causa delle predazioni e se ci sono degli alpeggi... magari come Assessorato dell'agricoltura mi preoccuperei di più perché capire o sapere se un lupo passeggia bene nella nostra regione non è molto confortante.
A parte questo, citerò un articolo di un giornale, non andrò a dire i nomi di quest'articolo, né chi l'ha scritto, né l'intervistato e il progetto stesso, perché andremo poi a vedere gli esiti di questo progetto, perché parliamo di bollette, di crisi e quant'altro, però, dai documenti che reperiamo in giro per quanto riguarda la protezione di un animale che oggi non necessita più nessuna protezione, vedo che di risorse ne abbiamo ben a disposizione e nessuno si prende la preoccupazione di dire: "sarà ancora il caso di proteggere un animale di questo tipo?". Anche se andiamo a vedere tutti i dati dei censimenti a livello europeo, certi Stati sono già intervenuti in modo capillare per la riduzione e il contenimento di questi animali, noi dormiamo sonni tranquilli anche se avevamo lavorato per un documento per poter agire in questo caso, cito delle Regioni nord europee dove hanno 300-400 esemplari in tutto il territorio e nel territorio italiano se ne contano 3.300 dagli ultimi censimenti, si vede che questo non è ancora abbastanza importante per far scattare la voglia di contenere questo animale perché si vede che non ha ancora fatto tanti danni.
Cito comunque le parole di questo pastore di 49 anni, che conduce un alpeggio nelle vallate non di questa regione ma vicino alla nostra regione con 900 ovini. In questo articolo lui cita la montagna, in patois la montagne è l'alpeggio e in piemontese la montagna l'è l'alpeggio: "la montagna l'ha comprata mio nonno nel 1943, poi c'è stato mio papà, oggi sono titolare io dal 2000", tanto per magari ricordarci che l'importanza di chi vive la montagna non è solo esclusivamente diretta al lupo ma anche a tutti quelli che la vivono e che hanno investito e fatto sacrifici per mantenere questo territorio. Questo alpeggio è situato in una zona dove è particolarmente soggetto a eventi meteorologici come nebbia e quant'altro e anche la custodia visiva degli animali non è sempre possibile, fatto sta che hanno deciso fortunatamente di andare a fare un progetto dove forse ci sono più criticità e praticamente hanno deciso di andare a fare un progetto d'aiuto. In questo progetto si è deciso, da parte dell'Amministrazione regionale in questo caso, sotto questo progetto sempre "Wolfalps", di andare a capire per andare a mettere sedici reti di 50 metri quanta manodopera serve e quanto territorio si riesce a recintare. Lì si è capito che, per andare a impiantare un impianto di questo tipo per creare una parte di protezione degli animali, ci va tutta questa rete in posti dove non è accessibile sempre dalle strade e che ci vogliono quattro-cinque persone. In un verbale ne ho trovato anche nove, però mi attengo nella versione più favorevole per il mantenimento di quest'animale, perché tanto, visto che ci mettiamo tanti soldi pubblici, non vogliamo poi mica andare tanto a denigrare quest'animale perché sennò come facciamo poi a proteggerlo Praticamente l'anno scorso senza queste recinzioni ha perso 67 animali su 900, quest'anno al 15 settembre, alla data di questo periodo qua, ne ha persi 25-28. Allora con tutto il sacrificio, con tutti i costi che sono stati affrontati per andare a mettere queste reti, recinzioni, personale, in questo caso pagato di nuovo dall'Amministrazione regionale e soldi pubblici, non si è riusciti a contenere l'attacco del lupo. Io non voglio fare un conto adesso, ma se facciamo il conto, il valore del danno relativo a questi quaranta ovini-caprini dovrebbe sostenere il costo di quattro persone tutta l'estate a spostare questi recinti per andare a sfruttare le zone di cui uno ha diritto, di sua proprietà, io penso che alla fine conviene lasciarle, consentitemi il termine, mangiare dal lupo, così evitiamo di far perdere soldi e tempo a tutti e così viviamo questo mondo così ecologico tanto applaudito dal reparto ambientalista.
Quando abbiamo presentato quest'iniziativa sono anche stato accusato sui social - voglio solo fare questa premessa - che facevamo campagna elettorale; peccato che io l'iniziativa l'ho presentata il 14 luglio e il Governo Draghi, ahimè, per colpa di chi o per come, adesso sono tutti santi, però è caduto, le dimissioni vere e proprie sono arrivate il 22 luglio, sta di fatto che non è campagna elettorale ma è solo portare in quest'aula una problematica, che, secondo me, bisogna risolvere e per la quale abbiamo anche, come annunciato dal nostro collega Ganis, gli strumenti per farlo.
