Oggetto del Consiglio n. 1819 del 22 settembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1819/XVI - Interpellanza: "Iniziative volte a fronteggiare i cali di produzione di materie prime conseguenti all'aumento dei costi dell'energia e di produzione".
Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 32 all'ordine del giorno. Si è prenotato il collega Planaz, a cui do la parola.
Planaz (LEGA VDA) - Quest'iniziativa, come accennato dal collega Jordan, è volta a fare chiarezza su un aspetto che, purtroppo, a seguito di tutti questi stati di emergenza dichiarati prima per la pandemia, poi dopo dal Governo italiano anche per fronteggiare la guerra e di seguito tutti i cari energetici e quant'altro... come se questo non bastasse - purtroppo senza colpa di nessuno perché con gli aspetti meteorologici non è che possiamo fare grandi cose - questa siccità oggi ha creato non poche problematiche non solo dal punto di vista di materie prime o di produzioni in ambito agricolo, ma anche per quanto riguarda... se facciamo un esempio e andiamo un pochettino in inverno dove le scarse precipitazioni nevose hanno causato delle chiusure agli impianti piuttosto che... anche in un convegno che ho seguito dalle dichiarazioni dell'Amministratore delegato di CVA emerge che quest'anno c'è stato un calo dell'energia elettrica anche lì del 30-40 percento, tanto per far capire lo stato di criticità in cui ci troviamo in questo periodo a causa delle poche precipitazioni.
Quest'iniziativa nasce a fronte che le Regioni vicine sono riuscite ad avere lo stato di emergenza e invece la nostra Regione, pur avendo molte difficoltà... forse non lo so, non abbiamo, a causa delle nostre piccole realtà, dei dati sufficienti per andare a dimostrare la criticità che sta passando il nostro territorio in tutti i settori. La cosa che mi ha stupito è che Regioni come Piemonte, Lombardia, Veneto... l'agricoltura in primis ma tutta una serie di altre attività dipendono anche dalle nostre acque e alcune Regioni hanno anche lanciato un grido di allarme, è normale che, quando c'è un periodo di criticità come questo, vai a chiedere aiuto a quello che ti è più vicino sempre nella possibilità che ti posso aiutare, ma una Regione come la nostra che dà risorse come acqua alle Regioni vicine... le Regioni vicine si trovano in uno stato di emergenza e noi, che non abbiamo potuto per carenza di queste precipitazioni neanche allungare la mano alle nostre Regioni vicine, non abbiamo lo stato d'emergenza. Come dichiarato in un documento tra Stato e Regioni, sia il presidente Bonaccini, come il presidente Cirio e altri Presidenti avevano ringraziato e accettato il parere del Presidente del Consiglio dei ministri con grande attesa dove dichiarava in queste Regioni uno stato di emergenza a causa di queste avversità idriche.
A seguire ci sono state anche delle risorse, perché non è che basta dire: "siamo in stato di emergenza, che bello" e poi non succede niente. A seguire dello stato d'emergenza sono seguite delle risorse, molte Regioni si sono attivate per andare a fare degli interventi, per portare acqua a dei Comuni che magari scarseggiano o avevano difficoltà anche per l'approvvigionamento dell'acqua per uso umano, dopo che quello agricolo e poi dopo per anche tutti gli altri usi.
Io ho trovato strano che la nostra Regione non abbia potuto e non ha avuto i requisiti... non so, poi nei quesiti è specificato perché non si è capito bene quale sia stata la trattativa... tra la documentazione che abbiamo fornito noi e lo Stato per poter accedere a questo stato di emergenza che spero che lei mi dia dei dati che siano favorevoli... Non abbiamo potuto aderire a questo stato d'emergenza perché forse non eravamo in una situazione di criticità, anche se nella stagione, quando si stava discutendo su questo, le problematiche nella nostra regione si manifestavano soprattutto per chi viveva in campagna o in frazioni più isolate dove non ci sono le scorte dei ghiacciai e dei laghi, si sono viste mancare sia molte risorse idriche non dal punto di vista umano... ma qualche preoccupazione io penso che c'era perché se continuava così... poi la pioggia ci ha salvato un pochettino anche se non ha risolto il problema, ma anche dal punto di vista agricolo ci sono stati molti impianti che, pur essendo efficienti e quant'altro, non avevano l'acqua per poter irrigare i campi e, di conseguenza, c'è stato un calo di produzione.
