Oggetto del Consiglio n. 1614 del 9 giugno 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1614/XVI - Interpellanza: "Criticità relative ai percorsi di accesso alternativi alle prestazioni specialistiche erogate in regime istituzionale dall'Azienda USL della Valle d'Aosta".
Bertin (Presidente) - Punto n. 36. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz.
Guichardaz E. (PCP) - Credo che il tema delle liste d'attesa per visite ed esami sia uno dei più affrontati in questo Consiglio regionale ma, nonostante gli sforzi dispensati sia dall'azienda che dalla Regione, le segnalazioni continuano a essere molte, quindi con quest'interpellanza vorremmo conoscere i dati e capire se sono state individuate le criticità e le possibili soluzioni al problema.
Al 31 dicembre 2021 erano 11.394 le prestazioni ambulatoriali sospese e 1.135 le prestazioni di screening oncologico arretrate.
A seguito delle modifiche normative, nell'interpellanza dello scorso Consiglio abbiamo rilevato la criticità dello screening oncologico che ad oggi risulta avere trentamila utenti ancora da analizzare. Con l'interpellanza di oggi invece vorremmo porre l'attenzione sui percorsi di tutela, tenuto conto che le prestazioni ambulatoriali risultano essere ancora molte nel 2022 da effettuare e che oggi ancora molti Valdostani non conoscono la procedura, nonostante vi siano stati, sotto questo punto di vista, sicuramente anche impegni da parte sua. Ci sono dépliant, comunicati stampa, ma ancora oggi... almeno noi rileviamo che questa procedura sia poco conosciuta. In più vorremmo capire le motivazioni delle domande che vengono rifiutate.
Il piano nazionale e il piano regionale di governo delle liste d'attesa stabiliscono che vengano definiti e applicati i percorsi di tutela, ovvero quei percorsi di accesso alternativi alle prestazioni specialistiche erogate in regime istituzionale qualora i tempi massimi di attesa per una prima visita o primo esame strumentale superino la soglia dei trenta o sessanta giorni.
L'Azienda USL, come dicevo, in coerenza con le indicazioni, ha attivato questi percorsi in due differenti a beneficio degli utenti. Come dicevo, i dati che le richiediamo sono molti, quindi immagino che non potrà elencarli tutti, quindi speriamo ce li fornisca in un secondo momento, ma quest'interpellanza ha soprattutto lo scopo di conoscere, come dicevo, quali sono le criticità che sono state riscontrate e quali sono gli obiettivi che si è posti per risolverli.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Barmasse.
Barmasse (UV) - Grazie consigliera Guichardaz anche per quest'interpellanza, perché ci permette comunque di fare un po' di chiarezza e pubblicizzare questi percorsi, che a volte non sono forse abbastanza venuti a conoscenza della popolazione. Come ha già anticipato lei, se lei è d'accordo, io le darò qualche macrodato, ma il particolare poi glielo fornisco a parte.
La prima domanda è: "il numero delle richieste da parte degli utenti per poter usufruire delle prestazioni in percorsi di tutela suddivise per prestazione nell'ultimo anno, suddivise per trimestre, specificando la specialità, quante di queste sono state accolte e per quelle non accolte il motivo del diniego". Nel 2021 le prestazioni erogate dall'Azienda USL della Valle d'Aosta nel percorso di tutela previsto dall'articolo 3, comma 13, del decreto legislativo n. 124/1998 sono state in totale 137 suddivise nel modo seguente... e qui le fornirò una tabella se è d'accordo. Nel medesimo periodo le istanze non accolte sono state 11 e ci sono tutte le motivazioni e, se è sempre d'accordo, gliele fornisco a parte.
