Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1609 del 8 giugno 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1609/XVI - Interpellanza: "Iniziative a sostegno del mondo produttivo per far fronte alle difficoltà a reclutare lavoratori nel settore turistico".

Bertin (Presidente) - Punto n. 31 all'ordine del giorno. Si è prenotato il consigliere Marquis per l'illustrazione, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Quest'iniziativa è stata presentata perché abbiamo ascoltato la grande preoccupazione delle associazioni di categoria, che hanno manifestato il disagio di tutti gli operatori che operano nell'ambito del turismo, soprattutto di quello dei servizi, e la loro preoccupazione per ciò che concerne il reclutamento di personale, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, per la stagione estiva.

Questa è una problematica che si è già manifestata dall'anno scorso in Valle d'Aosta. C'è da dire che non solo in Valle d'Aosta si vive questo problema, ma accomuna un po' tutta la realtà italiana in questo difficile momento storico, soprattutto interessa tutte le regioni che hanno una particolare attitudine turistica, specialmente nelle stagioni estive e invernali.

Su questo credo che abbia anche influenza la politica che è stata adottata in questi ultimi anni dallo Stato per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, in particolare il reddito di cittadinanza che, alla fine, anestetizza un po' la volontà di aderire alle proposte di lavoro, perché a volte, quando non si tratta di situazioni di fragilità di tipo personale e si potrebbe trovare anche un'occupazione, diventa poco incentivante andare a lavorare per qualche 100 euro in più al mese rispetto a quello che viene normalmente accreditato.

Tenuto conto di tutto questo, di queste problematiche, con l'iniziativa si chiede se si ha contezza, se si ha una possibile misura di questo disagio, di quante sono eventualmente le situazioni, per quello che si può conoscere, che rientrano in questa casistica e se sono già state prese delle iniziative a sostegno del mondo produttivo per questo tipo di problema o se se ne possano immaginare.

Presidente - Risponde l'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Rispetto all'interpellanza che chiede informazioni in particolare riguardo al settore turistico, credo che potremmo estendere malheureusement in questo momento l'iniziativa anche ad altri settori. Il settore turistico è quello che tra l'altro di qui a poco si troverà a dare la migliore risposta possibile a questo fenomeno che è di questi ultimi mesi, in particolare. È vero che si è evidenziato nell'ultimo anno, ma sempre di più si sta presentando e vediamo come su scala nazionale tutto questo viene amplificato, perché i nostri numeri sono importanti, ma i numeri di altre realtà lo sono ancora di più. Questo è un tema di grande apprensione perché, come tutti sappiamo, la mancanza di lavoratori rischia poi di generare una mancanza di servizi, di redditività delle imprese e anche di economia complessiva.

Il lavoro che stiamo facendo ormai da tempo è in collaborazione in particolare con le associazioni datoriali e le forze sociali, per cercare da un lato di analizzare il problema, dall'altro di andare alla ricerca di possibili soluzioni in termini di strategia a medio o lungo termine, perché nell'immediato è ovvio che non abbiamo grandissime possibilità di intervento.

Si sta studiando la dimensione del problema. C'è da pochi giorni un primo dato, che ovviamente è stimato, da parte di ADAVA, mentre con la Chambre stiamo ragionando a fare un'analisi più approfondita coinvolgendo, se possibile, anche le altre associazioni, per avere un dato complessivo su tutto il settore produttivo. Il primo dato stimato ha risposto a un campione di 232 aziende fatto da ADAVA - ci chiedono anche loro di prendere con le pinze questo numero - ed è di 800/1000 i lavoratori attualmente mancanti all'interno delle aziende. È un dato che però andrà verificato anche nell'organizzazione complessiva della gestione delle imprese. È un dato che, tra l'altro, noi abbiamo portato all'attenzione anche del ministro Orlando, come tutte le altre Regioni, per quello che riguarda i flussi dei lavoratori che potrebbero generare, sia qui che nell'agricoltura e nel campo dell'edilizia, un possibile interesse da parte delle imprese.

