Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1719 del 13 luglio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1719/XVI - Interpellanza: "Previsione di una misura economica a sostegno del settore dell'allevamento zootecnico da latte in zone montane per l'anno 2022".

Bertin (Presidente) - Punto n. 29. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola la consigliera Foudraz, ne ha facoltà.

Foudraz (LEGA VDA) - L'interpellanza presentata oggi verte appunto sulla problematica che la zootecnia di montagna sta attraversando ultimamente e sulle possibili misure di sostegno da poter attuare e da mettere in campo per venire incontro a un settore che è parte integrante della vita e dell'economia di questa Regione, oltre che essere anche un volano dal punto di vista turistico. Si è appresa la notizia dagli organi di stampa di una richiesta inoltrata al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e firmata anche da lei, Assessore, dall'assessore Sapinet, insieme ad altri colleghi di Regione ricadenti nell'arco alpino, con la quale venivano chieste delle somme aggiuntive a sostegno degli allevamenti zootecnici da latte in zone montane per quest'annualità.

Evidenziato che anche nella nostra Regione, come ho appena detto, il settore sta affrontando gravi ripercussioni a livello economico a causa dell'elevato aumento dei costi energetici, dei costi del carburante e in ultimo si aggiunge anche la problematica della siccità, così come un po' anche nel resto delle altre Regioni d'Italia; considerato che la zootecnia di montagna, oltre che al mantenimento del territorio, sia sotto il punto di vista dell'agricoltura che sotto il profilo turistico vanta delle radici storiche della tradizione valdostana... parecchi di noi ricorderanno che da bambini i nonni e i bisnonni possedevano dei capi di bestiame, certo erano dei numeri piccoli perché servivano comunque per l'autosussistenza, chi non ricorda di aver visto mungere il proprio nonno in quelle piccole stalle che erano situate direttamente sotto l'abitazione dove c'era poco ma c'era tantissimo in termini di valori e tradizioni, un lavoro tramandato da secoli, fatto di passione e di tantissime ore spese per cercare di ottenere dei risultati, risultati che servono non solo per il mantenimento del nostro territorio montano ma fanno anche da cornice per tutte le attività turistiche e non che sono presenti nella nostra regione, che purtroppo ora rischia di diminuire sensibilmente, non solo a causa degli aumenti che ho citato prima, quindi dell'aumento delle bollette e del costo dei carburanti, ma anche della manodopera che si trova a fatica. Questo, purtroppo, è un problema che non investe solo il settore dell'agricoltura ma sta interessando diversi altri settori produttivi, poiché la manodopera, ad esempio, in campo agricolo, è sempre meno disposta a sacrifici, ma ci sono anche problemi legati proprio all'enorme carico di burocrazia che c'è dietro a questo lavoro, un lavoro che è nato come un lavoro semplice e che sta diventando sempre più difficile e sempre più complicato. Nella nostra regione sono tanti e sono numerosi i giovani che hanno intrapreso attività in questo settore, sicuramente anche perché in Valle - l'avevo già detto in altre iniziative - abbiamo un'eccellente scuola di agricoltura, scuola del settore, che prepara i giovani per il loro successivo ingresso in questo mondo del lavoro, ma anche perché sono sempre più i giovani che cercano il più possibile di vivere a contatto con la natura, cercando quindi un lavoro che possa dare delle soddisfazioni che vanno ben oltre alla sfera economica e purtroppo questa sfera economica diventa ogni giorno sempre più sottile. Quando si decide di dare anima e corpo ad attività di questo genere, quindi non c'è solo un elevato impegno fisico in termini di duro lavoro, c'è da considerare che anche gli investimenti che vengono fatti da questi agricoltori impegnano le persone per tantissimi anni in termini economici, quindi, di conseguenza, anche in termini di guadagno, che spesso ha dei margini minimi. Del resto poi la morfologia della Regione limita anche pesantemente quella che potrebbe essere l'espansione delle aziende e anche le limita dal punto di vista della meccanizzazione: ecco perché potrebbero essere giustificati degli interventi e delle misure a sostegno, quindi maggiormente efficaci, per non perdere un bagaglio di nostre tradizioni di cultura, che ha da sempre caratterizzato la nostra Regione e che le generazioni future dovrebbero poter portare avanti, così come ho detto, come hanno fatto i nostri avi.