Noi non eravamo neanche entrati in Consiglio regionale, e non stavamo facendo campagna elettorale, perché avevamo cinque anni di tempo per dormire e lasciarsi andare, invece no, insieme al gruppo di Pour l'Autonomie abbiamo presentato un documento che poi rivisto è stato votato da tutte le forze politiche di quest'Aula, forse al di là di una persona, forse il collega Padovani era impegnato in un ufficio esterno che poi anche con il sollecito del collega Rollandin non è rientrato per le votazioni, comunque non sappiamo neanche se è favorevole o contrario perché non c'era alle votazioni. Morale che oggi, con i danni che vengono arrecati nel comparto dell'allevamento valdostano, non si è ancora messa in atto questa legge. Assessore, mi consenta, il documento che avevamo presentato noi, non era poi molto diverso dal vostro documento, l'abbiamo fatto, ritoccato, discusso, Commissioni e quant'altro, per poi dire: "va bene, abbiamo un documento che possiamo intervenire in caso di bisogno". Adesso io sento in giro che la gente non denuncia più nessun fatto, perché quando succede che perde un animale, lo smarrisce, alla fine è ancora colpa di chi gestisce l'alpeggio che non è stato abbastanza attento. Dovrebbe dormire con gli animali, solo che magari qualcuno avrà ancora qualche compagna, speriamo, e dormire con gli animali non è il massimo. Solo per dire che è inutile che spendiamo tanti soldi per questi progetti e per riuscire a capire, dopo dieci anni, che le recinzioni non servono a nulla e che se non interveniamo con altre misure, non risolviamo questo problema e continuiamo a spendere soldi pubblici. Questo progetto è tanto lodato da qualcuno, io quando ero Presidente in Commissione, mi era anche giunto in inglese; adesso io non so quanti qua siano capaci a leggere l'inglese, però si vede che nella stampa era più facile stamparlo in inglese che in italiano. Tanto per far capire che se vogliamo risolvere questo problema, c'è solo un metodo, e non dobbiamo ascoltare tutte le forze ambientaliste, perché qua di chi vive la montagna veramente, penso che sia più ambientalista di chi è seduto ai tavolini e va a dare indicazioni di come bisognerebbe convivere con questo animale in determinati territori della nostra regione.
Presidente - Per la risposta, la parola all'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Riparto da dove ci eravamo lasciati con il collega Ganis dove non abbiamo dato numeri precisi ma abbiamo dato un minimo e un massimo, dove non è stato assolutamente detto che i numeri sono diminuiti, anzi, se noi ragioniamo sui nove branchi con una media di sette a branco, fa sessantatré di media. Ovviamente abbiamo detto che i branchi possono andare da un minimo di tre a un massimo di dieci, quindi quella è la forbice, con una media quindi che è ovviamente aumentata rispetto allo scorso anno. Questo per smentire e che non mi si metta in bocca cose che poi non ho detto.
Per quanto riguarda l'iniziativa del collega Planaz, è chiaro che è giusto che l'opposizione sia anche un po' a provocare, a stuzzicare, è il suo ruolo; è chiaro che su questa sensibilità non siamo così lontani e siamo tutti qui a difendere i nostri allevatori, i nostri agricoltori, coloro che il territorio lo mantengono. È chiaro che per farlo, giuste le provocazioni, però chi è al Governo deve ovviamente mantenersi entro determinate regole che oggi ci sono ma che chiaramente stiamo lavorando per modificare.
Avevo citato prima l'iniziativa dell'Espace Mont Blanc, che è anche lì un passaggio importante, un confronto con Svizzera e Francia, con documenti che poi vengono portati al Tavolo del lupo del nord Italia, al tavolo creato dalle Regioni alpine del nord, proprio perché lì si condivide la stessa sensibilità. Assessori all'agricoltura di tutte le forze politiche, da una parte all'altra, ma che portano insieme, sull'altro Tavolo, quello di tutte le Regioni, le modifiche e un'azione proprio per andare sempre più verso una gestione e sempre meno verso una protezione di questa specie, perché poi nel Tavolo del lupo nazionale bisogna avere un'unanimità. Ha detto giustamente la legge, dobbiamo anche dare merito a coloro che lavorarono nel 2019 alla stesura di quella legge, che poi non arrivò alla fine del suo iter per le note vicende, ma quel testo era stato preparato in quell'anno da parte dei nostri colleghi e da altri che non siedono più in quest'aula.
Per quel che riguarda invece nello specifico la gestione regionale del lupo, che ricordo ad oggi è ancora specie protetta, è improntata proprio sulla difesa dell'allevamento tradizionale di montagna, con la prevenzione dei danni e, nei casi più problematici, laddove non esistono altre soluzioni, si può e si deve andare verso un prelievo, una cattura e l'eventuale abbattimento, così come normato dalla legge. È chiaro che qui bisogna interfacciarsi con ISPRA e questo è un passaggio sul quale stiamo lavorando.
