Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1660 del 23 giugno 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1660/XVI - Interpellanza: "Valutazioni preventive sui progetti che coinvolgono le Istituzioni scolastiche valdostane".

Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 35 all'ordine del giorno. Ha chiesto la parola il collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - La presente interpellanza verte su un'iniziativa che si è svolta in un'istituzione scolastica di Aosta, nello specifico il Liceo Bérard, dove il 31 di maggio si è tenuto un incontro fa l'Arcigay e alcuni studenti appunto della struttura.

Non è la prima volta che in quest'aula segnaliamo, ma soprattutto stigmatizziamo, la presenza gli attivisti politici che ammantano la loro azione come fintamente sociale, per introdursi nelle scuole e cercare di portare avanti l'agenda, su cui magari poi faremo anche un piccolo approfondimento; ed è particolarmente curioso che questi attivisti politici siano tutti specificamente riferiti ad un'area ben precisa.

Abbiamo preso atto di quanto è accaduto, grazie da una parte alle segnalazioni degli studenti e delle famiglie, dall'altra parte alle notizie che sono state pubblicate direttamente sui social, proprio da coloro che si sono introdotti nella scuola. Le immagini mostrano molte istantanee di quanto è accaduto, quello che appunto è stato postato: bandiere dell'Arcigay attaccate nella classe, adesivi con riferimenti ben specifici appiccicati al muro, numeri di cellulare sulla lavagna. Ora io non vorrò fare un approfondimento su questo, per fortuna lo abbiamo: è stato anche scritto un numero di telefono e io non vorrei che un'associazione andasse nelle scuole a fare proselitismo per trovare nuovi iscritti fra gli studenti. Ma un fatto rimane, cioè che la promozione di associazioni che evidentemente hanno dei fini politici è sbagliato e assurdo.

Quando lo dico e perché lo dico? Perché se uno fa una rapida visita sul sito dell'associazione nazionale Arcigay, a cui afferisce e da cui dipende anche la sezione della Valle d'Aosta che organizza l'evento, leggiamo che "L'associazione agisce direttamente a livello nazionale come soggetto di iniziativa politica e istituzionale e coordina la diffusione su tutto il territorio di campagne, iniziative e programmi. L'associazione si batte per il cambiamento politico, normativo, culturale e sociale, attraverso attività di lobbying, advocacy, campagne di sensibilizzazione, informazione, contributo alle politiche pubbliche di settore, iniziative, programmi, progetti, presenza ai dibattiti pubblici e capacità di aggregazione e mobilitazione". Poi ci sono ovviamente i vari obiettivi, fra cui il matrimonio ugualitario, il riconoscimento della genitorialità LGBT e tante altre cose che sono state già sonoramente bocciate dalle aule del Parlamento, quindi non si vede per quale motivo, nel momento in cui escono dalla porta, si devono far rientrare dalla finestra. Soprattutto, non si capisce a che titolo certe persone, che sono collocate politicamente, che sono attiviste politiche, che hanno la tessera di partito in tasca e che fanno attività politica, si recano all'interno delle scuole per cercare di "sensibilizzare" direi che è troppo riduttivo, è troppo tenue come termine, direi cooptare i ragazzi, i giovani delle nostre scuole all'interno di quella che è appunto l'agenda.

Ebbene, da quello che abbiamo potuto apprendere rispetto a quanto pubblicato e a quanto ci è stato reso noto, l'iniziativa non è stata approvata specificamente dall'istituto, ma questa è stata sostanzialmente autoorganizzata da parte degli studenti, così almeno si è detto. Un'autogestione che, viene dichiarato, alcuni studenti hanno chiesto, per poter parlare di temi LGBT all'interno dell'istituzione scolastica.

Questo evidente obiettivo politico è già stato segnalato ed è chiaro e netto. Noi siamo contrari alla propaganda politica nelle scuole e siamo contrari al fatto che qualcuno, che chiaramente fa propaganda politica, possa penetrare nelle scuole e passare sei ore - dico: sei ore! - a parlare di quello che ritiene più opportuno e a cercare di convincere degli studenti che una certa idea, una certa proposta, una certa collocazione politica sia la cosa giusta da fare.

