Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1564 del 26 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1564/XVI - Interpellanza: "Ampliamento della platea dei soggetti percettori di reddito di cittadinanza da destinare ai progetti di utilità collettiva".

Bertin (Presidente) - Punto n. 44. Illustra il consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Per illustrare quest'iniziativa, occorre fare una piccola storia rispetto a quanto abbiamo presentato in quest'aula e la cronistoria è questa: nel Consiglio del 24 e 25 marzo del 2021 presentavo per la prima volta un'iniziativa ispettiva in questo Consiglio che mirava proprio a fotografare la situazione che concerne i percettori del reddito di cittadinanza nella nostra Regione, perché la nostra Regione alla data del 24 e 25 marzo 2021 risultava essere l'unica Regione che dal 2019, anno di istituzione del reddito di cittadinanza ad oggi, non aveva attivato neanche un PUC. Il PUC, a beneficio di chi ascolta, è il Piano di Utilità Comunale, progetto di utilità comunale, che serve per impiegare i percettori di reddito di cittadinanza con una duplice funzione: la prima è quella di restituire quello che con il reddito di cittadinanza viene erogato al singolo cittadino e quindi tu ricevi un supporto, un sostegno da parte della comunità e con il lavoro a favore della comunità lo restituisci, perlomeno in parte; il secondo fine di questi PUC è un effetto di deterrenza; credo di non svelare un mistero se dico che molti percettori di reddito di cittadinanza in realtà hanno anche un lavoro in nero e lo svolgono con gran profitto perché giustamente percepiscono uno stipendio e ne percepiscono un secondo esentasse, quindi arrotondano in maniera sicuramente importante, ecco che qui impiegare queste persone per progetti di utilità pubblica permette di far lavorare e quindi fargli saltare l'impiego che in nero potrebbero chiaramente adottare.

Detto questo, questa prima iniziativa ispettiva mirava a capire quanti erano i progetti attuati. Ebbene, il numero era zero. A seguito di questo presentavo un ordine del giorno collegato al DEFR come impegno per arrivare a dei progetti che potessero impiegare i percettori di reddito di cittadinanza che mi veniva respinto dicendo: "no, abbiamo già messo in piedi delle strategie che ci porteranno ad attivare questi PUC". Effettivamente a luglio avviene, a seguito di un'altra iniziativa che avevo presentato, un incontro dove appunto. mi viene spiegato qual era la platea dei percettori, quale era potenzialmente il numero di persone che potevano lavorare, il numero di progetti che si intendeva mettere in piedi e quant'altro. A settembre 2021 dopo questo incontro veniamo a conoscenza del fatto che viene sottoscritto un primo accordo di collaborazione tra il Comune di Aosta e una cooperativa e questo accordo di collaborazione prevede appunto di attuare e di attivare dei PUC, un PUC per il Comune di Aosta esclusivamente. Ebbene, ho visto questi proclami entusiastici, soprattutto da parte del Comune di Aosta, dicendo: "caspita, finalmente abbiamo attivato tutta una serie di progetti" e quant'altro. Da quel momento in poi il silenzio è più completo, quindi a quel punto riteniamo opportuno fare un'interrogazione scritta che evidenzia una cosa. È arrivata ieri, quindi ringrazio veramente gli uffici per averla fornita e aver potuto aiutarci nello sviluppo di quest'interpellanza. Alla data odierna scrivono: "i percettori di reddito di cittadinanza valdostani risultano 3.068". E quanti progetti attualmente saranno attivati per questi 3.068 percettori di reddito di cittadinanza dal 2019 ad oggi? Ebbene, alla data odierna c'è scritto nella relazione finale di quest'interrogazione: "come si evince da quanto descritto in relazione al punto 1, solo l'Amministrazione comunale di Aymavilles ha attivato i progetti PUC". Dal 2019 ad oggi una sola Amministrazione, che è il Comune di Aymavilles, ha attivato i progetti PUC, un progetto peraltro lodevole, mi permetto di fare anche i complimenti all'Amministrazione di Aymavilles, che prevede il supporto di attività presso la Casa famiglia per anziani Saint-Léger e anche un progetto denominato "Il Comune è bello" che elabora un'attività di cure dell'arredo urbano e del bene pubblico per stimolare il senso civico dei beneficiari e ancora il progetto " Il pranzo è servito" e di cura dell'orto, progetto "Orto sociale", progetti sicuramente molto interessanti e che attivano le persone che percepiscono il reddito di cittadinanza.

