Oggetto del Consiglio n. 1722 del 13 luglio 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1722/XVI - Interpellanze: "Intendimenti in merito alla predisposizione di un disegno di legge sulle piste o percorsi per biciclette" e "Risoluzione delle problematiche inerenti la chiusura del tratto dell'itinerario free-ride per bici che collega Pila a Les Fleurs".
Bertin (Presidente) - I punti n. 32 e n. 33 dell'ordine del giorno sono affrontati congiuntamente. La parola al consigliere Carrel per l'illustrazione.
Carrel (PA) - Torniamo sulle bici che sono sicuramente un settore per il nostro turismo in grande sviluppo, un settore su cui sicuramente credo che conveniamo tutti dobbiamo investire. Torniamo su questo tema perché, ahimè, abbiamo visto dagli organi di stampa quanto successo a Pila sul tratto di pista Pila/Les Fleurs dove il comodato d'uso di contratto quinquennale non è stato rinnovato a causa di responsabilità che ad oggi sono in capo al proprietario dal punto di vista penale e sono sicuramente delle motivazioni che comprendiamo e su cui vogliamo porre l'attenzione per andare ad affrontare questo tema. Crediamo che il settore, come detto, sia un settore sicuramente in ampio sviluppo e che metta in buona visione la Valle d'Aosta, perché abbiamo dei percorsi sicuramente molto, molto belli, molto articolati e complessi, lo testimoniano anche tantissimi eventi a livello sia nazionale che internazionale che vengono svolti in Valle d'Aosta. Crediamo che questi eventi - e lo diciamo spesso - debbano essere utilizzati poi per avere un ritorno turistico e quindi avere delle ricadute sul territorio.
Abbiamo inoltre visto e abbiamo partecipato assieme all'assessore Marzi il 24 novembre dell'anno scorso alla premiazione del Federciclismo Valle d'Aosta dei grandi risultati portati dai nostri atleti e crediamo quindi che sia un settore su cui dobbiamo in qualche modo investire e su cui dobbiamo lavorare. Quanto accaduto quindi ci preoccupa, è un settore sicuramente molto complesso e molto tecnico ed è per questo che ci siamo anche interrogati anche con il collega Brunod sull'opportunità di presentare una proposta di legge ma crediamo che, essendo talmente tecnica e talmente complessa, sia necessario che a questo tema ci pensi il Governo con le strutture competenti, che hanno ovviamente delle visioni e delle competenze superiori rispetto a quelle che possiamo avere noi con gli uffici del Consiglio. Chiediamo con quest'interpellanza se sia intenzione del Governo lavorare per sgravare i proprietari e i gestori dalle responsabilità e quali siano i tempi con i quali questo disegno di legge potrebbe essere portato in Commissione.
Ovviamente spesso, quando si tratta di bici, si guarda a Trento e Bolzano; Trento e Bolzano hanno delle leggi, hanno dei regolamenti, è molto architettato e molto complesso il sistema, ma delle soluzioni ci sono e si possono trovare. Crediamo che sia arrivato il momento per la Valle d'Aosta di iniziare a lavorare su questo settore seriamente per poi iniziare realmente a promuoverlo, perché sennò anche tutti questi eventi e tutte queste manifestazioni poi rischiano di cadere un po' nel vuoto se poi rischiamo di dover chiudere per delle responsabilità che non sono in capo né ai proprietari, né ai gestori ma che devono essere risolte dal legislatore e quindi da noi, ma chiediamo appunto un approfondimento a livello di Governo proprio per i motivi che ho prima esposto.
Presidente - Sempre per l'illustrazione, la parola al consigliere Brunod.
Brunod (LEGA VDA) - Come ha già ben esposto il collega Carrel, anche noi come gruppo Lega Vallée d'Aoste ritorniamo su un tema che ci ha già visti più volte presentare diverse iniziative, infatti già circa un anno fa avevamo portato in quest'aula questa problematica in quanto nella scorsa estate vi erano diversi Comuni che hanno avuto delle problematiche in merito alla gestione di questi percorsi, alla condivisione di attività di cicloturismo, attività pedestre. Riteniamo quindi più che opportuno in questo momento porre l'attenzione a un tema molto delicato.
