Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1603 del 8 giugno 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1603/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito alla revisione dell'organizzazione dell'École Hôtelière de la Vallée d'Aoste".

Bertin (Presidente) - Riprendiamo, siamo al punto n. 25. Illustra la consigliera Minelli.

Minelli (PCP) - È noto a tutti, credo, che c'è una crescente e preoccupante difficoltà degli albergatori e dei ristoratori della nostra regione a reperire del personale in vista della stagione estiva, un problema che si era già peraltro riproposto anche in altri momenti. È una criticità che non riguarda soltanto la Valle d'Aosta, la sentiamo su tutto il territorio nazionale, però è indubbio che in una regione a vocazione turistica come la nostra il problema è ancora più sentito.

Sappiamo che l'École Hôtelière, come è stato anche confermato dalla dirigenza nei giorni scorsi ed è emerso pure su fonti di stampa, ha ricevuto circa seicento richieste di stagisti, a fronte della sua possibilità di soddisfarne soltanto un centinaio, perché i numeri sappiamo sono quelli. Sappiamo anche che attualmente il numero di studenti che vengono ammessi a ogni nuovo corso di studi è pari a circa sessanta unità, che sono divise tra le quaranta circa per il percorso quinquennale e una ventina per il percorso di istruzione e formazione professionale.

La scuola alberghiera nella nostra Regione è un'importantissima realtà fin dal 1956 quando la prima sede, lo ricordiamo, era a Étroubles e ospitava venticinque allievi convittuali che allora erano soltanto maschi, quindi nel tempo c'è stata fortunatamente anche una buona evoluzione pure per quello che riguarda l'utenza femminile. Una realtà che è cresciuta nel tempo, che poi si è trasferita a Porossan e successivamente, nel 1989, a Châtillon. La scuola è poi stata strutturata, con la legge regionale 20 del 1991, in fondazione per la formazione professionale turistica, a cui dieci anni dopo, nel 2001, è stata riconosciuta anche la possibilità di svolgere attività di istruzione professionale. Dal 2011 la fondazione è diventata di totale di proprietà regionale.

La scuola alberghiera, o École Hôtelière, mi piace chiamarla così perché il termine scuola è quello più corretto e dalle connotazioni più immediate, ha formato centinaia di ragazzi per l'attività alberghiera, l'attività di bar ristorazione e anche di accoglienza, con dei positivi risultati sul piano del loro futuro lavorativo. I dati che sono attualmente disponibili anche sul sito della scuola ci dicono che il 79 percento di studenti lavorano dopo il loro percorso scolastico; il 95 percento di studenti svolgono una professione che è coerente con quel percorso, ed è un dato molto alto; il 16 percento di ex studenti lavorano all'estero; tra l'altro, ho un figlio che è in questa condizione.

Sono cospicue le risorse finanziarie che l'Amministrazione regionale impiega annualmente per il funzionamento di tutte le attività dell'École, che risulta essere a tutti gli effetti una scuola totalmente pubblica, pur non avendone attualmente la forma. Ciò che implica, a nostro avviso, varie criticità in particolare per quanto riguarda il personale docente, il personale scolastico, il suo inquadramento professionale e il suo futuro. Su questo noi crediamo che si debba aprire un dibattito, con un approfondimento nelle Commissioni competenti, che coinvolga tutti i soggetti interessati, considerato che si fa sempre più urgente una pianificazione a medio e a lungo termine dell'istruzione e della formazione professionale regionale. Aggiungo, con un occhio alla realtà socioeconomica dell'intera regione e con un altro occhio alla valorizzazione dell'esistente e anche del territorio in cui la scuola è collocata.

Evidenziate queste premesse che, ne sono perfettamente consapevole, non sono sufficienti a inquadrare l'argomento che, come ho detto, richiede delle riflessioni più ampie e articolate a livello diverso, non soltanto con un'iniziativa di tipo consiliare, quello che chiediamo all'assessore competente, però anche coscienti che il suo non è l'unico dipartimento a essere interessato da questo argomento, è di sapere se ritiene opportuna una specifica azione di promozione di questa realtà scolastica anche ampliando il numero di posti per i corsi quinquennali e per la formazione professionale dell'École Hôtelière, al fine di potenziare la disponibilità di professionisti nel settore turistico alberghiero, di cui c'è ovviamente un grande bisogno. Sappiamo che in questi giorni si stanno assumendo addirittura dipendenti che arrivano da molto lontano, perché non c'è una disponibilità sufficiente.

