Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1661 del 23 giugno 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1661/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito alla creazione di un Liceo scientifico sportivo nel Comune di Saint-Vincent con eventuale indirizzo professionale".

Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 36 all'ordine del giorno. Collega Perron ha diritto alla parola.

Perron (LEGA VDA) - Adesso ritorno in modalità più tranquilla, perché su certe tematiche ci si infervora, giustamente. Veniamo invece a un altro tema, quello del liceo sportivo, di cui abbiamo parlato già a gennaio. Sappiamo che riguarda la chiusura del turistico a Saint-Vincent, a partire dalle classi del 2026. Nel Consiglio del 13 gennaio abbiamo approvato la mozione per la valutazione di un liceo scientifico sportivo, in sinergia con il Gervasone, abbiamo avuto le audizioni in Commissione, che sono state a febbraio e in cui erano presenti gli amministratori di Châtillon e Saint-Vincent. In quel caso nelle audizioni noi come gruppo Lega, oltre alla mozione e alla risoluzione che avevamo votato sul liceo, abbiamo apportato un'ulteriore proposta, ovviamente al vaglio, teorica, poi ci direte voi se ha dei presupposti numerici, perché voi avete il polso della questione e noi ovviamente no, riguardo anche a un abbinamento, alla creazione di un ipotetico professionale sportivo, che potrebbe dare, ad esempio, varie certificazioni di cui si è parlato ieri anche nell'iniziativa della consigliera Spelgatti. Mi viene in mente il pisteur secouriste, che è un altro tema, accompagnatore della natura, eccetera.

Oggi torniamo sul tema e chiediamo, su quelle che sono state fatte, quali siano le valutazioni oggi dalla vostra parte, se ci siano stati degli sviluppi. Ovviamente noi ritenevamo e riteniamo quel progetto sensato, in grado di dare sviluppo al territorio. Dall'altra parte, Assessore, non devo essere un indovino, prevedo già il discorso della crisi demografica che verrà paventata. Su questo ovviamente ci sono delle criticità. Sulla questione della crisi demografica prevediamo già in parte la sua risposta, e certamente non è un elemento che possiamo considerare secondario, però aggiungo qualche elemento. Nel 2004 la Fondazion Chanoux aveva già fatto uno studio demografico molto dettagliato e molto lungo, che ho guardato in parte. Nello studio, già nei primi anni 2000, si rilevava che il tasso di fecondità dei valdostani era tra i più bassi e tardivi del resto d'Italia, quindi certamente questa non è una novità, purtroppo per la Valle d'Aosta. Si prevedevano tre scenari: uno vedeva un calo della popolazione a partire dal 2010, che poi è quanto puntualmente avvenuto; uno scenario medio vedeva un calo a partire dal 2015, ma sostanzialmente la popolazione reggeva fino al 2040; un altro - quello più ottimistico - vedeva una crescita fino al 2045.

Noi abbiamo preso lo scenario peggiore, dallo studio demografico i numeri assoluti della popolazione in Valle non ci sono, però li abbiamo visti nel momento della presentazione che è stata fatta. Vado un po' a memoria, ma mi pare che, nei primi dieci anni del 2000, la Valle d'Aosta avesse anche dei tassi positivi anche al di sopra del livello italiano. Poi il calo drastico è avvenuto a partire dal 2009, 2010, 2011, in concomitanza con la crisi economica scatenata dalla crisi dei crediti subprime, dalla caduta di Lehman Brothers in America, eccetera. Quindi, da noi la crisi economica è arrivata un po' dopo e questo ha creato, pur essendo prima su livelli piuttosto alti, anche migliori del livello di italiano, un forte calo.

Questo, secondo me, cosa deve dirci, a grandi linee? Che quando la Valle d'Aosta ha un'economia che funziona, è attrattiva, quando è attrattiva avrà gente che viene da fuori, anche immigrati regolari che hanno tassi di fecondità più alti dei nostri, e che quindi quando la Valle d'Aosta funziona dal punto di vista economico, possiamo in qualche modo tamponare la questione della crisi demografica, perché i valdostani fanno pochi figli, ma non è certamente da questi ultimi due decenni.

