Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1553 del 26 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1553/XVI - Interpellanza: "Nuova programmazione della politica agricola comune 2023/2027 e interventi per riorganizzare gli uffici competenti a garanzia dell'erogazione dei pagamenti diretti e del PSR".

Bertin (Presidente) - Punto n. 33. Illustra il consigliere Planaz.

Planaz (LEGA VDA) - Appreso che la Commissione europea il 31 dicembre 2021 ha emesso un documento che contiene ben duecentoquarantaquattro rilievi, tra inviti a correggere, modificare e completare le parti mancanti del piano strategico della politica agricola comune, elaborato dal nostro Ministero, e. in particolare, invita ad adottare misure più incisive per la distribuzione dei pagamenti diretti, richiama al massimo impegno per il raggiungimento di risultati innovativi a livello ambientale, in particolare per quanto riguarda l'acqua - e sappiamo tutti l'importanza soprattutto in questi periodi - l'aria nutriente, la biodiversità dei terreni agricoli nelle foreste, nonché la riduzione delle emissioni, per aumentare un sequestro del carbonio.

Tenuto conto che Bruxelles invita l'Italia a compilare adeguatamente tutte le sezioni e gli elementi vuoti o incompleti del piano entro il 30 giugno - questa è una data che ormai è vicina - data ultima entro la quale i Governi devono fornire la revisione - e che con una nota del Mipaaf lo scorso 19 aprile ha convocato il tavolo di partenariato della politica agricola comune, allo scopo di riprendere la discussione sui punti ancora aperti.

Rilevato che il ministro Stefano Patuanelli ha evidenziato l'esigenza di giungere quanto prima a un accordo - che condivido - sul riparto dei fondi dedicati allo sviluppo rurale, in quanto il piano strategico della politica agricola comune è carente d'informazione sulla locazione finanziaria degli strumenti del secondo pilastro e della politica agricola comune (primo pilastro), che con una netta convergenza interna e retributiva andrebbe a vantaggio delle aree rurali più bisognose.

Qui torniamo alle nostre realtà quando una realtà di montagna a diversità di una di pianura abbia la necessità di avere un PSR o PSRN che vada a incidere sulle difficoltà delle realtà locali.

Considerato che la UE invita l'Italia a rivedere la propria strategia per garantire una distribuzione più equa e mirata dei pagamenti diretti, perché le scelte di convergenza interna e distribuzione sono valutate come limitate al minimo richiesto dalle regole UE - anche qui non sono proprio state rispettate al minimo le richieste dell'Unione Europea - mentre non vengono applicati i capi in riduzione dei pagamenti diretti e il valore massimo dei diritti appare relativamente elevato per i titoli molto alti, a differenza di quelli molto bassi - che, ricordo, rispecchiano molto la nostra realtà: abbiamo avuto molte problematiche già in passato - e vengono sollevate preoccupazioni per quanto riguarda l'efficacia della strategia per migliorare la distribuzione e l'obiettivo dei pagamenti diretti.

Sottolineato che tra le indicazioni dell'Unione Europea vi è anche quella di rafforzare la sua strategia di semplificazione e di descrivere in particolare come sarà ridotto l'onere amministrativo - anche qui, parliamo sempre del carico burocratico che devono affrontare le aziende - qua parla di nuovo di piccoli agricoltori, anche per quanto riguarda la possibilità per tutti i potenziali beneficiari di richiedere autonomamente un sostegno della politica agricola, della PA, senza necessità di rivolgersi a servizi esterni. Qui la dice lunga. perché piacerebbe a tutti riuscire a compilare una domanda senza rivolgersi a dei professionisti, ma a oggi la vedo molto lontana; la semplificazione, come ho già evidenziato altre volte, servirebbe anche a chi aiuta i piccoli agricoltori, teniamo conto di nuovo della nostra realtà in cui la maggior parte delle aziende è rappresentata da piccoli allevatori.

Evidenziato lo stato d'incertezza post pandemia in cui vivono le aziende agricole valdostane danneggiate terribilmente dai cambiamenti climatici, vediamo la siccità in atto, oggi non c'è un problema imminente ma vediamo le problematiche che si cominciano ad affacciare come acqua e anche come scorte di foraggi, perché in questo periodo dove c'è l'irrigazione si può dire che c'è un buon raccolto, ma dove non c'è stata la possibilità d'irrigare oggi vediamo proprio la diversità nei nostri prati.

