Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1510 del 12 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1510/XVI - Reiezione di mozione: "Impegno a rivedere le norme riferite all'accesso di ospiti e visitatori, presso i reparti ospedalieri, le strutture socio-assistenziali, socio-sanitarie e l'hospice, a seguito della cessazione dello stato di emergenza Covid-19".

Marguerettaz (Presidente) - Punto n. 42 all'ordine del giorno. Collega Marquis, credo per mozione d'ordine ne ha facoltà.

Marquis (FI) - La ringrazio per la parola. Intervengo perché ieri, relativamente alla problematica che si è generata nella struttura protetta di Antey socio-assistenziale, sono state rilasciate delle dichiarazioni che ci sono centosessanta posti liberi e che quindi non ci sarebbero problemi di ricollocazione degli ospiti della struttura.

Oggi risulta che le famiglie sono in stato di agitazione perché si sono rivolte alle strutture dell'USL e pare che la situazione non sia esattamente in questi termini, quindi chiederei conferma all'Assessore se è vero che ci sono centosessanta posti liberi e nel caso se possiamo avere l'elenco disaggregato di questi posti nelle strutture territoriali.

Presidente - Collega Marquis, non possiamo inaugurare una question time espresso, quindi credo che lei giustamente dovrà una rappresentazione, l'assessore Barmasse avrà modo di dare le indicazioni del caso. Procederei con l'ordine del giorno avviato. La parola alla collega Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - La cessazione dello stato di emergenza e un po' queste regole modificate ampliano sicuramente la mobilità di tutti noi e regolano in modo molto meno restrittivo anche le disposizioni per l'accesso dei visitatori alle strutture ospedaliere residenziali socio-assistenziali, socio-sanitarie e hospice, in particolare la legge 18 febbraio 2022 n. 11 all'articolo 7 prevede che i direttori sanitari garantiscano un accesso minimo giornaliero non inferiore a 45 minuti. Accesso minimo, purtroppo, che in questo momento in Valle d'Aosta non è possibile e immagino che l'Assessore concordi con me che, rispetto all'importanza dell'accesso dei visitatori ai pazienti, non solo vi è un'importanza per una questione di relazione fra familiari e ospiti delle strutture, naturalmente per accrescere il benessere degli stessi, ma in alcuni casi questa vicinanza può anche aiutare in qualche modo la carenza di personale, nel senso che anche rispetto alla sorveglianza, alla mobilità, all'assistenza: ad esempio, mi immagino rispetto all'igiene o alla somministrazione dei pasti, sicuramente questo è uno degli obiettivi e delle cose importanti che dovremmo in questo momento portare avanti.

Vi è poi tutta la parte invece dei pazienti terminali oppure degli anziani che sappiamo bene necessitano anche non solo loro ma i familiari stessi di una sorta di accompagnamento e sicuramente di vicinanza in un momento non facile per le famiglie.

Facendo una rapida ricognizione all'interno della struttura ospedaliera e all'interno delle RSA valdostane si vede che vi è una disparità notevole fra strutture ma anche all'interno della struttura ospedaliera, ad esempio, fra i diversi reparti, quindi vi sono reparti dove l'accesso è su prenotazione, altri che, a seconda se si è in un letto pari o in un letto dispari, vi è un accesso differenziato, altre ancora dove magari l'accesso non è previsto per il giorno pari o il giorno dispari ma magari per una o due volte alla settimana massimo. C'è quindi una sorta di bailamme sotto questo punto di vista, che naturalmente non agevola né i pazienti, né i visitatori e i familiari degli stessi.

Abbiamo anche ricercato quanto avviene rispetto ad altre Regioni e abbiamo potuto notare che vi sono, ad esempio in Regione Toscana piuttosto che in alcune ASL piemontesi, delle regole chiare e piuttosto uniformi su tutto il territorio in modo che, anche se un paziente viene spostato da un letto pari a un letto dispari, non si crei poi la non possibilità di visitarlo, ad esempio, perché anche questa è una segnalazione che c'è stata fatta, quindi si mette una sorta di regola che potrebbe essere una regola minimale, naturalmente intesa e auspicando che questa venga estesa, perché, come dicevo, la visita dei parenti è sicuramente una parte molto importante per chi è in una situazione di malattia.

Quello che si chiede al Governo quindi è di cercare di trovare delle soluzioni per agevolare le visite ma soprattutto per uniformare e rendere più chiaro tutto ciò che avviene rispetto non solo alla struttura ospedaliera, all'hospice, ma anche rispetto alle strutture che ci sono sul territorio.

