Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1658 del 23 giugno 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1658/XVI - Interpellanze: "Nomina del nuovo Assessore all'ambiente, trasporti e mobilità sostenibile" e "Priorità dell'azione di governo e intendimenti in merito alle tempistiche di realizzazione delle stesse".

Bertin (Presidente) - Alla presenza di 28 consiglieri diamo avvio ai lavori del Consiglio regionale di oggi. Il punto n. 23 verrà analizzato insieme al punto n. 26 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione delle interpellanze, consigliera Spelgatti ne ha facoltà.

Spelgatti (LEGA VDA) - Finalmente, perché è stato veramente difficile arrivare alla discussione della n. 23! Ieri, nel momento in cui mi toccava questa discussione, per impegni istituzionali il Presidente non c'era; poi quando torna il Presidente nel frattempo io dico "tocca a me", ma no, bisognava finire quelle di Guichardaz; poi "tocca a me", ma no, la 23 l'avete unita alla mia 26; io ne avevo fatte due apposta, perché è più divertente, c'è più confronto, ma me le avete unite. Santa pazienza, però finalmente ci siamo!

Viste le dimissioni rassegnate dalla consigliera Minelli dall'incarico di Assessore all'ambiente, trasporti e mobilità sostenibile della Valle d'Aosta ormai oltre un anno fa. Attesa la necessità di dare solidità alla maggioranza, considerato il fatto che parte della maggioranza ha aperto consultazioni formali, affermando di non poter governare a diciotto consiglieri, salvo come se nulla fosse dichiarare dopo oltre due mesi che non vi è stata crisi di maggioranza e che l'attuale assetto a diciotto garantisce stabilità di governo. Atteso che è persino imbarazzante dover ricordare che la Valle d'Aosta non possa dopo un anno continuare a non avere un Assessore all'ambiente e trasporti. Per questo interpelliamo il Presidente della Regione per sapere se abbia intenzione di nominare un nuovo Assessore all'ambiente, trasporti e mobilità sostenibile della Valle d'Aosta e, in caso di ormai non più scontata risposta affermativa (rido per non piangere), con quali tempistiche.

Facciamo un passo indietro. Sono andata a prendermi l'articolo di giornale, uno dei primi usciti il 13 maggio, oltre un anno fa, quando dopo che ormai la crisi era già aperta, dopo due mesi dal vostro insediamento, iniziavano le varie crisi, che portano poi alle dimissioni effettive dell'assessore Minelli. Il 13 maggio titolo di giornale: "Si riapre il confronto politico", questo perché era l'ennesima crisi di maggioranza, avevamo già visto a dicembre e quant'altro. Nel primo pomeriggio arriva anche la reazione del Presidente della Regione Lavevaz alle dimissioni dell'Assessore: "Prendo atto della scelta dell'assessora Minelli, che negli scorsi giorni ha espresso posizioni in disaccordo con il resto della maggioranza del gruppo politico di cui ha fatto parte fin qui. Eravamo coscienti fin dall'inizio di questo percorso, che su alcuni temi, come quello dell'ospedale, le posizioni all'interno della maggioranza fossero distanti tra loro. Non avrebbe però avuto senso tergiversare e non affrontarle, perché il nostro compito di amministratori è anche quello di decidere. L'instabilità politica degli ultimi anni ha bloccato alcuni dossier che, invece, hanno bisogno di un'azione che non può attendere oltre. Ringrazio l'assessora Minelli per il lavoro svolto in questi mesi con serietà e dedizione, gli incarichi di Governo però richiedono mediazioni che sono indispensabili in una dialettica democratica, le posizioni di ognuno devono trovare una sintesi in un confronto costruttivo, che sottolinei i punti di incontro nel rispetto delle posizioni di ciascuno. Ora si apre nuovamente il tavolo politico: nelle prossime settimane - il 13 maggio! - il confronto tra le forze politiche di maggioranza permetterà di ricomporre il quadro", chiude il Presidente della Regione. "Nel frattempo continuiamo a lavorare sui tanti interventi urgenti, in primis quello dei sostegni al tessuto economico. Ognuno di noi è chiamato ad assumersi responsabilità che coniughino una visione di insieme e la realtà amministrativa quotidiana, ancor di più in questa fase delicatissima per la Valle d'Aosta". Questo articolo era di oltre un anno fa.