Io già posso comprendere magari alcuni rilievi che possono essere fatti. Si potrà anche dire che è stata una autogestione e i ragazzi sono grandi abbastanza per poter anche decidere cosa vogliono ascoltare e cosa no. Al di là del fatto che credo che, se una persona voglia approfondire certi temi, forse la presenza più opportuna all'interno di una scuola sia un esperto, uno scienziato, ad esempio in questo caso uno psicologo piuttosto che una persona che si occupi di questioni legate al sesso, che può rispondere alle domande che possono giustamente venire dagli studenti. Ma nel momento in cui mi si dice che alcune persone hanno la maturità per scegliere cosa vogliono ascoltare o chi vogliono invitare, mi permetto di citare quest'evento accaduto alla fine dell'anno nello stesso istituto e raccontato da una insegnante. "Ore 9:50, entro nella mia classe e vedo una sola studentessa. Dove saranno gli altri? Dopo pochi minuti entrano ragazzi da altre classi, uno con una cassa della musica e un altro portando sulle spalle un compagno". Ancora: "Cerco i miei ragazzi e li trovo tutti in cortile, o meglio, fra il corridoio principale e il cortile che ballano sfrenati. Hanno radunato dei banchi e ci ballano sopra. Hanno collegato le casse all'impianto della scuola, tanto da produrre un boato assordante. Uno studente con un pennarello in mano passa davanti la segreteria e pensa bene di lasciare il segno del suo passaggio, alcuni, sempre in piedi sul tavolo, fanno la lotta con un'enorme banana gonfiabile e con clave di plastica. Altri escono dai bagni con secchi d'acqua e bottigliette piene, per svuotarle sulla testa dei compagni in uscita". Ora, se questa è la cifra della maturità, io credo che probabilmente siamo eccessivamente fiduciosi.

Ma su tutte le domande che poi porrò, e poi lascerò spazio anche al collega Perron, una su tutte, oltre a quelle che ho posto, mi sovviene, perché la stessa insegnante che ha raccontato questo pone alcune domande e dice: "A fronte delle immagini che sono state pubblicate", in quel caso delle banane di plastica e delle clave che si utilizzano giustamente a scuola, "e il regolamento d'istituto? e la privacy? e il divieto di produrre materiale video?". Perché, al di là di quel caso specifico, anche in questo caso, cioè nel caso del blitz degli attivisti LGBT, o politici che dir si voglia, sono state pubblicate ampie immagini di quell'evento, e noi siamo sicuri che il regolamento d'istituto, la privacy e il divieto di produrre materiale video o fotografico lo consentano? Secondo noi evidentemente qualcosa da approfondire c'è.

Presidente - Per completare la presentazione, il collega Perron per tre minuti.

Perron (LEGA VDA) - Ho poco tempo, in realtà il discorso è molto grande e avremo tempo di affrontarlo, perché c'è una legge presentata su queste tematiche. Dirò rapidamente sulla questione della politica o non politica di certe associazioni, che credo che il fatto che ci sia un legame diretto tra quelli che sono i movimenti di liberazione omosessuale o femministi e la politica degli anni Sessanta e Settanta in Europa, del '68 in particolare, è chiarissimo. Questi movimenti sono sorti e fanno politica da certi anni e hanno una precisa matrice ideologica. Questo va capito. Questo non passa all'esterno, perché ci va un po' di competenza e conoscenza di quelle che sono le dottrine politiche.

Qual è la matrice ideologica? Ho pochissimo tempo, ma ci torneremo. Questi movimenti, che ne siano consapevoli o meno, che gli attivisti siano consapevoli o meno, che i politici che prendono queste istanze e le portino qua ne siano consapevoli o meno, hanno una radice marxista. Non tanto il primo marxismo che vedeva oppressi e oppressori, con i capitalisti e i proletari; dei proletari non frega più niente a nessuno oggi, quante volte sentite dire la lotta dei proletari oggi? Praticamente mai.