Presidente - Ci sono dei colleghi che intendono intervenire in discussione generale? Non vedo prenotazioni. La discussione generale è chiusa. Per le repliche ha chiesto la parola l'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - Con riferimento all'oggetto della mozione, che riguarda fondamentalmente un'omogeneizzazione degli accessi nei reparti ospedalieri e nelle strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie e hospice, ricordo che l'hospice è una struttura territoriale, quindi, nonostante sia ubicata all'interno di una struttura ospedaliera, fa parte comunque del territorio.

Per quanto riguarda le strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie presenti sul territorio regionale, informo che le disposizioni che erano state assunte con l'ordinanza del Presidente della Regione n. 39 del 26 gennaio 2022, così come modificata dall'ordinanza n. 99 del 14 febbraio 2022, sono cessate con il termine dello stato di emergenza, circostanza che, com'è stato riferito dagli uffici del Dipartimento legislativo aiuti di Stato, ha segnato anche l'impossibilità da parte della Presidenza della Regione di proseguire con l'emanazione di ulteriori ordinanze a disciplina di materie attinenti al Covid-19.

Alla luce di quanto premesso e considerato che gli ultimi interventi normativi a livello centrale in materia di uscite temporanee degli ospiti e di accesso dei visitatori alle strutture residenziali socio-sanitarie e socio-assistenziale, il cosiddetto "decreto riaperture", hanno prorogato fino al 31 dicembre 2022 le disposizioni già vigenti, l'Assessorato della sanità salute e politiche sociali ha inviato una specifica richiesta all'Azienda USL della Valle d'Aosta al fine di valutare che vi fosse, sotto il profilo sanitario, la necessità di assumere ancora indicazioni e disposizioni regionali in un contesto in cui l'epidemia presenta momenti di recrudescenza alternati a periodi di maggior stabilità del contagio.

In attesa del suddetto parere clinico, per cui in questi giorni si riuniscono i vertici della Direzione strategica dell'Azienda USL, area territoriale e area prevenzione in realtà si sono riuniti ieri e hanno elaborato un parere che verrà trasmesso ai competenti uffici dell'Assessorato, che provvederà poi a girarlo sul territorio per quanto riguarda la gestione delle strutture socio-sanitarie, in tal senso, oltre a una problematica che era già stata evidenziata da numerosi familiari - mi riferisco al problema delle micro-comunità -, c'è stata anche una richiesta da parte giustamente del CIPEL di poter avere un'uniformità di comportamento sul territorio, anche perché queste strutture sul territorio non hanno un direttore sanitario e quindi questo determina una presa di responsabilità da parte del responsabile della struttura, che, il più delle volte, anzi, quasi sempre, è un responsabile di natura amministrativa e quindi non ha delle competenze cliniche.

Con queste determinazioni che dobbiamo vedere, quindi, l'Assessorato sta lavorando alla produzione, oltre a questo, di una norma che prevede che l'Azienda USL della Valle d'Aosta organizzi un servizio mediante il quale specifiche figure sanitarie, afferenti all'area territoriale della prevenzione, forniscano supporto consulenziale in materia di sanità pubblica a tutte le strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie pubbliche e private operanti sul territorio regionale. Questa è una carenza che noi abbiamo perché non ci sono queste figure che sono cessate, anche se ce l'avevamo, con la fine dello stato di emergenza, questo anche al fine di uniformare i comportamenti delle strutture medesime sulla stessa materia. Tale funzione sarà completamente disciplinata nell'ambito dell'imminente rivisitazione dell'atto aziendale, mentre, nelle more delle modifiche allo stesso atto, la funzione sarà garantita da operatori individuati specificatamente allo scopo all'interno delle due aree competenti, cioè territoriale e prevenzione, questo in attesa dell'atto aziendale.

Quanto all'Ospedale, la Direzione medica di presidio dell'Azienda USL ha riferito che le disposizioni che sono state impartite recentemente nel mese di marzo e aprile derivano anch'esse dalle attuali norme di cui al decreto riaperture, le quali stabiliscono che l'ingresso in Ospedale è consentito ai visitatori con Green Pass e DPI e mascherina. Inoltre, è stato precisato che dal 2020 gli ingressi in Ospedale sono dotati di sistemi automatici della rilevazione della temperatura programmati per bloccare gli ingressi laddove si rilevi una temperatura maggiore a 37.5, questo è l'accesso all'Ospedale.