Riprendiamo queste semplici dichiarazioni, pezzo per pezzo. Parole del Presidente: "Eravamo coscienti fin dall'inizio di questo percorso, che su alcuni temi le posizioni all'interno della maggioranza fossero distanti tra loro". Rispondo: no, eravate coscienza fin dall'inizio, da quando avete formato questo Governo, che le posizioni su molti dossier fossero agli antipodi tra loro. Basta leggere i programmi elettorali, c'è scritto nero su bianco: su tantissimi temi cruciali per la Valle d'Aosta avevate posizioni agli antipodi! Avete deciso di mettere insieme questo Governo, di fare questo Governo, disinteressandovi completamente, facendo finta che non ci sarebbero stati problemi di programma. Qual era il punto soltanto? Mettere la prima forza in Valle d'Aosta, colei che ha vinto le elezioni, quindi la Lega Valle d'Aosta, ampiamente la prima forza politica, all'opposizione. Questo era l'unico intento: ribaltare il voto dei valdostani. Sapevate perfettamente, e basta guardarlo, c'è la prova provata: programmi elettorali, punti di vista completamente agli antipodi, ma facciamo finta di niente, facciamo un programma di governo e sui punti glissiamo, scriviamo delle cose, quindi lavori di cesello per scrivere delle cose dove sostanzialmente ci potesse essere un'ampia interpretazione; poi ovviamente era scontato, alla prova dei fatti, quando ti metti ad affrontare il tema, i nodi vengono al pettine e non si può trovare una quadra. Ma lo sapevate già; alcuni temi non erano in posizioni distanti, no, erano agli antipodi. Avete deciso di andare contro la volontà degli elettori, vi siete assunti una grandissima responsabilità in questo senso, però nel momento in cui poi si governa e si fa bene, ma si fa veramente bene, gli elettori possono magari anche dimenticarsi. Ma non è così.

"Non avrebbe però avuto senso tergiversare e non affrontarle, perché il nostro compito di amministratori è anche quello di decidere". Poi boh! Allora, ne siete consapevoli che il vostro compito di amministratore è quello di decidere. Andiamo a vedere quante decisioni sono state prese in questo oltre anno e mezzo di legislatura? State decidendo? State portando avanti l'ordinaria amministrazione e ogni tanto c'è qualche piccola scelta su qualche cosa.

In un momento storico così difficile, in un momento storico in cui si dovrebbero prendere decisioni forti, decise, pesanti, correre come dei matti, assolutamente non c'è nessuna decisione. Ma lo sapevate e siete consapevoli del fatto che non ha senso tergiversare e non affrontare, perché il vostro compito di amministratori è anche quello di decidere. Lo sapete, eppure... Andiamo avanti!

"L'instabilità politica degli ultimi anni ha bloccato alcuni dossier, che invece hanno bisogno di un'azione che non può attendere oltre". Scusate, ma secondo voi cosa significa azione? Il vostro è un Governo che è l'apoteosi dell'immobilismo. Abbiamo dei concetti molto differenti del significato di azione. Governare non significa stare seduti su una sedia e aspettare che il tempo passi, che le cose vadano da sole. Azione significa appunto agire, fare delle cose, prendere delle decisioni, cosa che non sta succedendo.

Andiamo avanti, rileggo sempre nella rilettura di queste semplici dichiarazioni. "Ora - maggio di oltre un anno fa - si apre nuovamente il tavolo politico". Nuovamente perché, ricordo, che si era già aperto a dicembre: siete stati eletti a settembre e a dicembre c'era già il tavolo politico aperto. Un anno fa a maggio un altro tavolo politico, quindi nelle dichiarazioni si dice: "Ora si apre nuovamente il tavolo politico. Nelle prossime settimane il confronto tra le forze politiche di maggioranza permetterà di ricomporre il quadro". Oltre un anno fa! Eppure avevate dichiarato: "nelle prossime settimane". È già un tempo lungo "prossime settimane", ma quante sono le prossime settimane? É plurale, quindi non è una settimana, sono più settimane, ma quanto dovete metterci all'interno di una maggioranza per decidere che, vabbè, non c'è più questo Assessore? Eravate ventidue e diventaste ventuno: dov'era la difficoltà?

Andiamo avanti, sempre in queste dichiarazioni. "Ognuno di noi è chiamato ad assumersi responsabilità che coniughino una visione d'insieme e la realtà amministrativa quotidiana, ancor più in questa fase delicatissima per la Valle d'Aosta".

