Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1817 del 22 settembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1817/XVI - Interpellanza: "Procedure per l'affidamento della gestione della struttura di accoglienza di profughi ucraini sita a Saint-Marcel".

Bertin (Presidente) - Punto n. 30. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Manfrin, ne ha facoltà.

Manfrin (LEGA VDA) - Con quest'interpellanza trattiamo un tema che abbiamo trovato di assoluto interesse e di assoluta potremmo dire originalità, ovvero con le procedure che noi conosciamo, dopo un periodo di rodaggio, di accoglienza gratuita che i cittadini valdostani hanno fatto sul proprio territorio, la Regione finalmente ha attivato le procedure per ospitare i profughi ucraini nelle strutture così come si fa con quelli che sbarcano sulle nostre coste.

Sono procedure che, è bene si sappia, sono coperte dai fondi ministeriali, quindi sono soldi del Ministero degli interni. Noi abbiamo preso atto di questa gara che ha visto due soggetti a partecipare, uno che ha perso, che è stato giudicato non idoneo, e uno che ha vinto, quindi si è aggiudicato un appalto per 46 posti per un totale di 437.680,77 euro e questa struttura con questi 46 profughi è localizzata nel comune di Donnas. Faccio un inciso: non c'è scritto nella procedura perché si dice che se si dice in giro dove sono chissà cosa può succedere, ma noi abbiamo informazioni certe che ci collocano la struttura nel comune di Donnas. Immaginate quale sia la nostra curiosità quando ci rendiamo conto che una nuova struttura viene aperta e viene aperta nel comune di Saint-Marcel con un numero imprecisato di persone ospitate ma la cosa più curiosa è che non risultano procedure per l'affidamento, perlomeno nella sezione che viene utilizzata del sito della Regione, che è appunto relativa all'immigrazione e all'accoglienza, non ci sono, non esistono procedure evidenziate con le quali si possono accogliere queste persone, quindi non se ne conosce il numero, non si conosce chi le ospita, non se ne conosce la spesa e quant'altro.

Questa curiosità si fa ancora più acuta quando a un certo punto ci viene spiegato che in servizio presso questa struttura vi è il personale di Protezione civile. Sicuramente personale volontario che ha anche l'articolo per il distacco, quindi sapete che i volontari di Protezione civile possono essere stipendiati perché fanno un servizio per la collettività, quindi sostanzialmente li paghiamo come se lavorassero e invece ovviamente lavorano per la Protezione civile e non sappiamo se c'è anche del personale professionista. Ci sono molte figure, ci sono i cuochi, ci sono gli autisti, ci sono quelli che fanno pulizie e quant'altro. Ci troviamo quindi con una struttura di cui non conosciamo nulla e che sicuramente ci solleva qualche interrogativo, perché pensare che ci siano strutture che vengono autorizzate con procedure e pagate dal Ministero è una cosa e la procedura ha una certa trasparenza perché viene pubblicato tutto sul sito e quant'altro. Trovarci invece a che fare con una struttura che non sappiamo come viene affidata, a chi viene affidata e soprattutto con quali costi è una criticità.

Il tema costi è sicuramente quello più importante. Lo abbiamo detto all'inizio: le procedure dei centri di accoglienza chiamiamole classiche si suddividono fondamentalmente in due: quelli che vengono denominati CAS, ovvero l'accoglienza speciale, che sono in realtà la normalità, quindi i centri di accoglienza che sono pagati dal Ministero, o i cosiddetti "SPRAR", adesso SIPROIMI, che invece sono centri di accoglienza che vengono pagati in parte dal Ministero e in parte dagli Enti locali, con i soldi peraltro dei cittadini di quei Comuni, che ne saranno felicissimi.

Nessuna di queste due procedure però risulta agli atti, abbiamo guardato e non c'è nessuna procedura di questo tipo, anche perché ci dovrebbe essere un'Amministrazione locale che decide di farsene carico. Siccome queste due modalità di accoglienza sono entrambe in tutto o in parte sostenute dai soldi del Ministero, quindi i Valdostani non sborsano un euro, ci è sembrato particolarmente curioso che del personale di Protezione civile, volontario o professionista, venisse attivato per rendersi disponibile presso questi centri. La cosa si fa ancora più curiosa dal momento che alla procedura, come ho detto prima, partecipano ben due soggetti: un soggetto che si aggiudica l'appalto e l'altro soggetto che viene giudicato inidoneo. Pare perché c'era una scala della struttura che non aveva la tettoia, non c'erano le distanze e quant'altro. Io ho visto dei centri di accoglienza anche in Valle che non so le coperture delle scale ma direi che non si possono definire fiori all'occhiello ma va bene.

