Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1659 del 23 giugno 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1659/XVI - Interpellanza: "Azioni volte ad assicurare il regolare funzionamento dell'attività scolastica regionale 2022/2023".

Bertin (Presidente) - Passiamo al punto n. 34 dell'ordine del giorno. Consigliera Minelli può iniziare a illustrare l'interpellanza.

Minelli (PCP) - Come sappiamo, il 30 maggio scorso la Giunta regionale, dopo aver sentito il consiglio scolastico, ha approvato il calendario del prossimo anno 2022/2023 e fissato l'inizio delle lezioni al 19 settembre, l'unico caso in Italia, e la fine delle stesse al 15 giugno del 2023. Da fonti di stampa abbiamo appreso che durante la seduta del consiglio scolastico regionale, l'unico rappresentante presente, perché è l'unico che ne fa parte, tra l'altro, il segretario del SAVT École, ha affermato che questa decisione di iniziare l'anno così tardi "non è altro che una precauzione, per come ci è stata presentata dall'Assessore all'istruzione e dalla Soprintendenza degli studi, sulla scorta del fatto che l'anno scorso c'è stata una difficoltà enorme nell'attribuire le supplenze all'inizio dell'anno scolastico". Ci ricordiamo infatti tutti che a settembre 2021, nei primi dieci giorni circa di scuola, in vari istituti ci sono stati degli orari pressoché dimezzati e, di conseguenza, dei disagi sia per gli studenti, i docenti e le famiglie, sia per chi ha perso parte della sua retribuzione e della contribuzione, dovendo iniziare le lezioni praticamente a metà mese inoltrato. Sia il personale docente che i sindacati, nei giorni successivi hanno sottolineato la necessità e il bisogno che si pongano in atto tutte le misure possibili perché quei ritardi dello scorso anno, dovuti essenzialmente a problemi organizzativi, non si ripetano, ma soprattutto che si faccia di tutto per scongiurare che le nomine vadano oltre fine agosto, come ha affermato il segretario Bolici e che pare anche essere stato un impegno dell'Assessore di fronte al consiglio scolastico regionale. Come si rileva da queste affermazioni, però è stata paventata una difficoltà a rispettare i tempi delle nomine e quindi si è scelto di posticipare l'inizio delle lezioni.

È una settimana abbondante di ritardo rispetto alla maggioranza delle regioni italiane, che cominciano la scuola quasi tutte tra il 12 e il 13 di settembre e terminano tra il 7 e il 10 di giugno. Perché preoccupa questo ritardo? Preoccupa da un punto di vista prima di tutto didattico e poi organizzativo. Credo che tutti sappiano che ormai da vari anni molte scuole, e parlo delle scuole secondarie di secondo grado, proprio per una questione di miglioramento della didattica, hanno deciso di dividere l'anno scolastico in due periodi che non sono i classici due quadrimestri, ma che hanno una durata diversa: il primo periodo da settembre a dicembre, il secondo periodo da gennaio a giugno. C'è quindi il rischio, secondo molti insegnanti, di avere il prossimo anno un primo periodo di scuola troppo breve per riuscire a effettuare tutte le attività che sono previste, comprese le valutazioni e le prove che devono essere congrue anche per i ragazzi e spalmate su un periodo adeguato.

L'inizio tardivo delle lezioni ha soprattutto una conseguenza diretta sul termine del 15 giugno, che è una data limite per quanto riguarda poi gli esami di Stato che sappiamo sono fissati, come calendario, dal Ministero, dal MIUR. Da quanto viene segnalato da parecchi docenti, ci potrebbe essere una reale difficoltà a espletare tutte le varie incombenze di fine anno e a preparare, da un punto di vista organizzativo corretto, gli esami stessi, che si svolgeranno a questo punto a ridosso delle lezioni.

L'interpellanza affronta poi anche un'altra questione che è collegata alla precedente. Da tempo sia la Sovrintendenza agli studi, sia le segreterie di vari istituti scolastici, sono in carenza di organico e il personale, nonostante - e va riconosciuto - la disponibilità e i grossi sforzi che sono stati messi in campo, non può obiettivamente svolgere tutti i compiti che sono necessari al buon funzionamento della macchina nei tempi adeguati, tant'è vero che si sono verificati dei ritardi lo scorso anno e non crediamo che ci siano, dal punto di vista dell'integrazione anche del personale, dei significativi miglioramenti.

Abbiamo poi registrato anche delle proteste da parte delle famiglie, in questo caso famiglie dei ragazzi e dei bambini, che incontravano già delle difficoltà a coprire il lungo periodo estivo e che adesso hanno ancora più problemi a organizzarsi per coprire circa tre mesi e mezzo di vacanza dei propri figli, tenuto anche conto che c'è una limitata offerta di centri estivi o di altre attività similari, e molti non possono neppure contare sull'aiuto di nonni e di altri familiari.