Negli ultimi anni poi l'Amministrazione regionale ha promosso numerose azioni secondo le tre linee sopra indicate.
Per quanto attiene al risarcimento, nell'ultimo triennio sono state indennizzate settantasei predazioni per un totale di 89.158 euro.
Se andiamo ad analizzare i numeri, i numeri glieli diamo: abbiamo sessantasei predazioni nel 2019, quarantotto nel 2020, trentasette nel 2021 e ventisei nel 2022, qui parliamo di numero di predazioni, che sono in ribasso ma abbiamo invece sui numeri degli animali predati dei punti massimi come quello dell'anno scorso. Pur avendo nel 2021 meno predazioni, come ben noto, abbiamo avuto più animali predati, quindi nel 2019 abbiamo avuto trentasette bovini e centodiciotto ovicaprini, nel 2020 ventiquattro bovini e novantaquattro ovicaprini, nel 2021, come dicevo, pur con meno predazioni rispetto all'anno precedente, abbiamo avuto cinquantasei predazioni su bovini e novantanove su ovicaprini, quest'anno siamo a sedici bovini e venti ovicaprini. È fondamentale e importante porre poi la denuncia, fare il percorso con le stazioni forestali sia ovviamente per avere poi il corretto risarcimento, ma anche poi per il monitoraggio. Tale situazione quindi è da mettere in relazione al fatto che negli ultimi anni sicuramente le predazioni hanno riguardato soprattutto capi di giovani bovini dal valore economico più alto rispetto al valore degli ovicaprini, questo per venire poi ai dati dei risarcimenti, che vanno dai 27 mila euro del 2019 ai 15 mila del 2020 e ai 46.900 euro dello scorso anno, poi sul 2022 è chiaro che la quantificazione è in corso.
Per quello che riguarda l'attuazione delle misure di prevenzione: recinzioni, cani da guardiania, eccetera, l'ultimo triennio ha registrato un forte aumento con tutte le criticità che lei giustamente ha elencato in certe zone; l'altro giorno si parlava di una zona a monte di Challand-Saint-Anselme dove è pressoché impossibile porre delle misure di prevenzione, però sono dati che devono essere letti anche a sostegno di questo settore che dai dati appunto si sta mettendo in gioco e abbiamo un numero di domande che è passato dalle trentanove del 2019 alle più di cinquanta di quest'anno e dello scorso anno con somme che sono passate da 90 mila euro a 140 mila.
Nell'ambito del progetto "Wolfalps" lei parlava di risorse regionali, in realtà poi sono finanziamenti che arrivano oltre la Regione, quindi per questo progetto non sono utilizzati fondi regionali. All'interno di questo progetto le squadre di pronto intervento, composte da agenti del Corpo forestale della Valle d'Aosta e da tecnici, hanno effettuato numerosi sopralluoghi in aziende per la formazione e l'informazione degli allevatori al fine di fornire l'assistenza tecnica e definire caso per caso la migliore strategia di protezione. In alcuni casi poi è stato assegnato anche in comodato d'uso il materiale necessario alla prevenzione per bestiame in attesa appunto di dotarsi di attrezzatura propria.
Per quanto riguarda gli interventi di prelievo, cattura ed eventuale abbattimento di esemplari di lupo previsti dalla legge, si comunica che, laddove si verifichino predazioni in cui le misure di prevenzione non risultino efficaci, si provvederà a inviare a ISPRA la relazione sulla situazione in esame e sugli interventi di cattura o abbattimento ipotizzati per l'ottenimento del relativo parere necessario alla realizzazione di questi interventi.
Su queste linee si intende procedere in costante rapporto con le associazioni degli allevatori e in relazione all'evolvere della situazione costantemente monitorata anche grazie al supporto dell'Ufficio Fauna e del Corpo forestale. La casistica è stata portata appunto all'attenzione di ISPRA, proprio trattata singolarmente per raggiungere l'obiettivo di dare la giusta risposta al territorio.
