Oggetto del Consiglio n. 1507 del 12 maggio 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1507/XVI - Approvazione di mozione: "Impegno del Governo regionale a sostenere iniziative per la definizione di interventi volti a contrastare l'applicazione del sistema Nutriscore".
Marguerettaz (Président) - Point n° 39 à l'ordre du jour. Le collègue Manfrin a demandé la parole.
Manfrin (LEGA VDA) - Con questa mozione portiamo all'attenzione di quest'Aula il tema del Nutriscore, un sistema che, se messo in atto, danneggerà in maniera importante le eccellenze enogastronomiche della nostra Regione e ovviamente non solo.
La prima domanda che dobbiamo porci e che cos'è il Nutriscore. Ebbene, nell'ambito della Farm to Fork Strategy, un percorso pensato per condurre verso un sistema alimentare più sano e sostenibile, la Commissione europea ha proposto un sistema di etichettatura nutrizionale obbligatorio armonizzato a livello comunitario, che dovrebbe essere adottato entro la fine del 2022 che prevede l'utilizzo dell'immagine di un semaforo che assegna un colore, dunque un via libera o meno, a ogni alimento in base al livello di zuccheri, grassi e sale calcolati su una base di riferimento di 100 grammi a prodotto. In base al sistema Nutriscore, oltre a numerosi prodotti della tradizionale dieta mediterranea, a essere maggiormente penalizzati sarebbero i formaggi DOP e IGP italiani in quanto la nuova classificazione li sconsiglia ai consumatori, quindi il parmigiano, il gorgonzola, il pecorino, il taleggio o la fontina verrebbero etichettati con una "E" rossa, quindi chiaramente incasellati fra i prodotti assolutamente nocivi.
Con questo sistema peraltro tutte le eccellenze del patrimonio enogastronomico valdostano sarebbero etichettate dalla "D" in giù e alimenti sani come le jambon de Bosses, il lardo di Arnad, la fontina, la toma di Gressoney che contengono elevata quantità di grasso e sale, ma che sono comunque alimenti sani, otterrebbero una classificazione negativa al contrario, per esempio, di prodotti industriali come la famosa o direi anche famigerata coca-cola, che invece otterrebbe una classificazione migliore. Immaginiamoci quindi un prodotto come la coca-cola che ottiene un'ottima classificazione e un prodotto come la fontina che invece arriva a essere incasellata come un prodotto assolutamente più nocivo.
La possibile introduzione di questo sistema, come possiamo immaginare, ha suscitato la preoccupazione dei produttori locali e dei loro rappresentanti. Abbiamo letto diverse dichiarazioni nelle scorse settimane, il Presidente del Consorzio Fontina DOP ha infatti dichiarato che il sistema Nutriscore "mette a rischio formaggi del simbolo del Made in Italy alimentare già alle prese con la contrazione dei consumi e con l'emergenza di materie prime per l'alimentazione animale innescata dal conflitto in Ucraina. Infatti, attribuendo un colore "sfavorevole" a prodotti come formaggi ne disincentiva il consumo e dà informazioni limitate e fuorvianti ai consumatori con buona pace - e questo mi pare evidente - della dieta mediterranea, che dal 2010 è patrimonio immateriale e umanità Unesco, che ha in questi elementi un "ingrediente" fondante da sempre". Conclude appunto con questa nota: "siamo contrari all'introduzione di un'etichetta che non ha nessun beneficio scientificamente provato sulla salute".
Anche il Presidente della Coldiretti Valle d'Aosta si è detto preoccupato e ha sottolineato: "da anni, come Coldiretti, sosteniamo che si tratti di sistemi fuorvianti, discriminatori e incompleti che finiscono per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui, in alcuni casi, non è nota nemmeno la ricetta".
I nostri produttori dunque, che già devono far fronte al rincaro delle materie prime, verrebbero fortemente penalizzati da questo sistema a "semaforo", che in qualche modo dissuade il consumatore finale a comprare il prodotto in quanto l'etichettatura dalla "D" in giù lo classificherebbe addirittura come non sano, e pensiamo alle generazioni e generazioni che si sono alimentate con questi prodotti, la dieta mediterranea ma anche soltanto banalmente la nostra Regione, le generazioni che sono susseguite si sono alimentate e sono vissute con questi prodotti, che si sentirebbero dire che fino a questo momento si sono alimentate in maniera non sana.