Assumersi la responsabilità? Questo per voi è assumersi la responsabilità, quello che state facendo da oltre un anno e mezzo? Visione di insieme: c'è un'unica visione d'insieme di questo Governo, tenere la Lega all'opposizione. Questa è l'unica visione d'insieme che voi avete. Lo sapete e non vi interessa.

Dopodiché sapete che a diciotto non è possibile governare, ne siete assolutamente consapevoli, siete consci del fatto che non state prendendo delle decisioni, al di là di quello che poi raccontate, tanto che il 6 aprile decidete, pur avendo una maggioranza a diciotto - lo sottolineo - di aprire le consultazioni. Aprite un giro di consultazioni: c'è la Lega, c'è Pour l'Autonomie, c'è Forza Italia, di opzioni ne avete tante. Ci convocate, noi veniamo, diamo la disponibilità a formare un Governo, per senso di responsabilità, visto e considerato che la cosa più importante è la Valle d'Aosta, la cosa più importante non siamo noi, noi siamo dei semplici e umili servitori dei valdostani, o almeno, noi ne siamo coscienti, qualcun altro probabilmente no. Cosa proponiamo? Sono incontri dove sostanzialmente non si arriva al nodo, però si parla di principi, si parla di programmi, confrontiamo i programmi, i programmi vostri degli autonomisti, i programmi nostri nero su bianco e i temi sono quelli: la visione su quello che si dovrebbe fare della Valle d'Aosta è quella, i metodi no; la visione e quello che c'è scritto sul programma è quello, non ci sono dei grossi nodi. Quando poi si viene a chiedere a noi: "Bene, che cosa proponete?". Noi cosa proponiamo? Visto e considerato che siamo così avanti nella legislatura, visto e considerato la crisi terribile, viste e considerate le difficoltà spaventose della macchina amministrativa che sta soffrendo in una maniera incredibile, chiediamo il minimo indispensabile. Noi non chiediamo - noi come nostra proposta, poi se voi volete è un altro discorso - di rimettere in ballo tutto, perché sennò si crea ulteriori problemi alla macchina amministrativa. Quindi, per senso di responsabilità, non si chiede questo, si rinuncia alla Presidenza, si va avanti e subentriamo soltanto negli assessorati che rimangono liberi. Poi chiaramente chiediamo, visto e considerato che non è possibile che le due maggiori emergenze siano in mano a un'unica persona, perché sostanzialmente è impossibile portare avanti questo, lo spacchettamento di sanità e politiche sociali, perché è un'esigenza che avevamo già visto quando eravamo al governo, che non era possibile portare avanti due assessorati insieme, non si poteva lavorare bene ed era ancora prima dell'emergenza Covid. Chiediamo questo, ma per esigenze amministrative, non per esigenze politiche. Quindi il minimo indispensabile, non certo per noi, non certo nell'interesse della Lega, non certo nell'interesse nostro, ma per il bene della Valle d'Aosta vogliamo questo. Se ci chiedete cosa vogliamo, diciamo: in quello che si libera noi entriamo, così almeno creiamo meno problemi possibile. Se vi interessa, poi non so come siano andati gli incontri con gli altri gruppi.

"Dobbiamo fare velocissimamente, dobbiamo fare in frettissima per il prossimo Consiglio". Bene, quando parleremo? Poi di fatto, bisogna aspettare la decisione del Comité, bisogna aspettare la decisione del Conseil, va beh: fate, decidete, che siamo noi, che sia Pour l'Autonomie, che sia Forza Italia, fate quello che volete, ma decidete; basta che decidete, perché siamo in piena crisi! Decidete, per favore, quello che volete decidere, è una scelta vostra, però che si decida, perché bisogna capire chi è la maggioranza e chi è all'opposizione, bisogna saperlo.

Passano due settimane, tre settimane, un mese, passano due mesi senza sapere che cosa succede. La cosa più drammatica è che fuori tutti pensavano: "stanno litigando sulle poltrone". Ma non siamo mai neanche entrati nel merito, perché il punto era soltanto: siete disponibili? Sì. Qual è eventualmente la vostra richiesta? Noi: per il bene della Valle d'Aosta, questo. Poi io non so, ripeto, quali siano stati e l'esito degli incontri con Pour l'Autonomie e con Forza Italia, perché di possibilità ce n'erano tante. Io parlo per quello che abbiamo vissuto noi. Poi, che ci si dica sì o no, siete voi che avete la maggioranza, decidete voi ovviamente. Fuori pensano che litigavamo sulle poltrone, su questo, sugli incarichi, cosa che per me è la più terrificante che si possa pensare di noi della Lega. Invece no, perché tanto bisognava prima aspettare di sapere che cosa avrebbe deciso il Conseil sul con chi parlare.