A partire da quegli anni, Sessanta e Settanta, alcuni pensatori hanno creato quello si chiama il "Neo marxismo", che ha portato le categorie oppresse a un'altra tipologia e fra questi c'è il femminismo, ci sono le donne, ci sono gli omosessuali, le questioni di genere, eccetera. Quindi non è un caso che queste associazioni...

Collega Padovani la vedo un po' perplesso su questo; molto perplesso. La invito a studiare le sue stesse tematiche o a confrontarsi con noi: non vedo l'ora!

Su queste tematiche di oppressi e oppressori, se permettete, qualcuno politicamente potrebbe avere qualcosa da ridire. Noi non siamo d'accordo a dividere il mondo in oppressi e oppressori, non ci piace questa cosa qua, non è nella nostra visione politica. É legittima o dobbiamo vederla portata nelle scuole? È legittima? Perché è chiaro che appena si esce da questa dinamica, chi non è a favore di questa visione cosa diventa? Il nemico! E infatti bisogna tirare giù il mondo patriarcale; abbiamo già sentito in quest'aula di patriarcato? Oppure, i maschi bianchi eterosessuali, quelli sì, la mascolinità tossica.

Ora ci sarebbe tantissimo da dire, io qua ho un sacco di roba, ma non ho tempo, ci ritorneremo. Il discorso è che qui si parla di questioni ideologiche. Chi vuole fare proselitismo, e lo fanno, lo faccia libero fuori dalle scuole. Nelle scuole le teniamo fuori queste questioni che non toccano soprattutto i ragazzi; non indottriniamo.

Tra l'altro mi appello anche ai ragazzi, che sono spesso manipolati da questo e non lo sanno, di svegliarsi. E faccio un appello anche ai colleghi e in particolare voglio dire al mondo autonomista, perché questa non è una tematica sui generis. Su queste cose il mondo si andrà a dividere tra chi ha una visione conservatrice, di mantenere il mondo per com'è, con le persone a prescindere dal loro genere o orientamento sessuale, ci sono i meriti delle persone, non una categoria specifica, o invece un mondo che diventa tribale, totalmente in conflitto con categorie una contro l'altra, ad esempio le femministe vanno in conflitto con i transessuali; guardate un po' cosa succede in America e cosa succede in Inghilterra. Un mondo di quel tipo a noi non piace, noi costituiamo un baluardo contro questo e chi porta queste istanze all'interno delle scuole in maniera più o meno consapevole, secondo noi semplicemente deve stare fuori.

Presidente - Per la risposta l'assessore Caveri.

Caveri (AV-VdA Unie) - Il consigliere Perron ha fatto un discorso molto ideologico, che prescinde oggettivamente dalle domande che mi sono state poste. Questi sono temi di coscienza e di diritti civili, sui quali credo che avremo altre occasioni per confrontarci. L'unica cosa che mi sento di dire è che qualunque ideologia sia o qualunque imposizione sia, deve sempre tener conto delle sensibilità dei ragazzi e degli studenti. Tutti noi nella nostra scuola abbiamo avuto professori, a destra e a sinistra, che in certi passaggi hanno cercato di riempirci la testa con delle cose. Credo che sia un male, perché un bravo insegnante mantiene sempre un livello di oggettività, e questo non sempre capita, lo sappiamo benissimo, ma è difficile distinguere i buoni e i cattivi a seconda delle posizioni politiche.

Confermo che da alcuni anni gli studenti delle classi quarte e quinte del Liceo Berard propongono un progetto denominato "Giornata alternativa"; fa venire in mente l'autogestione dei nostri quindici anni. Nel corso di tale giornata non si svolgono le attività didattiche "tradizionali"; gli studenti che si occupano dell'organizzazione dell'iniziativa individuano docenti del liceo e relatori esterni, che intervengono a titolo gratuito - e devo dire: ci mancherebbe! - i quali preparano interventi della durata di due moduli orari ciascuno su tematiche di interesse per i ragazzi, anche nell'ambito dell'educazione civica. Una volta che sono stati individuati i relatori e sono state scelte le tematiche, gli alunni e i docenti possono prenotarsi liberamente per seguire o no nel corso della giornata tre interventi a loro scelta.

