Oggetto del Consiglio n. 1612 del 9 giugno 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1612/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in ordine alla sospensione dei pagamenti delle sanzioni ai concessionari idroelettrici per il superamento della media annua di prelievo".
Bertin (Presidente) - Punto n. 34 all'ordine del giorno. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Marquis.
Marquis (FI) - A partire dal 2018 sono state emesse, a cura dell'Ufficio sanzioni della Regione, numerose ordinanze ingiuntive, trattasi di erogazione di sanzioni pecuniarie amministrative nei confronti di alcuni concessionari di impianti idroelettrici valdostani per il superamento dei valori di portata media rilevati negli anni 2012 e seguenti.
In adesione a una recente pronuncia del Tribunale superiore delle acque di Roma, nel mese di aprile scorso il Tribunale di Aosta ha pronunciato tre sentenze con le quali ha accolto un ricorso proposto da alcuni concessionari relativamente a cinque supplementi annuali di portata media annua.
Nella sostanza è stata rigettata la tesi sostenuta dalla Regione secondo cui il superamento della portata media comporta l'irrogazione della sanzione prevista dall'articolo 17 del Testo unico delle acque per le derivazioni abusive. Nell'ambito dei predetti contenziosi la Regione è stata anche condannata a rifondere le spese legali sostenute dai ricorrenti per oltre 10 mila euro.
Tenuto conto di queste considerazioni, si interpella l'Assessore competente per conoscere se ci sono state delle sanzioni che sono state erogate, quante, quanti sono stati gli introiti, quanti sono invece i contenziosi in essere e se c'è, a seguito delle sentenze che sono state pronunciate, la volontà da parte della Regione di ritirare le iniziative che sono state poste in essere.
Presidente - Risponde l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Per quanto concerne il primo quesito, si fa presente che sono state comminate complessivamente cinquantotto sanzioni sul superamento delle medie per un importo complessivo di euro 240.700 e al 1° giugno sono stati introitati effettivamente 96.500 euro.
Per quanto concerne il secondo quesito, sempre al 1° giugno 2022, risultano pendenti in ogni grado di giudizio otto contenziosi.
Per quanto concerne il terzo quesito, il Tribunale di Aosta, in accoglimento delle opposizioni avversarie, ha pronunciato le sentenze, come da lei tra l'altro richiamato, n. 120/2022, n. 121/2022 e n. 122/2022, dispositivo di aprile, motivazioni delle sentenze del 31 maggio del 2022, con le quali sono state annullate le ordinanze ingiunzione emesse dalla Regione a seguito di verbali del Corpo forestale della Valle d'Aosta per accertamenti in capo al legale rappresentante di operatori economici diversi.
Ciò premesso, contrariamente a quanto affermato nell'interpellanza, il Tribunale di Aosta non ha in alcun modo affermato la possibilità di prelevare una quantità di acqua superiore al parametro della portata media annua indicata in concessione, ma si è limitato a statuire che detto superamento, al momento privo di sanzione amministrativa, costituisce solamente un parametro volto esclusivamente alla quantificazione forfettaria del canone, senza però rappresentare un limite alla quantificazione concessa.
D'altra parte la questione è da tempo oggetto di approfondimento da parte della struttura Sanzioni amministrative del Dipartimento legislativo e di aiuti di Stato, dalla data del 6 di ottobre del 2021, in seguito alla pronuncia del Tribunale superiore delle acque con la quale il giudice specializzato aveva affermato il principio che il superamento della portata media costituisce un parametro volto alla determinazione del canone annuo e non una violazione amministrativa.
L'Avvocatura, preso atto delle argomentazioni del Tribunale superiore delle acque, riteneva opportuno attendere l'esito dei primi giudizi avanti al Tribunale ordinario del Tribunale di Aosta per pronunciarsi in ordine ai procedimenti sanzionatori e giudiziari pendenti.
In seguito alle prime pronunce del Tribunale di Aosta, richiamate dall'interpellanza, l'Avvocatura regionale suggeriva comunque di attendere il deposito delle motivazioni, 31 di maggio 2022, al fine di assumere le conseguenti determinazioni con cognizione di causa.
Potrebbe divenire efficace la possibilità di non proseguire con l'attuale iter su contenziosi in essere, nonché la definizione interdipartimentale di un iter volto a non replicare ciò che aveva un senso ma che pare non averlo più.
È quindi importante rilevare per la sua replica che esisteva un prima ed esisterà un nuovo dopo, ma solo a partire dal 31 maggio 2022 e oggi è il 9 giugno del 2022, quindi siamo sul pezzo e anche disposti a cambiare.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Marquis.
Marquis (FI) - Grazie Assessore per la risposta che ha dato all'interpellanza che ho proposto, la ricostruzione direi che è stata corretta, l'unica cosa su cui non mi ritrovo è che non c'era un prima e un dopo per le altre Regioni perché la Valle d'Aosta è l'unica Regione che, in applicazione del Regio decreto del 1933, ha emesso queste sanzioni, le altre Regioni per il superamento della media non hanno mai emesso delle sanzioni, quindi per gli altri non c'era un prima, non c'era un dopo, si sono sempre comportati allo stesso modo. Siamo noi che abbiamo avuto dei comportamenti diversificati rispetto al resto del territorio nazionale. Purtroppo tutte queste vicende che sono andate a sentenza, a giudizio, hanno portato anche delle spese che si sono riverberate sulla Regione. Faccio un esempio che forse è quello che rende più l'idea: una di queste cause è di CVA contro il BIM. CVA controllata regionale, BIM Consorzio dei Comuni, tutte e due queste entità sono entità dotate di capacità giuridica individuale, però sono sempre riconducibili al pubblico. Allora quello che ci si deve chiedere è questo: a livello di Ente Regione che sovrintende al funzionamento della macchina pubblica bisognerebbe credo fornire delle linee guida affinché due entità pubbliche non si debbano scannare nei Tribunali. Si scannano nei Tribunali, una vince, l'altra perde, ma la parcella chi la paga? La pagano i cittadini valdostani, sia di chi vince, sia di chi perde. È questo, secondo me, che stride un pochettino su tutta questa vicenda.
Quando lei dice: "potrebbe essere il caso che si ritirino i contenziosi in essere", più che un "potrebbe" io vi invito a ritirarli perché ogni sentenza che è andata a giudizio ha addebitato anche alla Regione le spese legali, quindi sarebbe curioso sapere alla fine quanto è anche il danno che si verifica alle casse regionali.
Poi si innesta anche un'altra problematica, perché c'è qualcuno che ha già pagato, ma cosa ci sarà? Da restituire dei soldi? A coloro che si sono indebitamente prelevati delle decine di migliaia di euro magari.
Sono quindi, secondo me, delle questioni queste su cui bisogna prestare molta attenzione, perché potrebbero avere anche delle conseguenze che poi nessuno vuole neanche immaginare sotto il profilo di responsabilità, al di là di rendere, come dicevo ieri, difficile la vita a chi deve esercitare impresa perché anche dover andare tutti i giorni in Tribunale per potersi difendere dall'ente pubblico credo che sia, oltre che pesante, anche sconveniente. Non credo che sia una cosa stimolante, perché hanno attivato tutta una serie di cause, altre andranno a giudizio. Penso che gli elementi ci potevano essere anche prima di queste sentenze perché bastava applicare il Regio decreto così come lo hanno pubblicato tutte le Regioni italiane, quindi se ci siamo distinti, questa volta ci siamo distinti male.