Però decidete! Fate quello che volete, perché l'interesse non è quello di Pour l'Autonomie, non è quello di Forza Italia, non è quello dell'Union, non è quello della Stella Alpina, non è quello del PD. L'interesse è che chi è stato eletto trovi delle soluzioni, quelle che si vogliono, ma che si portino avanti tutti i temi necessari per la Valle d'Aosta, perché l'interesse è quello dei valdostani. Si è stati eletti per governare, soprattutto noi, visti i risultati che abbiamo avuto, ma avete deciso di mettervi tutti insieme e lasciare la Lega all'opposizione? Con questo sistema elettorale lo potete fare, è una vostra decisione, se vogliamo, legittima. È eticamente corretta, moralmente giusta, giusta per i valdostani? Dal mio punto di vista assolutamente no, però lo potevate fare? Sì. L'avete fatto? Sì, ma poi fate qualcosa e decidete!

Tutti quanti ad aspettare per due mesi, dopodiché c'è il Conseil e il 6 giugno esce il comunicato. L'UV sceglie la coerenza, il Conseil fédéral ha votato la mozione proposta al Comité, che invita l'attuale maggioranza a proseguire la propria attività con i diciotto consiglieri attuali, senza ulteriori allargamenti.

Prima domanda. Ma scusate, eravate a diciotto, avete detto voi che a diciotto evidentemente - e lo sapete - non si può governare, quindi avete aperto le consultazioni, avete un ventaglio di possibilità, fate quello che volete, ci dite che deve decidere il Conseil: ma che il Conseil decida! Lo dite a noi, lo dite a Pour l'Autonomie, lo dite a Forza Italia, ma al voto non viene portato nulla; scelta vostra! L'unica mozione che è stata portata è stata questa, quindi in realtà non sapremo mai che cosa avrebbe deciso la base; ma poco importa, l'importante è risolvere i problemi. Che si decida una cosa o quell'altra dipende da voi, siete nella posizione di poter decidere, quindi decidete e poi vi assumete le responsabilità delle vostre decisioni.

La cosa più inquietante è la dichiarazione del presidente Lavevaz perché dice: "Malgrado ciò possa rappresentare una difficoltà dal punto di vista amministrativo, scegliamo la soluzione più solida per l'Union Valdôtaine", perché non volete creare spaccature all'interno dell'Union Valdôtaine. Io quando l'ho letta ho detto: non ci posso credere, devo aver letto male! L'ho letta, l'ho riletta e lo abbiamo capito tutti che questa era la realtà delle cose, ma non si può dichiarare così come se niente fosse. O meglio, sì, si può fare, si può dichiarare, ma chiaramente le conseguenze e chi legge, intendo dire i valdostani, dire che possa incavolarsi, che possa arrabbiarsi...

Le persone sono state elette e voi siete stati eletti per governare. Non si prende una decisione e fuori la gente ha fame, sta male, ci sono dei problemi giganteschi e si dice: "Malgrado ciò possa rappresentare una difficoltà dal punto di vista amministrativo"!

Suona il gong per segnalare che il tempo di parola è terminato.

Ho il tempo per illustrare due interpellanze...

Presidente - Erano dieci più dieci, ha già utilizzato i venti minuti.

Spelgatti (LEGA VDA) - Mi ha già sommato i due tempi? Non me ne sono accorta. Avrei tante cose e starei tutta la mattinata. Allora, mi prendo anche un pezzo del tempo per la replica...

Presidente - No, non si può.

Spelgatti (LEGA VDA) - Allora lo finisco dopo.

Presidente - Concluda, se vuole aggiungere un minuto per concludere.