Come dicevo prima, l'attuale crisi economica potrebbe portare a una pesante riduzione di aziende agricole operanti nel settore, con il rischio proprio di perdere le nostre tradizioni. A dicembre dello scorso anno il nostro gruppo consiliare, per conto del collega Planaz, aveva già portato all'attenzione dell'Aula la problematica per sostenere con azioni importanti la filiera lattiero-casearia della Valle d'Aosta e in quell'occasione lei, Assessore, aveva informato l'Aula che dall'aprile del 2021 era operativo un tavolo di lavoro regionale che aveva come intento proprio le analisi delle problematiche del settore al fine di promuovere e adottare delle azioni che andassero nella direzione di migliorare questa situazione. Alla luce di quanto appena esposto, le chiedo, Assessore, se a seguito della richiesta da lei effettuata, insieme agli altri Assessori della Regione Piemonte, Lombardia, Trento e Bolzano e Friuli-Venezia Giulia, abbia ricevuto delle risposte da parte del Ministro delle politiche agricole, nel caso affermativo quali siano state le indicazioni contenute nella risposta e se sia quindi intenzione del Governo regionale prevedere una misura economica a sostegno di questo importante settore e con quale tempistica.

Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Grazie collega Foudraz. Come evidenziato nella lettera che abbiamo firmato congiuntamente con gli altri colleghi dell'arco alpino, inviata al Coordinatore della Commissione delle politiche agricole, la problematica dell'aumento dei costi di produzione, l'ha detto bene anche lei, sta assumendo carattere di vera e propria emergenza, soprattutto per il settore zootecnico da latte di montagna dove viene riconosciuto un prezzo alla stalla non solo inferiore a quelli previsti nelle stalle di pianura ma spesso anche inferiore ai costi di produzione, generando un'emergenza non più meramente congiunturale ma anche strutturale, territoriale, ambientale, va ricordata l'importanza delle aziende per il mantenimento del territorio ma anche dal punto di vista sociale e culturale.

Una situazione così complessa richiede interventi tempestivi, mirati ed è in quest'ottica che il gruppo degli Assessori firmatari ha chiesto di destinare 20 milioni di euro aggiuntivi al sostegno degli allevamenti zootecnici da latte di montagna, auspicando la messa a disposizione degli aiuti con la massima urgenza in modo da supportare la liquidità delle imprese zootecniche. Un'azione che ha dei contenuti ma un'azione che vuole anche mettere in evidenza una sinergia che è presente ed è molto forte tra noi colleghi delle Regioni alpine, una volontà di fare reti in questo momento che è sicuramente tra i più difficili per il settore. Si tratterebbe pertanto di attivare un immediato aiuto a capo che contrasti la perdita del potenziale produttivo zootecnico che nelle regioni alpine avrebbe anche riflessi su problematiche sociali e ambientali, nel caso appunto come abbiamo detto della chiusura degli allevamenti. Al momento non sono ancora arrivate risposte ufficiali dal Ministero, la richiesta è stata iscritta all'ordine del giorno della seduta della Commissione delle politiche agricole tenutasi in data 30 giugno scorso e, a seguito di analisi, la Commissione ha ritenuto opportuno prima procedere con approfondimenti tecnici rinviando il punto alle adunanze successive. Noi siamo ovviamente in contatto continuo e stretto con i colleghi in modo da coordinarci anche per eventuali azioni future. L'ha detto bene lei, il problema della manodopera, della siccità, del caro mangimi, io aggiungerei anche un obiettivo: quello di riuscire a migliorare la qualità della vita dei nostri operatori.