Il Comune di Aosta ad oggi, pur avendo fatto un comunicato stampa, orgoglioso nel quale a settembre 2021 sottoscriveva questo tipo di accordo, non ha fatto alcun progetto ma dirò di più. In una recente interrogazione, proposta nel Consiglio comunale di Aosta, abbiamo preso atto del fatto che l'assessore alle politiche sociali Clotilde Forcellati del Comune di Aosta ci ha detto che ad oggi i progetti non sono ancora attivati, ma che i soggetti potenziali che potrebbero essere messi a lavorare - io ve lo giuro che lo ha detto, andate ad ascoltarvelo - sono ben sette, cioè su 3.068 percettori di reddito di cittadinanza in Valle d'Aosta e su indicativamente, ma vado a memoria, circa 300 perlomeno percettori di reddito di cittadinanza sul Comune di Aosta le persone che sarebbero indicate per andare a lavorare per fare una sorta di restituzione di quello che percepiscono e per avere anche un effetto deterrenza rispetto al lavoro nero sono solo sette.

Io credo che queste cifre ci debbano far riflettere, ci debbano sicuramente invitare a capire quali sono le motivazioni di un tale scarso coinvolgimento di tali percettori, domanda che è inserita nell'interpellanza, e chiedere appunto all'Assessore competente quali siano gli intendimenti che ci portano - chiaramente immagino che questo sia uno degli obiettivi - ad ampliare la platea dei soggetti percettori da destinare ai progetti di utilità collettiva.

Presidente - Risponde l'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - La prima domanda è: quanti siano i percettori di reddito di cittadinanza nel Comune di Aosta. I percettori di reddito di cittadinanza residenti nel Comune di Aosta, alla data del 18 maggio 2022, risultano 318. Tuttavia è da precisare che non tutti i percettori del reddito di cittadinanza possono essere coinvolti nei PUC in quanto, ai sensi del decreto-legge n. 4/2019, possono essere esclusi o esonerati dall'obbligo di partecipazione a un percorso di inserimento lavorativo e di inclusione sociale i componenti del nucleo familiare che si trovino nelle seguenti condizioni: che non siano maggiorenni, oppure che siano occupati, oppure frequentino un regolare corso di studi o un percorso di formazione, le persone di età pari o superiore a 65 anni, le persone con disabilità, le persone impegnate in attività lavorative per un tempo superiore alle venti ore settimanali, componenti con carichi di cura, valutati con riferimento alla presenza di soggetti minori di tre anni di età, con la precisazione che non può essere esonerato più di un componente del nucleo familiare, i componenti con carichi di cura valutati con riferimento alla presenza di persone con disabilità grave con non autosufficienza. Le suddette condizioni vengono verificate dal servizio sociale e dai centri per l'impiego territoriali, che successivamente provvedono all'eventuale abbinamento ai progetti utili alla collettività attivati nei rispettivi Comuni. Il Comune di Aosta non ancora attivato PUC nei quali inserire eventuali percettori del reddito di cittadinanza in possesso dei requisiti previsti. Dai dati in possesso del Dipartimento politiche sociali forniti dai referenti del Comune di Aosta in data 19 maggio 2022, i PUC che il Comune attiverà risultano cinque e coinvolgeranno contemporaneamente circa tredici persone. I progetti avranno la durata di tre mesi circa e verranno riproposti compatibilmente con l'andamento pandemico ogni tre mesi al fine di coinvolgere ulteriori percettori del reddito di cittadinanza. I progetti verranno avviati a seguito dell'approvazione dei medesimi mediante provvedimento del dirigente comunale competente. Il Comune di Aosta, riguardo alla terza richiesta, cioè "se il Comune di Aosta intenda ampliare la platea dei soggetti percettori da destinare ai progetti di utilità collettiva", il Comune di Aosta, interpellato in merito, ha riferito che ulteriori progetti potranno essere attivati nei prossimi mesi compatibilmente con l'andamento della pandemia in altri ambiti di attività.

I progetti PUC ovviamente sono di competenza del Comune, noi facciamo da facilitatori. Questa è la situazione attuale.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Manfrin.