La seconda domanda è: "i dati relativi ai due percorsi di tutela attivati: tipologia di percorso, strutture interessate, numero ore in libera professione, prestazioni ambulatoriali recuperate e relativi costi". I due percorsi di tutela, previsti dal piano nazionale e regionale per il governo delle liste di attesa, permettono, da un lato, l'erogazione della prestazione da parte delle strutture private accreditate; dall'altro, lo svolgimento dell'attività di LPI con oneri a carico dell'azienda da parte di medici specialisti nei casi in cui l'azienda USL non è in grado di erogare nei tempi previsti dal codice di priorità tutte le prestazioni prescritte ai cittadini. Per ciò che concerne l'erogazione delle prestazioni da parte dei centri privati accreditati, l'attività viene disciplinata, oltre che dalle norme nazionali e dalle indicazioni regionali, da appositi accordi contrattuali che stabiliscono le modalità di accesso, i requisiti che le strutture devono garantire, la tipologia di prestazione da erogare, i volumi di attività e i relativi costi. In particolare, nel corso del 2022 l'Azienda USL ha stipulato tre accordi contrattuali per prestazioni ambulatori:
- un accordo contrattuale stipulato con la società Technos Medica per l'erogazione di prestazioni di radiologia diagnostica; tale accordo è stato approvato per il periodo 1° gennaio 2022-30 giugno 2022. I competenti uffici dell'Azienda USL stanno procedendo al rinnovo dell'accordo sopracitato al fine di garantire le prestazioni di radiologia diagnostica anche per il secondo semestre dell'anno in corso. Il costo totale dell'attività sopradescritta presumibilmente sarà pari a euro 370 mila per l'intero 2022; - un secondo accordo contrattuale stipulato con l'Istituto Radiologico Valdostano per l'erogazione di prestazioni di radiologia diagnostica, tale accordo è stato approvato per il periodo 1° gennaio 2022-30 giugno 2022, anche in questo caso i competenti uffici stanno procedendo al rinnovo dell'accordo per il secondo semestre del 2022. Il costo totale dell'attività sopra descritta per l'intero anno presumibilmente sarà pari a euro 509.600;
- un accordo contrattuale stipulato con l'Istituto Radiologico Valdostano S.r.l. per l'erogazione di prestazioni ambulatoriali di dermatologia. L'accordo è stato approvato per il periodo 1° gennaio 2022-30 giugno 2022. I competenti uffici stanno procedendo al rinnovo dell'accordo sopracitato al fine di garantire le prestazioni di dermatologia anche per il secondo semestre 2022. Il costo totale che l'azienda dovrà sostenere per l'erogazione dell'attività sopraindicata per l'intero anno presumibilmente ammonterà a euro 98.300.
I tre accordi sopra descritti permettono l'erogazione di quelle prestazioni che non possono essere eseguite dalle strutture aziendali. La modalità di accesso a tale attività è analoga a quella erogata in istituzionale, cioè l'utente in possesso di impegnativa con indicazione della prestazione di cui necessita attraverso il CUP potrà prenotare l'esame strumentale o la visita specialistica. Dovrà poi recarsi presso il centro privato accreditato indicato in fase di prenotazione dove potrà pagare il ticket dove non esente.
Inoltre, l'Azienda USL ha previsto da giugno che una parte delle prestazioni erogate nell'ambito delle convenzioni sopra richiamate sia riservata a dare risposta alle istanze presentate nell'ambito dei percorsi di tutela. Con riferimento al percorso di tutela con prestazione in LPI, attraverso cioè l'utilizzo del cosiddetto "Fondo Balduzzi", dal 1° gennaio al 20 maggio 2022 sono pervenute circa 675 istanze, c'è tutta la suddivisione e anche questa gliela farò avere se è d'accordo. Tale incremento trova ragione innanzitutto nella maggiore conoscenza della cittadinanza di questa modalità di accesso ai servizi sanitari grazie anche alla campagna d'informazione attuata dall'Assessorato in collaborazione con l'Azienda USL, oltre che ovviamente alla necessità di recuperare le numerose prestazioni non erogate durante il periodo emergenziale e si affianca a una generale ripresa dell'attività ordinaria anche in attuazione del piano operativo regionale per il recupero delle liste di attesa di cui alla DGR n. 399/2022.
Terza domanda: "se in quest'ultimo anno le prestazioni in LPI siano aumentate, in che percentuale rispetto allo scorso anno e al tipo di prestazione comparando i volumi di LPI/vs attività istituzionale concordati in sede di negoziazione di budget anno 2021 e primo trimestre 2022". Vi riporto, quindi, i dati finanziari relativi al fatturato teorico erogato in istituzionale e quello in libera professione intramoenia, che permettono un raffronto dei volumi rispetto alle ultime tre annualità: 2019, 2020 e 2021, inserendo anche il 2019, cioè ante pandemia da Covid 19, il che permette una valutazione anche su un anno non influenzato da tale evento. Fatturato istituzionale: nel 2019 92.868.000, nel 2020 78.913.000, nel 2021 85.174.000. Totale ricavi in LPI: nel 2019 3.302.000; nel 2020, diciamo l'anno pandemico per eccellenza, 2.672.627; nel 2021 3.788.732. Percentuale dei volumi in LPI su istituzionale: nel 2019 il 3,55, nel 2020 3,4 e nel 2021 4,45. I volumi finanziari denotano nel 2021 un incremento dell'attività in istituzionale e anche una ripresa dell'attività in LPI, entrambe scese nel 2020 a causa della chiusura degli ambulatori per via del Covid.