La cosa curiosa è che i soggetti che hanno partecipato hanno ospitato gratuitamente undici persone a proprie spese pagando le bollette, pagando da mangiare, pagando i consumi, pagando i trasporti senza che venisse loro riconosciuto nulla, giustamente, avevano messo a disposizione la loro struttura e poi hanno detto: "visto che adesso ci sono i soldi ministeriali, almeno un piccolo ristoro delle spese". Partecipano a questa gara e vengono giudicati inidonei, poi veniamo a scoprire di quest'altra procedura.

Con queste informazioni e con quest'interpellanza quindi le chiediamo di conoscere quali sono le procedure per l'affido di questa struttura e anche quali siano i costi che i Valdostani stanno pagando, se ce ne sono, spero non ce ne siano.

Un altro capitolo però riguarda invece la parte dei trasporti. Come molti colleghi ricorderanno, in quest'aula abbiamo trattato di una legge che riguardava il trasporto proprio dei cosiddetti "profughi" e il gruppo che mi onoro di rappresentare non votò quella legge perché evidenziò una cosa, ovvero che nelle procedure ministeriali la cifra che copre i trasporti è già ricompresa, quindi nei famosi 28,32 euro al giorno a persona, che vennero riconosciute a quelle caritatevoli cooperative che si occupano di fare quest'accoglienza sono già riconosciute quotidianamente, sono 60 centesimi al giorno per persona che devono coprire trasporti. Di questi soldi ovviamente abbiamo evidenziato, con quella legge che è stata approvata, che in realtà rende gratuiti i trasporti per tutti, ovviamente sarebbero stati corrisposti alle cooperative ma sarebbero stati corrisposti indebitamente, perché se io pago una cooperativa 60 centesimi al giorno per garantire i trasporti e le persone che ospita e poi rendo gratuiti i trasporti per le stesse persone, io sto pagando due volte. Sto dando i trasporti gratuiti a quelle persone e sto dando 60 centesimi alla cooperativa per occuparsi dei trasporti. In occasione di quella legge lei, quando le facemmo notare questa questione, ci disse: "rimane il fatto e condivido quanto detto dal collega che, nel momento in cui si ha la gratuità, il ragionamento sui 60 centesimi vada fatto, nel senso che questo nella deliberativa attuativa è un ragionamento che bisognerà in qualche modo affrontare e destinare quei 60 centesimi in modo diverso perché non è corretto che ci siano doppie spese pubbliche sullo stesso servizio". Questo accadeva prima dell'estate, quindi prima dell'estate, e sono passati diversi mesi, si diceva che bisognava fare una delibera applicativa attuativa per direzionare meglio quei soldi. Anche con quest'interpellanza noi chiediamo se lei l'ha fatto o se le cooperative continuano a percepire indebitamente, adesso anche sui profughi ucraini, quei soldi.

Ovviamente cedo la parola al collega Ganis.

Presidente - Per il restante tempo, due minuti, la parola al consigliere Ganis.

Ganis (LEGA VDA) - Grazie collega. Quest'iniziativa, come ha ben evidenziato il collega Manfrin, vuole fare un po' di chiarezza sulle procedure adottate per l'affidamento della struttura di Saint-Marcel in località Plout. Da un nostro sopralluogo effettuato il giorno 17 agosto, su segnalazione di alcuni abitanti della zona, abbiamo constatato che la struttura risultava pienamente operativa. All'interno della struttura risiedevano allora due nuclei familiari formati da quattro adulti e sei minori in buona salute e questo ovviamente ci allietava, ma quello che ci ha reso perplessi e dubbiosi è il fatto che, a prescindere dalla struttura H24, c'era un dispiegamento di forze e di mezzi: un cuoco, un aiuto cuoco e un servizio di pulizia a disposizione della struttura, un presidio H24 per due famiglie di profughi direi alquanto eccessivo e dispendioso. Non vogliamo entrare nei particolari ma ci siamo sinceramente chiesti in che modo i profughi riescono a raggiungere la prima fermata disponibile per poter usufruire gratuitamente, come ha ben ricordato il collega, dei mezzi pubblici, perché, lo ricordo, che il centro dista 5 chilometri. Ora, in un momento di grande difficoltà economica per molti Valdostani, a noi pare necessario vedere chiaro sull'utilizzo dei soldi regionali, quando sono disponibili, quelli ministeriali.