Prendendo spunto da informazioni riportate sui giornali da "Stampa", "La Vallée Notizie" e anche altri organi di informazione, e soprattutto diversi post pubblicati sui canali social da numerosi appassionati delle due ruote circa la chiusura di un tratto dell'itinerario free-ride per bici che collega il famoso "Pila Bikeland" con Aosta, più precisamente nel tratto che collega Pila a Les Fleurs, un tratto di circa 4 chilometri, che attualmente è stato ovviamente cancellato dai percorsi di questo famoso parco di sviluppo dell'attività di biciclette in quanto attualmente gli appassionati devono o scendere con la cabinovia o scendere sulla strada regionale con tutti i rischi che sappiamo oggigiorno... abbiamo appreso che su tale tratto del percorso è stato posizionato uno striscione con la scritta: "Pista bici chiusa definitivamente. Proprietà privata. Divieto di accesso e transito", pare che tale decisione sia arrivata in quanto il contratto di comodato gratuito quinquennale è scaduto e non è stato trovato un accordo con il proprietario per quanto riguarda la questione dello scarico di responsabilità nel malaugurato caso di incidenti, come anche prima il collega Carrel ha ben citato; considerato il successo sempre più crescente del settore bici nelle sue varie specialità e anche i grandi investimenti fatti negli anni dalla Pila S.p.A. per quanto riguarda lo sviluppo, la promozione e la valorizzazione delle attività legate alla bici, sappiamo tutti bene quanto la Pila sta spingendo quest'attività sul proprio comprensorio anche attraverso delle manifestazioni molto importanti a livello internazionale, ci teniamo a mettere in evidenza che, in occasione di iniziative consiliari, abbiamo più volte messo in risalto la grande importanza che rivestono i settori della bici e i relativi percorsi per quanto riguarda l'offerta turistica della nostra Regione; tenendo conto che in data 14 febbraio 2022, attraverso la delibera di Giunta regionale 150, è stato istituito un tavolo tecnico per lo studio delle problematiche (responsabilità, transitabilità, classificazione e promozione) relative alla rete sentieristica poderale e alla viabilità minore e alla luce delle problematiche emerse nel corso della presentazione dello studio sugli aspetti giuridici, normativi ed economici relativi ai sentieri delle strade poderali in Valle d'Aosta svoltosi giovedì 30 giugno, si interpella l'Assessore competente per conoscere se sia a conoscenza della problematica evidenziata e se vi sia l'intenzione di affrontarla in tempi stretti al fine di evitare possibili situazioni simili che possono limitare molto lo sviluppo e la promozione turistica legata all'attività della bici e quindi anche ridurre l'importante indotto da essa generata.
Presidente - Risponde l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Una prima parte di risposta più incentrata sull'iniziativa n. 32, poi lascerò la parola al collega Guichardaz... l'iniziativa n. 32 per quel che riguarda un po' il discorso del tavolo tecnico, i lavori di questo tavolo che abbiamo voluto anche come Agricoltura, dove abbiamo una presenza costante e continua, un coordinamento che vuole... in un certo senso dall'incontro delle esigenze dei consorzi di miglioramento fondiario, così non dimenticando l'importanza che viabilità poderali e sentieristica hanno anche per tutto l'aspetto turistico. La tematica è di attualità trasversale, quindi diversi Assessorati: Agricoltura, Turismo e Trasporti con vari Dipartimenti. Seppure le gestioni poste sono specifiche all'utilizzo di percorsi appositi per biciclette, quindi apparentemente ne è più semplice la definizione e la configurazione, anche qui il panorama delle possibili tipologie è ampio, dei percorsi escursionistici, piste ciclabili o quelle di downhill e ampia è quindi la tipologia dei frequentatori: a pagamento, ad accesso libero, la possibilità di riservare la pista a un solo utilizzo. Certamente l'analogia con le piste da sci in alcuni casi può essere utile, ma sappiamo che le condizioni invernali in montagna cambiano non poco i parametri di cui sopra e le possibilità di configurare e utilizzare esclusivamente i comprensori per una tipologia di attività.