In conclusione, chiediamo all'Assessore di dirci quali siano le valutazioni in merito al liceo scientifico sportivo, anche all'idea di avere dei professionali a esso collegati che riguardino i settori dello sport. In ultimo, questa considerazione che faccio a livello generale: quando la Valle d'Aosta - ripeto - è attrattiva, e noi dobbiamo cercare in tutti i modi di renderla tale, noi abbiamo la possibilità anche di andare contro al calo demografico. Se invece non riusciremo a creare una Valle d'Aosta che attira da fuori persone, ovviamente temo che il destino per la nostra Valle sia piuttosto triste, con una popolazione sempre più vecchia e tutti i problemi a essa connessi. Chiediamo un po' di notizie su questo.

Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Caveri.

Caveri (AV-VdA Unie) - Prima di dare la risposta, un'osservazione su quanto lei ha detto rispetto ai due studi, lo studio più recente e quello più vecchio della Fondation Chanoux. Il problema è il tasso di fecondità, che oggi è terribilmente basso e, secondo gli esperti che hanno studiato la situazione all'orizzonte del 2036, quando si scende al di sotto di un certo tasso di fecondità, ritirarlo su è estremamente difficile. Certo, può essere in parte l'immigrazione, che però negli anni ha registrato anch'essa un cambiamento di abitudini, quindi non è detto che i flussi migratori portino delle popolazioni che poi abbiano un alto tasso di fecondità. Tra l'altro quelle apparenti crescite, sono quasi sempre legate a fattori casuali; in particolare, quel tasso più elevato d'improvviso negli anni 2000 fu causato dalla chiusura della maternità di Ivrea e dallo spostamento di molte donne in stato interessante a partorire ad Aosta. Avremo credo l'occasione di discutere e credo che avremo soprattutto l'occasione di avere delle contromisure, perché poi alla fine se non decideremo delle contromisure non solo economiche, sarà difficile invertire il tasso.

Questa proposta, che è stata un po' una sua invenzione, perché lei è un po' il papà del liceo sportivo, noi l'abbiamo portata un po' dappertutto. Bisogna essere onesti, poi non so se sarà stata una bella invenzione: tra qualche anno vedremo se è stata un'invenzione brillante o è stata una boutade. Noi abbiamo fatto questo approfondimento con i dirigenti scolastici, con tutti quelli che si occupano dell'orientamento, compresa quella che viene definita la rete di scuole che vede come capofila il liceo Bérard di Aosta. Si ritiene che, dopo l'assegnazione dell'organico di fatto - allo stato attuale alcuni percorsi professionali non risultano attivati e questo ci deve far riflettere, ad esempio il GARA ad Aosta, i servizi per la sanità e l'assistenza sociale a Verrès - e dopo le effettive iscrizioni a seguito degli esiti delle prove relative alla sospensione del giudizio, quindi fine agosto-inizio settembre, sarà necessario approfondire la questione ulteriormente, per poter proporre eventualmente il nuovo percorso a Saint-Vincent, area che peraltro risulterebbe idonea dal punto di vista delle strutture sportive, tenuto conto anche di altre opportunità legate al mondo dell'istruzione e formazione professionale, e bisognerà farlo in tempi congrui per avere un'efficace azione di orientamento alle famiglie e ai ragazzi.

A seguito di alcuni approfondimenti effettuati, e rispondo alla seconda domanda, è emerso che a livello nazionale, oltre al percorso ordinamentale del liceo sportivo incardinato al liceo scientifico, che abbiamo detto onestamente fra di noi essere poca cosa - è un liceo scientifico con un po' di maquillage, ma in realtà non è un liceo sportivo come noi possiamo immaginarlo in una visione di atleti, di sportivi, di campi, di piscina, perché in realtà sono alcune ore di "ginnastica" in più - siamo andati a vedere invece, perché ne aveva parlato, se ricordo bene, anche la consigliera Minelli, gli indirizzi tecnici e professionali che, in qualche maniera, potrebbero essere un'altra modellistica.

