Oggetto del Consiglio n. 1808 del 22 settembre 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1808/XVI - Interrogazione: "Informazioni relative al piano regionale per la non autosufficienza".
Bertin (Presidente) - Alla presenza di 30 Consiglieri riprendiamo l'analisi dell'ordine del giorno.
Ieri si era convenuto che l'interrogazione al punto n. 18 del consigliere Marquis sarebbe stata trattata questa mattina, pertanto riprendiamo da questa interrogazione e in seguito proseguiamo con il resto dell'ordine del giorno. Risponde l'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - Buongiorno a tutti. Le domande di quest'interrogazione sono due: "se corrisponde al vero che non sono state fatte le comunicazioni del numero delle persone residenti affetti da disabilità gravissima e disabilità grave e per quali ragioni di ordine tecnico" e "se al piano regionale per la non autosufficienza, approvato da trenta giorni dalla scadenza del triennio, si possa riconoscere una valenza di programmazione o vada considerato un mero adempimento per beneficiare di risorse finanziarie e statali".
In merito ai dati relativi ai beneficiari per il FNA, che sarebbe il Fondo per la Non Autosufficienza al 31 dicembre 2018, si evidenzia che gli uffici competenti provvedono a comunicare attualmente e/o su richiesta specifica del Ministero i dati dei suddetti beneficiari.
Dagli atti del Dipartimento politiche sociali risulta che in data 15 ottobre 2019, con nota protocollo 28663, tali dati sono stati inviati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è da precisare tuttavia che ci si riferisce a una comunicazione inviata nel 2019 quando ancora questo Governo doveva nascere e tenendo conto che anche la Dirigenza del Dipartimento politiche sociali è nel frattempo quasi completamente cambiata. Si stanno cercando, quindi, di verificare, con gli uffici del Ministero competenti, le cause del mancato recepimento di tali dati.
Per quanto riguarda la seconda interrogazione, i lavori per la redazione del Piano regionale per la non autosufficienza, approvato con DGR n. 1599 del 29 novembre 2021, sono stati avviati a partire dall'anno 2020 a seguito dell'approvazione del decreto del DPCM del 21 novembre 2019, con il quale è stato adottato il Piano nazionale per la non autosufficienza 2019-2021. Tuttavia l'insorgenza della situazione pandemica nel marzo del 2020 ha rallentato le varie attività e ha impedito la necessaria concertazione con gli attori territoriali. La pandemia ha di fatto fortemente condizionato la redazione dei piani regionali per la non autosufficienza su tutto il territorio nazionale. Si sottolinea che, a seguito delle elezioni regionali del settembre 2020 e alla ricomposizione del Governo regionale e alla successiva revisione della struttura organizzativa dell'Amministrazione, il Dipartimento politiche sociali ha ripreso i lavori di programmazione all'inizio del 2021 con la convocazione dei diversi tavoli di programmazione degli stakeholders territoriali.
L'approvazione del Piano pertanto, come da lei giustamente rilevato, è avvenuta effettivamente solo nel mese di novembre 2021, tuttavia preme rilevare come nel triennio 2019-2021 gli interventi ai servizi in favore delle persone non autosufficienti a valere sul Fondo nazionale non autosufficienza sono stati realizzati in coerenza con gli indirizzi programmatici definiti dal piano nazionale per la non autosufficienza 2019-2021. Il Piano regionale per la non autosufficienza 2019-2021 ha di fatto preso atto di quanto implementato in linea con gli orientamenti nazionali.
Vengo, altresì, a informare che attualmente il Ministero del lavoro e delle politiche sociali sta predisponendo il nuovo Piano nazionale per la non autosufficienza 2022-2024, che vedrà la luce nei prossimi mesi e che definirà gli obiettivi programmatici operativi per il relativo triennio.
I lavori di redazione del Piano regionale verranno avviati non appena il piano nazionale 2022-2024 verrà approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
Presidente - Per la replica, la parola al consigliere Marquis.
Marquis (FI) - Ho presentato quest'iniziativa insieme ad altre in questo Consiglio sul tema della disabilità per cercare di innescare un ragionamento in voi per comprendere quanto sia insufficiente l'approccio a questo argomento.
Dalla risposta che lei ha dato relativa al piano delle non autosufficienze emerge chiaramente già una situazione di approccio che è del tutto strana quanto meno. Lei ha richiamato soprattutto i profili organizzativi e le difficoltà che sono state date dalla pandemia; io le dico che ho letto il piano della non autosufficienza nazionale ed è un piano che è stato predisposto grazie al contributo e ai dati che sono stati forniti da tutte le Regioni. Manca solo il dato della Valle d'Aosta, sul piano nazionale c'è scritto che la Valle d'Aosta non ha fornito i dati dei disabili che si trovano nella situazione grave e gravissima. Credo che questo denoti molto e dica di più di tante altre parole dell'approccio sull'argomento. Oltretutto il piano della non autosufficienza è un piano triennale 2019-2021, piano significa pianificare un approccio. La Valle d'Aosta il piano l'ha approvato a un mese dalla scadenza del triennio, quindi questo non è sicuramente un piano, perché è un'iniziativa che viene fatta a sanatoria per poter beneficiare dei contributi dello Stato.
È vero quello che lei ha detto che comunque sono state fatte delle iniziative sulla disabilità, il problema è che la Valle d'Aosta sulla disabilità a livello finanziario mette tanti soldi, e questo va riconosciuto, però i soldi vengono spesi senza la necessaria pianificazione. Quando si spendono i soldi senza pianificazione, succede che le azioni non portano i risultati che ci si prefigge, alla buona amministrazione, pertanto credo che la cosa che ho evidenziato possa essere utile per l'approccio al nuovo piano, così come in tutte le altre iniziative che discuteremo nei prossimi punti ispettivi che ho presentato che denotano sempre un approccio di questo tipo. Si dice: "sono tante le iniziative che facciamo ma sono tutte disordinate", il problema è che non c'è coerenza una con l'altra.
Quando non c'è coerenza tra le iniziative, si rischia che una vanifica l'effetto dell'altra e quindi il risultato è che si spendono sì dei soldi e si investono delle risorse, ma senza i risultati che ottengono le altre Regioni. Le faccio un esempio che non è attinente all'iniziativa ma è sempre relativo al settore: il nuovo piano del benessere sociale porterà avanti il progetto "Dama" come un'innovazione. Io le assicuro, per cognizione di causa, che del progetto "Dama", nell'ambito della sanità della Lombardia, ne ho beneficiato 8-10 anni fa. Ci porteremo quindi ad allinearci nella situazione in cui gli altri erano già 7-8 anni fa, quindi questo fa piangere il cuore, perché, per investire delle risorse, bisogna investirle bene per cercare di dare delle risposte a chi vive queste situazioni di difficoltà. Pertanto, come dicevo poc'anzi, queste iniziative spero che inneschino un ragionamento che vada in questa direzione affinché i soldi vengano spesi bene e soprattutto che i beneficiari possano trarre e giovare dei vantaggi.