Nello specifico quest'anno, in data 31 maggio, i relatori hanno conversato con gli studenti su trentadue diversi temi culturali, e fra questi anche quelli della diversità sessuale e del mondo LGBTQ (io non riesco mai a pronunciare l'acronimo così lungo), con l'Arcigay Valle d'Aosta in un'ottica - così mi è stato spiegato o così hanno spiegato gli studenti agli organi collegiali - di inclusione di tutte le identità minoritarie. Il progetto di questa giornata alternativa è stato approvato dagli organi collegiali, quindi è stato proposto nei termini che dicevo e questo è avvenuto per la prima volta nel 2019, da allora è stato inserito nel piano dell'offerta formativa del liceo. L'iniziativa ha avuto successo, sia fra i ragazzi sia fra i docenti, così mi dicono le autorità scolastiche. Va sottolineato che anche i relatori hanno espresso apprezzamento per l'interesse e la partecipazione seria e attenta degli studenti.

Se si ritenga opportuno che un soggetto che persegue fini politici, dietro il paravento dell'associazionismo, possa fare i propri proseliti e perseguire i propri obiettivi politici nelle scuole valdostane. La scuola ha precisato, e di questo riferisco, che l'intervento in questione, così come gli altri proposti, non sono volti alla propaganda politica, ma a sviluppare nei giovani la partecipazione e la cittadinanza attiva, la manifestazione di comportamenti finalizzati al benessere della comunità, all'interesse della società in cui si vive. L'inclusione di tutte le identità - così mi dicono - rientra tra i principi e i valori che valgono anche nell'istituzione scolastica, perché la scuola è una comunità educante, con diritti e doveri, dove si impara a comprendere l'importanza delle regole, della partecipazione, dell'ascolto e dell'aiuto reciproco.

La scuola di oggi, come ribadito in più occasioni, non è autoreferenziale e deve essere aperta al confronto, alla riflessione e al dialogo costruttivo. Per cui credo che per ragazzi ormai grandi - lei si è già dato anche una serie di risposte alle domande che ha posto - discutere dell'omosessualità non sia un tabù, anzi, è sostanzialmente un arricchimento per ragazzi che a quell'età l, io mi auguro, non siano più soggetti a influenze di vario genere.

Tuttavia, lei conclude con una domanda, che poi è il cardine della sua iniziativa, cioè se sia intenzione porre in essere valutazioni preventive a queste iniziative. Che piaccia o no, non sono previste, non sono possibili valutazioni preventive da parte dell'Assessorato o della Sovrintendenza sulle iniziative che coinvolgono le istituzioni scolastiche. Ci tengo a dire che, a partire dal 2000, e questo è presente anche nell'articolo 117 della Costituzione, le istituzioni scolastiche hanno una propria autonomia, si chiama autonomia scolastica, che è autonomia amministrativa, didattica e organizzativa, e attraverso gli organi collegiali operano nel rispetto delle norme generali.

Pur tuttavia, in occasione degli incontri periodici con i dirigenti scolastici, farò quanto è nelle mie possibilità, cioè operare in una logica di moral suasion, per essere attenti, specie in periodo di cautela per la vicinanza a scadenze elettorali o referendarie, di avere una particolare attenzione sui temi che, in qualche maniera, possono direttamente o indirettamente, con la presenza di militanti, perché poi di questo si tratta: non è l'associazione Les Amis du Coeur, sono delle persone che militano, che credono e in qualche maniera manifestano con chiarezza la loro posizione. Il che, lo ripeto, può essere positivo, però non può essere accettabile che poi quanto avviene venga esibito sui social, perché questa è sicuramente una violazione di regole elementari che portano a dire "tu vieni invitato in un posto, ma poi non è un'occasione per vantarti come se fosse capitato chissà che cosa".