Rispetto al momento in cui questa mozione è stata depositata, per fortuna, è arrivata una buona notizia da un nuovo parere che è stato formulato dall'Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea (EFSA), che ha bocciato l'algoritmo del Nutriscore, il sistema di etichettatura europeo per i prodotti alimentari, confermando invece la validità dell'etichettatura promossa dall'Italia perché basato sul profilo nutrizionale complessivo della dieta alimentare e non quella dei singoli alimenti. L'EFSA ha anche definito l'utilizzo di un parametro fisso come 100 grammi per i cibi, quello adattato appunto dal Nutriscore, slegato dai consumi reali, confermando invece la validità dei valori di riferimento della dieta europei: i cosiddetti "Dietary Reference Values (DRV)", sui quali si basano i parametri del Nutrinform Battery concludendo che l'algoritmo del Nutriscore deve essere rivoluzionato drasticamente.
È di tutta evidenza quindi che il parere dell'EFSA sui profili nutrizionali conferma la bontà di chi sta combattendo contro quest'etichettatura a fronte-pacco e boccia l'algoritmo del Nutriscore; non bisogna però cantare vittoria, innanzitutto perché, come possiamo immaginare, l'EFSA, dopo aver fatto queste valutazioni, ha detto che però questo non significa che il sistema Nutriscore dev'essere bocciato. Sostanzialmente quindi ci dice che valutare l'alimento singolo su 100 grammi di prodotto, che in realtà poi non corrisponde al consumo reale di questo prodotto, e dall'altra parte il considerare l'alimento singolo e non considerare questo tipo di alimento inserito all'interno di una cornice di cibi che vengono consumati assieme, quindi un'equilibratura di un pasto e non il singolo prodotto... pur bocciando questo sistema, che è quello che viene introdotto dal Nutriscore, in realtà ci dice che loro non intendono prendere posizione politica su questo e quindi dicono: "questo sistema non va bene, però, attenzione, noi non bocciamo il Nutriscore". A maggior ragione, anche a fronte di questo parere, bisogna fare assolutamente attenzione. Peraltro bisogna fare attenzione perché conosciamo benissimo l'ottusità di chi a volte predispone e adotta certe norme o forse l'obiettivo di chi le predispone, magari privilegiando i prodotti del proprio Paese a discapito degli altri. Non credo che rivelo un segreto se dico che se noi andiamo a guardare quali classificazioni otterrebbero prodotti, per esempio, francesi, piuttosto che tedeschi, probabilmente possiamo osservare una migliore classificazione rispetto a quelli che provengono dal nostro Paese, ma questa probabilmente è soltanto un'illazione che proviene dal sottoscritto.
A livello europeo, come gruppo Lega, siamo già intervenuti con diverse iniziative per cercare di fermare l'introduzione del sistema Nutriscore e anche qui in Valle d'Aosta vogliamo però sostenere la battaglia di produttori e agricoltori, ed è per questo che per mezzo di questa mozione desideriamo sostenere la nostra contrarietà a questo sistema di classificazione dei cibi e quindi con questa mozione chiediamo di esprimere a questo Consiglio la contrarietà nei confronti del sistema del Nutriscore, di sostenere ogni iniziativa promossa nell'ambito di ogni sede istituzionale utile finalizzata alle definizioni di interventi volti a contrastare l'applicazione del sistema Nutriscore e infine di chiedere ai nostri rappresentanti insieme al Parlamento italiano di sostenere parimenti ogni iniziativa utile in tal senso.
Presidente - Ci sono altri interventi? Ha chiesto la parola il collega Restano, ne ha facoltà.
Restano (GM) - Innanzitutto grazie al gruppo Lega che ha presentato questa importante mozione. L'importanza è sottolineata dall'intervento del Capogruppo della Lega.
