Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1590 del 8 giugno 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1590/XVI - Interrogazione: "Notizie in merito ai controlli sull'esercizio degli impianti idroelettrici valdostani".

Bertin (Presidente) - Punto n. 12. Risponde l'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - L'interrogazione formula due quesiti, il primo: "Se in ordine a quanto evidenziato, il numero dei controlli effettuato rappresenti lo standard" e poi "Se la modalità del controllo effettuato discende da linee guida specifiche".

Occorre precisare in premessa che la società Valdena S.r.l. è titolare dell'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio dell'impianto idroelettrico con derivazione dal torrente Messuère, in Comune di Brusson a partire dal 6 aprile 2021.

Considerato che l'interrogazione pone l'attenzione sul più recente periodo, e cioè circoscrive l'attenzione agli ultimi dodici mesi, le seguenti considerazioni si riferiranno principalmente a tale arco temporale, pur con alcuni richiami agli anni precedenti, ma per necessaria completezza d'informazioni.

Per quanto riguarda il primo quesito, nell'ambito dei compiti d'istituto attribuiti al Corpo forestale della Valle d'Aosta, dalla legge regionale 12/2002, conformemente a quanto stabilito dalla procedura illustrata al seguente punto 2, il personale forestale svolge regolare e costante attività di monitoraggio e sorveglianza nello stato degli alvei dei torrenti.

Nel caso di specie, come meglio illustrato al punto seguente, e stante la presenza di ulteriori fruitori della risorsa idrica di diritto di derivazione ad uso agricolo sotteso a quello della società Valdena S.r.l., si fa rilevare come l'attività di monitoraggio viene esplicata con costante frequenza da parte del personale del Corpo Forestale, peraltro richiesta anche dai soggetti coinvolti, uno fra tutti il Consorzio di miglioramento fondiario locale, in caso di possibili situazioni di criticità.

È doveroso segnalare che il torrente in argomento è sottoposto a regime vincolistico, ex articolo 142 e decreto legislativo 42/2004, pertanto oggetto di particolare attenzione da parte dell'organo di controllo.

Inoltre, poco a valle delle opere di captazione dell'impianto idroelettrico in questione e del sopracitato Consorzio irriguo, insiste anche uno scarico di acque industriali reflue trattate che è stato oggetto di numerose ispezioni nel corso dell'ultimo anno, proprio in seguito a fenomeni di messa in asciutta e forte carenza idrica dell'alveo in oggetto.

Peraltro, si sottolinea che l'area attraversata dal torrente Messuère è luogo di transito per l'accesso all'intero comprensorio e utilizzata per lo svolgimento di numerose altre attività istituzionali, ad esempio il controllo della rete sentieristica, lo svolgimento dei transetti per il monitoraggio della specie lupo, il controllo dell'attività venatoria, il controllo dell'attività silvo-pastorale.

Tutto ciò considerato, appare chiaro come la presenza degli operatori del Corpo Forestale sia assidua e costante nella zona e non necessariamente volta al solo controllo dell'impianto in questione. In tale contesto andrebbe quindi letta e contestualizzata l'osservazione riportata sul quesito in cui si citano "Negli ultimi dodici mesi pare siano stati effettuati ben novantacinque sopralluoghi di controllo presso l'impianto".

Da quanto appena specificato, risulta comunque difficile tener conto in modo esatto del numero dei controlli effettuati esclusivamente all'impianto in questione.

L'organo di controllo non tiene traccia in modo così sistematico dei controlli effettuati se non per quelli che hanno dato origine a verifiche tecniche puntuali in quanto debitamente verbalizzate, quindi ci sono dei verbali ma non ovviamente di tutti i controlli.

Non è quindi dato sapere quali siano le fonti che documentano tali informazioni, ma il richiedente poi ci informerà.

Posto quanto sopra riportato, nel caso di specie nel corso degli ultimi dodici mesi il personale forestale competente per giurisdizione nel contesto della costante attività di monitoraggio ha riscontrato alcune irregolarità in merito alla gestione degli impianti, in tali situazioni si è quindi proceduto all'effettuazione di formale attività ispettiva che ha generato i verbali 3 e 4 del 2021 e il n. 14 del 2021.

In questa fase l'esito sanzionatorio di tale attività di vigilanza non è noto, in quanto potrà concretizzarsi solo a conclusione del procedimento amministrativo in corso.

Appare pertanto difficile stabilire ad oggi una correlazione tra il numero di sopralluoghi svolti e l'importo delle sanzioni.

Quanto all'accenno di querela di falso, si precisa che il sopracitato verbale n. 3 del 2021 è stato impugnato dal ricorrente in sede civile per querela di falso con richiesta di annullamento dello stesso. Poiché, allo stato attuale il procedimento è ancora in corso, non è possibile al momento fornire informazioni al riguardo.

Per quel che riguarda il secondo quesito, nel corso del 2018 è stata approvata la procedura per il coordinamento dei controlli da effettuarsi presso gli impianti idroelettrici ricadenti sul territorio della Regione autonoma Valle d'Aosta per la verifica del rispetto del deflusso minimo vitale ed altre prescrizioni inserite negli atti concessori, che vede coinvolte: la struttura gestione del demanio idrico, quale struttura tecnica regionale competente in via principale, il Corpo Forestale della Valle d'Aosta, quale struttura di supporto date le sue specifiche funzioni di Polizia Giudiziaria e, infine, la struttura valutazione e autorizzazione ambientale e qualità dell'aria, quale struttura competente laddove vengano riscontrate irregolarità rispetto al rilascio del deflusso minimo vitale, previsto anche negli atti concessori della valutazione d'impatto ambientale.