Quarta domanda: "quali siano le criticità riferite all'accesso a questi percorsi (in particolare segnalando il numero e le tipologie di prestazione con agenda "chiusa" o "non prenotabile"...) e cosa si stia facendo o si intenda fare per affrontare le suddette criticità". La principale criticità che è alla base delle istanze di accesso ai percorsi di tutela da parte dei cittadini è sostanzialmente quella della carenza di personale medico a livello nazionale, quindi anche in Valle d'Aosta e per alcune specialità non permette di erogare sufficienti prestazioni per soddisfare il fabbisogno di prestazioni. Mi preme sottolineare che l'istituto del ricorso alla libera professione intramuraria e al privato accreditato è un istituto previsto dalle norme vigenti in materia sanitaria e va utilizzato per garantire le prestazioni più urgenti ai cittadini in caso di difficoltà della struttura sanitaria pubblica a erogare le prestazioni. Sia l'Assessorato che l'Azienda USL monitorano così, come il Ministero della salute, semestralmente, secondo quanto previsto dai piani nazionali e regionali e liste di attesa, l'attività svolta in regime istituzionale e in regime LPI al fine di evitare effetti distorsivi del sistema sanitario. Tranquillizzo, quindi, rispetto al timore che la sanità valdostana favorisca il privato, posso dire che, anche grazie alla collaborazione delle strutture sanitarie private del territorio, siamo riusciti a garantire al cittadino in periodo Covid una serie di prestazioni per le quali era impossibile l'erogazione in ambito aziendale. Ora l'Azienda USL sta mettendo in atto tutte le attività necessarie a riportare nell'alveo della sanità pubblica tutto quanto possibile per recuperare le prestazioni non erogate in pandemia.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, a lei la parola.
Guichardaz E. (PCP) - Naturalmente, come ha fatto rilevare l'Assessore, il percorso di tutela dovrebbe essere un ricorso eccezionale e, dai dati che ci ha illustrato, dai macrodati, vediamo naturalmente quello che ci aspettavamo, quindi un aumento anche dell'attività di libera professione. Non si capisce quindi come mai vi siano ancora così tante lamentele riferite a questi percorsi e come mai non solo queste visite, ma anche le visite successive risultino ancora poco tutelate. La reintroduzione del malum, secondo noi, farà aumentare ancora di più l'esasperazione delle persone che si trovano ad avere appuntamenti molto lontani nel tempo che facilmente possono dimenticare.
Non ho sentito rispondere rispetto alla chiusura delle agende perché se andiamo sul portale fornito dall'Azienda, ci ritroviamo spesso a vedere che le agende vengono chiuse, naturalmente questo in contrasto rispetto alla normativa. Sembra quasi che chi genera la domanda poi offra la prestazione.
Lei ha citato il monitoraggio rispetto alla libera professione, le vorrei far notare che sul sito dell'Azienda siamo fermi al primo semestre del 2021, nonostante l'USL abbia addirittura istituito una PO proprio per questo monitoraggio. Sarebbe importante, anche per evitare interpellanze come questa... se ci fosse un aggiornamento un po' più puntuale di quel monitoraggio, molto probabilmente potremmo anche capire in maniera più puntuale quanto sta avvenendo, soprattutto tenuto conto che questi dati, come lei diceva, sono molto importanti per la programmazione soprattutto del futuro. Sappiamo bene che, come anche lei ha detto, la pandemia ha sicuramente influito, ma credo che anche una gestione e una programmazione degli ultimi dieci anni abbia influito rispetto a quanto c'è in questo momento e a quanto vediamo in questo momento.
Secondo noi, per rispondere ai cittadini, sarebbe importante che il CUP, che spesso non dice dei percorsi di tutela, lo dicesse nel momento in cui la prestazione risulta essere data non nei tempi dovuti, anche se sappiamo bene che anche rispetto ai CUP vi è un lavoro che non è solo quello della prenotazione, ma vi sono anche i ricorsi, vi sono le prenotazioni, le scelte, le revoche, quindi, anche sotto quel punto di vista, sappiamo che i CUP risultano essere oberati di lavoro.
Anche l'idea che il percorso di tutela possa avvenire solo allo sportello, secondo noi, limita notevolmente questa tipologia di intervento e soprattutto la limita rispetto a quelle persone più fragili e più deboli che non sono a conoscenza delle procedure ma che spesso non attivano il percorso di tutela per la complessità dello stesso.
Molto probabilmente pensare a delle convenzioni con le associazioni dei consumatori, piuttosto che con i sindacati, potrebbe perlomeno aiutare quella fascia di popolazione più anziana, che in questo momento si rivolge spesso a noi ma anche ai medici di medicina generale per avere delle delucidazioni.
Faccio notare che, sotto questo punto di vista, la Regione Toscana, che spesso guardiamo con interesse, ha attivato percorsi condivisi con medici di medicina generale e specialisti che forse sarebbero da prendere in considerazione.