Spelgatti (LEGA VDA) - Chiudo in un minuto e dico soltanto questo. Le ricordo, Presidente, che non sta facendo la scelta più corretta, e sa perché? Perché quando, ad esempio, noi eravamo al Governo e non avevamo la maggioranza, perché immediatamente eravamo sotto scacco - questo non lo puoi fare, quest'altro non lo potete fare sennò cade la maggioranza, se non date i soldi al Casino cade la maggioranza, se non fate questa nomina cade la maggioranza... - la risposta nostra è stata: va bene, fate cadere la maggioranza. Siamo andati avanti tre mesi a governare senza maggioranza e in quei tre mesi, però, avevamo la maggioranza in Giunta. È stato chiaramente uno sbarco in Normandia, ma in quel momento, senza una maggioranza in Giunta, abbiamo portato a casa l'accordo con lo Stato, abbiamo portato - io lo ricordo, perché i valdostani se lo dimenticano - 130 milioni di euro di investimenti per sette anni - 130 milioni! -, abbiamo portato certezza di finanza pubblica, finito il dramma dei contenziosi con lo Stato, abbiamo risolto la questione Casino...

Presidente - Concluda.

Spelgatti (LEGA VDA) - Farsi cuocere non è la cosa più giusta. Ho finito.

Presidente - Il Presidente della Regione Lavevaz per la risposta.

Lavevaz (UV) - Credo che l'intento di questa maggioranza, quando è nata, non era sicuramente quello di ribaltare la volontà del voto dei Valdostani o di andare contro la loro volontà. Come ha detto lei, la nostra legge elettorale è molto semplice e non è stata modificata dopo le elezioni. Io credo che non servisse un genio della geopolitica per vedere lo scenario che si sarebbe presentato dopo le elezioni.

Vado in ordine temporale rispetto a quanto lei ha detto. Mi ricordo io stesso di averlo detto prima delle elezioni in un incontro, in un comizio. A domanda specifica ho detto: secondo me la Lega, in particolare Spelgatti, probabilmente pensa di ottenere diciotto consiglieri, perché sennò non si spiega l'atteggiamento che stanno avendo, perché la Lega si è scavata non solo dei fossati intorno, ma ci ha messo dentro anche i coccodrilli. Quindi stupirsi che, a inizio legislatura come oggi, diventi difficile per le nostre basi accettare un accordo o portare avanti degli accordi politici, dopo che c'è stato questo atteggiamento per dei mesi, io credo che non debba stupire nessuno, perché era una cosa che ci si poteva attendere ed era anche abbastanza prevedibile il fatto che la Lega, sull'onda del risultato nazionale, prendesse la maggioranza relativa dei seggi. Ma io ero altrettanto certo che difficilmente avrebbe trovato una maggioranza per governare, perché si era creato un fossato piuttosto profondo e, ripeto, anche popolato di coccodrilli intorno. Quindi io credo che su questi ragionamenti, che abbiamo peraltro già fatto, valga sempre il detto di un vecchio saggio che dice: chi è causa del suo mal..., eccetera.

Io credo che in questi mesi sia stata fatta una narrazione molto pretestuosa e poco realistica, e lo ha fatto anche lei in questo momento. Devo dire che il vostro movimento, il vostro partito, da questo punto di vista è stato comunque corretto in queste settimane e in questi mesi, rispetto ad altri che invece hanno, soprattutto all'esterno, raccontato delle fantasie abbastanza simpatiche sulla realtà dei fatti della politica valdostana. Una descrizione di una Regione in stallo, di un immobilismo, come lei ha detto l'apoteosi dell'immobilismo in attesa degli eventi. La realtà delle cose è molto diversa da questa e per fortuna la soggettività ha dei limiti, nel senso che ci sono alcuni limiti oltre i quali, con tutti gli sforzi possibili, non si può andare e la realtà viene fuori.

Il Governo e la maggioranza hanno continuato a lavorare anche in modo piuttosto produttivo. Mi sono divertito l'altra sera a guardare un po' indietro, rispetto alle passate legislature, visto che negli ultimi due mesi in questo Consiglio, con le sedute di ieri, abbiamo licenziato dodici atti legislativi in due mesi. Sono andato indietro per cercare quando questo si è verificato altre volte e sono dovuto andare indietro molto, ma non l'ho trovato. Sono arrivato al 2015 in cui in due mesi sono state licenziate nove leggi, ma non ho trovato un momento in cui, anche in altre situazioni e in altri contesti, ci sia stata un'attività legislativa così importante. È evidente che l'attività e l'efficienza del Governo sia più difficile da misurare con dei parametri di questo tipo, ma l'assemblea, la maggioranza, sicuramente sì, perché quest'assemblea ha come compito quello di fare delle leggi. E se dobbiamo andare indietro di qualche legislatura per trovare un momento in cui l'attività è stata simile a quella di questi mesi, credo che qualcosa voglia pur dire. Quindi, dire che siamo nell'immobilismo più totale, sì sì, lo possiamo pure dire, possiamo anche ripeterlo all'infinito, magari qualcuno ci crede anche, ma i fatti sono totalmente diversi e credo che sia abbastanza semplice da dimostrare.

