Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1591 del 8 giugno 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1591/XVI - Interrogazione: "Soggetti ospitati nello stand della Regione al Salone Internazionale del Libro di Torino".

Bertin (Presidente) - Punto n. 13. Risponde l'assessore Jean-Pierre Guichardaz.

Guichardaz J. (FP-PD) - In relazione alla partecipazione della Regione al Salone Internazionale del Libro di Torino, mi preme rilevare che quest'anno - anche per una questione simbolica, per dare quasi un segnale di ripartenza e malgrado le note criticità organizzative di organico che stiamo cercando di colmare attraverso distacchi di personale e altre modalità, criticità che peraltro in questo momento attanagliano un po' tutta la pubblica amministrazione, non solo la Regione - abbiamo deciso di partecipare al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Riteniamo che la presenza istituzionale sia molto importante in queste occasioni, in quanto si tratta di un'opportunità di portare a conoscenza del pubblico testi, pubblicazioni, materiali prodotti in Valle d'Aosta, che hanno lo scopo proprio di promuovere il territorio e le nostre attività.

Come avete richiamato correttamente nelle premesse all'interrogazione, lo stand della Valle d'Aosta aveva proprio un ruolo istituzionale, di promozione complessiva dell'immagine culturale, turistica e artistica della nostra Regione.

Per rispondere alle domande più nello specifico: nelle edizioni pre-Covid gli editori valdostani e librai, consci che la Regione autonoma Valle d'Aosta avesse uno stand istituzionale presso il Salone del Libro, contattavano direttamente la struttura Attività Espositive al fine di poter essere presenti, almeno così mi viene riferito e mi viene riferito che non vi è mai stata una forma d'invito né un bando, ma sempre forme di collaborazione volontaria.

Quest'anno - considerato che negli anni 2020, a causa della pandemia, e nel 2021 la Regione non ha partecipato al Salone e vista la decisione degli organizzatori di riproporre nelle date consuete il Salone del Libro - sono stati invece contattati direttamente dalla dirigente della struttura competente per la loro eventuale partecipazione sia la Presidente che la Vicepresidente dell'Associazione Italiana Librai della sezione Valle d'Aosta e sono stati invitati a un incontro svoltosi in data 4 aprile 2022.

L'Associazione - dopo quell'incontro in cui è stata spiegata la volontà di riaprire questa collaborazione, di essere nuovamente presenti in veste istituzionale - ha in seguito risposto negativamente in forma di mail - la mail è del 9 aprile 2022, protocollo 1721 del 12 aprile 2022 - dichiarando: "Dopo aver contattato i nostri associati, siamo spiacenti di comunicarvi che, per motivi organizzativi ed economici, non abbiamo riscontrato interesse nel progetto di partecipazione proposto".

Voglio precisare che qualsiasi editore valdostano, se avesse contattato la struttura competente, anche al di là dei canali dell'Associazione, sarebbe stata accolto allo stand in uno spazio che avrebbe potuto in qualche modo servire e gestire autonomamente.

È anche utile ribadire, giusto per conoscenza, che il ruolo dello stand non è un ruolo commerciale di vendita e di intermediazione di prodotti di case editoriali: i dipendenti regionali non sono autorizzati a vendere libri per soggetti terzi, almeno questo è ciò che mi viene riferito.

Ancora una precisazione, ho letto con attenzione le premesse alla sua interrogazione, estremamente interessanti; in ogni caso - come lei ha ribadito - l'Assessorato e il Consiglio regionale della Valle d'Aosta e anche altri Assessorati, limitatamente agli ambiti di competenza, promuovono da sempre nel corso di tutto l'anno l'attività editoriale delle case editrici valdostane, attraverso la realizzazione di volumi e l'acquisto di copie di libri, anche se personalmente credo - così come abbiamo ritenuto di fare da quando ci siamo insediati - che non sia compito del nostro Assessorato sostenere tout court l'editoria quale che sia, cioè acquistando libri che non abbiano attinenza con argomenti di specifico interesse dei singoli Assessorati, e credo che questo indirizzo sia stato anche raccolto, per esempio, dal Consiglio regionale.

Noi abbiamo fatto, per sua informazione, un regolamento che prevede una specifica commissione che effettua delle scelte, proprio di acquisizione di libri, che vadano nella direzione di essere però veicolabili e in qualche modo utilizzabili anche a fini istituzionali, evitando così magari l'acquisizione di libri specifici o di nicchia che potrebbero essere acquistati, ma che causerebbero per esempio dei fondi di magazzino che poi alla fine caricherebbero comunque le strutture di carta e di libri che poi rimangono il più delle volte nei nostri magazzini e che non sono veicolabili.