Ho aspettato alcuni istanti prima di intervenire perché mi aspettavo un intervento del collega Planaz e del collega Ganis, che da sempre si occupano del settore: uno come commerciante e l'altro come produttore e venditore del prodotto particolarmente interessato.
Come non votare un'iniziativa di questo genere? Un'iniziativa che tutela i nostri prodotti e i prodotti della tradizione valdostana; è importante però, dal mio punto di vista da appassionato della materia, puntualizzare alcuni aspetti condividendo in toto quello che è stato detto. La normativa europea fin da 2004 con il pacchetto igiene si è interessata alla materia, soprattutto si è interessata alla realtà degli scambi commerciali, della pubblicità degli alimenti e della loro etichettatura, e da qui è nata tutta una corposa produzione normativa al riguardo dell'etichettatura nutrizionale e alimentare. Questo argomento quindi non è stato trascurato, bisogna solamente cercare di comprendere qual è l'importanza che noi abbiamo dato in quel periodo a questo argomento, forse è stato un pochino sottovalutato. Non solo, la Comunità europea da tempo... e chi è già da più anni in quest'aula si ricorda che abbiamo votato degli atti al riguardo della libera commercializzazione che andavano a penalizzare la penalizzazione del commercio in Europa rispetto alle piccole realtà come la Valle d'Aosta. Di certo c'è un fatto: l'Europa nella sua cospicua produzione normativa non tiene conto della realtà come la nostra, ci ha sempre trascurati. Trascura la produzione e un fatturato di un formaggio che per noi è l'eccellenza, che è di 21 milioni all'anno rispetto a quello dei 2,7 miliardi del parmigiano reggiano.
Allora quello che noi dovremmo anche chiederci - ed è una suggestione che lancio al Consiglio - è quale sia il miglior modo di tutelare il nostro prodotto. È quello di puntare sull'etichetta nutrizionale, su un fatturato di 21 milioni e su una produzione di un formaggio che all'ingrosso viene venduto senza etichetta e smerciato sui banchi senza etichetta ma con solo l'indicazione della produzione? O è quello di puntare a un altro tipo di normativa riguardo alla promozione, alla tutela sull'Italian Sounding, che tanto ci penalizza o altri argomenti ancora che riguardano gli alimenti. Questo è un punto di partenza ma è anche un rappel a tutti noi, soprattutto a quelli che, come me, sono qualche anno che siedono qua e sono appassionati dell'argomento, per chiedersi se abbiamo fatto tutto ciò che andava fatto.
Sicuramente quello che è stato detto è vero, è riportato in tutti gli articoli di giornale che possiamo sfogliare in questi giorni; è altrettanto vero che è dall'inizio del 2020 che se ne parla, tant'è vero che vi sono degli articoli dell'inizio 2020 che dicono che tutti i partiti politici alla Camera dei deputati hanno votato una serie di mozioni, Lega in primis, Forza Italia, PD, che riguardano l'intervento in Europa su questo argomento e hanno dato degli incarichi per degli studi per la famosa etichetta Nutrinform, che poi probabilmente hanno portato al risultato che ci ha testé descritto il collega Manfrin.
È correttissimo quindi quanto è stato detto, è altrettanto corretto quanto proposto dall'assessore Sapinet di puntualizzare alcuni aspetti al riguardo ma, secondo me, è importante guardare al futuro e capire quanto ci può penalizzare un'etichetta di questo tipo che va assolutamente tolta, perché i valori nutrizionali riportati nell'etichetta che viene proposta con Nutrinform non danno il giusto valore al nostro prodotto e a tutti gli altri prodotti e anche ai derivati, perché la Valle d'Aosta, è bene ricordarlo... forse l'Assessore al turismo era l'attuale Vicepresidente del Consiglio... all'agricoltura... un altro Assessore unionista... non mi viene il nome dell'Assessore, però aveva lavorato su piatti tradizionali a base di fontina, perché anche quelli sarebbero penalizzati.
