Oggetto del Consiglio n. 1615 del 9 giugno 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1615/XVI - Interpellanza: "Organizzazione di un servizio di prevenzione e screening del morbo di Alzheimer".
Bertin (Presidente) - Punto n. 37. Si è prenotato il consigliere segretario Distort per l'illustrazione, ne ha facoltà.
Distort (LEGA VDA) - Quest'interpellanza vuole entrare in quella dinamica di sana competitività tra opposizione e Governo, in quella dialettica dove l'opposizione, indagando le intenzioni del Governo, da un lato, ne saggia le capacità e, dall'altro, propone suggerimenti, suggerimenti che chiaramente, se ben accolti, possono diventare obiettivi raggiunti dal Governo, mentre se non sono presi in considerazione, rimangono a testimonianza della capacità di una forza di opposizione. A voi la scelta sul seguito che avrà quest'interpellanza. È del tutto evidente che quest'interpellanza si rivolge all'Assessore alla sanità, che, in quanto medico, definirà un quadro abbastanza bizzarro, non lui come medico, ma il fatto che un architetto si rivolga a un medico per esporre un problema, una questione che è fortemente attinente al campo medico, però così vuole beneficio di inventario che inquadri il tema dell'Alzheimer. Lo sappiamo tutti ma, ribadisco, è la forma più comune di demenza, un termine generale che si riferisce alla perdita di memoria e di altre abilità intellettuali talmente grave da interferire con la vita quotidiana e delle varie forme di demenza il morbo di Alzheimer ne rappresenta dal 50 al 80 percento dei casi. Questa patologia non costituisce un puro effetto dell'invecchiamento, anche se chiaramente aumenta la sua incidenza con l'età, ma è in crescita addirittura il dato che riferisce un incremento dei casi di Alzheimer in età attorno ai 60-65 anni, in certi casi addirittura precoci 40-50 anni.
Il morbo di Alzheimer, è risaputo, a meno che non mi sfuggano competenze e risultati recenti della medicina, è incurabile, tuttavia sono disponibili dei trattamenti per i sintomi capaci di rallentare temporaneamente il peggioramento verso la demenza e migliorare la qualità della vita delle persone affette e di chi si occupa di loro. Ricordiamoci che le malattie invalidanti non interessano solo il soggetto che ne è affetto che le contrae, ma hanno un effetto di secondo ordine sulle persone che vivono accanto, siano esse i partner, siano le famiglie, siano i vari servizi sociali che si trovano a gestire gli effetti di questa patologia. Risulta quindi evidente che poter effettuare diagnosi delle fasi iniziali del morbo di Alzheimer, soprattutto in età precoce, permetterebbe di attuare tempestivamente i processi terapeutici capaci di rallentare il peggioramento dei sintomi a beneficio dell'intero tessuto sociale, oltre che dei soggetti che, purtroppo, ne saranno interessati.
Da quanto appurato, attraverso test neuropsicologici è possibile effettuare una diagnosi precoce della patologia in questione, di conseguenza la necessaria dotazione infrastrutturale sarà cruciale nel prossimo futuro, anche alla luce nel prossimo futuro dei recenti investimenti varati con il PNRR. Per questa situazione l'argomento rientra in forte attualità, oltre all'attualità dell'incidenza dei casi, oltre all'attualità dell'incremento delle fasi precoci, anche l'opportunità del PNRR. Sarà quindi importante e urgente incrementare il personale sanitario coinvolto, e qui non vuole essere un mettere il dito nella piaga perché sappiamo qual è la situazione relativa al personale medico, il personale disponibile nell'ambito della sanità, tuttavia questo è e sarà necessario anche fornire un'adeguata formazione sulle competenze neuroradiologiche e sulla standardizzazione di esami come la risonanza magnetica per migliorare in futuro l'accuratezza diagnostica anche alla luce di un possibile incremento dei pazienti in attesa di diagnosi precoce, con l'introduzione di nuove possibili terapie farmacologiche.
La parte medica è conclusa, quella più difficile per me, fortunatamente non siamo a una prova d'esame e lei, Assessore, è medico e non deve darmi un voto. Lascio il campo accademico e rientro nei binari politici. Teniamo conto che combinazione io e lei, Assessore, siamo separati soltanto da alcuni anni dal punto di vista anagrafico. Io e lei, come diversi altri in questo Consiglio, apparteniamo a quella fetta di generazione che ha costituito il boom demografico in Italia. Noi quindi saremo, nostro malgrado, i responsabili di un uragano sul sistema sanitario e sui servizi sociali, è una sorta di inconsapevole o comunque innocente bomba a orologeria, quindi è estremamente importante che si attuino al più presto possibile e si mettano in campo tutte le azioni possibili che il settore della sanità e le scelte politiche possano individuare per poter programmare il presente e soprattutto il futuro. Uno strumento potrebbe essere il piano della salute su cui è opportuno che sia contenuta una strategia preventiva anche sulle tematiche del morbo di Alzheimer. In ogni caso, alla luce di queste premesse, sia della descrizione medica, sia soprattutto della riflessione politica sociologica relativa all'incidenza di quel settore del boom demografico e gli effetti che avrà su un futuro non troppo lontano, esplicito i quesiti dell'interpellanza in cui chiediamo: quali siano le attuali misure in ambito di prevenzione e screening finalizzate alla diagnosi precoci delle sintomatologie del morbo di Alzheimer e quali siano le intenzioni attuali e future in merito all'organizzazione di un servizio di prevenzione di screening finalizzato alle diagnosi precoci delle sintomatologie di tale morbo.