Come dicevo in apertura di risposta, nel frattempo è importante sottolineare che è ripreso, sotto una forte spinta delle Regioni, in particolar modo le Regioni dell'arco alpino, l'iter di approvazione del piano di conservazione e gestione del lupo in Italia, cui abbiamo fatto pervenire le nostre osservazioni e da cui seguirà, dopo un confronto tecnico avvenuto in data 19 settembre a cui hanno partecipato i tecnici dell'Assessorato, un confronto politico nelle Commissioni politiche competenti a livello di Conferenza delle Regioni, quindi ambiente e agricoltura. Oltre a far pervenire le nostre, abbiamo condiviso con altre Regioni le loro, in modo da sempre più fare un'azione unanime e congiunta. Oltre ad alcune considerazioni prettamente tecniche relative alla nostra specificità, abbiamo evidenziato come, anche se l'ultima versione del piano, rispetto alle precedenti, contiene alcune indicazioni che vanno più verso una gestione nell'ottica di una prevenzione e di una conservazione dello stesso, abbiamo comunque ritenuto insufficiente questa linea. Si ritiene fondamentale il fatto che il piano espliciti chiaramente la previsione, laddove necessaria, di intervenire sulle popolazioni di lupo in caso di danni, in particolar modo appunto all'allevamento o nell'interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi di pubblico interesse, inclusi quelli sociali, economici e ambientali. È necessario a tal fine che nel piano siano definite esplicitamente le casistiche e le condizioni di effettuazione di catture e/o abbattimenti dei lupi, quindi bisogna definirlo meglio perché si ritiene più opportuna e corretta l'adozione di criteri predefiniti per tutte le Regioni che devono fare riferimento all'eventuale messa in pratica di interventi di dissuasione, cattura o abbattimento, piuttosto che, come ad oggi, una formula di un'autorizzazione che viene presa caso per caso, anche per una questione di tempi e di modalità. Questa è stata sperimentata nel caso del lupo vacante di Arvier. Tutto questo ovviamente, come le dicevo, in sinergia con le altre Regioni dell'arco alpino con cui stiamo facendo squadra su questa tematica e su tante altre.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il collega Planaz.
Planaz (LEGA VDA) - Mi dispiace della sua chiave di lettura del mio intervento, anche se un po' in senso umoristico, ma tanto alla fine è un po' di com'è la situazione. Non sono una provocazione quei dati e le argomentazioni che le ho fornito prima, è solo - le ripeto - avere il coraggio di fare delle scelte e decidere. C'è un problema? Lo dobbiamo risolvere? Poi che bisogna contattare ISPRA, tutti gli enti ambientalisti di questo mondo e quant'altro mi sta benissimo, perché anche sulla nostra legge che abbiamo depositato c'è scritto che dobbiamo avere il parere di ISPRA, ma è già stato fatto un intervento con ISPRA per dire: "abbiamo un lupo che attacca e ce l'abbiamo sempre davanti a un albergo, a un villaggio, a una stalla e dobbiamo intervenire", è già stato fatto? Sì, quelli di Arvier, una volta, ho capito, però, da come mi descrive lei la situazione, sembra che è così normale, ma deve andare fuori e dire agli allevatori che si trovano le carcasse e che non possono neanche denunciare lo smarrimento delle carcasse sennò vengono denunciati per abbandono animale... deve andare a spiegare questo, perché è inutile che stiamo qua a dire: "il lupo non c'è problema, tutto l'elenco dei danni che lei ha elencato..."; ma se non viene neanche risarcita la metà dei danni, neanche la metà di quello che ha indicato lei! Ha visto come fanno i verbali? Sa il metodo? Lei ha parlato di associazioni di categoria, è la delibera di Giunta che non lascia agire il Corpo forestale, finché non si cambia la delibera di Giunta, non si possono indennizzare gli animali, non si possono indennizzare gli animali fuori dal de minimis e non si può neanche indennizzare gli animali se sono al pascolo, perché se non sono recintati, non li pagate! Allora tutta una serie di dati che mi ha elencato lei di quello che voi avete pagato, non è neanche il 50 percento dei danni che dovrebbero essere risarciti!
Allora tutta la barzelletta che lei adesso ha detto, prima mi ha detto che io l'ho provocata... lei mi ha provocato, tutta la barzelletta che continuate a dire è solo un modo per dire che il lupo ci deve essere nella nostra regione e va bene così e chi ha il danno se lo tiene, perché anche nell'elenco degli animali l'anno scorso, ci sono tutti, li so io a memoria quanto erano l'anno scorso i danni, un caso solo, e non era sicuramente l'allevatore che li ha fatti andare giù dal dirupo. Quanti ne avete pagati di quelli? Io gliel'ho detto subito: "se non cambiano la delibera, non possono pagarvi niente". L'avete cambiata? No. Non avete risarcito niente. E replichi pure come ha fatto prima il suo collega, perché deve rispondere alle istanze che le presentiamo, non rispondere dopo che io faccio l'intervento, perché allora sì che ci sta provocando. Va bene? E adesso le lascio spazio.
Presidente - Direi che possiamo chiudere qua sennò diventa... e con il lupo vi auguro buon appetito. I lavori sono conclusi.
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La seduta termina alle ore 12:57.