Per quanto riguarda, invece, l'omogeneizzazione degli accessi nei reparti ospedalieri, che io devo dire, pur condividendo i presupposti che lei ha perfettamente esposto, dopo un confronto con la Direzione ospedaliera con la quale ho avuto un confronto io direttamente, la Direzione ospedaliera ha dato un parere negativo, non la si ritiene possibile per le differenti fragilità dei pazienti stessi: per esempio, un paziente dell'oncologia ha delle necessità e delle criticità maggiori rispetto ad altri reparti o rispetto alla rianimazione e questa differenza è dovuta anche, purtroppo, alla presenza di vari focolai di Covid che si stanno sviluppando in reparti. Si ritiene pertanto che sia necessaria una certa flessibilità negli accessi che è stata demandata ai direttori dei reparti.

Per quanto ho esposto, ritengo che questa mozione non possa essere accettata, per cui le chiedo il ritiro o propongo l'astensione da parte della maggioranza.

Presidente - Per la replica, la parola alla collega Erika Guichardaz.

Guichardaz E. (PCP) - Grazie Assessore per la risposta. Naturalmente la sua risposta non mi convince molto perché capisco la flessibilità che debba avvenire rispetto alle persone più fragili, ma questa flessibilità al ribasso io la trovo poco opportuna, nel senso, che, secondo me, il minimo garantito a ogni Valdostano di poter andare a trovare il suo familiare almeno una volta al giorno deve essere garantito.

Dopodiché nei casi particolari e via dicendo questo può essere rivisto, ma un criterio generale, secondo me, deve essere adottato. Le ripeto, immagino che, come arrivino segnalazioni a me le arrivino anche a lei, soprattutto nella fascia quella più fragile, quindi tutta la parte degli anziani, ieri lo esplicitava anche bene il consigliere Marquis, tutta quella fascia di popolazione anziana ha assolutamente bisogno di un contatto continuo con i propri familiari.

Sotto questo punto di vista, naturalmente non mi sento di ritirare la mozione e comunque accolgo con favore che qualcosa si stia facendo per cercare almeno di uniformare quello che è all'interno del territorio perché effettivamente, anche rispetto alla questione delle microcomunità, la situazione è piuttosto imbarazzante perché, ripeto, vi sono strutture che permettono l'accesso dei familiari una volta alla settimana per un'ora. Secondo me, chi ha mai dovuto accudire a un anziano sa benissimo che una volta la settimana per un'ora vuol dire che l'anziano si sente completamente abbandonato. Questa è una questione, secondo me, di umanità e quindi non ritengo di dover ritirare la mozione.

Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marquis, ne ha facoltà.

Marquis (FI) - Anche noi come gruppo componente di Forza Italia sosteniamo quest'iniziativa perché riteniamo che sia di buon senso e soprattutto vada nell'indirizzo di cercare di uniformare le norme per regolare gli accessi per dare chiarezza sul territorio, dare a tutti le stesse possibilità, soprattutto su una tematica che riguarda tutta la comunità valdostana e tocca i valori più essenziali della vita. A questo riguardo riprendo le considerazioni che ho fatto prima, perché credo che ci sia la necessità, quando si parla di strutture socio-assistenziali, di avere un quadro ben chiaro della situazione perché sono temi ampiamente delicati e che toccano tutte le famiglie valdostane. Tutti sappiamo che per accedere a queste strutture ci sono delle liste d'attesa, ci sono dei tempi, non è così semplice e per questa ragione credo che bisogna presidiare questo argomento con grande attenzione e bisogna averne piena consapevolezza. I numeri sono importanti e hanno un grande significato, quando li si pronuncia, bisogna essere certi di quello che viene sostenuto e per questa ragione ritorno a chiedere se si può avere la lista dei posti liberi nelle micro valdostane per tranquillizzare tutti i Valdostani e tutti coloro che eventualmente dovessero essere ricollocati nella struttura di Antey.

Presidente - Non vedo altre prenotazioni. A questo punto chiedo di aprire la votazione. La votazione è chiusa.

Presenti: 34

Votanti: 17

Favorevoli: 17

Astenuti: 17 (Barmasse, Bertin, Bertschy, Caveri, Cretier, Grosjacques, Jean-Pierre Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Malacrinò, Marguerettaz, Marzi, Padovani, Restano, Rosaire, Sapinet, Testolin)

La mozione non è approvata.