Poi anche la guerra scoppiata tra Ucraina e Russia ha creato non poche difficoltà nell'approvvigionamento delle materie prime necessarie al buon svolgimento delle nostre attività. La mancanza di materie prime adeguate, di altissima qualità, potrebbe compromettere anche tutta la filiera o creare danni alla filiera, auspichiamo che non succeda.

Per questo interpelliamo il Governo regionale per sapere quali siano gli intendimenti riguardanti la nuova programmazione della politica agricola comune 23-27, considerata l'imprescindibile necessità di organizzare gli uffici competenti al fine di evitare il blocco dei pagamenti diretti e quelli del PSRN - perché a questo punto parleremo di PSRN - indispensabile al sostentamento e all'organizzazione delle attività agricole.

Spezzo una lancia, avevamo già fatto un incontro in Commissione - da molto tempo se ne parla - sulla possibilità di continuare con AGEA o valutare - e qui sottolineo "valutare" - delle collaborazioni più vicine tipo ARPEA, che magari sarebbero più facili per lo snellimento della burocrazia, anche perché - lo sappiamo tutti - la lontananza non è che faciliti queste attività, soprattutto quando si parla di tutto questo carico burocratico che dobbiamo affrontare.

Presidente - Risponde l'assessore Sapinet.

Sapinet (UV) - Partirei dal fondo: ha citato giustamente alcuni ragionamenti su un'eventuale collaborazione con ARPEA; se n'è parlato in Commissione e se ne riparlerà, è in corso da alcuni mesi un'analisi per valutare gli aspetti positivi, gli aspetti negativi ma soprattutto l'eventuale fattibilità. Su questa tematica sicuramente in occasione di una delle prossime Commissioni andremo magari ad aggiornare.

Riguardo alla necessità di un PSR regionale, che tenga conto delle specificità delle regioni, ieri si è tenuto un incontro tra le Regioni del Nord Italia, in seguito ad alcune criticità emerse durante le riunioni in cui abbiamo sollecitato il Ministro al fine di farsi carico di una situazione grave, che è ancora più grave laddove i territori sono più fragili, come i nostri territori montani. Alla riunione di ieri, alla quale hanno poi partecipato i tecnici, perché io ero impegnato in Consiglio, faranno seguito sicuramente delle interlocuzioni dove vogliamo comunque fare un qualcosa, un'azione un po' più concreta e decisa insieme alle Regioni Friuli, Lombardia, Piemonte e alle Province autonome, proprio al fine che venga mantenuto quanto promesso, quanto ipotizzato, a sostegno della zootecnia e della filiera del latte di montagna.

Per venire invece ai contenuti dell'iniziativa, in premessa ricorderei che la gestione dei pagamenti diretti non dipende direttamente dagli uffici regionali o di AREA, ma viene attuata attraverso gli uffici e il personale dei centri di assistenza agricola, centri che si occupano di caricare, d'istruire le domande tramite il portale SIAN; AGEA provvede poi all'erogazione del premio.

La collaborazione tra Regione, AREA e i centri di assistenza agricola serve per coordinare al meglio tutte le attività, una collaborazione consolidata che sta dando ottimi risultati, così come ci dicono le analisi sui pagamenti.

Infatti le attività della Regione si limitano in fase di avvio della programmazione ad approvare eventuali deroghe regionali e i parametri di calcolo dei premi e in fase attuativa a fornire ad AGEA eventuali dati aggiuntivi utili all'istruttoria da parte dell'organismo pagatore. In tal senso non si ritiene di dover riorganizzare gli uffici regionali competenti per lo svolgimento di tale attività, considerato che a livello generale vale l'assunto che la qualità delle domande presentate sul portale sia il requisito fondamentale per il buon esito istruttorio e il successivo pagamento.