Come già detto più volte in precedenti iniziative, il tavolo tecnico istituito con la delibera di Giunta regionale n. 150 del 14 febbraio 2022 sta analizzando le problematiche relative alla responsabilità, alla transitabilità, alla classificazione, alla promozione della rete sentieristica poderale e della viabilità minore anche in relazione alla crescente domanda di fruizione da parte degli appassionati. L'obiettivo del tavolo è l'individuazione di azioni e misure che possano garantire la piena fruizione di queste infrastrutture che costituiscono un importante patrimonio storico, culturale, naturalistico e turistico, assicurando anche allo stesso tempo i vari soggetti coinvolti di poter gestire le proprie responsabilità con la dovuta serenità. A tale scopo il Dipartimento risorse naturali e Corpo forestale ha affidato al Centro transfrontaliero del turismo e dell'economia di montagna dell'Università della Valle d'Aosta l'incarico per la redazione di uno studio sugli aspetti giuridici economici relativi ai sentieri e alle strade poderali; un analogo e più specifico studio rivolto alle piste ciclabili è in fase di ultimazione da parte del Dipartimento dei trasporti. Lo studio consegnato alcuni mesi fa è un punto di partenza per poter disporre di un'oggettiva visione del contesto sulla base del quale individuare soluzioni concrete, insieme con i diversi portatori di interesse coinvolti, gli Enti locali, consorzi di miglioramento fondiario, le associazioni di categoria, le associazioni professionali proprietarie di terreni. Lo studio è presentato ai soggetti sopra elencati nell'incontro del 30 giugno presso la sala Maria Ida Viglino da parte dei docenti che l'hanno redatto, è disponibile nella sezione "Risorse naturali" del sito Internet della Regione, insieme con la registrazione dell'incontro di presentazione, quest'ultima a breve. È necessario un lavoro di montaggio e alleggerimento del file per renderla maggiormente fruibile. È suddiviso, oltre alle conclusioni, in tre parti: la prima descrive l'origine storica dei sentieri, delle strade poderali, della disciplina giuridica corrispondente; la seconda analizza le principali criticità dovute all'utilizzo di sentieri e strade poderali da parte di escursionisti e cicloturisti; la terza presenta l'analisi giuridica dove vengono analizzati anche i diversi profili di responsabilità. Dallo studio emerge appunto l'esigenza di dotarsi di una disciplina normativa ad hoc che tenga conto anche delle seguenti raccomandazioni che serviranno a orientare il lavoro del tavolo tecnico... nei prossimi mesi il tavolo tecnico, tenuto conto di questi risultati che ci ha consegnato lo studio, si confronterà con i diversi portatori di interesse al fine di predisporre un'adeguata proposta normativa.
Venendo agli altri aspetti più normativi, pur trattandosi in riferimento ai percorsi appositi per le biciclette, come ad esempio il downhill, le piste ciclabili e di tematiche inerenti ad appositi settori e dipartimenti, è certo l'obiettivo del tavolo valutare la possibile adozione di una norma sulla tematica della responsabilità e sulla viabilità minore. Non è al momento possibile stabilire dei tempi, certamente l'obiettivo è di procedere con alcune importanti novità, l'adeguamento del geonavigatore, una campagna informativa più efficace sulla tematica, un censimento della viabilità rurale utile ai fini escursionistici e turistici, la valutazione dell'aspetto assicurativo anche con riferimento al fondo di garanzia di cui si è parlato il 30 giugno scorso.
Riguardo alla definizione di una norma, certamente occorre adeguare la legge n. 17/1985, il regolamento di pulizia per la circolazione dei veicoli a motore sul territorio della Regione, che ha valenza ambientale ma non civilistica, e anche fare riflessioni riguardo alla legge regionale n. 1/2003: "Nuovo ordinamento delle professioni di guida turistica, di accompagnatore turistico...", eccetera. In particolare all'articolo 2bis dove la percorrenza con la mountain bike di sentieri e strade non classificate come statali, regionali o comunali avviene a completo rischio e pericolo degli utenti, il cui contenuto è senza dubbio interessante, anche se rimangono dubbi sull'applicabilità in sede giurisdizionale.
Considerata l'impossibilità di intervenire sugli articoli del Codice civile 2043-2051, occorre valutare la possibilità di regolamentazione sulla SCIA del Codice della strada o comunque di far leva su certe condizioni che possano favorire l'assunzione di responsabilità personale e individuale a chi percorre dette viabilità. Di tutto questo il tavolo tecnico si occuperà nei prossimi mesi, cercando di prospettare soluzioni più concrete per le prossime stagioni, anche se non è possibile al momento definire tempistiche certe, ad ogni modo, come su altre tematiche, sarà ovviamente mio compito di tenere aggiornata in altre occasioni la Commissione competente e l'intero Consiglio.
