Oggetto del Consiglio n. 1597 del 8 giugno 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1597/XVI - Interrogazione: "Stato di avanzamento delle attività propedeutiche alla realizzazione della galleria drenante del fenomeno franoso del Mont de La Saxe".
Bertin (Presidente) - Punto n. 19. Risponde l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Per rispondere è necessario specificare in premessa che il fenomeno franoso, noto come frana di La Saxe, è stato oggetto di attenzione e controllo fin dall'inizio degli anni 2000. Nella seconda metà del 2013 è stato accertato che il volume più attivo della frana si muoveva non solamente a causa dei cicli stagionali, ma anche a seguito di piogge e infiltrazioni di acque superficiali. Nell'agosto del 2013 veniva quindi presentata la richiesta di dichiarazione di stato di emergenza, concessa poi dal Consiglio dei Ministri il 10 gennaio 2014. A questo punto veniva presentato il piano di interventi approvato dalla Protezione civile a marzo del 2014, il quale si articolava su tre linee di intervento: il potenziamento del sistema di monitoraggio e di modellazione dei fenomeni; la realizzazione di opere di drenaggio; la realizzazione di un vallo di protezione dell'abitato di Entrèves e di La Palud e di un'opera di bypass della Dora di Ferret, oggetto quest'ultimo appena richiamato dalla sua domanda. La realizzazione di queste tre linee di azione è stata portata avanti in parallelo dando la priorità alla realizzazione del vallo rispetto al bypass, perché l'evoluzione del fenomeno franoso e dell'efficacia dei drenaggi a mano a mano eseguiti lo hanno reso assolutamente necessario.
Con riferimento al suo primo quesito, nel corso degli anni si sono studiate diverse soluzioni atte a mitigare l'evoluzione del fenomeno franoso e a migliorare il regolare deflusso della Dora di Ferret nella zona di La Palud e di Entrèves. Il bypass ha richiesto un adeguato livello di approfondimento di studi preliminari, finalizzati a ridurre al minimo i fattori di incertezza geologica. Gli uffici dell'Assessorato hanno provveduto, a partire dal 2019, alla redazione del documento di varie alternative progettuali e alla successiva redazione del documento preliminare alla progettazione, come previsto dal codice dei contratti. Questi documenti, che si basano quindi su più di dieci anni di indagini dirette e indirette sul versante franoso, hanno costituito l'ossatura dei documenti di gara per l'affido della progettazione di fattibilità tecnica ed economica della galleria bypass drenante. A questo punto, nel 2021, è stata avviata la procedura di gara che si è conclusa recentemente con l'aggiudicazione definitiva del progetto per un importo netto di circa 220 mila euro, il provvedimento dirigenziale di assegnazione è il n. 2474 del 29 aprile 2022. Per quest'opera è stimato un costo complessivo di circa 20 milioni di euro.
Per quanto concerne il secondo quesito, la realizzazione del vallo ha permesso di contenere volumi di crollo fino a un milione di metri cubi di materiale, proteggendo le abitazioni sottostanti. Il vallo limita anche le situazioni di panico che possono generarsi nei casi di crolli, come è avvenuto nella notte tra il 21 e il 22 aprile 2014, notte nella quale crollarono circa 50 mila metri cubi; ricordiamo che il vallo è in grado di reggere crolli fino a un milione di metri cubi. Quella notte la situazione di panico, a dimostrazione della delicatezza che questi temi a caldo generano, si è manifestata nonostante la popolazione della località di La Palud fosse già stata evacuata e quindi preparata all'eventualità di tale fenomeno.
Il vallo ha consentito che, con delibera della Giunta regionale n. 691 del 2016, siano stati mitigati i vincoli delle aree di Entrèves e La Palud imposti con la precedente deliberazione n. 1222 del 2009. Ciò che attiene a questa disciplina è oggetto di revisione da parte del Comune che, ai sensi della legge regionale 11 del 1998, deve rivedere la perimetrazione degli ambiti inedificabili e che, da quanto appreso, ha in corso gli studi e le valutazioni del caso.