A titolo esemplificativo si cita l'indirizzo di amministrazione finanza e marketing, AFM, per la gestione e il management sportivo. Ce ne sono pochissimi in Italia, uno è presso l'Istituto d'istruzione superiore Schiapparelli Gramsci di Milano, oppure l'indirizzo tecnico economico sportivo presso l'Istituto di istruzione superiore Ettore Bolisani di Verona, ancora l'AFM economico sportivo presso l'Istituto di istruzione superiore Leopoldo Pirelli di Roma. Tali percorsi si rivolgono non tanto a chi fa sport, ma a chi ha interesse per le materie economiche e giuridiche, ama lo sport e desidera praticarlo conciliando un po' agonismo e studio, e può prevedere l'approfondimento delle scienze motorie, potenziamento del numero di ore delle scienze motorie sportive fino a quattro ore a settimana, e la - uso un termine che non conoscevo, che mi è stato spiegato - la curvatura in ambito sportivo di alcune discipline di indirizzo all'interno del corso AFM, in particolare degli ultimi tre anni: economia aziendale, management sportivo - quindi, più che sportivi, per manager dello sport, di cui tra l'altro, se ricordo bene, aveva parlato anche il consigliere Restano - diritto e legislazione sportiva. Tale indirizzo realizza una curvatura particolare in direzione di discipline e attività sportive. In tale modo lo studente, oltre a sviluppare competenze nella gestione aziendale, acquisisce capacità gestionali e manageriali nell'ambito delle società o associazioni sportive. Tra l'altro, in realtà, rispetto ai corsi ordinari, sono due ore in più alla settimana e io ricordo che, se noi dovessimo aumentare il numero delle ore nei nostri istituti scolastici, andremmo un po' a confliggere con il fatto che noi abbiamo già più ore, causate in senso positivo dalla presenza del francese.

Quali intendimenti? Tenuto conto di quanto emerso in V Commissione, si ritiene che possa essere utile avviare un confronto nei mesi estivi con i vari soggetti che cooperano nell'ambito dello sport, CONI e ASIVA, per una valutazione sul rapporto scuola-sport a livello regionale, anche alla luce di un'altra modellistica, che è quella delle classes de neige, proposta in questi ultimi anni alle scuole secondarie, che è un modello diverso.

Considerato che nella nostra regione, a Courmayeur, esiste già un percorso liceale a indirizzo linguistico, che permette agli alunni di conciliare un buon curriculum scolastico con gli impegni dello sport a livello agonistico, e che tale istituto nel 2020 è diventato Ski College; sono solo sette in Italia gli istituti con questo riconoscimento federale della FISI. Si potrebbe ipotizzare di potenziare la filiera tecnica, considerato anche il tessuto economico della bassa e media Valle, proponendo a Saint-Vincent un istituto di AFM a indirizzo sportivo, quindi analogo a quelli già esistenti. L'attivazione di tale indirizzo non renderebbe necessaria la costituzione di un nuovo percorso professionale parcellizzando ulteriormente l'offerta. Attualmente non vi sono percorsi professionali sul nostro territorio che si presterebbero a una curvatura in ambito sportivo e forse l'offerta risulterebbe poco appetibile da parte delle famiglie, vedi le scarse adesioni, soprattutto in bassa Valle dove il bacino d'utenza è ridotto rispetto ad Aosta, agli indirizzi d'istruzione professionale; abbiamo avuto dei successi, ma anche dei momenti di difficoltà. Inoltre, tale proposta potrebbe permettere di incrementare i numeri degli iscritti ai percorsi tecnici rispetto ai licei, in particolare per quanto riguarda l'indirizzo AFM di Verrès. Perché quella di un'iscrizione maniacale ai licei resta la realtà: il termine "liceo" dà il senso di una scuola che abbia un maggior appeal e con il collega Bertschy stiamo lavorando per far capire che molte volte uno si iscrive al liceo, poi fallisce, si rinfila da qualche parte, quando invece ci sono molte nostre aziende, pensiamo al possibile sviluppo della Cogne che è stato oramai affermato in tutte le sedi, con il rischio che poi non si abbia del personale specializzato per poter andare a riempire quegli organici. Per anni, infatti, gli istituti tecnici hanno costituito un punto di forza dell'intero sistema economico e produttivo italiano, ma anche valdostano. Negli ultimi anni hanno perso la capacità di attrazione, soprattutto per la mancata percezione della loro identità e ruolo sociale: si è passati dal 45 percento degli iscritti in Italia del 1990, al 30,7 percento nell'ultimo anno scolastico.