Dulcis in fundo vorrei evidenziare che due giorni fa, martedì 20 settembre, a Plout si riscontrava la sola presenza dei profughi e nulla più, quindi le domande fatte nell'interpellanza del collega Manfrin appaiono senza dubbio pertinenti.

Presidente - Risponde il Presidente della Regione.

Lavevaz (UV) - Le domande sono sicuramente pertinenti anche se si fa un po' di confusione e credo che sia, come ha detto il collega Ganis, l'occasione e l'opportunità per chiarire procedure che sono oggettivamente complesse e anche gestite nell'emergenza, quindi con un susseguirsi di procedimenti e di ordinanze da parte del Capo della Protezione civile nazionale che si susseguono ancora tutt'oggi: ce n'era una ieri in analisi in un testo preliminare che ci è stato inviato che sarà discusso in una prossima riunione anche della Conferenza delle Regioni.

Le questioni sono diverse, nel senso che c'è un sistema di accoglienza strutturata e strutturale, che è quella che avete citato, cioè quella dei CAS, che sono i Centri di Accoglienza Straordinaria, o i SAI, che sono il Sistema di Accoglienza e Integrazione. Sono questi due nuclei che oggi sono definiti e gestiti per l'accoglienza ordinaria, quindi che hanno a che vedere con l'emergenza ucraina ma non solo, nel senso che sono sistemi strutturati sul territorio nazionale.

L'emergenza ucraina ha richiesto, per il grande numero di profughi che sono arrivati sul territorio nazionale in relativamente poco tempo e ne stanno ancora arrivando. Pochi in Valle d'Aosta ma ci sono delle realtà, abbiamo fatto il punto proprio in questi giorni con il Tavolo per la gestione dell'emergenza: il sistema strutturale dell'organizzazione dei profughi non era e non è assolutamente sufficiente a garantire i posti per tutti i profughi che stanno arrivando dal territorio ucraino.

La Protezione civile nazionale ha definito tutta una serie di iniziative e anche di priorità nell'inserimento di queste persone nell'accoglienza. I CAS e i SAI sono i primi, nel senso che dove c'è posto bisogna inserire queste persone all'interno di queste strutture, anche per le motivazioni che voi avete detto, nel senso che sono strutturate, hanno una copertura ministeriale di un certo tipo, eccetera, tant'è che abbiamo anche preparato un bando ed espletato poi nel tempo, che ha permesso di avere questi quaranta posti in più nella struttura di Donnas, che ci ha permesso di avere un polmone importante rispetto anche alle necessità comunque del territorio. Quella è una struttura che c'è e rimarrà, io spero che l'emergenza ucraina possa finire presto, non ne ho sinceramente la percezione, non vedo una fine nelle prossime settimane, comunque speriamo tutti che la situazione si possa risolvere quanto prima, ma quelle strutture rimarranno. Probabilmente queste non sono sufficienti a coprire la necessità, come dicevo prima, di accoglienza sul territorio. Abbiamo avuto un'ottima risposta fin da subito, vi ricorderete già a fine febbraio avevamo attivato un tavolo con il terzo settore, con la Protezione civile, con la sanità, eccetera, e c'era stata, e c'è tuttora, una risposta molto positiva da parte del territorio valdostano per un'accoglienza gratuita all'interno di alloggi e all'interno delle disponibilità dei singoli. Ancora oggi, vi do un dato che abbiamo verificato ancora questa settimana, abbiamo circa novanta persone che sono ospitate all'interno delle famiglie e all'interno di alloggi privati, con i posti CAS sostanzialmente tutti occupati, quindi è evidentissima la differenza che c'è tra i posti disponibili nelle strutture fisse e strutturali e le necessità del territorio.