Abbiamo tutta una serie di maître à penser che invece la raccontano diversamente. Ripeto, sono soprattutto persone fuori da qui, alcuni peraltro li abbiamo anche visti in ruoli di Governo, quindi abbiamo anche potuto apprezzare la loro attitudine operativa e ne abbiamo tutti un ottimo ricordo; io ero Sindaco e mi ricordo molto bene l'attitudine operativa di queste persone quando erano nei ruoli di Governo. Comunque, credo che sia più facile raccontare verità fantasiose, piuttosto che avvicinarsi alla realtà. Costoro parlano di lumache, le lumache di Lavevaz; tra l'altro le lumache si possono mangiare e dicono che fanno passare l'ulcera.

L'immobilismo, facendo girare bozze di risoluzione all'interno dei Vigili del fuoco e dicendo: "Eh, ma qua non si va avanti"; addirittura testi di risoluzioni prima di portarle in Consiglio. Si parla di nove mesi nei quali, siccome non abbiamo partorito un assessore, si è detto l'altra volta, la maggioranza ha partorito un consigliere, sempre per il bene della Valle d'Aosta, ça va sans dire, questa è sempre la premessa.

Cerchiamo di rispondere con i fatti a queste fantasie. Come ha detto lei, con responsabilità i nostri partiti e i nostri movimenti, nonostante avessimo una maggioranza a diciotto, nonostante ce l'avessimo, hanno aperto un confronto franco, sincero, per cercare delle soluzioni che potessero in qualche modo assicurare assetti più stabili alla Valle d'Aosta. Non abbiamo mai nascosto che la maggioranza a diciotto, o gli equilibri diciotto/diciassette, non siano situazioni stabili o situazioni da cercare, ma sono quelle che ci troviamo in questo momento.

Dal momento in cui questo lavoro di confronto tra forze politiche non ha portato a trovare assetti diversi, almeno ad oggi, noi ne prendiamo atto e andiamo avanti, non possiamo fare altro. Andiamo avanti, come abbiamo detto, avendo la possibilità di governare, la possibilità di legiferare, di farlo in maniera proficua e portando avanti anche il tanto vituperato interim. Anche qui, è ovvio, non è certo l'ideale che il Presidente abbia anche delle deleghe ad interim, anche se ci sono dei presidenti qua vicino che, non ad interim, hanno ad esempio le competenze di sanità in un momento come quello che abbiamo passato, ma questo è tutto un altro discorso. Anche questo interim ha portato avanti dei dossier che erano nei cassetti da anni: il piano rifiuti, la legge sul servizio idrico; abbiamo magari non risolto, ma intrapreso un percorso definitivo per la risoluzione di problemi come quelli di Pompiod o Chalamy. Quindi possiamo dire tutto quello che vogliamo, possiamo parlare di immobilismo, possiamo continuare a ripeterlo, qualcuno ci crederà, ma non è così.

In questi giorni abbiamo iniziato un confronto tra i gruppi componenti la maggioranza, nei prossimi giorni terremo questi incontri con i movimenti politici, per definire le nuove eventuali priorità della maggioranza. A oggi le priorità della maggioranza sono quelle indicati all'interno del programma di legislatura che abbiamo approvato e quindi in quel senso andiamo avanti. Ovviamente quest'analisi che stiamo facendo all'interno della maggioranza, e lo faremo - ripeto - con le nostre forze politiche nei prossimi giorni, oltre a definire le priorità della legislatura, avrà come oggetto l'analisi del prossimo DEFR che verrà presentato nei prossimi mesi. Allo stesso modo, alla conclusione di questa fase, ovviamente seguirà la ricomposizione della Giunta, come ultimo passaggio.

Non voglio più parlare di tempi e non voglio parlare di crisi, perché non ho mai parlato io di crisi in quest'Aula; siete stati sempre voi o comunque le forze politiche all'esterno che hanno parlato di crisi. In ogni caso, ci siamo dati come obiettivo, nei primi incontri che abbiamo avuto in queste settimane, prima della pausa estiva di provare a ricomporre il quadro della nostra compagine di maggioranza.

