Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1710 del 13 luglio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1710/XVI - Interrogazione: "Stato dell'arte e potenziamento dell'attività delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA)".

Bertin (Presidente) - Punto n. 19. Risponde l'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - La prima domanda è "lo stato dell'arte sulle attività delle USCA e quali siano stati finora gli adempimenti al fine di potenziare l'attività: ad esempio, fornitura di diagnostica di primo livello, formazione". Come correttamente è stato riportato nel testo dell'interrogazione, in data 30 giugno è scaduta la possibilità di mantenimento in servizio delle USCA secondo la normativa nazionale; essendosi la Regione autonoma Valle d'Aosta impegnata con una specifica norma, comma 6bis, inserito all'articolo 29 della legge regionale n. 5/2000 e dal comma 1 all'articolo 99 della legge regionale 2008-2020, a mantenere in servizio le USCA in modo definitivo, l'Azienda USL della Valle d'Aosta ha mantenuto il servizio riconducendo il rapporto economico a quello del ruolo unico del medico di cure primarie rapporto orario, l'unico ad oggi possibile e in coerenza con il decreto ministeriale n. 77/2022, cosiddetto "DM 71", relativo alla riorganizzazione dell'assistenza territoriale, che ne prevede il mantenimento come UCA (Unità di Continuità Assistenziale).

Quanto alla dotazione di strumentazione finalizzata anche alla diagnostica di primo livello, informo che, per quanto riguarda la dotazione di ecografi, si tratta di due palmari, è tuttora in corso l'acquisizione degli strumenti da parte dell'Azienda USL a cui seguirà un percorso formativo e di addestramento. Inoltre, informo che è in fase di definizione una proposta di deliberazione che sarà a breve portata all'approvazione della Giunta regionale concernente: "Nuove disposizioni all'Azienda USL per la disciplina delle UCA".

Seconda domanda: "se ritiene compatibile l'attività delle unità suddette con la continuità assistenziale di cui sono note le carenze". Le note carenze rappresentano un problema per la copertura di tutte le attività riconducibili al ruolo unico di assistenza primaria, sia di quelli a rapporto orario, sia di quelli a ciclo di scelta, cioè i medici di medicina generale, cioè ovviamente ricade anche sui medici UCA, cioè ex USCA. L'Azienda USL prosegue con ogni sforzo al fine di coprire al meglio le esigenze. "Chi ha individuato per seguire i turisti positivi durante il periodo estivo": nell'ambito delle UCA gli operatori dedicati all'assistenza dei pazienti positivi operano in collaborazione con i medici di assistenza primaria, che, ai sensi dell'articolo 46 del nuovo accordo collettivo nazionale, prestano la loro assistenza anche ai cittadini che si trovano al di fuori del loro ambito di residenza. Inoltre, come tutti gli anni, l'Azienda USL sta svolgendo le procedure per la copertura delle zone ad altissima presenza turistica con medici dedicati a tale funzione.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Grazie Assessore. Dalla sua risposta è evidente che ai medici che finora avevano lavorato nelle USCA e, come lei ha ben detto, lavoreranno nelle UCA viene in qualche modo affidato un nuovo incarico, non definendo bene, secondo noi, le mansioni e - cosa che non è emersa dalla sua risposta ma a cui siamo venuti a conoscenza - riducendo anche il personale e la retribuzione, rendendola di fatto inferiore a quella della continuità assistenziale. L'inquadramento proposto, come abbiamo fatto notare nella seconda domanda, è proprio quello della continuità assistenziale diurna con un contratto che non prevede l'esposizione al rischio biologico da Sars-Covid, presa in carico dei pazienti e monitoraggio telefonico. Questa sovrapposizione di ruoli e contratti fra le UCA e le persone di continuità assistenziali non avvantaggerà sicuramente un servizio che già è carente, quello della continuità assistenziale, ma soprattutto secondo noi, alla luce delle norme europee, non si può nemmeno pensare che l'USCA possa fare l'USCA di giorno e la guardia medica di notte, ma proprio per una questione di copertura dei turni. Rispetto alla dotazione di ecografi e alla formazione, notiamo che siamo rimasti come lo eravamo già all'inizio della pandemia e di ondate ne sono passate già diverse.

Ci si riempie la bocca e abbiamo riempito pagine e pagine del piano della salute rispetto alla questione della sanità territoriale, purtroppo ci sembra di capire che, sotto questo punto di vista, non ci siano non solo dei passi in avanti ma nemmeno delle idee per cercare di far fronte a quelle carenze e di dare delle risposte. Naturalmente tutto ciò si tradurrà prevedibilmente in un aumento degli accessi al Pronto Soccorso, ci è stato detto anche in audizione dai medici di medicina generale, perché è naturale che, quando non si possono dare delle risposte, le persone vanno direttamente in Pronto Soccorso, quindi, sotto questo punto di vista, ci sembra un po' il solito cane che si morde la coda.

Abbiamo parlato anche tanto - e questo forse sta un po' nella natura dei fondi del PNRR - delle strutture e molto probabilmente invece sappiamo - ce lo diciamo in continuazione - che il problema sono poi le risorse umane, perché possiamo anche continuare a mettere in piedi strutture ma se poi queste non sono gestite da nessuno, ahimè, poco serve.

Ci sembra quindi che non ci siano ancora delle basi serie per poter dire che stiamo andando verso un aiuto a quel territorio che sappiamo essere nuovamente sotto pressione e molto probabilmente con l'arrivo dei turisti lo sarà ancora maggiormente durante questo periodo estivo.