Presidente - Sempre per la risposta per i minuti restanti l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.
Guichardaz J. FP-PD) - Io ho poco da aggiungere rispetto alla risposta del collega Sapinet ma siccome l'interpellanza chiede se l'Assessore competente sia a conoscenza della problematica evidenziata e se vi sia l'intenzione di affrontarla in tempi stretti al fine di evitare situazioni simili che possano limitare molto lo sviluppo e la promozione turistica legata all'attività della bici, quindi ridurre l'importante indotto da essa generata: mi riferisco all'interpellanza della Lega VdA, del collega Brunod, ovviamente sono a conoscenza della problematica nel suo complesso, che, come vi è stato evidenziato, stiamo seguendo con attenzione assieme al collega Sapinet. In particolare sono a conoscenza della situazione del tratto Pila/Peroulaz e su questa particolare situazione ci siamo confrontati anche con i gestori degli impianti di risalita e con il Presidente per cercare anche di dare una definizione del problema. Diciamo che in questo caso la situazione è differente se vogliamo rispetto alla questione della percorribilità delle strade poderali e della rete sentieristica in quanto si parla di un accordo tra privati per un percorso per le bici realizzato ad hoc. Infatti il tratto da Pila a Peroulaz non coincide né con la rete sentieristica, né con una strada poderale esistente, quindi si tratta di una questione contrattuale tra privati per un percorso di diretta gestione della Pila S.p.A e pertanto, pur convenendo con il collega Brunod sulla valenza turistica di questa particolare attività, la questione è al di fuori delle competenze dell'Assessorato dell'agricoltura e risorse naturali. Certo anche la situazione che si è venuta a creare a Pila è qualcosa che impone un ragionamento importante rispetto alla problematica e sarà oggetto, come le è stato anticipato, ed è già stato oggetto, tra l'altro, anche di un convegno, di un incontro che è stato recentemente fatto a Palazzo regionale proprio circa i primi lavori del tavolo di lavoro relativo allo studio sugli aspetti giuridico-normativi ed economici relativi ai sentieri e alle strade poderali in Valle d'Aosta di cui gli è stata data notizia da parte dell'Assessore. Il tavolo tecnico, costituito con la DGR n. 150, sta proprio analizzando le problematiche relative alla responsabilità, alla transitabilità, alla classificazione, alla promozione della rete sentieristica poderale della viabilità minore anche in relazione proprio, lo diceva lei, collega Brunod, alla crescente domanda di fruizione da parte dei biker. La problematica in questo caso è piuttosto delicata ed è un po' diversa rispetto a quella rappresentata dalla rete sentieristica e dalle strade poderali; durante quest'incontro ci è stato ben spiegato dove in questo caso usucapione e diritti di passaggio non rilevano rispetto alla questione, mentre invece nel caso delle strade poderali e della rete sentieristica l'uso protratto nel tempo presuppone comunque poi il dovere di continuare a lasciar percorrere questi tratti di sentiero e di strada, peraltro con delle responsabilità che, come è stato ben spiegato, poi competono anche ai consorzi, ai proprietari dei terreni. Con la Pila si sta cercando nel caso specifico proprio di trovare una formula che possa poi infine mettere d'accordo anche il proprietario in questo caso. La legge attualmente in essere, come lei sa bene, è una legge che manleva o esime da responsabilità il proprietario dei terreni in caso di incidente di uno sciatore, nel caso specifico invece dell'uso estivo del territorio subentrano altre questioni e su questo si stanno facendo degli approfondimenti per capire quali siano i risvolti di carattere sia civile che penale.
Come le è stato detto dall'assessore Sapinet, il lavoro del tavolo è un lavoro che sta procedendo anche nella direzione di cercare di risolvere un problema che oggi in qualche modo rallenta, se vogliamo dire, anche la possibilità da parte della Regione peraltro di entrare a pieno titolo nella promozione di alcuni tratti di sentiero, di strade e di percorsi, proprio perché, fintanto che non è ben chiarita la definizione delle responsabilità, anche da parte della Regione qualunque tipo di attività promozionale o attività anche solo di comunicazione potrebbe indurre i potenziali biker al pensiero e all'idea che la frequentazione di questi percorsi possa essere esente... diciamo più che i biker, i proprietari... da qualsiasi tipo di responsabilità.