Per quanto riguarda l'ultimo quesito, prima di parlare di misure regionali, informo che il Ministero ha recentemente adottato due decreti ministeriali che prevedono la concessione di aiuti a favore dei settori zootecnici in crisi: rispettivamente il decreto ministeriale Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura, che prevede la concessione di aiuti a capo per le filiere suinicole, carni bovine, razze autoctone in contratti di filiera, ovicaprina, galline ovaiole, tacchini e polli di 80 milioni di euro, ovviamente un provvedimento che ci tocca marginalmente, ma l'altro è un decreto ministeriale: intervento a favore dei produttori del comparto zootecnico tramite la previsione di aiuti eccezionali di adattamento per i danni indiretti subiti in seguito all'aggressione della Russia contro l'Ucraina. Questo decreto prevede aiuti specificatamente per il solo settore bovino con importi aggiuntivi a capo per le vacche da latte e di capi bovini che beneficiano del premio accoppiato latte per un importo totale di 144 milioni di euro, che, per la nostra Regione, dovrebbe valere circa 100 euro a capo nel caso di vacche in lattazione, quindi questa è una prima azione del Ministero. Facendo seguito a tali aiuti, proprio considerando che i rincari nel settore zootecnico stanno avendo un impatto particolarmente gravoso sulle nostre aziende di montagna, il Governo regionale sta valutando l'opportunità di mettere in campo una misura regionale aggiuntiva per la zootecnia da latte che andrebbe a integrare quanto già previsto a livello nazionale, una misura che dovrà essere condivisa con l'Associazione di categoria che tratteremo all'interno del tavolo tecnico, ma prima sarà assolutamente importante capire l'esito delle richieste che abbiamo posto al Ministero insieme ai colleghi proprio per meglio tarare l'eventuale successiva misura.

Presidente - Per replica, ha chiesto la parola la consigliera Foudraz.

Foudraz (LEGA VDA) - Grazie assessore Sapinet. Prendo atto della risposta fornita e del fatto che il Ministero non abbia ancora risposto alla richiesta fatta dagli Assessori delle Regioni alpine e prendo piacevolmente atto anche del fatto che il Governo regionale stia pensando comunque a degli aiuti integrativi a questo settore, perché vorrei nuovamente evidenziare che il settore lattiero-caseario nelle aree montane sta proprio incontrando delle enormi difficoltà, proprio difficoltà come dicevo prima legate agli elevati costi di produzione e anche, come ha detto giustamente lei, alla retribuzione del latte non congrua rispetto ad altre Regioni.

Un altro aspetto che vorrei sottolineare è una maggiore attenzione anche nei confronti proprio della realtà di alpeggio ma vista sotto il punto di vista - mi scusi la ripetizione di parole - della possibilità di prevedere delle somme per gli investimenti per la ristrutturazione degli alpeggi, perché sarebbe quindi opportuno, esiste già una legge regionale: la n. 17/2016, prevedere dei rifinanziamenti proprio nella parte relativa ai mutui, proprio per permettere il recupero di alpeggi che attualmente non sono più utilizzati perché danneggiati strutturalmente. Questo porterebbe sicuramente a un abbattimento anche dei costi perché il latte verrebbe lavorato direttamente sul posto e quindi almeno in quel campo non inciderebbero le spese di trasporto a valle per la lavorazione e la trasformazione del latte in altri prodotti. Tutto questo consentirebbe quindi un prosieguo di queste pratiche lavorative che proprio traggono origine dalle nostre tradizioni e che non vorremmo perdere, proprio perché non dobbiamo dimenticare che l'agricoltura per la nostra Regione è importantissima ed è complementare a quella che è anche l'attività turistica, quindi non perdiamo di vista questa problematica. Immagino che al più presto affronteremo in aula anche gli aiuti in questo settore.