Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1816 del 22 settembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1816/XVI - Interpellanza: "Valutazioni al fine di verificare l'economicità dei servizi e promuovere l'internalizzazione del personale della Società dei Servizi".

Bertin (Presidente) - Punto n. 29. Per l'illustrazione, si è prenotata la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - È del tutto evidente che vi siano servizi all'interno della Società dei Servizi che svolgano delle attività e dei servizi essenziali per quello che riguarda l'Amministrazione, in particolare su quest'interpellanza mi sono concentrata sugli operatori di sostegno di cui conosco bene la problematica, ma la stessa cosa si potrebbe portare rispetto alle assistenti sociali o alle OSS. Quello che chiediamo in quest'interpellanza quindi è capire se rispetto al 2010, quando è nata la Società dei Servizi e vi era comunque l'idea di mantenere lo stesso trattamento economico tra il personale regionale e quello della Società dei Servizi e di mantenere bene o male gli stessi servizi, se nel corso degli anni vi sia stata una divaricazione retributiva, se si è fatto uno studio o si pensa di analizzare l'efficienza e l'efficacia di mantenere alcuni servizi essenziali all'interno della società o se si stia valutando la possibilità di internalizzare quel personale.

Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola il Presidente della Regione.

Lavevaz (UV) - Come illustrato dalla collega Guichardaz e anche ricordato nella sua presentazione, la Società dei Servizi ha ormai una storia abbastanza lunga, è stata istituita appunto con la legge regionale n. 44/2010 ed eravamo in un momento in cui con il ministro Tremonti, che era il Ministro dell'economia all'epoca, si erano messi dei paletti piuttosto rigidi sulle assunzioni a tempo determinato: l'introduzione del patto di stabilità, c'era un momento complesso nella gestione in particolare del personale e, nello specifico, aveva introdotto a partire dal 2011 l'obbligo di fare riferimento a personale assunto nei due anni precedenti.

Cioè nel limite del 50 percento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno 2009.

Questo ha creato una serie di difficoltà che l'Amministrazione dell'epoca ha dovuto affrontare proprio per garantire quei servizi essenziali di cui lei parlava. Ovviamente settori vitali per un territorio e per un'Amministrazione regionale sono tanti, lei ne ha citato uno che sicuramente è un tema particolarmente delicato e particolarmente complesso anche nella gestione, ce ne sono altri. Come sappiamo, la Società di Servizi è nata per garantire la manutenzione dei settori forestali, per garantire la custodia dei castelli, dei musei e poi appunto tutta la gestione della cura delle persone, in particolare delle persone con disabilità. Questo è quello che tuttora fa la nostra Società di Servizi, che opera secondo le regole, come lei ha giustamente detto, del diritto privato, quindi applicando le regole e i contratti collettivi nazionali, non le regole del comparto.

Lei ha chiesto dei dati puntuali rispetto alle corresponsioni delle figure professionali: ad oggi la Società di Servizi ha in organico 176 operatori di sostegno che sono assunti a tempo indeterminato. Per quanto riguarda il trattamento economico, un operatore di sostegno, categoria C2, applicando la contrattazione pubblica, percepisce un reddito annuo lordo tabellare pari a euro 28.868, mentre un operatore di sostegno, livello D, applicando la contrattazione privata vigente presso la scrivente, percepisce un reddito annuo lordo tabellare pari a 27.286 euro.

Detto questo, paragonare i due contratti, solo guardando alla retribuzione tabellare, non è possibile e neanche corretto ovviamente, perché occorre valutare diversi istituti sia economici che normativi, quali, ad esempio, la correlazione dei livelli di inquadramento, gli scatti di anzianità, una serie di permessi, l'orario di lavoro, il welfare contrattuale, che è un aspetto che, per quanto riguarda l'ambito regionale, stiamo cercando di trattare nell'ambito anche della nuova contrattazione perché sappiamo l'Amministrazione regionale essere un passo indietro rispetto agli altri comparti, quindi sono aspetti che sono trattati e seguiti anche da parte nostra.

Per quanto riguarda le valutazioni, sul futuro... anche tenendo conto dell'economicità e di tutta quanta è la gestione di questo personale... è chiaro che un'internalizzazione è piuttosto complessa in ordine generale perché abbiamo dei limiti assunzionali che conosciamo di cui abbiamo parlato tante volte, oltre al fatto che abbiamo una difficoltà di attrattività dell'Amministrazione regionale nel comparto, anzi ancora di più rispetto alle assunzioni. Attualmente la società ha 402 dipendenti, di cui 387 a tempo indeterminato e 15 a tempo determinato.

Confesso che sulla questione in particolare degli assistenti qualche ragionamento lo si è fatto e lo si sta facendo anche con l'Assessorato competente proprio per la natura del servizio che viene svolto. Il passaggio non è semplice però, stiamo cercando di capire come si possa fare per rendere omogeneo questo tipo di servizio che obiettivamente non va.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Grazie Presidente per la risposta. Come immaginavamo, il trattamento economico è diverso, ma quello che più volevamo fosse evidenziato, e ci fa piacere che in questo senso si stia ragionando, è proprio il fatto che stiamo parlando di stabilizzare delle persone che hanno a che fare con utenti molto fragili e soprattutto forse riorganizzare anche quel servizio dando maggiore attenzione proprio ai bambini con disabilità perché internalizzando queste figure, si potrebbe non solo rivedere il loro orario di lavoro molto probabilmente ma pensare anche di avere gli operatori di sostegno dal 1° di settembre, cosa molto importante per quello che riguarda l'educazione, perché a questo punto ci sarebbe tutta la parte di programmazione e progettazione che potrebbero fare con gli insegnanti in classe e magari dare anche dei servizi durante l'estate proprio a quei bambini con disabilità che hanno bisogno di figure stabili.

Le dico che bisogna affrontare il tema con una certa urgenza perché, purtroppo, operatori che lo stanno facendo da molti anni e che hanno delle professionalità riconosciute, soprattutto da noi che abbiamo operato nel mondo della scuola, in questo momento si stanno orientando su altri concorsi abbandonando forse la loro missione, perché di questo si tratta, di un lavoro che più che un lavoro è una missione, perché hanno a che fare veramente con casi in questo momento molto gravi.

Anche se non si andasse verso un'internalizzazione, bisognerebbe fare un ragionamento con la Società dei Servizi perché le posso dire che io mi occupavo proprio dell'orario degli operatori di sostegno e gli operatori di sostegno devono lavorare su 36 ore, quando la scuola non è pensata su 36 ore, quindi bisogna spargerli su più ordini di scuola quando spesso gli stessi operatori si sono specializzati su un ordine di scuola.

Fare l'operatore nelle scuole medie è diverso che farlo nella scuola dell'infanzia. In questo momento, per poter garantire le 36 ore, si è obbligati a metterli in ordini di scuola diversi, limitando la loro capacità e la loro professionalità.

In più pensare almeno di assumerli dal 1° settembre fino al 30 giugno garantirebbe, per quello che riguarda anche il pezzo della programmazione, un'attenzione rispetto all'orario, perché loro arrivano quando l'orario, bene o male, è già stato fatto. L'orario è una cosa molto importante rispetto al settore disabilità perché è naturale che intervenire su alcune ore di lezioni rispetto ad altre ha un suo senso.

Dobbiamo poi tenere anche in considerazione che i dati rispetto alle disabilità stanno aumentando, quindi in questo momento forse valutare almeno che gli operatori con una grande professionalità possano in qualche modo entrare in maniera seria nel mondo della scuola garantirebbe un servizio migliore rispetto a quello che si dà in questo momento.