Vorrei che non ci fossero degli equivoci su questo. Io credo che sia giusto che ragazzi che ormai sono maggiorenni o quasi maggiorenni abbiano la possibilità di confrontarsi con tutti. Bisogna però fare in modo, e questo è sicuramente compito degli organi collegiali, quindi dell'insieme del mondo della scuola, che siano gli insegnanti, che siano i dirigenti scolastici, che siano i diversi insegnanti e che siano anche in qualche maniera i genitori che non sono delle monadi rispetto al mondo della scuola, perché fanno parte anche loro degli organi collegiali, in certi casi addirittura li presiedono, bisogna comunque sempre fare in modo che ci sia nelle iniziative che vengono assunte e che vengono assunte in questo caso liberamente attraverso una proposta di calendario da parte degli studenti, che ci sia sempre una logica pluralistica. Non è che tu inviti chi parla dei diritti degli omosessuali e porti un omofobo a dire il contrario, perché sarebbe ovviamente un elemento grottesco. Se fai venire uno che parla degli stili di vita, del pericolo delle droghe, non è che fai venire un tossico a spiegare che però sballarsi non è poi così male.

È del tutto evidente, però, che la seguo non su una certa mono-maniacalità su questi argomenti. Talvolta ne possiamo scherzare assieme, però io credo che il tema posto, cioè il fatto che la scuola debba fare attenzione nell'influenzare eccessivamente le scelte, e sulla questione del gender io mi sono già espresso. Esiste oggi tutto un côté che, secondo me, va rivisto, in cui si dice ai bambini piccoli "tu non sei né maschio né femmina", per cui nasce questo fenomeno, che io vedo nei ragazzini più giovani, di una crisi identitaria, che non vuol dire il rispetto di un'eventuale diversità. Se c'è un'eventuale diversità, quella diversità va rispettata. Se uno che è maschio e vuole diventare femmina è giusto, se uno è femmina e vuole diventare maschio deve averne la possibilità, però bisogna fare attenzione che il fatto di avere un'identità diventi un disvalore, cioè che il diverso diventi chi invece interpreta una normalità che sembra essere qualche cosa di strano. Questo non è, secondo me, possibile, nel rispetto totale dei diritti civili.

Io per anni ho frequentato non solo l'Union Valdôtaine ma anche il Partito Radicale, specie a Roma grazie a rapporti di amicizia con diversi deputati, e trovo che gli scatti che hanno avuto e che ci sono stati grazie anche a dei referendum, siano stati degli scatti importanti, che hanno portato l'Italia da atteggiamenti medievali a un'apertura sicuramente importante anche per gli omosessuali. Fa un po' sorridere che si dica che c'è una corrente marxista, quando io ricordo un Partito Comunista estremamente paludato, dove chi era omosessuale lo doveva tenere nascosto, perché sennò veniva espulso. Il caso di Pasolini, citato dal collega Guichardaz, è estremamente significativo.

Discutiamo di questi argomenti ma, come dice in maniera plateale il collega Rollandin, non bisogna esagerare, cioè fare di una diversità che va rispettata, un elemento quasi prezioso.

Presidente - Per la replica ha chiesto la parola il collega Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la sua risposta, soprattutto sulla questione relativa al condividere la necessità di fare in modo che chi ritiene di vedere il mondo in una maniera diversa, vedere il mondo in una maniera che non sia orientata verso una promozione di qualcosa, ma sia orientata verso un rispetto, verso chi la pensa, percepisce, verso chi si sente in maniera differente, sia un qualcosa da non criminalizzare e da non additare, perché l'esempio che lei ha fatto è borderline, cioè ci sono gli attivisti per i - chiamiamoli così - diritti civili e poi gli omofobi. Non è questa!

C'è chi, come giustamente ha detto il collega Perron, vede il mondo in una maniera e decide che bisogna invadere la nostra società con un pensiero unico, e chi ritiene che si debbano rispettare le differenze, senza per questo fare una propaganda.