Il perché si viva questa situazione. Da un lato ormai tutti gli elementi di analisi portano a dire che i due anni di pandemia hanno creato una difficoltà importante in quei settori dove il lavoro è caratterizzato in maniera particolare dalla stagionalità. La stagionalità ha fatto sì che sia venuto a mancare personale, in particolare per noi che abbiamo una stagionalità importante nel momento invernale; ci sono lavoratori che si sono allontanati da certe professioni, da certi mestieri e si sono avvicinati ad altri lavori.

Le condizioni generali a livello contrattuale. Le stesse associazioni stanno cercando di far sì che sempre di più si possano offrire condizioni le migliori possibili non solo a livello economico, ma di organizzazione complessiva della gestione della vita del lavoratore che, tante volte, arriva da fuori dal nostro territorio. Poi, l'ha detto anche lei, una migliore organizzazione della gestione degli ammortizzatori sociali, per far sì che questi possano essere uno strumento di sostegno alla disoccupazione nel momento importante in cui questa si genera, ma non uno strumento di accompagnamento della stagionalità del lavoro, soprattutto in sistemi lavorativi come i nostri.

Quello che noi stiamo facendo, che poi sono gli indirizzi che stiamo esprimendo ormai da un anno come Consiglio di politiche del lavoro, è cercare di attivare una serie di politiche. La prima è stata - l'abbiamo fatto anche per questa stagione - un'iniziativa per cercare di portare i potenziali candidati all'interesse e alle imprese, quindi c'è stato tutto un lavoro per informare più di settecento persone sulle possibilità di lavoro che oggi ci sono nel settore turistico ricettivo in Valle d'Aosta; una risposta a questa sollecitazione, sensibilizzazione, chiamiamola come vogliamo, c'è stata da parte di sessanta candidati. Più di settecento messaggi informativi hanno visto la risposta di sessanta candidati alla richiesta di rispondere all'offerta di lavoro.

Da un lato noi stiamo sensibilizzando gli utenti che abbiamo iscritti ai centri dell'impiego e tutti coloro che si riferiscono ai servizi generali. Dall'altro abbiamo messo a disposizione, come sappiamo tutti, degli incentivi per la stabilizzazione, per far sì che le aziende quantomeno potessero stabilizzare quel personale con delle professionalità già acquisite; devo dire che in questo senso il settore turistico ha ben reagito a quello stimolo, perché sono state molto importanti le stabilizzazioni fatte dalle imprese in turistico rispetto al numero complessivo.

Nelle attività sulle politiche attive, che sono quelle più importanti, c'è un programma che è partito a livello nazionale e che vede la nostra regione coinvolta. È il programma GOL, che ci dovrà servire per far acquisire maggiori competenze ai lavoratori iscritti ai centri dell'impiego, riacquisire delle competenze a chi non le ha o cercare di migliorare ancora quelle competenze di quelle persone che già lavorano in questo settore, ma hanno necessità di adattarsi ai cambiamenti che anche il mondo del lavoro nel settore turistico sta comportando. Sono persone che sono già inserite nei programmi di formazione e che dovremo cercare di portare, il più velocemente possibile, a essere disponibili ad accettare lavoro.

Rispetto ai giovani, l'iniziativa della collega Minelli e la risposta dell'assessore Guichardaz vanno in quella direzione. Abbiamo un settore formativo di alta qualità, come quello della fondazione alberghiera, che offre due tipi di percorsi di formazione professionale; su questo le iniziative ci sono e stiamo cercando di dare, anche lì, nuovi percorsi. È ovvio che c'è un aspetto culturale da far maturare e come si pensa di fare l'orientamento. Ne parlava prima il collega Caveri: stiamo sempre più cercando di dare le informazioni ai ragazzi non all'ultimo mese della terza media, ma iniziando prima, però se poi l'aspetto culturale non riusciamo a superarlo, capita ancora - come vediamo quest'anno - che il numero di iscrizioni importante ai licei superi quello dell'iscrizione all'istruzione tecnica professionale e alla formazione professionale. Ogni famiglia giustamente fa le sue scelte, però se vogliamo dare delle opportunità ai nostri giovani e sappiamo che lì ce ne sono, è ovvio che abbiamo bisogno di persone che credano in quell'opportunità.