Per questa ragione ho presentato quest'iniziativa con questi tre requisiti, Assessore, non glieli sto a ripetere, tanto ce li ha sottomano, per capire veramente quale sia stata la causa di questo, perché io penso che in un periodo come questo dopo che... dai dati che sono riuscito a reperire, perché molti dati storici a volte non sono così magari ben dettagliati e di facile reperimento, per una situazione grave come questa bisogna andare indietro quasi di un secolo per trovare delle annate disastrose come quella di quest'anno, e, ripeto, non per questo accuso nessuna parte di Governo, ci mancherebbe altro... se non ci troviamo in uno stato d'emergenza nella situazione attuale, alla fine la mia domanda, anche se è un po' provocatoria è: cosa deve succedere in questa Regione perché si attivi un piano d'emergenza per qualsiasi evenienza? Perché non è uno stato di calamità ma uno stato d'emergenza, che poi sappiamo tutti - io spero che lo sappia - la diversità delle due dichiarazioni e delle due richieste, però mi fa un po' strano. Per questo ho presentato quest'iniziativa e adesso andrò ad ascoltare la sua risposta.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Grazie collega Planaz per quest'iniziativa che ci permette di fare il punto. All'iniziativa risponderò io, abbiamo predisposto la risposta insieme, c'è tutta una parte poi di agricoltura che abbiamo in parte già dibattuto ieri, ma, per quel che riguarda i quesiti, nello specifico fin dallo scorso mese di giugno sono state avviate interlocuzioni riguardo all'emergenza idrica, interlocuzioni che abbiamo portato avanti su più fronti, quindi il Presidente all'interno appunto delle conferenze, dei momenti di confronto ai quali lui è chiamato, così come io stesso all'interno della Commissione politiche agricole e ambientali, nonostante questo, nonostante tutti gli sforzi e i dati trasmessi, non è stato riconosciuto lo stato di calamità in quanto la Valle d'Aosta, pur in un contesto di grave carenza idrica - e lo sappiamo bene di prolungata assenza di precipitazione -, non aveva i parametri tecnici per giustificarla, tant'è vero che la Dora Baltea è stata a lungo il fiume con il maggior apporto d'acqua del bacino del Po, che, per quanto critica fosse, e lo è tuttora, oggi un po' meno, comunque la situazione non è rosea sicuramente, la situazione sull'arco alpino non era drammatica come quella nella Pianura Padana. Da qui quindi purtroppo la risposta negativa alle nostre richieste.
Una situazione che abbiamo fin dall'inizio della primavera monitorato attraverso la capillare rete di gestione del territorio che contraddistingue la nostra Regione, quindi i Sindaci, i Consorzi di miglioramento fondiario, le associazioni di categoria, i tecnici dell'Assessorato agricoltura, stazioni forestali, unitamente a un approccio scientifico di rete di stazioni meteorologiche di studio dell'ARPA. Proprio l'ARPA ha fornito un importante studio di confronto con le passate stagioni, che poi le fornirò, ci è stata consegnata a settembre, quindici giorni fa, è stato analizzato l'impatto della siccità 2022 sulla produttività per quel che riguarda appunto la parte di prati e pascoli mediante l'utilizzo di dati satellitari. Dallo studio emerge come la riduzione della produttività stimata come anomalia dell'indice di valutazione della vegetazione è incrementata da luglio da un - 17 a un - 49 percento, mentre ad agosto da un - 31 a un - 55, quindi una riduzione di produttività che non è legata alla quota altimetrica, e l'intensità della riduzione è simile e omogenea su tutto il territorio regionale, dai prati di fondovalle ai pascoli alpini, per rimanere nel campo agricolo. Ovviamente, come in tutte le situazioni calamitose, i dati sulle mancate produzioni saranno disponibili soltanto a posteriori, questo non solo per il foraggio e per le produzioni vitivinicole e frutticole ma ovviamente anche per la produzione del prodotto Fontina. Ieri avevamo parlato appunto dei dati dei cali di produzione che vanno da un - 15 percento a un - 27. Come detto, ci siamo attivati - per rispondere anche al terzo quesito - perché la situazione indubbiamente è critica, fosse in qualche modo compensata e riconosciuta...
