Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1799 del 21 settembre 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1799/XVI - Interrogazione: "Stato dell'arte della nuova programmazione PAC e PSR per il periodo 2023/2027".

Bertin (Presidente) - Punto n. 12 all'ordine del giorno. All'interrogazione risponde l'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) -. Nell'iniziativa si interroga il Governo regionale per sapere quale sia lo stato dell'arte della nuova programmazione PAC e PSR per il periodo 2023/2027.

Prima di venire ai contenuti dell'interrogazione che ci permettono di fare proprio il punto, mi soffermerei inizialmente sul "Considerato": "Considerato che la Regione autonoma Valle d'Aosta è in ritardo sulla programmazione PAC 2014/2022".

Colgo l'occasione in premessa e ricordo che il PSR 2014/2022 è il primo, per capacità di spesa fra le Regioni con organismo pagatore AGEA e si colloca fra i primi cinque a livello nazionale - così l'ho ereditato e così siamo riusciti a mantenerlo - quindi tra i primi cinque a livello nazionale per capacità di spesa.

A tal proposito, la Commissione europea, nel corso del Comitato di sorveglianza del 14 giugno 2022, si è complimentata con l'autorità di gestione del programma, evidenziando una percentuale di avanzamento attualmente oltre il 70%, superiore alla media nazionale e a quella europea, non è che vogliamo lodarci da soli, non l'avrei citato ma visto la parte iniziale dell'iniziativa, mi sembrava corretto ricordarlo.

Venendo all'oggetto specifico dell'interrogazione, si relaziona appunto sul fatto che le linee d'intervento per lo sviluppo rurale 2023/2027 sono messe a punto partendo dai seguenti presupposti e dalle seguenti condizioni:

1. Conformità ai regolamenti europei, in particolare ai tre obiettivi generali e ai dieci obiettivi specifici della PAC 2023/2027 individuati nel regolamento 2115/2021 sui piani strategici della PAC;

2. Osservanza delle disposizioni ministeriali e delle tempistiche indicate dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, funzionali alla corretta redazione del Piano strategico italiano della PAC. Si ricorda a tal proposito che il Ministero delle politiche agricole sarà autorità di gestione del Piano strategico nazionale, mentre le Regioni saranno autorità territoriali competenti per l'attuazione degli interventi selezionati dalle stesse;

3. La coerenza con il quadro strategico regionale di sviluppo sostenibile 2030 - approvato con delibera di Giunta regionale 968/2021 e dal Consiglio regionale nella seduta del 6 ottobre 2021 - nonché con la strategia regionale di sviluppo sostenibile 2030, la cui proposta progettuale è stata approvata dal Ministero per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare nel 2020;

4. La valorizzazione delle proposte del partenariato regionale, consultato in diverse occasioni negli ultimi tre anni; ci sono state tre consultazioni on-line: nel 2019 sul tema "Quale agricoltura del futuro", nel 2020 "Criticità del PSR attuale e prospettive per il 2023/2027" e poi nel 2021 sul tema "Il biologico in Valle d'Aosta" e poi quattro incontri appunto del partenariato volti alla presentazione dei lavori preparatori alla PAC 2023/2027 e alla raccolta di utili contributi partenariali. Questi si sono svolti il 13 e il 18 maggio, il primo e il 9 giugno del corrente anno;

5. L'utilizzo degli esiti dei gruppi di lavoro specialistici promossi o partecipati dalla Regione e della sperimentazione volta alla caratterizzazione delle superfici prato-pascolive regionali con dati satellitari;

6. La continuità con l'attuale PSR 2014/2022 al fine di garantire un reddito congruo alle imprese agricole valdostane, mantenendo un sufficiente livello premiale dell'indennità per le zone montane, in complementarietà con i pagamenti diretti del primo pilastro della PAC;

7. Rispettare i vincoli di spesa ambientale che da sempre caratterizzano la politica agricola regionale, in particolare attraverso le misure agro-clima-ambientali, la promozione della produzione integrata, il biologico, la conservazione delle razze e delle varietà autoctone a rischio di estinzione, la gestione delle foreste, la salvaguardia della biodiversità e delle aree Natura 2000;

8. Stimolare gli investimenti delle aziende agricole ben avviate, quelle dei giovani agricoltori, delle imprese di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli negli alpeggi e nelle aree rurali più in generale;

9. Sviluppare ulteriormente il metodo Leader attraverso il rafforzamento del GAL Valle d'Aosta e le sue connessioni con il territorio, in particolare con le Unités des Communes;

10. Accompagnare lo sviluppo di innovazione nei settori agricolo, forestale e agroalimentare.

Al fine di perseguire gli obiettivi sopra indicati e di rispettare i vincoli di spesa imposti dal riparto del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale per l'ambiente, idrologico e i giovani agricoltori, sono state selezionate ventinove linee d'intervento generale, tra cui citiamo le principali: indennità compensative zone montane, in continuità con l'attuale; agro-ambiente con l'introduzione dei piani di pascolamenti volti a migliorare la qualità dei pascoli; il biologico; investimenti aziendali per aziende ordinarie e i giovani agricoltori; trasformazione e commercializzazione; insediamento dei giovani agricoltori, leader; sistema della conoscenza e formazione e consulenza.