Più che di riorganizzazione, magari sarebbe più corretto parlare di eventuali adattamenti che saranno messi in atto in relazione al nuovo impianto del PSR 2023-2027 e sicuramente adattamenti che dovranno tener conto anche di un periodo di sovrapposizione delle due diverse programmazioni. Adattamenti, quindi, ma anche potenziamenti più che riorganizzazione.

Per quanto concerne poi le misure di sviluppo rurale, si segnala che i più recenti monitoraggi di AGEA vedono la Valle d'Aosta come prima Regione per capacità di spesa; si tratta di un ottimo risultato che certamente premia il lavoro portato avanti dal Dipartimento e da AREA Valle d'Aosta. Un lavoro portato avanti nello svolgimento delle istruttorie regionali e nella continua collaborazione con AGEA nella risoluzione delle varie problematiche. In merito a queste ultime, con riferimento specifico alle misure strutturali, nelle settimane scorse è stato istituito, in accordo con AGEA, un servizio "Help Desk" per la raccolta delle segnalazioni regionali concernenti le criticità operative del SIAN e la loro risoluzione da parte dell'organismo pagatore. Allo stato attuale le segnalazioni ormai in via di risoluzione sono sei.

In merito alle misure a superficie e a capo, il dialogo continuo con AGEA permette via via la risoluzione delle molteplici criticità scaturenti, in prima battuta dalla complessità del sistema informativo, degli algoritmi che sottendono all'erogazione degli aiuti, e, secondariamente, dall'incompletezza o difformità di dichiarazione, che inficiano la qualità delle domande presentate, come indicato in premessa.

Sburocratizzazione l'ha detto lei, sicuramente sottoscrivo, è una sfida in agricoltura forse più che in altri ambiti.

La modalità preferenziale per la risoluzione delle problematiche è certamente la convocazione di periodiche bilaterali, ovvero incontri tra AGEA e singole Regioni, nel corso dei quali si opera direttamente su anomalie bloccanti.

Accanto a questi incontri ve ne sono altri allargati a tutte le Regioni, soprattutto vi è la quotidiana interlocuzione della direttrice di AREA con gli uffici di AGEA per segnalare le questioni ancora irrisolte concernenti le due programmazioni 2007-2013 e 2014-2022, perché poi, alla fine, è lì che riscontriamo le criticità maggiori sul passato. Quindi un supporto che ci deve essere dalla parte politica da parte dell'Assessorato al grande lavoro di AREA e, più in generale, segnalo le recenti assunzioni operate in seno al Dipartimento e presso AREA in un momento dove assumere non è così facile; assunzioni che servono a potenziare l'organico, anche nell'ottica di migliorare ulteriormente le prestazioni in termini di rapidità dell'istruttoria delle istanze.

In ottica prospettica, le valutazioni organizzative in seno al Dipartimento non possono prescindere dal fatto che l'avvio della nuova programmazione 23-27 è a tutt'oggi ancora una parziale incognita, abbiamo un riparto che è in corso tra le Regioni e poi, soprattutto, anche per quel che riguarda l'adeguamento dei sistemi informativi AGEA; in tal senso segnaliamo incoraggianti risultati di una convenzione tra Dipartimento agricoltura e ARPA Valle d'Aosta per lo sviluppo di un sistema finalizzato alla mappatura del potenziale dell'utilizzo reale delle risorse foraggere tramite i dati satellitari e la definizione di un protocollo d'indagini oggettive.

Le attività svolte da ARPA si sono articolate intorno ai seguenti assi: individuazione delle superfici erbacee del territorio regionale, analisi delle proprietà strutturali e funzionali delle superficie erbacee e sviluppo di un metodo di riconoscimento delle pratiche d'uso delle superfici erbacee.

Si tratta di un lavoro altamente qualificato da cui è scaturita una prima condivisione con AGEA e con le sue società informatiche satelliti, anche al fine di gettare le basi per un riconoscimento formale delle banche dati e delle cartografie digitalizzate regionali per il loro futuro utilizzo in complementarietà con le foto interpretazioni AGEA.