Con questo protocollo, completo e articolato, è stata definita una collaborazione attiva nell'ambito dell'attività ordinaria e straordinaria di controllo tra l'organo tecnico regionale - quindi la struttura del demanio idrico incaricato dalle misurazioni sul campo - e l'organo di controllo - il Corpo Forestale della Valle d'Aosta - incaricato dell'accertamento delle corrispondenze normative in materia ambientale e della contestazione delle eventuali sanzioni amministrative e penali in caso di illecito.

In particolare, in riferimento ai controlli ispettivi, questi sono di norma svolti congiuntamente tra il personale delle strutture gestione demanio idrico e Corpo Forestale, sulla base di una metodica concordata e con un calendario predefinito.

Nel caso di criticità o segnalazioni puntuali, ovviamente i controlli vengono rafforzati ed eventualmente effettuati autonomamente.

Si conferma che i controlli discendono da linee guida definite dall'Amministrazione regionale e che in particolare la vigilanza esercitata dalle strutture regionali coinvolte si esplica pertanto ai sensi delle succitate disposizioni.

Presidente - Per la replica, il consigliere Marquis.

Marquis (FI) - Grazie, Assessore, per la risposta che ci ha fornito, che ci ha letto, che le hanno preparato; in realtà io mi aspettavo più che altro una risposta politica a questa richiesta, però prendo atto di quello che è stato detto e ne traggo spunto per fare alcune considerazioni.

Abbiamo capito oggi che quel tratto di corpo idrico è più prezioso degli altri, io credo che i corpi idrici in Valle d'Aosta abbiano tutti la stessa dignità, la stessa importanza e la stessa necessità di essere valutati e valorizzati, quindi è bene che ci siano dei controlli sui prelievi e sul rispetto del DMV. Questo credo sia fondamentale ed è proprio per questa ragione che è stato posto il quesito: per capire se l'attenzione che viene posta in questa situazione è un'attenzione che viene posta sia agli stessi impianti che ci sono nello stesso comprensorio sia su tutta la Regione.

Le faccio due conti: su quel comprensorio ci sono dieci impianti, se si fanno novantacinque sopralluoghi sull'impianto, vuol dire che se ne fa novecentocinquanta se i beni sono da tutelare tutti alla stessa maniera, su tutta la valle se ne farebbero diciannovemila.

Credo che bisogna trovare delle soluzioni diverse per fare dei controlli, per garantire i risultati, perché c'è un grosso dispendio di energie che è sproporzionato all'obiettivo che si persegue.

Se io vado novantacinque volte a fare delle misurazioni e il risultato è che elevo 20 euro di sanzione; quanto è costata questa sanzione? Quante migliaia di euro di personale? È questo che vuol dire formare la pubblica Amministrazione?

Poi un'altra cosa che è emersa dalla sua risposta, dice: "I controlli non sappiamo quanti sono", ma guardi che chi le ha scritto la domanda, sa quanti ne sono stati fatti, magari loro non hanno tenuto copia del verbale ma sa perché lo sanno? Perché sono tutti filmati.

Sa cosa significa quando un imprenditore, per tutelarsi, deve montare un impianto di videosorveglianza? Deve assumersi degli oneri per dare conto di quello che succede?

Ma secondo lei, c'è un problema a livello legislativo o organizzativo su cui la politica deve mettere mano? Secondo me sì. Questo significa - non dico attrarre degli imprenditori nuovi in Valle d'Aosta - non far scappare quelli che abbiamo.

Come si fa a fare impresa? L'impresa crea lavoro, l'Amministrazione crea ammortizzatori sociali. Questo vuol dire andare nella direzione completamente opposta alla nostra finalità, la valorizzazione del bene pubblico e lo sviluppo dell'economia, perché qualora non ci siano dei reati, delle inadempienze, ma perché dobbiamo procedere con queste modalità?

Ma secondo lei è una cosa normale? Secondo me no.

Addirittura in novanta giorni, ci sono stati cinquantasette sopralluoghi, ma di giorno e di notte, sono tutti registrati! Secondo lei è questo quello di cui abbiamo bisogno noi?

Certo che se questi sono gli standard, dobbiamo assumere trecento persone per fare dei controlli, ma le persone io dico usiamole per quello che serve, troviamo delle modalità diverse per fare questi controlli, se servono, perché su tutto il territorio, il controllo sotto il profilo tecnico avviene per la stessa modalità, quindi dovrebbe avvenire anche sotto il profilo numerico degli interventi.

Poi, è ovvio, se ci sono questioni di Polizia Giudiziaria, di Autorità Giudiziaria, se ne possono fare duemila di controlli, ma qui stiamo parlando di problematiche amministrative su cui lei, in ultimo, ha detto che discende da linee guida regionali.

Allora io la invito a fare una verifica complessiva, perché, se questo è lo standard, dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo ripensare questo modello di gestione, perché diversamente facciamo solo dei danni alla nostra regione più che tutelare dei corpi idrici, perché gli imprenditori se ne vanno.

Lo sa che ce n'è qualcuno che ha già venduto le centrali a dei grossi gruppi esterni?

Ma forse ci sono anche delle ragioni di questo tipo.

Cerchiamo di contemperare le due questioni, controllo e lasciare anche all'imprenditore fare impresa, perché gli imprenditori, per principio, non sono dei delinquenti, sono delle persone che esercitano il loro lavoro in modo corretto, nel rispetto delle regole.

Poi se ci sono delle problematiche, si evidenzino, però su questo argomento ritornerò dopo, sull'interpellanza n. 34, sempre sulle acque, perché è del tutto evidente che dobbiamo fare un ragionamento complessivo e che urge un intervento legislativo, per mettere fine alla deregulation su un settore che invece merita di essere gestito in modo più strutturato.