La Protezione civile quindi ha il compito di trovare altre soluzioni, era stato fatto un accordo già fin dai primi mesi con ADAVA per una collaborazione con alberghi, quindi con l'inserimento di queste persone all'interno degli alberghi, disponibilità che ovviamente nel corso dell'estate è venuta un po' meno perché gli alberghi fortunatamente erano occupati dagli ospiti e dai turisti e ne siamo contenti. Questo ha creato la necessità di trovare altre soluzioni, e una soluzione che la Protezione civile ha individuato è questa appunto della struttura di Saint-Marcel, che è una struttura di proprietà dell'Istituto Diocesano per il sostentamento del clero, che ha messo a disposizione questa struttura inizialmente per novanta giorni a partire dal 29 luglio. È stata utilizzata, voi avete fatto il sopralluogo mi pare a metà agosto, effettivamente per ospitare due famiglie, attualmente si sta svuotando anche perché ha dei costi importanti, anche in previsione dell'autunno-inverno anche per il riscaldamento, eccetera, però - lo dico subito e poi lo chiarisco - non sono soldi dei Valdostani, questo va chiarito. Il sistema di protezione civile prevede la copertura all'interno delle strutture ministeriali con i fondi CAS, per tutte le altre soluzioni, quindi nel caso in cui avessimo dovuto ospitare le persone all'interno degli alberghi, sarebbe stata la contabilità speciale della Protezione civile poi, a seguito di rendicontazione da parte dei nostri uffici, a provvedere direttamente.

Vengo però anche alla risposta delle domande puntuali. Sulle procedure credo di avere detto. A quale titolo venga mobilitato il professionista e volontario della Protezione civile questo segue un po' quello che dicevo, cioè sia le deliberazioni del Consiglio dei ministri che le ordinanze del Capo della Protezione civile nazionale a partire dal 28 febbraio 2022 nel quale è stato dichiarato fino a fine anno lo stato di emergenza legato ai profughi ucraini, c'è stata poi un'ordinanza del Capo della Protezione civile del 4 marzo, la n. 872, che in buona sostanza è quella che ha attribuito ai Presidenti delle Regioni il ruolo di Commissario per la gestione dell'emergenza. Con mio decreto ho poi attribuito al Capo della Protezione civile il ruolo di soggetto attuatore per la gestione di quest'emergenza e, in base a questa disposizione, quindi il personale, ovviamente professionista e volontario della Protezione civile, viene attivato dal soggetto attuatore a seconda delle esigenze operative di gestione che il territorio richiede.

Per quanto riguarda invece i volontari di Protezione civile, si applica l'articolo 39 del decreto legislativo n. 1/2018, che reca, ma che siete voi conoscete, la disciplina dei rimborsi ai datori di lavoro pubblici o privati a carico del Dipartimento nazionale di Protezione civile nel caso in cui queste persone vengano attivate per il servizio attivo.

Si chiede poi "quali siano i costi complessivi della struttura di Saint-Marcel e se questi costi siano riversati sull'Amministrazione regionale". Il costo complessivo è di circa 250 euro al giorno, a seguito di un confronto che abbiamo avuto con il Sindaco di Saint-Marcel, la struttura di Plout è stata utilizzata per un massimo di venti persone, in realtà non siamo mai arrivati a venti persone e, come dicevo, l'andamento sarà di uno svuotamento.

I costi invece di funzionamento della struttura: lavanderia, servizio di pulizia, fornitura di generi alimentari che sono stati affidati sempre da soggetto attuatore tramite affidamenti e accordi quadro a ditte diverse, ammontano a 3.800 euro. Come vi dicevo, questi fondi saranno rendicontati e ai sensi delle diverse circolari che non vi cito del Dipartimento Protezione civile nazionale saranno poi rendicontati e ci sarà un rimborso da parte del Dipartimento stesso.

Sulla questione trasporti, è vero che ne avevamo parlato quando abbiamo approvato la legge, abbiamo anche fatto le dovute verifiche, sono situazioni diverse, nel senso che i 60 centesimi al giorno, è stato verificato, fanno parte dei 28 euro. Anche a seguito dell'approvazione della legge, proprio per le attuazioni previste in realtà è specificato in maniera chiara questi 60 centesimi a cosa si riferiscono, e sono, come giustamente diceva il collega Manfrin, 60 centesimi che vengono versati alla cooperativa che gestisce queste persone, ma sono 60 centesimi che servono per gli spostamenti necessari e cito testualmente: "per il raggiungimento degli uffici di Polizia, dell'Autorità giudiziaria, della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, nonché delle strutture sanitarie secondo le indicazioni del medico responsabile del centro". Sono quindi spostamenti che sono necessari per la gestione ordinaria e le necessità ordinarie di queste persone.