Stiamo ragionando sulla possibilità... per rispondere anche alla sua giusta considerazione, laddove da qualche parte lei indicava che può essere anche una modalità di sostegno, io ritengo che sia più corretto ragionare sul sostegno di singoli progetti editoriali - anche se magari hanno degli interessi più specifici - ma con delle formule che, come dicevo prima, non creino dei fondi di magazzino - considerato, peraltro, che il nostro addetto al magazzino è appena andato in pensione, quindi come lei sa dovremmo sostituirlo e ogni tipo di sostituzione è piuttosto faticosa - che non creino dei fondi di magazzino che poi, alla fine, sono dispendiosi e non hanno alcuna utilità, se non di creare giacenze che devono comunque essere governate e amministrate.

Presidente - Per la replica, consigliera Minelli.

Minelli (PCP) - Grazie, Assessore, per la risposta che per alcuni aspetti effettivamente ci dà delle informazioni.

Noi abbiamo formulato quest'Interrogazione dopo aver ricevuto delle segnalazioni da parte di visitatori del Salone del Libro di Torino che avevano rilevato come nello spazio espositivo della Regione, accanto al materiale informativo dell'Assessorato e a quello anche divulgativo dell'Università, ci fosse una sola casa editrice presente, quindi è soprattutto da quello che nasceva l'interrogazione.

Poi ci risultava che almeno una delle due associazioni di librai che sono presenti sul territorio non aveva ricevuto comunicazioni o inviti a essere presente presso lo stand della Regione.

Quindi volevamo capire come ci si era organizzati.

Ora lei ci dice che un'associazione dei librai è stata contattata, a noi risulta che ce ne sono due, quindi vorrei capire come mai una sì e una no, se è un disguido o se la nostra informazione non è corretta - questo sarebbe da verificare - però lei dice una e sono due, bisogna capire come mai una sì e una no.

Riguardo invece alla questione delle case editrici, lei ci ha detto che non sono state contattate, ma, se ho capito bene, in generale anche negli anni passati non venivano contattate ma c'era una collaborazione volontaria.

Quello che noi chiedevamo è che in una situazione di emergenza, legata alla situazione che tutti conosciamo, forse estendere l'invito non solo a una ma a tutte e due le Associazioni e poi agli editori poteva essere importante.

Erano comunque presenti, come soggetti invitati, soltanto l'Università e il BREL.

Gli obiettivi che stanno alla base della scelta di partecipare al Salone del Libro, nonostante tutte le difficoltà che lei ha anche evidenziato, li condividiamo e nella delibera erano esplicitati chiaramente, infatti si diceva di promuovere l'identità e la cultura valdostane consentendo di dare visibilità alle attività e ai beni culturali della Valle d'Aosta, anche attraverso la vendita di pubblicazioni edite dalla Soprintendenza e i cataloghi realizzati in occasione delle esposizioni d'arte. Poi lei ci ha appunto detto che non c'è una commercializzazione ma queste pubblicazioni sono, su indicazione della Regione, invece anche vendute.

Accanto ai libri e ai cataloghi in vendita, c'era anche al Salone del Libro del materiale pubblicitario e informativo della Regione, come mi sembra che sia corretto fare, però tra il materiale c'erano questi opuscoli che sono del 2014.

Dal 2014 al 2022 probabilmente la situazione dell'offerta nella nostra Regione è un po' cambiata; forse in un'ottica di promozione del territorio bisognerebbe scegliere i dépliant con maggiore accortezza anche perché io ho guardato uno dei due e vedo che mancano proprio alcuni rifugi, che invece sono aperti.

Al di là di questo, quello che appare strano è che fosse presente una sola casa editrice, e dalla delibera non si comprendeva questa motivazione, probabilmente questa casa avrà fatto domanda - da quello che lei ci dice, se chiedevano sarebbero stati ospitati, però una sola domanda è strano -, che, da quello che abbiamo capito aveva anche materiale della sua casa editrice, quindi non strettamente legato alla Valle d'Aosta, a pubblicazioni che avessero attinenza con la promozione esclusivamente della Valle d'Aosta; questo è un po' strano, quindi ci sembrava corretto segnalarlo, anche perché o li invitiamo tutti gli editori della Valle d'Aosta o non li invitiamo, oppure come invitiamo l'Associazione dei librai, in una situazione d'emergenza chiediamo anche a loro, se invece è una collaborazione volontaria o una richiesta, allora bisogna prevedere forse un regolamento un pochino più preciso.

Diversa è la cosa che lei ci ha detto riguardo alla commissione che dovrebbe valutare i libri che siano in qualche modo veicolabili della nostra regione, ma questa è una questione diversa.

Più in generale, per il futuro io credo che valga anche la pena fare un ragionamento di promozione dell'editoria locale, magari non con la vendita, ma con un progetto che pubblicizzi forse non solo il territorio e le sue peculiarità, ma anche chi scrive in Valle d'Aosta, quindi i giovani, o meno giovani, scrittori che sono Valdostani e che risiedono nella nostra Regione.