Detto questo, il punto rimane. Quali competenze hanno queste associazioni per andare nelle scuole a parlare di questi temi? Perché è evidente che queste associazioni si pongono in maniera politica, non soltanto sui loro organi su cui condividono immagini e quant'altro, cosa che però è vietata e su cui faremo un approfondimento, ma anche qual è la visione che loro propongono? Qual è la competenza che loro mettono? Se io sono omosessuale, sono automaticamente un esperto? Così come se io mi drogo, sono automaticamente un esperto di droghe? No! Ci sono persone che hanno conoscenza di una situazione, ma non sono degli esperti. Probabilmente, a rispondere a certe domande, devono essere gli esperti e non le associazioni improvvisate che hanno finalità politiche e che fanno promozione di queste finalità politiche nelle aule in cui la politica non dovrebbe entrare, come giustamente ha riconosciuto.

Tutti abbiamo avuto i nostri professori che ci hanno magari anche messo alla gogna. Io non le racconto che cosa scrivevo sui temi dell'immigrazione quando andavo a scuola e non le nascondo che, pur scrivendo sempre bene, perché ho avuto la possibilità di leggere molto fin da piccolo, prendevo anche dei brutti voti, perché mi veniva detto: "È tutto perfetto, ma queste cose non le puoi dire". Quindi, di professori che fanno propaganda ce ne sono, e già questo è un lato negativo, se in più ammettiamo la presenza di associazioni che aggiungono propaganda ad altra propaganda, allora direi che evidentemente questo non va assolutamente bene.

Presidente - La parola al collega Perron per due minuti.

Perron (LEGA VDA) - Ovviamente qui si attaccano le ideologie, non le persone che le professano: le ideologie. Lo scontro deve essere sulle ideologie e su ciò che professano, sulle visioni politiche, non sulle persone.

Vi faccio una citazione e poi vi dirò di chi è: "La lotta omosessuale rivoluzionaria non ha come obiettivo il conseguimento della tolleranza sociale per i gay, bensì la liberazione del desiderio omoerotico in ogni essere umano. Noi omosessuali rivoluzionari - comunismo, eh! - oggi seduciamo gli altri a imitarci, a venire con noi, affinché tutti insieme si giunga al sovvertimento della norma che reprime l'omoerotismo. La liberazione dell'eros e la realizzazione del comunismo - questo comunismo 2.0, certo non quello di Marx originario - passano necessariamente e gaiamente attraverso la riconquista della transessualità e il superamento dell'eterosessualità quale oggi si presenta". Nella liberazione assoluta dell'eros, in questo pensatore che già abbiamo trattato in quest'aula e che tratteremo ancora, c'è la pederastia, la pedofilia, la coprofagia, la necrofagia, il sesso con gli animali. Questo signore è un eroe del movimento LGBTQ e questo è il suo testo, "Elementi di critica omosessuale", che io mi sono studiato in queste settimane e da cui traggo le considerazioni. Immaginatevi se la destra avesse un pensatore, considerato uno dei pionieri degli studi di genere, che dicesse queste cose in un testo. Noi saremmo crocifissi qua dentro. Invece loro hanno alla base questo e possono dirlo! È tutto nero su bianco, Consigliera, le manderò il libro, se lo studi e poi ne parliamo quando ci sarà la vostra legge.

Capite come funziona il mondo? Capite come è manipolato il mondo? Su Wikipedia, su questo pensatore e questa roba qua, si dice "attacchi strumentali" verso di lui! Non è un pazzo scatenato, è alla base di una certa ideologia, estrema ma che c'è e che basta leggere, perché questo libro lo danno da scaricare, è libero, te lo regalano. Si chiama Mario Mieli, hanno fatto un film alla Cittadella. Tra l'altro il film è stato prodotto, mi pare, in parte con la RAI e ha ricevuto dei contributi in Emilia Romagna, 105 mila euro e c'è una polemica su questo. Uno può fare finché vuole, io sono un libertario, un libertario di destra però, un libertario assoluto, ma queste robe qua - se permettete - al di sotto di un'ideologia che si vuole portare nella scuola, io dico no!