Lo studio delle superfici verdi della Valle d'Aosta prosegue oggi con una nuova convenzione - 2022-2023 - che intende appunto approfondire e consolidare i risultati delle tre attività citate prima, sempre attraverso i dati satellitari e seguendo i seguenti aspetti: le caratteristiche ambientali e morfologiche delle superfici regionali a pratiche locali tradizionali, il miglioramento della mappatura delle aree arbustive rispetto alle superfici erbacee e i possibili utilizzi delle superficie erbacee. Questo quanto fatto finora.

Per quel che riguarda il PSR e il discorso degli aiuti, già oggi avrò delle altre interlocuzioni con gli Assessori, in modo da essere aggiornato su quanto discusso ieri e per un'azione che porteremo avanti al fine di riuscire a concretizzare quanto ci era stato promesso nelle scorse riunioni.

Presidente - Per replica, consigliere Planaz.

Planaz (LEGA VDA) - Ha risposto in parte alla mia domanda, infatti oggi ho la certezza che una programmazione vera e propria non ce l'abbiamo ancora, lei mi ha citato tutta una serie di attività gestite in parte dall'Assessorato all'agricoltura e dall'Amministrazione regionale, tutta una serie di attività che gestisce anche AGEA. Il fatto che oggi non abbiamo ancora una certezza sulla nuova programmazione, a differenza di quando avevamo fatto quel passaggio in Commissione in passato per cui avevamo dati certi su tutte le tipologie d'intervento, nel nostro caso erano solo uno-due ecoschemi a fronte dei cinque-sei ecoschemi dettati dal PSR nazionale e dalla politica agricola comune.

Non condivido il fatto che un'Amministrazione regionale non s'interessi del primo pilastro, perché se noi non sappiamo quanto andiamo a incidere con il primo pilastro, viene difficile fare dei ragionamenti sul secondo pilastro e intervenire dove c'è più bisogno d'intervenire, perché capisco che non è competenza degli uffici regionali gestire il primo pilastro, perché è una politica agricola prima europea e poi nazionale e se verrà approvata dovremo attenerci a quelle regole, però ci aiuta poi a costruire un piano strategico nazionale, un PSRN, per andare a intervenire nei settori dove c'è più difficoltà.

Lei ha citato la filiera latte ma non trascuriamo i consorzi, gli investimenti, anche per i giovani non so se vogliamo che qualcuno si avvii su questo settore e intraprenda una vita di sacrifici, che tutti conosciamo; bisogna secondo me, almeno per una programmazione, incentivare questi giovani, perché è inutile che lanciamo un giovane in un'attività come questa se poi dopo un po' di tempo si trova abbandonato e non sa più da che parte andare.

Poi quello che non condivido è il primo pilastro. Il primo pilastro oggi è importantissimo, di quello che era stato presentato in Commissione c'erano dei dati; oggi tutto quello che è successo a causa della guerra, anche a livello non solo di politica agricola europea ma anche mondiale, ha cambiato tutti gli scenari agricoli mondiali, è per quello che bisognerebbe avere un po' più di certezza su tutti i pilastri.

Capisco che non è competenza dell'Amministrazione regionale ma è poi lì che l'Amministrazione regionale deve intervenire e fare le sue valutazioni per sostenere più aziende possibili, perché io, purtroppo, vedo che c'è un continuo calo, sia di animali sia di aziende, e, come forse ho già preannunciato, non voglio fare l'uccello del malaugurio, ma se continuiamo con questi periodi, non solo dovuti alle decisioni politiche ma anche all'aspetto climatico, nella stagione autunnale vedremo di nuovo una diminuzione di animali, magari non proprio di aziende ma di animali molto incisiva, perché carenze di materie prime, aumento dei prezzi... non c'è stato un aumento adeguato delle materie di produzione come il latte e carne, qualcosa si è visto sulla carne, tutto questo provocherà di nuovo, di conseguenza, un calo delle attività.

Io mi auguro che l'Assessorato all'agricoltura mantenga un livello di attenzione molto alta perché sono periodi molto difficili. Vi sono sempre stati dei periodi un po' più rosei e un po' meno, oggi siamo in una fase molto critica e mi auguro che faremo attenzione a tutto quello che si può fare.

Presidente - Sospendiamo brevemente il Consiglio per arieggiare i locali. I lavori sono sospesi.

La seduta è sospesa dalle ore 11:01 alle ore 11:23.