Come richiamato poc'anzi nella replica all'interrogazione n. 18 dal collega Distort, che ringrazio per la disamina, il fatto che si possa intervenire e si possa avere questo genere di dati e questo genere di interventi, che naturalmente a fini taumaturgici è importante che vedano tutti quanti noi lavorare affinché di fatto le cose si risolvano prima che tra noi ce le chiediamo, è di fatto la Regione autonoma Valle d'Aosta, cosa che a volte è difficile da comprendere fino a quando non si ha la possibilità nel mio caso di studiarlo negli ultimi diciotto mesi, nel suo caso di conoscerlo da tempo anche per il lavoro e la professionalità che lei esprime, ha un dipartimento che ovviamente è stato voluto, viste le prerogative che anche a livello statutario la Regione autonoma Valle d'Aosta ha e che permettono di fare tutta una serie di disamine in continuità anche amministrativa, indipendentemente dall'avvicendarsi dei nomi e cognomi, quindi delle persone fisiche che pro tempore ricoprono il ruolo di assessore al territorio per la Regione autonoma Valle d'Aosta.
Presidente - Per la replica il consigliere Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Ringrazio l'Assessore. Se dovessero avanzare delle risorse economiche, non so se chiedere di alzare un vallo tra lei e il collega Distort, per evitare di continuare nella vostra disamina della scienza taumaturgica. Ma al di là di questo la ringrazio per le informazioni e mi sono appuntato anche le cifre che lei ha esposto.
C'è una cifra che mi ha lasciato abbastanza basito, nel senso che nel 2019, visto che le persone cambiano, come lei giustamente diceva, ma in realtà i partiti che dominano quel dicastero sono gli stessi, perché Stella Alpina era e Stella Alpina rimane, la risposta del collega Borrello era stata che il finanziamento di quell'opera era di 9/10 milioni di euro, mentre oggi parliamo di 20 milioni di euro; questo è l'effetto e lo dico perché sappiamo che quando si va a parlare di opere di questo peso, purtroppo i prezzi stanno sempre di più aumentando.
Sempre di risorse finanziarie vorrei parlare, perché ben venga la conclusione della gara e capire come realizzare quest'opera, però è bene considerare anche quello che è stato l'effetto della realizzazione di questo vallo e delle opere collegate. Sicuramente ha consentito di contenere soprattutto il rischio di quello che potevano essere dei pesanti effetti portati dal movimento franoso, vero è che però una grande porzione di quel territorio e un grande impatto su quel territorio comunque c'è stato perché, al di qua della Dora, comunque è stata realizzata un'opera molto grossa. Tra l'altro mi risulta - qua forse lei potrà poi darci delle informazioni in più, magari anche in altra sede - il fatto che comunque poi a oggi una consegna ufficiale all'Amministrazione comunale non c'è stata, ma quello che si sa già è che poi le spese di manutenzione del vallo saranno a carico del Comune. Anche la destinazione delle aree circostanti deve essere ancora oggetto di contrattazione con la Regione, ma siamo sicuri che, considerata anche la competenza che hanno le strutture, si potrà poi arrivare quanto prima a una definizione di questo.
Mi sarei aspettato, e se non ci sono dati ulteriori magari ci possiamo aggiornare in un'ulteriore sede, che il finanziamento di quest'opera poteva essere oggetto - non parlo della progettazione ma dell'opera complessiva - di un finanziamento di provenienza nazionale. Non so se questo tema è stato oggetto di approfondimento o lo sarà, perché comunque la spesa di cui parliamo è molto importante: visto che già il Comune si farà carico della manutenzione, la Regione si è fatta carico delle spese di progettazione, per la realizzazione dell'opera forse meriterebbe capire oggi se queste risorse che all'epoca erano di provenienza nazionale, lo sono ancora.