Posso prevedere che non sarà soddisfatta della mia risposta, ma questo, in tutta sincerità e trasparenza, è quello che in questo momento si poteva dire. Nelle prossime settimane avremo gli aggiornamenti necessari.

Ah, le lumache vanno mangiate vive, sennò non funziona per l'ulcera!

Presidente - Per la replica la consigliera Spelgatti.

Spelgatti (LEGA VDA) - Vede, Presidente, lei dice: non mi stupisce che la Lega abbia avuto difficoltà a trovare una maggioranza di Governo, perché la Lega si è scavata dei fossati intorno; io le dico: mi fa molto piacere questa lettura sua, perché è assolutamente realistica. Io ricordo che, da quando la Lega è scesa in campo, noi siamo partiti da zero, come Davide contro tutti i Golia: c'era l'Union Valdôtaine, l'Union Valdôtaine Progressiste, l'Alpe, la Stella Alpina. Ma oggi cosa è rimasto?!

C'è una fase in cui bisogna combattere per tirare giù ciò che non funzionava, se si vuole portare un cambiamento; c'è una fase in cui però bisogna pensare a ricostruire. Questa è la fase in cui bisogna cominciare a ricostruire. E le ricordo che, quando ero Presidente, quando lei è stato eletto segretario del suo partito, presidente del suo partito perché voi avete le cariche invertite rispetto a noi della Lega, quindi quando lei è stato nominato, io pur essendo Presidente, ho detto: faccio un plauso all'Union Valdôtaine che sceglie un ragazzo giovane, c'è un cambiamento e quindi vedo tutto questo con molto favore, perché un cambiamento lo possiamo portare noi da una parte, ma serve che ci sia un cambiamento nel modo di fare politica da tutte le parti, da destra, sinistra, al centro, tutti quanti, bisogna fare tutti un cambiamento.

Lei lo sa quanto sia anche difficile portare il cambiamento, però poi un cambiamento l'avete fatto, infatti siete stati premiati alle urne, tanto che, pur avendo scelto di fare una lista e avete avuto pochi candidati, però con quei pochi candidati comunque avete avuto sette eletti. Il cambiamento comporta un percorso, comporta anche delle difficoltà e comporta appunto un rinnovamento. Lei lo sa sulla sua pelle cosa significhi portare avanti un cambiamento e sa che ci vuole del tempo per poterlo fare. Ben venga, okay, non ci sono più le altre sigle, ci siamo fatti lo steccato intorno, ci siamo scavati intorno un fossato: certo! Quando vuoi portare un cambiamento, ripeto, questo devi fare, perché altrimenti non cambia mai nulla! E lei, a modo suo, l'ha fatto all'interno del suo movimento. All'interno del suo movimento sono cambiate delle condizioni, all'interno del suo movimento sono cambiate delle cose, infatti io le faccio un grandissimo augurio, perché questa parte di rinnovamento possa andare avanti.

Le dico anche che l'interim non si può tenere. Quando noi eravamo al Governo, perdevamo i pezzi e avevo l'interim della sanità, siccome il lavoro del Presidente della Giunta comporta una quantità di ore di lavoro effettive che sono dodici, quindici al giorno, come assessore quante ore di lavoro al giorno ci sono? Allora, o uno è Mandrake, oppure è impossibile riuscire a portare avanti con efficienza entrambe le cariche. Tanto che quando ero nel suo ruolo io continuavo a chiamare il ribaltone, perché chiaramente avevamo scelto di fare lo scontro duro, avevamo una maggioranza a dieci, eravamo in dieci in maggioranza, quindi una minoranza di dieci su diciotto, ma con la maggioranza in Giunta, e a colpi di maggioranza in Giunta abbiamo buttato dentro e portato avanti tutti i cambiamenti che abbiamo potuto in tre mesi, ma chiaramente sapevo che non è che poi si poteva andare avanti così e sapevo che non volevo cuocere! Di conseguenza, sapevo che potevo fare il Presidente e portare avanti nel frattempo quello che dovevo portare, ma non potevo tenermi anche l'interim della sanità facendo bene entrambe le due cose. Quindi cosa facevo? Continuavo a chiamare il ribaltone, perché non volevo stare in una posizione in cui avrei fatto male, perché non avrei preso tutte le decisioni che mi competeva prendere. Questa è stata la nostra scelta. Voi state facendo la scelta al contrario. Secondo me non vi porterà bene. È vero che potete andare avanti così, è anche vero che sapete che questo comporta delle grandissime difficoltà.

