Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1514 del 25 maggio 2022 - Resoconto

OBJET N° 1514/XVI - Communications du Président du Conseil.

Bertin (Presidente) - Alla presenza di 34 consiglieri possiamo dare avvio ai lavori del Consiglio regionale. Punto n. 1 all'ordine del giorno.

Il 14 maggio scorso è deceduto il professor Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale, Ami de la Vallée d'Aoste nel 2007. È stato un momento triste per la Valle d'Aosta. Il professor Onida, oltre allo straordinario contributo dato alla riflessione sul nostro ordinamento regionale, era autenticamente legato alla nostra terra che conosceva molto bene, dalle montagne che aveva scalato, tra cui il Cervino, alla storia della nostra Regione, come ho avuto modo di constatare in un incontro la scorsa estate, riguardante un progetto di ricerca sul particolarismo istituzionale valdostano relativo alle funzioni prefettizie, al quale ha dato il suo contributo e i suoi suggerimenti. Il professor Onida è stato un punto di riferimento accademico e non solo per il regionalismo e l'autonomia, per i valori costituzionali e le battaglie di civiltà. A nome personale e del Consiglio regionale della Valle d'Aosta esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia.

Lascio la parola per eventuali interventi dei colleghi. Il Presidente della Regione ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Mi unisco al cordoglio espresso per la scomparsa del professor Onida anche a nome del Governo regionale. Il professor Onida, che con la Valle d'Aosta ha avuto un rapporto di particolare intensità, era infatti un Ami della nostra regione, come ha ricordato il Presidente poc'anzi, proprio nel senso più profondo; già prima di ricevere questo riconoscimento, che è il più alto riconoscimento previsto dal nostro ordinamento, lui lo era già prima nelle sue escursioni in montagna, nelle scalate. Credo che questa amicizia sia stata confermata in qualche modo e anche ricambiata dal nostro territorio. In particolare la sua scelta di essere seppellito a Saint-Marcel, credo che sia un segno importante di questa amicizia e di questo territorio che lui ha imparato ad amare nella sua vita. Un'amicizia che è unita a un forte sentimento di stima per la Valle d'Aosta.

Come ha ricordato poc'anzi il Presidente, è stato un riferimento per il pensiero sulle nostre istituzioni, sul nostro ordinamento. Quindi, è giusto ricordarlo oggi con quella motivazione che aveva accompagnato la sua nomina di Ami de la Vallée d'Aoste, ossia: che ha posto al servizio della Valle d'Aosta il suo prestigio e le sue competenze, dando un contributo sostanziale all'attuazione dell'ordinamento regionale e alla riflessione sullo Statuto. Il nostro ricordo si unisce all'idea che le sue riflessioni possano ancora essere uno stimolo in qualche modo oggi in quel laboratorio continuo che deve essere l'autonomia speciale della nostra Regione.

Presidente - Vi comunico che il 13 maggio, è stata depositata una proposta di legge di modifica alla norma regionale per l'istituzione dell'Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso. L'atto, sottoscritto dai componenti dell'Ufficio di Presidenza, è stato assegnato alla I Commissione.

Il 17 maggio, il gruppo Progetto Civico Progressista ha presentato una proposta di legge che contiene disposizioni contro le discriminazioni e le violenze determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere. L'atto è stato assegnato alla V Commissione.

Il 18 maggio, la Giunta regionale ha depositato due disegni di legge: il primo, assegnato alle Commissioni II e IV, riguarda la concessione di contributi in favore delle piccole stazioni sciistiche di interesse locale; il secondo, assegnato alla II Commissione, è il provvedimento di riconoscimento dei debiti fuori bilancio della Regione.

Il 24 maggio, il gruppo Forza Italia ha depositato una proposta di legge che contiene nuove disposizioni in materia di forma di governo della Regione, nonché di elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Regione.

Nel pomeriggio di ieri, è stata depositata alla Segreteria generale del Consiglio una richiesta di referendum consultivo di iniziativa popolare, sottoscritta da oltre tremila firme, sulla proposta di legge regionale 58 del gruppo PCP per la modifica delle norme per l'elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta e l'abrogazione della legge regionale in materia di forma di governo. Le operazioni di verifica delle firme dovranno concludersi entro venticinque giorni dal deposito della richiesta di referendum. Nel caso in cui il verbale attesti la validità della richiesta, il Consiglio regionale, prima di procedere all'adozione della proposta di legge 58, può deliberare, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, l'effettuazione di un referendum consultivo finalizzato a conoscere l'orientamento degli elettori sul provvedimento stesso. Ne consegue che la proposta di legge 58 non potrà essere iscritta all'ordine del giorno di un'adunanza consiliare fintanto che il Consiglio non si sia espresso sull'effettuazione del referendum consultivo e, in caso di approvazione del suo svolgimento, non sia pubblicato il risultato del referendum sul Bollettino ufficiale della Regione.

La Conferenza dei Capigruppo, riunita ieri martedì 24 maggio, ha convenuto di discutere congiuntamente i seguenti punti all'ordine del giorno di questa adunanza: n. 4 e 5 (rendiconto e assestamento del bilancio del Consiglio); n. 6, 7 e 12 (relazioni della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti e rendiconto generale della Regione); n. 45 e 46 (ospedale Parini). Il punto 13.02 (question time sulla selezione di un dirigente Finaosta) sarà trattato in seduta segreta.