Secondariamente, se è intenzione del Governo, in un futuro che noi speriamo prossimo, rivedere l'organizzazione complessiva dell'École Hôtelière in un'ottica, e questa è una delle cose che noi crediamo essere importanti, di passaggio a scuola pubblica.

Presidente - Per la risposta l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - Grazie collega Minelli. Il tema è complesso, è à la une in questo periodo e rispetto al tema dell'occupazione risponderà anche il collega Bertschy successivamente.

Quella della sua interpellanza è una premessa positiva rispetto al modello di scuola e anche alle prospettive di una scuola che vuole creare dei professionisti del settore dell'hôtellerie, alberghiero soprattutto. Il fatto che tanti operatori, tante aziende, abbiano fatto domanda per poter avere dei ragazzi in stage, in tirocinio estivo, dice anche di un buon rapporto e di una buona relazione tra la parte produttiva, se vogliamo imprenditoriale, e la scuola che è un po' l'obiettivo che credo si proponga anche un modello di scuola come questa.

In seguito all'aumento delle proposte formative per gli studenti delle scuole secondarie di primo grado e al calo demografico, di cui abbiamo lungamente e ripetutamente parlato, la cui tendenza andrà a esacerbarsi prossimamente, la propensione generale degli studenti a scegliere i licei registra in questi ultimi anni, come lei saprà, un calo nelle iscrizioni all'esame di ammissione dell'École Hôtelière della Valle d'Aosta. Per contrastare questo problema si è pensato innanzitutto di rivedere l'offerta formativa per renderla più attuale, innovativa, e di conseguenza attrattiva, anche perché, come lei ha ben detto e argomentato, il turismo evolve molto rapidamente e la scuola, di conseguenza, deve essere in grado di rinnovarsi, soprattutto in un ambito come questo che è molto dinamico.

Per riscontrare la sua interpellanza, le segnalo che stiamo lavorando a un rafforzamento dell'internazionalizzazione, con la presenza sempre più importante di esperti madrelingue, tra l'altro finanziati da un progetto INTERREG stage; le ore di compresenza solo quest'anno sono state 1260 con questi tre esperti di madrelingua francese. Lo studio di un progetto di sperimentazione, di un percorso in immersione inglese e francese per gli IFP, che stiamo elaborando d'intesa anche con l'assessore Bertschy. Una revisione dell'organizzazione didattica laboratoriale del quarto e quinto anno sul modello di altre scuole alberghiere italiane, che va incontro alle propensioni di ogni alunno in modo da motivare maggiormente i ragazzi e rispondere all'esigenza di costruire dei profili professionali più adeguati e meno standardizzati.

In concomitanza a queste azioni operative, didattiche e formative, si è pensato anche di attivare una specifica azione di promozione prevista e finanziata dal progetto INTERREG stage, che è stato fortemente voluto anche dall'attuale consiglio di amministrazione. Questo progetto prevede un budget di 760 mila euro che vengono destinati in parte allo scambio tra studenti svizzeri e valdostani tra le due scuole, in parte alla realizzazione di un piano di marketing, che ha l'obiettivo di valorizzare l'immagine della figura professionale legata al mondo alberghiero e della ristorazione e migliorare l'attrattiva della scuola, non solo nell'ambito - questo lo voglio dire - della cucina, ma anche della sala che è, purtroppo, forse anche per conseguenza di una politica televisiva che tende a valorizzare più la parte culinaria, rende un po' più negletta la parte di sala, ma stiamo lavorando molto anche nella costruzione di un interesse intorno a questa figura che è fondamentale.

Questa situazione ha determinato l'ideazione di una serie di campagne stampa, volte a evidenziare i vantaggi in termini di prospettive lavorative professionali per gli studenti che intendono iscriversi alla scuola alberghiera, anche utilizzando gli esempi virtuosi di studenti che quest'anno hanno ricevuto diversi riconoscimenti: dalla medaglia d'oro alle Olimpiadi Young Chef, al primo premio al trofeo Thonon Chateldon per la sala, al primo premio Ricola, al primo premio Abbé Trèves, fino all'organizzazione, come lei sa e come è stato scritto su diversi media, della prima rete di ex allievi che ha visto radunarsi poco tempo fa più di duecento persone.