Per quanto riguarda nello specifico, e torno sul settore agricolo, in data 16 agosto ecco che con apposito decreto è stata riconosciuta l'esistenza sul territorio regionale di un'avversità atmosferica assimilabile a calamità naturale determinata dal perdurare di una situazione di deficit idrico associata a temperature giornaliere di gran lunghe superiori alla media, la mancanza di precipitazioni piovose, quindi, vista l'impossibilità di procedere con lo stato di calamità, ci si è attivati per il decreto, un'azione questa del decreto propedeutica alle numerose attività che il Governo sta mettendo in campo.
Infatti, come abbiamo detto anche ieri, stiamo lavorando su più fronti, quindi con quest'azione che abbiamo annunciato ieri, di questi 3 milioni, di una misura a supporto del settore zootecnico che prevederà un contributo una tantum a fondo perduto per ogni singola impresa agricola richiedente, per un importo variabile da 200 euro in caso di vacche in lattazione a 30 euro nel caso di capi improduttivi ovi-caprini. Stiamo ancora lavorando sugli importi definitivi sui capi ammissibili e gli uffici stanno predisponendo le simulazioni su dati della banca dati nazionale nei limiti di un importo complessivo come detto pari a 3 milioni sommati anche a risorse nazionali.
Sul fronte monticazione, anche qui per agevolare i casi di monticazione anticipata dei capi dagli alpeggi, si lavora alla predisposizione di un contributo integrativo a ogni singola impresa agricola beneficiaria del premio di monticazione per il 2022, per ogni giorno di demonticazione anticipata rispetto ai cento giorni ordinari previsti. L'importo potrà essere pari a 2 euro per capo di bestiame monticato in alpeggio, condotto direttamente dal richiedente o di 2,50 euro per capo ovviamente al giorno per il capo monticato in un alpeggio condotto da terzi.
Il decreto di cui sopra, quindi quello che ho citato prima, e le relazioni dell'ARPA saranno poi alla base delle richieste di deroga che il Consorzio di tutela fontina farà al Ministero per le produzioni del prossimo inverno, quindi tutte azioni che sono una conseguenza di questo decreto.
Come già ricordato in precedenti iniziative, anche il lavoro in Commissione di politiche agricole soprattutto, in sinergia con le Regioni alpine è importante, un lavoro che ha portato a un primo riconoscimento di una misura zootecnica nazionale ma che purtroppo non ha potuto avere un incremento di risorse a causa, come ricordato anche ieri, della caduta anticipata del Governo.
Veniamo poi da una discussione ieri della norma, dove appunto quel riconoscimento di un 10 percento in più al settore agricolo è sicuramente un segnale importante. Questa un po' in sintesi è la risposta e a integrazione di quanto si è detto ieri anche al terzo quesito e l'illustrazione appunto sul perché non è stato possibile attivare questo stato di calamità. Le farò poi pervenire la relazione che l'ARPA ci ha trasmesso il 12 settembre dell'anno corrente.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il collega Planaz.