Infine, vi ricordo che lunedì 23 maggio, in occasione della Giornata della legalità e del 30° anniversario delle stragi di Capaci e di via d'Amelio, è stato esposto un lenzuolo bianco sulla facciata del Consiglio a Palazzo regionale, a testimonianza dell'impegno della nostra Assemblea per la tutela della legalità.

Si è prenotata la consigliera Minelli a cui passo la parola.

Minelli (PCP) - La comunicazione che lei ha appena dato sulla richiesta di referendum consultivo riguarda un fatto che ha una sua rilevanza politica. L'iniziativa popolare affronta infatti un tema che è cruciale per la politica valdostana ed è anche un avvenimento direi in qualche maniera storico, perché è la prima volta che c'è una richiesta di referendum consultivo su una legge regionale, una richiesta che viene appunto avanzata attraverso la richiesta della popolazione. La gamma degli strumenti di partecipazione popolare era già stata utilizzata in passato per chiedere dei referendum abrogativi e propositivi ma, come dicevo, è la prima volta che si utilizza lo strumento del referendum consultivo; non è un referendum decisionale, come sappiamo, e lascia spazio ampio al Consiglio per elaborare e per decidere, però è un fatto positivo - secondo noi - sentire la popolazione valdostana prima di decidere su una questione che è così significativa.

Noi pensiamo che sia utile a tutto il Consiglio, ma anche a tutta la comunità, fare questa consultazione popolare prima di lavorare sulla legge di riforma. C'è infatti un nodo politico che è importante e che in questi anni non è stato sciolto, su cui ora bisogna decidere.

È comune la consapevolezza che l'attuale sistema vada modificato, è stato detto tante volte, perché non favorisce la stabilità di Governo e, di conseguenza, la buona amministrazione. È una consapevolezza che abbiamo avuto modo di testare parlando con molti cittadini in queste settimane certificando le firme, ma il nodo su cui si è fermi ormai da credo circa un decennio, su cui si è rimasti bloccati, è se prevedere o meno la possibilità che gli elettori decidano direttamente maggioranza e Presidente della Regione, oppure se è meglio che tale compito continui a essere affidato, come succede ora, alla dialettica consiliare. Ci sono su questo nodo delle opinioni diverse, anche all'interno di varie forze politiche, ed è bene acquisire l'orientamento della popolazione. Ci sarà quindi una campagna referendaria in cui tutti potranno sostenere la loro tesi e poi la popolazione sceglierà se è meglio o meno andare nella direzione nuova.

Essendo state depositate ben 3363 firme, non credo che ci saranno dei dubbi sulla validità della richiesta, comunque - come ha detto il Presidente - il controllo degli uffici sarà rapido, dovrà essere fatto entro venticinque giorni; di conseguenza a breve il Consiglio regionale si dovrà pronunciare e dovrà, ai sensi della legge, formulare il quesito da porre agli elettori. Noi riteniamo opportuno avviare subito un approfondimento in I Commissione, dove del resto è già stata assegnata la proposta di legge n. 58, e poi è stata anche depositata sulla materia un'altra proposta di legge.

Il nostro invito è di non vedere questa consultazione popolare come un momento di contrapposizione strumentale, ma piuttosto come di autentica partecipazione popolare a una decisione che non ha nulla a che vedere con gli attuali equilibri e ipotesi rispetto alla maggioranza regionale. Crediamo quindi che sia importante dare rapidamente la possibilità all'intera popolazione valdostana di scegliere un sistema, pronti ad accettare l'esito di questo referendum.

Presidente - Consigliere Restano ne ha facoltà.

Restano (GM) - Intervengo anch'io sullo stesso argomento della consigliera Minelli. In effetti devo ammettere che il deposito delle 3300 firme hanno già proposto un forte segnale politico. Al di là del contenuto della norma depositata nei giorni scorsi e della norma che ha depositato Forza Italia, ritengo che il risultato sia già stato raggiunto ed è patrimonio della popolazione valdostana, perché raccogliere 3300 in un così breve periodo di tempo è significativo. Oggi il Consiglio deve riflettere su quella che è un'opportunità: quella che ci dà la popolazione di confrontarci su un tema molto importante. Non mi soffermo sui contenuti della norma, ma soprattutto su quello che è l'invito a confrontarsi e a proporre una norma in tal senso. Al di là del risultato del referendum, se si arriverà al referendum o meno, l'impegno che si deve assumere il Consiglio è di far proprio questo invito, senza fare dei ragionamenti di parte come ha sottolineato la consigliera Minelli, ma soprattutto di confrontarsi in maniera aperta e cercare di dare una soluzione a quello che è un problema che oramai è reale ed è sotto gli occhi di tutti.

Presidente - Consigliere Baccega ne ha facoltà.

Baccega (FI) - Condividiamo questo percorso, tant'è che personalmente ho anche firmato l'adesione al referendum. C'è un sentire comune che comunque la politica negli ultimi anni ha pesantemente allontanato la gente dalla politica stessa e dall'Amministrazione, e questo ha generato una disaffezione che in qualche modo va valutata attentamente da tutti noi. Riteniamo che, al di là della presentazione della nostra proposta di legge che riteniamo consona rispetto a quelle che sono le nostre strategie politiche, si debba andare tranquillamente nella direzione di dare più trasparenza, più efficacia e ascoltare quello che viene dalla popolazione, perché il sentire comune è quello di andare nella direzione di avere la certezza di avere fin da subito delle maggioranze precostituite prima del voto.