Grazie per l'attenzione, ascolto la risposta.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - Ringrazio il consigliere Distort per aver svelato la nostra età ma io sono più vecchio, quindi sono più a rischio. Giustamente, come ha detto lei, l'Alzheimer è vero che è una malattia che aumenta la frequenza con l'età, però fondamentalmente in ambito della patologia degli anziani è una patologia che insorge piuttosto precocemente, a differenza della demenza senile che invece ha una sorgenza più tardiva.
Tornando all'oggetto dell'interpellanza, con riferimento all'oggetto della presente iniziativa, riguardo a quello che viene fatto in questo momento all'interno dell'Azienda, l'Azienda USL, in coerenza con le disposizioni regionali in materia, ha istituito già da alcuni anni il Centro per la Diagnosi e cura delle Demenze, che prevede al suo interno una équipe multidisciplinare di cui fanno parte i geriatri, neurologi, oltre a neuropsicologi e assistenti sociali. Fra i compiti del CDD, che sarebbe l'acronimo del Centro per la Diagnosi e per le Demenze, vi è anche la diagnosi precoce nelle demenze degenerative, tra le quali la malattia di Alzheimer rappresenta l'entità nosologica principale. Sia la Struttura complessa di Geriatria che la Struttura complessa di Neurologia svolgono ambulatori specialistici dedicati alle demenze degenerative con apposite agende CUP: la Geriatria due volte alla settimana, la Neurologia una volta alla settimana. Questo permette di intercettare i casi sospetti inviati dal medico di medicina generale e impostare un iter diagnostico precoce sia di tipo neuropsicologico, primo e secondo livello, che di tipo bioumorale, c'è l'analisi delle proteine, della neuro degenerazione, del liquido cefalorachidiano e radiologico, risonanza magnetica encefalo e PET.
Consapevoli dell'elevato impatto sociale delle demenze degenerative, l'Azienda USL, di concerto con l'Assessorato della Sanità, salute e politiche sociali, sta attivamente lavorando su più fronti: avviso per il reclutamento della figura professionale di neuropsicologo, upgrade di una delle due risonanze magnetiche attualmente in uso alla Struttura complessa di Radiologia in modo da mantenere un livello di performance sempre aggiornato, sottomissione alla valutazione della Commissione regionale per il Prontuario Terapeutico Regionale (il PTR) del nuovo radiofarmaco Vizamyl dedicato alla diagnosi precoce di accumuli di Beta-amiloide tramite PET in pazienti con sospetta demenza degenerativa allo stadio precoce, analisi in loco del liquor cefalorachidiano di pazienti con sospetta demenza degenerativa mediante ricerca di proteine della neurodegenerazione tipo Beta-amiloide e proteina Tau in particolare. Oltre a ciò, una équipe specializzata di clinici sta attivamente lavorando con il centro CMP3 VDA sulla ricerca genomica e la medicina personalizzata delle demenze degenerative. Tutte queste attività miglioreranno sia la diagnosi che le cure precoci di questa patologia neurologica altamente invalidante rendendo la Valle d'Aosta una tra le Regioni italiane più all'avanguardia non solo nell'attività clinica, ma anche nella ricerca applicata.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Distort.
Distort (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta che contiene sicuramente degli elementi che fanno ben sperare. Intanto sono perfettamente a conoscenza che il sistema sanitario italiano è tra i sistemi migliori al mondo dal punto di vista dell'attenzione verso la presa in carico della popolazione da parte dell'ente pubblico. Sono a conoscenza di quanto, nell'ambito della nostra realtà valdostana, si cerchi di fare, lei ha ulteriormente ribadito alcuni elementi, alcune iniziative e alcuni obiettivi, per cui prendo atto con soddisfazione di quanto lei mi dice.
Ribadisco che se sarà sua cura, assistito dalle persone competenti che fanno parte dell'intero sistema del suo Assessorato, cercare di migliorare, di individuare, di indagare, se esistono possibilità di miglioramento anche di qualcosa già in atto in modo virtuoso, perché il tema dell'Alzheimer penso sia assolutamente chiaro a tutti: si tratta di una patologia che può contenere ancora una lunga aspettativa di vita per il soggetto interessato e questa lunga aspettativa di vita paradossalmente è il problema per sé, per la propria dignità, ma è il problema per chi gli sta vicino, per il sistema sanitario, non esiste nessuno in grado di poter sopperire alle esigenze dell'affetto di questa patologia, per cui è estremamente importante che, sotto questo punto di vista, motivo per cui noi abbiamo voluto presentare quest'interpellanza su questo tema specifico, ci sia la massima attenzione, perché è vero che se per ogni patologia noi presentassimo un'interpellanza, penso che avremmo argomenti per iniziative in Consiglio per tutta la legislatura, per la prossima e forse per quella successiva. Noi abbiamo avuto focalizzarsi proprio su questa particolare patologia proprio in vista della forte incidenza sulla vita sociale, sia dei singoli e della dignità della persona, sia del sistema, a partire dalla prima cellula che è la famiglia fino al sistema sanitario. Grazie per la risposta.
