Oggetto del Consiglio n. 1589 del 8 giugno 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1589/XVI - Interrogazione: "Percorribilità giuridica di un trasferimento finanziario a favore degli enti locali finalizzato a coprire misure di facilitazione fiscale e/o tariffaria a favore di attività produttive, commerciali e famiglie".
Bertin (Presidente) - Punto n. 11, risponde il Presidente della Regione.
Lavevaz (UV) - Con quest'interrogazione si chiede se sia perseguibile, dal punto di vista legislativo, la definizione di una forma di trasferimento finanziario a favore degli enti locali destinato a coprire misure di facilitazione fiscale, tariffarie eccetera.
È una questione di cui abbiamo parlato già diverse volte, anche nelle ultime sedute del Consiglio aveva risposto il collega Marzi. Confesso che non ho ben chiaro dove si voglia arrivare.
Ascolterò la replica, perché la risposta è ben nota al collega Aggravi, come primo firmatario e anche agli altri. La questione è, se vogliamo abbastanza, semplice, nel senso che la TOSAP o la COSAP sono tributi locali per i quali - come abbiamo detto nello scorso Consiglio - i Comuni hanno ampia facoltà di manovra, sicuramente ogni Comune fa storia a sé, è inutile dirlo; non possiamo immaginare che l'esenzione abbia gli stessi effetti in un Comune turistico o in un Comune di media montagna dove ovviamente gli impatti sarebbero completamente diversi.
Tornando invece all'oggetto dell'interrogazione, ossia "Se la Regione possa avere facoltà giuridica e legislativa": ovviamente sì, ma questo è evidente.
Ci sono due ordini di problemi: il primo è di ordine prettamente finanziario, nel senso che questo riguarda una spesa corrente, quindi è un problema di reperimento di risorse che non è banale con le limitazioni che sappiamo esserci, con l'applicazione totale da quest'anno del 118, quindi l'impossibilità di utilizzare per spese correnti l'avanzo di Amministrazione, eccetera. Comunque, en bref, la questione del reperimento delle risorse non è banale nel caso in cui si volesse andare in questa direzione.
L'altro è di natura prettamente politica, nel senso che c'è da chiedersi - ma non voglio andare oltre a quanto mi si chiede nell'interrogazione - se questo possa essere in questo momento lo strumento più opportuno di aiuto, ma, ripeto, questa è una valutazione di ordine politico in un momento in cui probabilmente le attività, almeno le nostre attività ricettive, sono totalmente riprese, per fortuna di dehors ne vediamo tanti e li vediamo pieni, in particolare ad Aosta, e questo fa molto piacere, fa ben sperare per la stagione estiva.
Questa è una riflessione politica che esula un poco dall'interrogazione ma, ripeto, non essendomi chiarissimo qual è lo scopo della richiesta, mi è anche difficile fare delle considerazioni più puntuali di quelle che ho fatto rispetto alla richiesta che mi è stata posta.
Presidente - Per la replica, consigliere Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Cercherò di essere più chiaro e dare anche qualche spunto più sul futuro, perché, vede, quest'interrogazione, come lei giustamente ha detto, fa un po' il paio- l'abbiamo anche citata - con una precedente iniziativa in Consiglio, ma così anche di altre iniziative, e ne cito una su tutte: la mozione portata in Consiglio comunale ad Aosta, discussa nei primi giorni di maggio, riguardo appunto ai canoni tariffari; una mozione che non ha avuto seguito ma che è stata utile per parlare di un problema.
È ovvio che la nostra era un'iniziativa con una domanda che in parte si rispondeva e che nascondeva, se vogliamo, forse più un intendimento; ma è il principio che conta, ovvero l'obiettivo qual è? Portare avanti una tematica. Non solo spot, non solo magari in bilancio, non solo magari come chi si trova o si è trovato adesso sulla Via di Damasco, e ben lo accoglieremo a braccia aperte quando a Damasco finalmente arriverà, perché qualcuno si rende conto del problema della tassazione un po', così, sulla base della necessità politica.
Per noi questa è una battaglia che da sempre cerchiamo di portare avanti, magari non con degli effetti che possono essere enormemente significativi, non siamo un Parlamento nazionale, almeno per ora, siamo un Parlamento regionale che ha delle limitate competenze, ma in quelle limitate competenze si può ragionare, si può cercare... e qui l'apertura voleva essere anche un po' quella sul dibattito della riforma futura, se ci sarà, sugli enti locali e sulla finanza locale, sulla possibilità anche di prevedere delle logiche che vanno oltre un approccio solidaristico e redistributivo delle risorse, ma che permetta, in maniera molto semplice, di creare una parte di finanziamento, di fondi, che può essere lasciata poi liberamente all'ente locale ad uso, per delle facilitazioni di natura tariffaria o di natura fiscale.
Perché dico questo? Perché nessuno vuole toccare l'autonomia degli enti locali che possono fare determinate scelte, al di là della pandemia. Ci siamo purtroppo un po' ingessati, un po' tutti, sulla situazione pandemica e pensiamo che queste facilitazioni, o meglio, le abbiamo anche usate per necessità, un po' poco forse, abbiamo preferito tanti bonus rispetto alle facilitazioni fiscali, ma quello che volevamo portare avanti è un principio che, secondo noi, deve essere battuto e portato avanti non soltanto nel momento in cui ci può essere bisogno, ma in un dibattito più complessivo.
Giustamente - e lo diceva lei stesso - c'è anche una questione di opportunità politica che però io staccherei dal discorso post-pandemico, speriamo post-crisi, ma in senso generale, perché - lo diciamo, e l'abbiamo scritto anche nei nostri programmi - la madre di tutte le battaglie è chiedere il meno possibile ai cittadini rispetto ai servizi che vengono erogati.
Ovviamente tutto ha un costo. Lei parlava di reperimento di risorse, indirettamente, quando noi parliamo di reperimento di risorse, sappiamo che in realtà dobbiamo spostare delle risorse da una parte all'altra, perché mi auguro che noi tutti pensiamo che la tassazione non debba essere aumentata, almeno in linea generale; poi c'è chi invece gode tantissimo nel momento in cui le imposte vengono aumentate, soprattutto agli altri, ma questo è un altro punto di vista.
Quello che noi crediamo e su cui bisogna ovviamente lavorare è una diversa allocazione delle risorse e un diverso reperimento delle risorse, proprio magari andando a identificare quegli spazi di finanza non produttiva che può essere invece redistribuita e, perché no, rivista all'interno di un intervento normativo - come fu ed è la legge 48 che va a distribuire finanza locale - andando ad aumentare anche quegli spazi di autonomia, a questo punto impositiva, agli enti locali senza appesantire ancora di più quelle che possono essere anche le mancate possibilità di un ente locale che deve far fronte ad altre spese e quindi non può garantire queste facilitazioni.
Come in tutte le cose, così come in politica, è la concorrenza di ogni Amministrazione e di ogni Governo locale che poi farà le sue scelte e lì sono di natura politica e ognuno di noi, all'interno dei suoi ruoli, farà le scelte e sceglierà, anche in questo caso, se utilizzare queste possibilità oppure no, però quello è un altro discorso, quello che era importante era mantenere il punto su quest'aspetto e su quello che noi crediamo da sempre.