La nostra legge invece dà la gratuità per lo spostamento sul territorio regionale di tutte le persone ospitanti e che hanno i requisiti per poterli avere, quindi per potersi muovere in autonomia per qualsiasi altra necessità di qualsiasi tipo: per cercare lavoro, per andare al lavoro o per altre questioni. Sono situazioni un pochettino diverse.

Spero di aver risposto nel breve tempo a tutte le richieste che mi sono state fatte.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Cominciamo dalle notizie positive, i Valdostani non spenderanno 1 euro, cioè in realtà li stanno spendendo, ma gli verranno rimborsati. Questo è quello che ci ha detto, quindi questa è la notizia che possiamo fornire. Questo è sicuramente un punto positivo e di questo ne prendiamo atto. Quello che rimane come criticità, secondo me, è questo, cioè lei dice che le procedure non erano sufficienti a ospitare tutti, ma se lei dice che oggi la procedura che avete fatto era limitata a 50 persone, lei dice che ci sono 90 persone nelle famiglie, per quale motivo le procedure che avete attivato non prevedevano più posti? Potevate tranquillamente aprire una procedura che prevedesse più posti ovviamente. Non ci sono limiti stabiliti, non ne abbiamo visti nella delibera, quindi se ci sono limiti, non li avete richiamati e sarebbe stata una procedura trasparente e sicuramente efficace. Una criticità che rimane lei l'ha riassunta dicendo: "l'ente attuatore ha poi deciso come smistare, individuare, fare", ma come l'ente attuatore ha scelto questo soggetto? Perché qui abbiamo una struttura che lei ci ha detto costa 150 euro al giorno. Io ipotizzo che ci siano molte persone o alcune che hanno strutture vuote che costano anche se stanno ferme, quindi se ci metto qualcuno e ci tiro fuori una parte di spese, ne avrò un beneficio. Perché scegliere quei soggetti senza magari evidenza pubblica e non altri rimane un mistero, quindi una curiosità su cui ovviamente andremo ad approfondire e vedremo il soggetto attuatore quali scelte avrà posto in campo per scegliere esattamente quel soggetto che ne ha dei benefici.

Rispetto ai trasporti, invece non sono assolutamente d'accordo con quello che lei ha detto. Ci sono tre voci distinte rispetto alla stima dei costi medi che vengono fatte per l'accoglienza e ricordo anche questo distintamente quando noi sollevammo la questione dei trasporti e dei soldi indebitamente percepiti dalle cooperative in quest'aula, lei ci disse di essersi confrontato con i servizi di Prefettura e di aver effettivamente verificato che quei soldi lì avrebbero dovuto essere utilizzati in maniera diversa perché erano destinati a quel servizio. La garanzia dei trasporti è una cosa, il servizio di trasporto è un'altra. Se lei va a guardare la stima dei costi medi, al punto n. 5 troverà: "servizio di trasporto, listini di riferimento di convenzioni stipulate da centrali di committenza regionali riferite al servizio di noleggio con conducenti ipotizzando numero 12 viaggi per migrante l'anno di circa 30 chilometri ciascuno", cioè la stima dei trasporti presso la Questura, presso l'Ospedale, presso quell'ufficio viene fatta sulla base di questa valutazione. Significa che questo costo di trasporto per il disbrigo dei documenti e quant'altro è già stimato all'interno dei costi medi. Mi pare - adesso vado a memoria - che ci sia una cifra che indicativamente è di 300 euro, mi pare così diciamo generica, che viene stabilita per il trasporto. Quei 60 centesimi al giorno che potrebbero essere un viaggio ogni due giorni se il biglietto dell'autobus costa 1 euro e qualcosa non possono servire per andare tutti i giorni in Questura, perché i profughi non vanno tutti i giorni in Questura o un giorno ogni due all'Ospedale o un giorno ogni due in ufficio. Se stanno qui un anno, non è che 150 giorni sono in giro in Questura, in ufficio, all'Ospedale, dal dentista e o fare i massaggi. Avranno un numero di trasporti che è coperto ma tutti gli altri evidentemente li utilizzeranno per spostamenti che loro ritengono opportuni. Questo significa che loro gratuitamente utilizzano il nostro sistema di trasporti, ma dall'altra parte che noi stiamo dando 60 centesimi cadauno al giorno alle caritatevoli cooperative. Ovviamente non ci guadagnano, loro lo fanno perché ci credono, loro accolgono perché hanno la convinzione di poter migliorare il mondo e non certo di guadagnarci. Allora siccome loro hanno questa convinzione, abbiamo fatto un calcolo rispetto alle persone presenti in Valle d'Aosta, circa 18 mila euro da giugno ad oggi obiettivamente ci sembra un po' eccessivo. Se lei vorrà porre rimedio a questo esborso indebito, le saremo grati; se lei ritiene opportuno non farlo, andremo a segnalare che qualcuno sta percependo i soldi che non dovrebbe percepire e poi vedremo che cosa diranno le Autorità competenti.