Planaz (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Lei ha accennato a quello di cui abbiamo parlato ieri e ai dati che ci ha fornito ieri. Spero di aver modo con quei documenti che mi darà di poter approfondire perché così a voce non è facile proprio fare una diagnosi di quanto da lei descritto. Come ripeto, come ho già precisato prima, se non siamo in una fase di emergenza in questo periodo, non so cosa dovrebbe succedere in questa regione, comunque vedremo poi di approfondire con i dati che mi darà.
Per quello che ha appena dichiarato e che ha dichiarato ieri, i 3 milioni che dovrebbero essere in più per la legge di monticazione, quello che è stato stanziato in più circa le rassegne a causa di questa siccità fanno piacere, e ringrazio il Governo per la disponibilità, per aver messo queste risorse nel mondo dell'allevamento e dell'agricoltura in particolare, perché con questa siccità... per quanto concerne il settore vitivinicolo - per fortuna, non in molti casi però in un paio di situazioni -, mi è stato detto che hanno anticipato la vendemmia e che non hanno addirittura raccolto niente. Bisognerebbe valutare caso per caso perché anche da come mi ha accennato, dai dati ARPA, i cali di produzione sono dal 17 al 49 percento, io per esperienza posso anche immaginare che ci siano anche dei casi che magari non hanno neanche avuto un calo effettivo sulla produzione foraggera o di frutta e neanche quella dilatazione... ho avuto delle testimonianze da cui risulta che, per carenza d'acqua, interi frutteti hanno lasciato cadere tutte le mele, ho visto delle foto, della documentazione che mi è stata fatta vedere, è stato molto desolante vedere tutta la produzione nel mese di luglio tutta caduta a terra perché la pianta è corsa ai ripari, è andata in riserva e ha lasciato andare i suoi frutti. Questi sono danni che, secondo me, vanno valutati caso per caso nelle nostre piccole realtà, lo so che è un lavoro importante, però sicuramente, se vogliamo incidere veramente dove c'è stato il danno sulla produzione, non bisogna sottovalutare nulla.
Torno un attimo alla sua risposta delle risorse che sono state messe in campo, delle modalità di distribuzione di questi fondi, anche qui farebbe piacere - non penso solo per me ma anche per tutti gli altri commissari delle commissioni competenti -, anche perché è una somma importante, avere un attimo la visione di come si pensa di suddividere queste risorse importanti per questo settore e, come ho dichiarato prima nell'illustrazione, non c'è solo il settore dell'agricoltura, che purtroppo ne patirà di queste conseguenze climatiche, speriamo che il tempo metta "giudizio" e incominciamo di nuovo a vedere delle precipitazioni, speriamo non disastrose com'è avvenuto nella regione Marche, dove purtroppo abbiamo visto tutti le conseguenze catastrofiche dopo lunghi periodi di siccità, ci sono stati ulteriori danni non dovuti sicuramente alla siccità ma a tutte le conseguenze di precipitazioni che avvengono in un modo così anomalo. Se lei può farci vedere questi documenti che analizzeremo bene...
Sullo stato di emergenza lei è uscito con il suo comunicato stampa che è stato emanato il decreto di avversità atmosferica, io apprezzo il suo sforzo ma non andava a dare le risposte per tutte le misure che vengono erogate da AGEA, perché noi per le nostre misure regionali possiamo dire: siamo in stato di criticità, ci prendiamo la responsabilità e dobbiamo erogare risorse per andare a risarcire un pochettino dei danni che sono ricaduti sulle aziende, però a livello nazionale AGEA dice: "ma con che documento io demontico capi, o intervengo per un raccolto di viti o di mele, o quant'altro se non ho un documento che dice che questa Regione è in uno stato di criticità?". Va bene il nostro, però ieri è arrivato il documento... chiedo scusa, Presidente, prendo due minuti... dobbiamo fornire una serie di dati, secondo me, anche lì non sono sufficienti ma farò un'iniziativa così avrò modo di far chiarezza.