Alla luce di queste considerazioni, chiediamo all'Assessore: se sarà possibile rispettare l'impegno che sembra essere stato preso con il consiglio scolastico regionale, al fine di fare di tutto per scongiurare che le nomine vadano oltre fine agosto; se c'è l'intenzione di operare affinché nel più breve tempo possibile ci sia un potenziamento dell'organico, sia della Sovrintendenza agli studi che delle varie segreterie, per garantire una migliore organizzazione; come si intenda venire incontro alle esigenze delle famiglie e dei loro figli per il periodo estivo e anche quali sono le soluzioni che sono state considerate per affrontare adeguatamente il problema degli esami di Stato.

Dalle ore 10:00 assume la Presidenza il vicepresidente Marguerettaz.

Marguerettaz (Presidente) - La parola all'assessore Caveri.

Caveri (AV-VdA Unie) - Le Regioni hanno quasi tutte deliberato in merito al calendario del prossimo anno scolastico, stabilendo dunque l'inizio fra il 12 e il 19 settembre 2022. Diciamo che la media è tra il 14 e il 15 di settembre e siamo in compagnia della Sicilia che inizia come noi nella stessa data. La conclusione delle lezioni è per quasi tutte entro sabato 10 giugno, oltre il periodo di sospensione delle attività didattiche che si aggiungono ai giorni di festività stabilite a livello nazionale. Per curiosità, visto che spesso si cita Bolzano come un esempio, lì concluderanno le lezioni il 16 giugno, noi invece il 15 giugno.

Si precisa che la proposta del calendario, come lei ha ricordato opportunamente, è stata deliberata all'unanimità del consiglio scolastico regionale. Tutte le istituzioni scolastiche hanno ancora a disposizione due giorni, incluso l'eventuale recupero del santo patrono, per un eventuale adattamento del calendario che comporti sospensioni delle lezioni. Si conferma che gli uffici della Sovrintendenza agli studi stanno lavorando, insieme alle segreterie scolastiche e ai dirigenti, affinché siano rispettate le scadenze previste.

Più volte è stata segnalata la criticità, rispondendo alla domanda n. 2, nella quale si trovano a operare le strutture della Sovrintendenza agli studi e le segreterie scolastiche. Si auspica che con i nuovi concorsi banditi, si possano trovare le risorse con le adeguate competenze. Da questo punto di vista stiamo lavorando su un tema molto delicato in tutta l'amministrazione, vale a dire il processo di affiancamento del personale prossimo alla pensione, che riguarda i dipendenti proprio di quel settore, tenuto conto della specificità dei profili amministrativi che sono richiesti per il settore scolastico.

Per quel che riguarda invece il periodo estivo, partendo dal presupposto - lei è insegnante e lo sa, poi la maggior parte dei leader del vostro raggruppamento politico sono insegnanti - che non siamo un servizio sociale, per cui è giusta la scuola aperta, ma non si può neanche pensare a surrogare con logiche di babysitteraggio. Anche per il corrente anno scolastico, dopo l'iniziativa del 2021, il piano scuola estate giugno-settembre verrà riproposto per un rinforzo e potenziamento delle competenze disciplinari, lingue, STEAM, digitale e anche per le competenze relazionali, contesto che tiene anche conto, tra l'altro, dei profughi ucraini; sono circa 90 alunni che sono stati inseriti nelle nostre scuole e si approfitterà del periodo estivo per trovare delle soluzioni di rafforzamento, anche per il loro inserimento nella scuola.

Nei mesi estivi luglio e agosto le scuole, come deliberato dagli organi collegiali, potranno organizzare attività volte a promuovere la socialità in contesti di scuola aperta, laboratori di arte, musica, sport, venendo così incontro alle esigenze delle famiglie del territorio. A settembre 2022, in attesa dell'avvio delle lezioni, le scuole potranno proporre attività facoltative volte al rinforzo e al potenziamento delle competenze disciplinari e relazionali con introduzione al nuovo anno, in particolare per facilitare nei passaggi di grado la familiarizzazione con i gruppi di pari nei contesti scolastici.

A seguito di una mappatura effettuata a fine maggio, risulta che diverse scuole del primo e del secondo ciclo, comprese le paritarie, (San Francesco, Lexert, Valdigne-Mont Blanc, Maria Ida Viglino di Villeneuve, Grand-Combin, Monte Emilius1, Monte Emilius 1, Monte Emilius 2, Monte Emilius 3, Maria Adelaide, ISILTP di Verrès e Liceo linguistico di Courmayeur) hanno ancora a disposizione buona parte dei fondi Stato assegnati dal Ministero per il precedente piano estate 2021/2022, che assomma a circa 300 mila euro, in quanto, nel paradosso della burocrazia romana, gli stessi sono pervenuti alla nostra Regione a fine anno, e pertanto sono utilizzabili sino all'avvio dell'anno scolastico 2022/2023. Le scuole secondarie di primo grado e di secondo grado nella nostra regione hanno infatti usufruito, non essendo arrivati quei fondi, di fondi nostri della Sovraintendenza agli studi, per finanziare le attività nel periodo giugno-settembre 2021, che sono state regolarmente rendicontate.

Quali soluzioni sono state considerate per affrontare il problema degli esami di Stato?