Infine, la cosa più importante è una strategia che si sta mettendo in campo con tutti i settori: vogliamo andare a costruire questo documento che si chiamerà "Alleanza per il lavoro", dove si andranno a fare le valutazioni su tutto quello che è necessario migliorare da parte del sistema pubblico per il governo delle politiche del lavoro, da parte delle imprese, da parte dei lavoratori, da parte anche di coloro che debbono sostenere e controllare il mondo del lavoro, per garantire un'appetibilità dei posti di lavoro in senso generale. La discussione che in questo momento c'è a livello nazionale sul salario minimo rientrerà anche quella, però per garantire anche a tutti una lealtà nel gestire la crescita e l'attività di impresa, perché ancora oggi da un lato non troviamo lavoratori, però purtroppo poi ci sono lavori che vengono svolti senza la necessaria trasparenza, neanche per i contratti che dovrebbero essere offerti.

Per concludere, le iniziative che si possono portare avanti sono quelle a 360 gradi, che comprenderanno anche la possibile attivazione di contratti di secondo livello nel settore turistico, se ci sarà la disponibilità di imprese e lavoratori, per andare a generare un'appetibilità e una valenza maggiore di quel posto di lavoro, che oggi viene poco valorizzato da parte di chi è alla ricerca di impiego.

Presidente - Per replica il consigliere Marquis.

Marquis (FI) - Grazie Assessore per la risposta che ha fornito all'interpellanza. È del tutto evidente, anche dalle sue parole, che la situazione non può che destare un po' di preoccupazione, nel senso che se si parla di 800/1000 potenziali persone che vengono meno a essere funzionali per prestare delle attività che devono essere attivate sul nostro territorio, sicuramente questo è un problema da considerare.

Ho apprezzato il suo intervento quando ha parlato di politiche attive. È del tutto evidente che questa è una materia molto complessa e che si deve ragionare su più livelli: sul breve periodo e sul medio-lungo. Sul medio-lungo ovviamente le cose da fare sono tante, i miglioramenti da apportare sono molti, a partire dalla formazione scolastica e dall'orientamento, per arrivare poi alla preparazione delle competenze. Mai prima d'oggi c'era stata una problematica di questo livello sulle competenze, quindi forse soffriamo anche la mancanza di banche dati sotto questo profilo. Credo che sarebbe importante, visto che siamo anche una realtà non troppo grossa in Valle d'Aosta, cercare di creare un contenitore, una banca dati, dove anche con dispendio di energie da parte del mondo datoriale, bisognerebbe riuscire a capire quali sono, nell'ambito dei tre, quattro, cinque anni prossimi, le possibilità che la Valle d'Aosta offre, anche per poter indirizzare poi a determinate professionalità, perché il più delle volte sinora si è dato corso a tutta una serie di iniziative e di politiche attive che poi, di fatto, se andassimo a misurare i risultati, potrebbero anche dar luogo a delle riflessioni. Non sempre chi ha partecipato a dei corsi di formazione è riuscito a trovare lavoro. Credo che il lavoro da fare sia soprattutto nella fase di monitoraggio di queste situazioni. Poi è ovvio che dipende anche da dinamiche di tipo socioeconomico che accomunano la nostra realtà al territorio nazionale.

Per quanto invece riguarda il breve periodo, a mio avviso il problema comunque c'è e in qualche modo bisogna provare a dare una soluzione, perché diversamente speriamo che vada per il meglio e che gli imprenditori possano da soli trovare una soluzione. Credo che, alla luce anche di quello che ha detto lei, il problema sul breve periodo può solo essere affrontato in un modo: attraverso dei benefici economici che possano essere incentivanti, tenuto conto che c'è una vasta platea che gode del reddito di cittadinanza.

Probabilmente se si rende un pelo più appetibile a livello economico, a livello di gratifica, questo tipo di attività, magari qualcosa si può fare. Quindi, in una valutazione nel breve periodo, se ci fosse qualche risorsa da mettere a disposizione, a mio avviso andrebbe fatto, perché è l'unica possibilità un po' concreta che si può provare ad attuare. Diversamente tutto il resto, tutto quello che si può mettere in atto, potrà dare eventualmente dei risultati sul lungo periodo. Credo che la problematica sia grossa e occorra in qualche modo provare a individuare delle soluzioni.