Infine si riferisce che il reparto dei fondi, approvato in sede di conferenza Stato-Regioni il 21 giugno 2022, assegna alla Regione Valle d'Aosta una dotazione complessiva, in termini di spesa pubblica, di 91.845.515,95 euro in termini di spesa pubblica pari a una quota FEASR di 37.381.124,99 euro, incidenza del Fondo europeo del 40,7%.

Nella nuova programmazione finanziaria 2023-2027, attraverso il meccanismo del disimpegno automatico, si potranno impegnare e liquidare i fondi assegnati fino al 31 dicembre 2029, ovvero due anni dopo l'ultima annualità finanziaria, il 2026.

Infine si fa presente che stanno proseguendo i confronti tecnici tra Ministero, AGEA e Regioni per la definizione degli interventi di sviluppo rurale, questi gruppi di lavoro sono finalizzati a comporre la versione aggiornata del piano strategico italiano da inviare alla Commissione europea, al fine di raccogliere e rispondere alle ultime osservazioni della Comunità europea e di procedere all'approvazione definitiva del Piano entro il 31 dicembre del 2022.

Il tutto seguirà ovviamente un percorso tecnico, un percorso politico, quello previsto da parte degli uffici e da parte del sottoscritto, cioè la rinnovata disponibilità per ulteriori momenti di approfondimento tecnico da abbinare sicuramente a quelli che saranno poi i passaggi formali e ufficiali anche nei momenti in Commissione, momenti che avevamo già previsto, proposti nei mesi scorsi ma che sicuramente siamo disponibili a riproporre anche nei prossimi giorni.

Presidente - Per la replica, il consigliere Planaz.

Planaz (LEGA VDA) - Parto da dove ha incominciato lei. Volevo solo fare una precisazione: se la leggeva, la seconda premessa della mia iniziativa esplicitava che non è dell'Amministrazione regionale la causa del ritardo di questa programmazione, ma è dovuta alla pandemia Covid. Questo lo sappiamo perché la programmazione 2014-2020 doveva di nuovo essere riorganizzata per la programmazione 2021-2027, oggi 2023-2027, non è per questo che le faccio un'accusa del ritardo, perché è dovuto, sappiamo tutti, alla crisi pandemica e anche a tutte le crisi che si sono succedute a quella pandemica perché in fase di progettazione questo piano strategico nazionale sembrava approvato con tutte le linee guida, poi dopo, a causa degli aumenti energetici e dei costi della guerra tra Ucraina e Russia, ha ancora cambiato e cambierà.

Voglio sottolineare che siamo in una fase di cambiamenti molto repentini non solo ma soprattutto per l'agricoltura: da un anno all'altro a causa di tutte queste crisi tra la pandemia, infine la siccità che mette a dura prova il settore agricolo, sia in produzione che in scorte per il mantenimento degli animali, però è importante capire...

Lei adesso mi ha spiegato, non riesco a capire, magari avremo poi modo, come ha accennato, di approfondire l'argomento nelle Commissioni, perché l'approvazione, se ho capito bene, parte dal 2023 fino al 2029, mentre fino a oggi la programmazione doveva essere dal 2023 al 2027.

La cosa che ha creato un po' di curiosità e che ho proposto con l'iniziativa è che ho fatto una piccola indagine: senza bisogno di andare a fare dei grossi approfondimenti: altre Regioni hanno già approvato il piano 2023-2027 con gli importi e tutta la programmazione, cosa di cui per noi io, al momento, non sono ancora a conoscenza.

Poi se per fortuna l'Assessorato ha lavorato in questo periodo tra pause e quant'altro per avere una situazione dettagliata, per capire e per non trovarci, come abbiamo visto stamattina, a discutere un documento che riguardava delle misure importanti per tutte le aziende - quelle agricole sono state molto citate - ma non vorrà dirmi che questa programmazione non sia meno importante, perché detterà il futuro dei prossimi 4-5 anni ed è importantissima anche dal punto di vista del documento che abbiamo approvato stamattina, perché dal documento che abbiamo approvato stamattina dove gli investimenti e l'importanza delle aziende che possono fare investimenti... io penso che tutti sappiamo che quando un'azienda oggi investe, avrà un minimo di ammortamento del capitale investito, parte per fortuna a fondo perso, dettato da questa misura, ma una parte, con qualche altra forma finanziaria, deve essere ammortizzata in 4-5 anni; è un motivo in più per cui per questa programmazione sarebbe importante già avere una situazione dettagliata per poter far sì che anche le aziende, se devono decidere di investire, abbiano un'analisi un po' più chiara di quello che succederà nei prossimi 4-5 anni. Anche la crisi climatica che stiamo affrontando detterà il futuro ma in un modo un po' critico di questi 4-5 anni, già in questi ultimi due-tre anni le aziende hanno avuto dei danni, non so nei prossimi 4-5 anni - se non avremo delle misure per dare risposte concrete direttamente alle aziende - se possano farcela a superare in tante questo periodo ma anche il periodo successivo.

Per quello allora accetto la sua proposta; se è possibile magari esaminare tutto il Piano strategico PSRR o PSN, come lei ha detto, tanto per valutare meglio e non arrivare all'ultimo minuto ad approvare in fretta dei documenti e poi eventualmente presentare emendamenti che creano il malcontento che stamattina si è manifestato in quest'aula.