Non si ritiene che ci saranno particolari problemi sugli esami di Stato 2023 - di questo tra l'altro abbiamo discusso anche con i dirigenti scolastici, quindi non solamente nell'ambito di un incontro che avevamo avuto a suo tempo per farci approvare dal Consiglio scolastico regionale le date - in quanto per il primo ciclo d'istruzione, gli stessi devono concludersi di norma entro il 30 giugno, ma spetta alla scuola definire il calendario. Per il secondo ciclo d'istruzione, pur non essendo ancora stato reso noto da parte del Ministero dell'istruzione il calendario per le prove d'esame per il 2023, si ritiene che il numero di giorni fra la conclusione delle lezioni, giovedì 15 giugno 2023, e l'avvio degli esami assai probabilmente mercoledì 21 giugno 2023 con la prima prova, sia congruo per poter effettuare tutti gli scrutini delle classi terminali, vale a dire delle terze medie e delle quinte superiori.

Presidente - La parola alla collega Minelli per la replica.

Minelli (PCP) - Grazie Assessore per la sua risposta. Lascerò anche dello spazio alla collega Guichardaz per intervenire in replica.

Ha ragione, anche la Sicilia, è vero, avevo dimenticato, controllando il calendario di tutte le regioni, comincia come noi il 19 settembre. Credo che ci siano delle ragioni diverse, che riguardano anche quella che è la situazione legata a vacanze e a situazioni che ogni regione poi sappiamo può decidere. Come è stato detto, sono ben sei le regioni che cominciano il 12 settembre, e soltanto Bolzano conclude un giorno dopo di noi; sarebbe interessante capire lì qual è la situazione.

La notizia direi più positiva che lei ha dato è che la Sovrintendenza sta lavorando per rispettare i tempi delle nomine, quindi la speranza che tutti hanno è che queste nomine arrivino entro la fine di agosto. Sappiamo che ci sono delle criticità, e non a caso ho citato la carenza di personale della Sovrintendenza. Lei ha aggiunto un problema che è quello delle future pensioni: da insegnante quale sono, so che nel momento in cui in quella Sovrintendenza andranno in pensione alcune persone, ci facciamo una novena per chiedere che ci sia qualcun altro che sappia svolgere il suo lavoro altrettanto bene... Il fatto che si prenda in considerazione anche tutta quella che è la prospettiva del personale, e già più volte abbiamo detto che non riguarda soltanto un settore dell'amministrazione ma tutti, è fondamentale e spero che si vada in quella direzione.

Non condivido quello che lei ha detto invece sul fatto che la scuola non è un servizio sociale e non si deve fare babysitteraggio. Io credo che sia un po' sminuire quello che la scuola può fare. Lei poi effettivamente ha citato anche possibilità di attività fatte con fondi, lo scorso anno regionali e poi statali che non sono arrivati, che non sono esattamente delle attività di questo tipo, ma sono per promuovere la socialità, come è stato detto, e anche per fare tutta una serie di attività, che io spero non siano rivolte soltanto ai profughi che ne hanno bisogno, ma anche a tutti gli altri alunni.

La mappatura a cui lei ha fatto riferimento delle scuole effettuata a maggio, consentirebbe, con i soldi che sono arrivati tardi, di fare ancora delle attività. Io credo che questo sia pressoché impossibile, perché sappiamo benissimo che a fine anno scolastico l'organizzazione di quelle attività non si fa più, perché ci sono altre incombenze e altre cose.

Sulla questione di non avere problemi e ripercussioni sull'organizzazione per gli esami di Stato, io ho idee un pochino diverse, perché credo che tutto debba essere fatto in un certo modo e non correndo tra il 15 e il 21 giugno. Lascio alla collega Guichardaz per le integrazioni.

Presidente - La parola alla collega Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Aggiungerei alcune cose. Giustamente l'Assessore ha parlato di un affiancamento per chi sta andando in pensione. Io ribadisco una richiesta che più volte è arrivata dalle segreterie scolastiche, che è quella di pensare a una formazione adeguata per quelle segreterie scolastiche, perché spesso ci si ritrova a non avere colleghi, oppure a essere in quei ruoli, oppure anche semplicemente per un aggiornamento delle varie normative. Sarebbe importante, anziché fare formazione sul benessere o su altre cose che sono sicuramente utili, molto probabilmente sarebbe più importante che vi fosse una formazione specifica per quei dipendenti.

Rispetto all'estate, io sottolineo una cosa che ho già rimarcato in altri momenti. Per gli alunni con disabilità, ad esempio, vi sono gli educatori professionali che vengono impiegati solo fino alla metà di giugno. Sappiamo bene che quegli educatori pian piano se ne stanno andando, perché naturalmente questa precarietà continua non permette loro di poter pianificare una vita. Se questi educatori fossero stabilizzati e nell'estate potessero occuparsi dei ragazzi con disabilità, molto probabilmente non solo i rifugiati ucraini avrebbero un sostegno, ma anche quelle famiglie con ragazzi con disabilità.

Lei poi ha parlato dei fondi Stato. Le faccio notare che purtroppo anche il fondo d'istituto arriva a scuola inoltrata e quindi, anche sotto questo punto di vista, la pianificazione delle scuole è sempre purtroppo in sofferenza e in difficoltà.