Poi se andiamo a vedere: benissimo, avete licenziato degli atti legislativi, quindi che passano dal Consiglio, ma l'azione di Governo è un'altra cosa. Non ho poi avuto il tempo, perché ho unito le due iniziative in cui appunto chiedevo quali fossero le attuali priorità dell'azione di Governo, ma ho ritirato fuori quel bello schemino che avevate fatto internamente, che però io ho avuto: le priorità dell'azione di Governo primo semestre 2021, tempistiche di massima, quindi nella crisi del dicembre 2020. Vi siete dati uno schemino per presidenza, agricoltura, risorse naturali e tutti quanti i vari assessorati, con delle priorità per il primo semestre: gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio e giugno. Io vado a leggere quello che voi vi eravate dati come schemino di priorità: solo le priorità, non le cose da fare, ma solo le priorità; e attenzione: solo nel primo mese, secondo mese, terzo mese, tutto quanto a partire da dicembre 2020. A parte le cose di ordinaria amministrazione, non c'è quasi nulla di quello che voi stessi vi eravate detti che avreste dovuto fare! Io vi consiglio, visto che dite "abbiamo fatto un sacco di cose, stiamo facendo un sacco di cose", di prendere quello che voi stessi avevate detto che avreste fatto e che vi dovete porre come priorità. E ve lo dicevate voi internamente, non come comizio esterno, ve lo dicevate internamente che queste erano solo le priorità, le cose più urgenti da fare. Alcune a un mese, alcune a due, alcune a tre: è passato un anno e mezzo! A parte le cose essenziali, i ristori Covid, le scelte essenziali e a parte qualcosina che è arrivata, non c'è niente, non c'è niente! Andate a vedere cosa avevate detto a voi stessi di dover fare nei primi mesi, in pochi mesi; è passato un anno e mezzo e non c'è niente; questa è l'azione di Governo.

Decidete quello che volete decidere. Come giustamente lei ha detto, la legge elettorale permette questo; certo! Infatti ve l'ho detto, la vostra reazione è stata legittima. eticamente corretta? No! Rispettosa della volontà degli elettori? No! Però legittima? Sì, la legge ve lo consente, quindi giusto, potete farlo e siete ancora nella posizione di poterlo fare. Però io le dico, presidente Lavevaz, si ricordi che l'Union Valdôtaine ha una storia che noi abbiamo sempre portato così - sempre! -, perché le ricordo che la Lega è nata dall'incontro tra Bossi e Bruno Salvadori. La Lega è nata prendendo a esempio l'Union, poi l'Union è diventata qualcos'altro in cui noi non ci riconoscevamo più.

Anche la Lega certamente - le ricordo - ha avuto dei momenti in cui è andata su, è andata giù, è andata su, è andata giù. Io ho già cambiato tre segretari: ho iniziato sotto Bossi, poi è passato Maroni, adesso Salvini, domani non si sa. Però i partiti, sia la Lega che l'Union, hanno un'anima molto forte: ce l'hanno forte e quindi resistono. L'Union è un partito con una storia sua incredibile e valorosa, la Lega la stessa cosa, è il partito più antico che c'è in Parlamento. Quindi, ci sono alti, ci sono bassi, ci sono i corsi e ricorsi storici, è normale che sia così, ci sono dei cicli ed è così. Ma quando io leggo "L'Union è tornata centrale nello scacchiere", dico benissimo e meno male che ci sono ancora dei partiti in piedi, se vogliamo ricostruire qualcosa, però attenzione, non deve rimanere centrale nello scacchiere tenendo tutto immobile. Rimanere centrale nello scacchiere vuol dire continuare a fare delle scelte, anche difficili, anche coraggiose e tutto quanto, ma per il bene dei valdostani!

Se quelle scelte vengono portate avanti, ben venga, io le faccio un grandissimo in bocca al lupo, perché comunque sia l'interesse è che la Valle d'Aosta vada avanti, che la Valle d'Aosta stia bene, che per i valdostani si faccia tutto il possibile, quindi io le auguro certamente di riuscire nel suo intento di fare tutto il possibile, ma che abbia quest'intento.