Manfrin (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la sua risposta precisa che ci fornisce uno spaccato lievemente diverso da quanto riferito ai nostri colleghi nel Consiglio comunale di Aosta ma che sicuramente è uno spaccato direi desolante ed è desolante se ci rendiamo conto che su 318 percettori del reddito di cittadinanza soltanto 13 persone sul Comune di Aosta... non sappiamo sugli altri Comuni perché poi nella risposta che c'è stata fornita leggiamo che oltre al Comune di Aosta e al Comune di Aymavilles hanno chiesto un accreditamento il Comune di Sarre e di Cogne e i Comuni di Gressan, Jovençan, Sarre, Gignod e Allein hanno chiesto degli incontri specifici a chiarire procedure per l?attivazione e la gestione dei PUC e infine si svolgeranno degli incontri anche con i Comuni di Arvier e Valtournenche. Sono questi i Comuni che alla fine hanno richiesto un'attivazione ma, al netto di questo, quelli che poi fattivamente hanno portato avanti le relazioni... abbiamo il Comune di Aymavilles che ha già attivato i progetti e il Comune di Aosta che ha fatto degli annunci a cui non sono seguite alcune azioni concrete.

Detto questo, abbiamo un quadro desolante io direi per due motivi, perché concordo con lei, Assessore, nel riconoscere che giustamente il reddito di cittadinanza viene fornito a tutta una serie di soggetti e può essere o un sostegno totale rispetto alla mancanza di reddito di una persona che è in età lavorativa e può chiaramente lavorare, o può essere un reddito che viene fornito a persone che hanno particolari situazioni, e lei giustamente le ha elencate: i disabili, gli ultrasessantacinquenni, coloro che lavorano ma non arrivano a percepire 750 euro al mese e quindi percepiscono un'integrazione, quelli che fanno i corsi di formazioni, minorenni, genitori di disabili, genitori con figli minori di tre anni, tutta una serie di categorie che giustamente vengono escluse perché se io devo occuparmi di un disabile, non posso anche fare un'attività lavorativa, questo avviene anche, per esempio, con i caregiver, quindi evidentemente vedo integrato il mio reddito da un'altra parte, ma io non credo - e lei mi conferma con questi dati - che tutte queste 318 persone che percepiscono il reddito di cittadinanza nel Comune di Aosta siano tutte incasellate in queste fattispecie; mi sento di dirlo con assoluta certezza per un motivo molto semplice, che è quello che lei ha elencato, cioè lei dice che il Comune di Aosta ci avverte che nei prossimi mesi verranno attivati ulteriori progetti. Allora se io ho un'idea di attivare ulteriori progetti, significa che ci sono ancora delle persone che possono essere impiegate nei PUC, allora la domanda che mi faccio è: perché queste persone che potrebbero essere attivate dai PUC non sono state ricomprese nei cinque PUC che già sono in progetto? Questa è una domanda a cui mi piacerebbe venisse data una risposta.

Se effettivamente fossero tutti occupati con le limitazioni che lei ha elencato, evidentemente non ci sarebbe più la possibilità di attivare ulteriori progetti ma il tutto terminerebbe così. Sicuramente quindi è come lei ha detto e mi spiace, forse dal testo non si emerge, dalla domanda non emerge, ma non avevo chiaramente inteso concentrarmi sul Comune di Aosta nella domanda n. 3: "se intenda ampliare la platea dei soggetti percettori da destinare a progetti di utilità collettiva". Era una domanda indirizzata all'Assessorato, che nelle sue facoltà avrebbe la possibilità di sensibilizzare, visti i numeri ma indicativamente una decina sui 74 Comuni valdostani... le richieste che sono arrivate da parte delle Amministrazioni... se si ha intenzione di sensibilizzare le varie Amministrazioni per chiedergli di attivare un PUC, io credo che sia sicuramente attività meritoria.

I vari Comuni poi risponderanno di quello che hanno fatto, io penso che il Comune di Aosta, che immagino abbia il maggior numero, e questo traspariva abbastanza dalle statistiche che ho reperito sul sito del Ministero delle politiche del lavoro, mi auguro davvero che percentualmente possa incidere, possa arrivare a impegnare una quantità maggiore di persone per fare in modo che queste restituiscano quello che viene dato dalla comunità e soprattutto fare in modo che si possa avere un effetto deterrenza per evitare che queste persone possano lavorare in nero e prendersi gioco delle persone che sono davvero in difficoltà.