L'attuale consiglio di amministrazione ha voluto anche una maggior presenza della scuola sotto il profilo mediatico, infatti una delle prime azioni è stata la revisione del logo e del sito Internet. Quest'ultimo è uno strumento fondamentale di promozione anche del mondo alberghiero: siamo infatti arrivati, grazie all'investimento fatto, a decine di migliaia di utenti e a oltre trentamila, adesso sono aumentate, visualizzazione. Anche la presenza sui social ha visto una decisa impennata, arrivando a decine di migliaia di visualizzazioni e a moltissimi like; lei avrà visto che vi sono delle pagine nei maggiori social network, Facebook, Twitter, eccetera. A questo aggiungiamo le "Porte aperte" organizzate per la prima volta a novembre e abbiamo l'intenzione di intensificare la promozione sia nei confronti delle classi terze, ma stiamo ragionando di anticipare delle forme di promozione anche nelle classi seconde delle scuole secondarie di primo grado, perché la maturazione della vocazione e dell'interesse è qualcosa che presuppone - a nostro parere - anche un tempo e anche un ragionamento più lungo.

Per quanto riguarda l'ampliamento dell'offerta formativa per le IFP, la determinazione di quanti corsi attivare e per quali figure è in capo all'Assessorato del collega Bertschy. Per l'anno scolastico 2022-2023 è stato attivato un bando a cui ha partecipato la scuola, in cui era previsto il percorso in ambito turistico e verrà così attivato un corso per un minimo di quindici partecipanti. Il consiglio di amministrazione della fondazione ha poi deliberato già l'anno scorso l'aumento della percentuale di studenti provenienti da fuori Valle, con l'obiettivo di diventare un polo d'eccellenza che possa richiamare anche studenti fuori dai nostri confini, fidelizzando in tal modo persone, futuri professionisti, provenienti da un bacino più ampio rispetto a quello molto limitato della nostra piccola regione. Inoltre il consiglio di amministrazione ha manifestato l'interesse ad aderire al programma GOL per la formazione professionale degli adulti nel campo turistico, così come avviene in alcune scuole in Italia e all'estero.

Per quanto riguarda il secondo punto, francamente credo che la trasformazione totalmente pubblica di una scuola come questa, che da anni si sostanzia in una formula mista, non sia - a mio modesto parere - la soluzione, anzi. Al contrario, il passaggio a una scuola totalmente pubblica, oltre ad avere delle grossissime complessità, perché come lei sa non è solo il caso dell'École Hôtelière, ma i docenti dell'area professionale dell'IFP entrerebbero dentro un meccanismo anche di confronto con i docenti in cui si applica il contratto ANINSEI, affine ai contratti applicati nella scuola pubblica. In più ci sarebbe anche un aggravio dei costi e delle spese della Regione, anche perché i contratti cambierebbero in alcuni casi, scenderebbero a 36 ore anziché a 38 rispetto ad alcune figure inquadrate con altri contratti, soprattutto per quanto riguarda il personale ATA. La fondazione per la formazione professionale turistica, così come la Fondation Institut Agricole, si occupa di settori strategici in Valle d'Aosta, quindi pensare che queste scuole possano essere tout court trasformate in scuole pubbliche, con meccanismi completamente pubblici, di fatto lo sono nella sostanza, vuol dire fare in modo che si creino delle...

Presidente - Concluda, due minuti.

Guichardaz J. (FP-PD) - Ricordiamo che nella fondazione turistica professionale i vertici sono rappresentati in parte dalle categorie, che garantiscono che le scelte siano fatte anche allo scopo di rispondere in modo adeguato alle richieste del mercato. Questo modello credo abbia preso una sua ispirazione dalle écoles hôtelières svizzere che sono le migliori al mondo; vale la pena ricordare che nella classifica mondiale delle prime dieci, sei sono svizzere. In tutta la Svizzera Hotel & Gastro formation Suisse definisce il piano di formazione, il numero di giorni di formazione all'anno, il numero di giorni di laboratori e di teoria all'anno. Per essere sempre vicina alle esigenze del mondo del lavoro, ogni cinque anni il piano di formazione viene adeguato, rivisto e aggiornato proprio dalle associazioni di categoria che presentano alla Confédération le esigenze che emergono e, grazie a questa metodologia, i piani e gli strumenti didattici, i manuali seguono le richieste del mercato e a volte le anticipano.

Aggiungo solo che di fatto, come dicevo prima, questa scuola comunque unisce il vantaggio di una flessibilità, dovuta anche alla partecipazione attiva degli operatori, ai vantaggi della scuola pubblica. Come lei sa, la scuola è vincolata comunque a sistemi di procedura e di selezione pubblica - tra l'altro, a breve emaneremo il nuovo regolamento assunzionale -, a sistemi di acquisizione di beni e servizi tramite procedure d'appalto, quindi di fatto è una scuola che è capace di unire una certa flessibilità, una certa vicinanza al mondo del lavoro, ma con le garanzie proprie di un sistema pubblico della trasparenza.