La terremo quindi informata circa i lavori che sta facendo il tavolo e credo che a breve arriveremo quanto meno a definire il quadro delle responsabilità in vista di una normativa che ovviamente non potrà però esimere o entrare all'interno del novero delle responsabilità civili e penali che non sono di competenza ovviamente della Regione.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Carrel.
Carrel (PA) - Grazie Assessore per le risposte, speriamo che ci sia un po' più di aggressività nell'affrontare la questione e di risolutezza rispetto a come si risponde, perché sennò diventa veramente tutto molto lungo. Credo che il tema centrale sia nella risposta dell'assessore Guichardaz quando ci dice che anche la promozione è rallentata da questi aspetti, quindi va bene il tavolo, va bene lo studio necessario e quindi utile, ma dobbiamo darci dei tempi e credo che sia questo l'aspetto principale su cui dobbiamo lavorare e questa l'intenzione di quest'interpellanza: darci dei tempi perché sennò non risolviamo il problema e andiamo a rimandarlo di studio in studio, di tavolo in tavolo ma poi, di fatto, la Valle d'Aosta rimane indietro su un settore che è già esploso cinque, dieci anni fa, oggi è già tardi, quindi dobbiamo assolutamente intervenire e per farlo abbiamo bisogno di questa legge e, come ho detto nelle premesse, capiamo bene che solamente dei tavoli tecnici e dei tecnici che approfondiscano le varie questioni possono arrivare a proporre quello che è un disegno di legge, escludo una proposta di legge, per gli aspetti che avete ben rappresentato. Chiedo quindi al Governo, ed è quello che non abbiamo sentito, poi di avere dei tempi e di avere un'attenzione particolare a questo tema perché dobbiamo fare promozione, ma prima dovremmo avere il pacchetto da vendere e poi dobbiamo promuoverlo. Il tempo stringe perché le altre Regioni stanno già andando avanti.
Presidente - Ha chiesto la parola il consigliere Brunod, ne ha facoltà.
Brunod (LEGA VDA) - Condivido pienamente la risposta che ha fornito il collega Carrel in merito, ovviamente su questo tema così importante bisogna dare dei segnali il più in fretta possibile, perché comunque sappiamo che in questi ultimi anni il cicloturismo ha avuto una crescita esponenziale, ce l'avrà ancora nei prossimi anni e per rimanere al passo di altre Regioni che su questo settore stanno puntando molto, anche noi, anche se sappiamo che è un tema difficile da affrontare... ci va il massimo impegno per poter dare dei segnali concreti alle problematiche che ogni giorno dobbiamo affrontare. Come tutti sapete, ci sono tante località nella nostra regione che hanno puntato molto su questo settore e quindi quello che noi non vorremmo che adesso è successo a Pila, magari domani può succedere in un'altra località, non viene risolto il problema e quindi abbiamo dei grossi limiti nella promozione di quest'attività che sta andando alla grande.
Lei dice che non possiamo fare promozione, però se andiamo sul sito "Lovevda" vi è proprio una sezione "Percorsi in mountain bike" dove vi è scritto: "una sezione di percorsi in mountain bike da scoprire in Valle d'Aosta. In Valle d'Aosta sentieri boschivi, mulattiere, strade poderali formano una rete di più di 1.000 chilometri di itinerari sterrati, molti dei quali si prestano a essere percorsi in mountain bike" e poi c'è scritto: "si raccomanda attenzione dato che si tratta di itinerari frequentati anche da escursionisti a piedi". Allora o si può fare o non si può fare, giustamente noi condividiamo che ci sia una grande promozione di quest'attività qua perché altrimenti cosa vuol dire? Se c'è questo problema, dobbiamo cancellare tutto quello che è stato fatto fino adesso? No, dobbiamo affrontare in tempi brevi la problematica, dare dei segnali concreti per una disciplina che ha delle grandi potenzialità per la nostra Regione a livello internazionale. Questo è quanto chiediamo. Ci auguriamo quindi che il tavolo di lavoro dia più in fretta possibile delle risposte alla problematica.