Presidente - Si è prenotato il Presidente della Regione per una precisazione.

(intervento fuori microfono del consigliere Manfrin)

Lavevaz (UV) - Se posso darle una precisazione che può essere utile sennò lei può raccontare quello che vuole e noi ne prendiamo atto... (intervento del consigliere Manfrin fuori microfono) ...io lo dico a tutti, visto che il Presidente mi dà la possibilità trenta secondi che sui numeri... (intervento del consigliere Manfrin fuori microfono) ...semplicemente sui CAS... (intervento del consigliere Manfrin fuori microfono)

Presidente - È per una precisazione, altrimenti si chiede il fatto personale.

Lavevaz (UV) - Prendo atto che non serve la precisazione, semplicemente sui CAS non potevamo chiedere quello che volevamo ma c'è una disponibilità a livello nazionale di posti CAS, ne abbiamo chiesto quaranta.

Prendo atto comunque della sua visione modificata, cambiata sulle politiche migratorie, perché avessimo fatto come ha detto lei, avremmo centocinquanta posti in più strutturali per accogliere migranti di qualsiasi tipo. Prendo atto del suo cambiamento di visione del mondo.

Presidente - Consigliere Manfrin per una precisazione.

Manfrin (LEGA VDA) - No, nessuna precisazione, è intervento intuitu personae selvaggio grazie alla sua gestione dell'aula, ognuno si alza e dice quello che vuole. Colleghi, vi invito, se avete qualcosa da dichiarare ai Valdostani, è il momento di farlo. Se volete alzarvi, potete farlo, schiacciate tutti e dite quello che vi passa per la testa, sia la campagna elettorale, le comunicazioni, potete salutare i parenti a casa.

Detto questo, Presidente, io la ringrazio, se lei vuole comunicare qualcosa con me, utilizza le regole del Consiglio, non si alza, non parla ai Valdostani perché il suo tempo non è previsto, me lo comunica direttamente e ne prendo atto.

Su quello che ha detto, ovviamente noi l'idea non l'abbiamo cambiata, noi diciamo e affermiamo un principio molto semplice: noi desideriamo che vengano protetti i nostri confini e non vogliamo ospitare persone che vengono qui per fare altro, ma il principio è che se siamo obbligati a ospitarle, non vogliamo spendere i soldi dei Valdostani. Questo è l'obiettivo di quest'interpellanza, i soldi dei Valdostani, siccome ci sono quelli ministeriali, non devono essere spesi e voi invece, a fronte della possibilità di spendere i soldi ministeriali, avete preferito anticipare i soldi dei Valdostani. Questo è il principio che avete affermato e questo è quanto le dovevo dire.

Presidente - Consigliere Manfrin, l'obiettivo è quello di avere una risposta esaustiva rispetto alla sua interpellanza. Lei ha voluto fare la solita... (intervento del consigliere Manfrin fuori microfono) ...è una prassi consolidata... (intervento del consigliere Manfrin fuori microfono) ...va bene, chiudiamo così la questione.

Con questo sospendiamo brevemente per arieggiare i locali.

La seduta è sospesa dalle ore 10:57 alle ore 11:17 e alla ripresa dei lavori assume la Presidenza il vicepresidente Marguerettaz.