Permane, come dicevo prima, una forte asimmetria fra la domanda e l'offerta di diplomati nell'istruzione tecnica e questo incide negativamente per l'economia e per l'imprenditoria. Quindi, potremmo immaginare che quest'eventualità di una specializzazione di tipo sportivo possa essere anche un'occasione di rilancio dell'istruzione tecnica. Il cantiere è aperto e credo che avremmo modo nel mese di settembre alla ripresa di poterci nuovamente confrontare.

Diciamo che abbandonerei la strada del liceo sportivo legato allo scientifico, perché mi sembra veramente molto debole. Bisogna essere oggettivi: è molto debole anche dal punto di vista sportivo pure l'altro percorso; di fatto in Italia si parla di licei sportivi, ma questi benedetti licei sportivi che vengono pubblicizzati, in realtà hanno pochissime ore in più ed è molto diverso dall'immaginare le piscine e le palestre. Forse bisognerà adoperare l'originalità possibile del nostro ordinamento scolastico ma, come voi sapete, va sempre in qualche maniera collegato poi al trovare degli insegnanti che siano adatti e a dialogare con le autorità nazionali.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Perron per la replica.

Perron (LEGA VDA) - Grazie Assessore. Sì, rivendico in un certo modo la paternità dell'idea del liceo scientifico sportivo, che in realtà mi era stata proposta anni fa quando insegnavo io stesso al turistico da colleghi di educazione fisica che mi dicevano: "guarda che qua ci sarebbe la possibilità di far qualcosa di innovativo"; quindi, a onor del vero non mi sono inventato niente di nuovo, questo va detto.

Rimango dell'idea che invece il liceo sportivo potrebbe avere delle carte. Quello che lei dice è giusto, ma il fatto è che il liceo sportivo viene portato fuori in maniera scorretta: il liceo sportivo, l'abbiamo detto chiaramente qua, l'abbiamo detto chiaramente in Commissione, non è un liceo per alunni che fanno sport; è un liceo che prepara alle future professioni poi del campo, perché possono essere anche medici, fisioterapisti, eccetera.

Ora, lei mi dà un'alternativa su questo. Detta così ovviamente non posso esprimermi. Da una parte mi fa piacere che quanto meno si sia fatta una discussione su questo, un approfondimento, il nostro ruolo qua è anche questo, non abbiamo la bacchetta magica noi e di certo non veniamo qua a dire che saremmo i migliori a fare tutto, questo non rientra nello stile. Allo stesso tempo prendiamo atto di quanto ci ha detto, attendiamo, faremo ulteriori verifiche, mettiamo a disposizione anche le nostre competenze su questo, se necessario ci sono le Commissioni, quindi anche su questo è un invito. Tutto quello che può muovere la scuola valdostana in direzioni innovative, in direzioni che vadano a incidere sull'abbandono scolastico e tutte le direzioni che possono dare la creazione di professionalità e la sinergia tra la scuola e il mondo del lavoro, noi ovviamente le vediamo in ottica positiva.

Tra l'altro le ricordo anche, questo mi viene in mente ora, che c'è una legge di modifica in cantiere su tutto il settore professionale. Noi attendiamo di vederla, perché è un settore che ci interessa particolarmente, attendiamo che la mettiate sul tavolo per poterci lavorare e per apportare il nostro contributo.

Presidente - Solo una comunicazione, non faremmo la pausa per cambiare aria, perché fino adesso sono rimaste aperte le finestre, quindi proseguiremo con i lavori.