Presidente - Per la replica la consigliera Minelli.

Minelli (PCP) - Grazie Assessore per la risposta, che ovviamente è stata molto ampia e articolata e ha messo in luce una serie di azioni che sono in corso. Io credo che, tra tutti i vari aspetti che sono stati evidenziati, occorra puntare l'attenzione su alcuni che sono sostanzialmente quelli che hanno come scopo il miglioramento dell'attrattività della scuola.

Lo ha ricordato lei, fino a qualche tempo fa il numero di allievi che potevano iscriversi da fuori Valle era estremamente limitato: erano, se non ricordo male, quattro o sei per ogni classe inizialmente; adesso non sono stati dati i numeri, ma ho capito e sapevo che è stato leggermente ampliato, a fronte del fatto però che nel complesso le iscrizioni totali, anche dei nostri alunni residenti in Valle d'Aosta, nel tempo sono diminuite. Prima quando c'era la selezione era difficile riuscire ad accedere, a passare l'esame di ammissione, perché le richieste erano tante e i posti erano quelli che erano.

Credo però che occorra, se si vuole andare nella direzione di attrarre alunni da fuori Valle, anche pensare a un potenziamento della disponibilità dei posti per i convittori. Nella struttura che c'è attualmente in Via Italo Mus non abbiamo la disponibilità sufficiente, però abbiamo l'Istituto Gervasone che è praticamente ormai vuoto o comunque sottoutilizzato e ci sono anche altre strutture tra Châtillon e Saint-Vincent che potrebbero essere utilizzate allo scopo. Considerato il valore che questa scuola ha avuto nel tempo, credo che sia seconda soltanto alla scuola di Stresa, recuperare tutto quel patrimonio che noi abbiamo e che in parte viene già valorizzato con le attività che sono state dette, potrebbe essere molto importante per far arrivare utenza da fuori Valle, anche considerato - lo ha ricordato - che andiamo incontro a un periodo in cui c'è una diminuzione della natalità attuale che si riverbererà tra dieci/quattordici anni su quella che sarà la futura utenza. Sicuramente aumentare l'attrattività e la disponibilità di accoglienza per gli studenti da fuori Valle è importante.

Importanti poi anche tutte le azioni che sono state fatte sotto l'aspetto mediatico, che però non devono rimanere fini a sé stesse, perché la necessità di convincere della bontà dell'istruzione professionale, in questo caso regionale, deve essere un tema che ci dovrà impegnare molto nei prossimi anni, anche e proprio perché c'è una richiesta e perché noi sappiamo di essere una regione che vive principalmente di turismo; avere delle professionalità adeguate ai tempi - è corretto tutto quello che è stato detto sull'immersione nei corsi fatti da esperti anglofoni e francofoni - è sicuramente importante.

Sulla questione invece della trasformazione in scuola pubblica, lei dice: "non ritengo che sia una soluzione al problema, anzi, che sia più complicato soprattutto per i docenti del percorso di istruzione professionale". Io rilevo una cosa però, che non può essere taciuta, che c'è una costante emorragia di docenti - non parlo delle materie più tecniche, parlo dei docenti generalisti - che appena possono si spostano dall'École Hôtelière alla scuola pubblica, perché il percorso, soprattutto legato a quella che è la contribuzione da una parte, ma anche quello che è il futuro, quindi la pensione, eccetera, evidentemente è diverso. Non si passa neanche di ruolo, quindi è difficile, e questa cosa non va bene, perché succede che se ne vadano le risorse spesso migliori, e c'è un turnover che è molto forte e che va a scapito della qualità dell'insegnamento della scuola.

Io su questo, a fronte anche di tutti i soldi pubblici che sono stati investiti nel tempo e che ci conferma vengono ancora investiti, non solo i 4 milioni di euro di cui sappiamo e che abbiamo visto nelle leggi, ma qua si parla di altri 700 mila euro, eccetera, credo che bisogna invece davvero riflettere. Così come ritengo che - ho detto all'inizio che non era coinvolto soltanto l'Assessore al turismo, ma l'Assessore alle politiche del lavoro e a maggior ragione l'Assessore all'istruzione - occorra veramente che ci sia una valutazione corale di quella che è l'istruzione professionale nella nostra regione. Abbiamo già avviato in Commissione una prima valutazione sull'istruzione di tipo sportivo, abbiamo parlato di liceo sportivo e di istituto professionale sportivo; io credo che sul potenziamento dell'istruzione professionale di tipo turistico alberghiero dobbiamo veramente confrontarci e pensare di puntare lì molto più, a mio avviso, che su altre questioni.