Questa forma di interpretazione penalizza a tutto tondo la Valle d'Aosta, senza andare a prendere in considerazione che per alcuni prodotti - e lo dico con cognizione di causa scientifica, perché l'etichetta a colori non ha un fondamento scientifico ed è riportato - ci ritroviamo otto principi attivi di antiparassitari, tutti naturalmente nella norma, ma che non vengono sindacati. Noi compriamo dei prodotti con otto principi attivi e poi ci chiediamo perché ci sono determinate patologie gastroenteriche.
Per farla breve e per non intrattenervi più del dovuto, ci va un approfondimento sulle strategie commerciali, un approfondimento sui metodi di vendita del prodotto, la tutela del prodotto e poi ci dobbiamo chiedere perché, perché il ministro Patuanelli - che mi sembra essere dei Cinque Stelle - che sostiene questa battaglia, quando cita i prodotti di qualità italiani- e questo mi fa veramente male -, non cita la fontina, perché? Il sapore della fontina è forse peggiore di quello del gorgonzola o del parmigiano reggiano? Abbiamo la stessa dignità. È questa quindi la battaglia che dobbiamo fare, oltre a quella giusta che andremo a votare in questo momento.
Io gradirei che in futuro ci concentrassimo su questa e su tutte le altre battaglie che possono promuovere la vendita dei nostri prodotti e far aumentare quei 21 milioni e portarli più in alto per allinearci agli altri e finalmente vederci riconosciuti su tutti gli articoli di stampa.
Presidente - La parola al collega Perron che si è prenotato.
Perron (LEGA VDA) - Rapidamente un paio di considerazioni: la prima per integrare un po' quella che è stata l'esposizione della mozione, cioè una considerazione alimentare sul problema Nutriscore. Qual è il problema aggiuntivo di questo indice, di questo semaforo che viene utilizzato? Il problema è che tiene conto soltanto di quelli che si chiamano appunto i macronutrienti, cioè carboidrati, grassi e proteine. Un conteggio ottuso, diciamo, innanzitutto perché si fa sui 100 grammi e già è stato detto, ma poi perché i prodotti in realtà hanno un altro dato, ogni cosa che noi mangiamo ha un altro dato che sono quelli che vengono chiamati i micronutrienti, cioè le vitamine e i sali minerali. Questo è proprio quello che fa la differenza tra un cibo spazzatura e un cibo invece di qualità, al di là dei grassi. È ovvio che la fontina, i formaggi hanno un'alta quantità di grassi, ma innanzitutto sono grassi anche buoni per l'organismo e soprattutto insieme a quei grassi ci sono vitamine e sali minerali che contribuiscono a una dieta sana.
Cento millilitri di una bevanda gassata light magari ovviamente non hanno calorie... hanno meno calorie magari, quindi si beccherebbero un Nutriscore positivo, semaforo verde, quindi un ragazzino potrebbe dire: "ma io mi posso bere tutte queste schifezze". Tra l'altro, i ragazzi - ricordo i tempi della scuola - mangiano e bevono quantità di schifezze di tipo industriale che poi magari avranno l'etichetta verde perché hanno poche calorie, mentre un pezzo di fontina viene considerata dannosa perché ha i grassi. È quindi un approccio che non tiene conto di questo fatto, volevo integrare questo aspetto: l'aspetto appunto dei micronutrienti, che invece caratterizza i prodotti sani come quelli della tradizione italiana e anche della nostra tradizione valdostana.
La seconda considerazione che voglio fare invece è di tipo puramente politico perché da ciò si evince che questa classificazione così ottusa è un classico esempio di procedimenti che vengono calati dall'alto in questo caso, procedimenti che possono essere estremamente semplificati, appunto come questo, eccessivamente burocratici, c'è un semaforo verde, giallo, rosso a seconda di considerazioni che poi in realtà dovrebbero essere calate nello specifico.
C'è poi un altro argomento: come possiamo non pensare che in questi procedimenti non ci sia l'intervento delle grandi lobby? Vogliamo far finta di niente? Vogliamo pensare che a livello internazionale, a livello europeo nei vertici non possono agire più facilmente le grandi lobby di prodotti che appunto poi sono cibo spazzatura e invece ad alti livelli possono essere molto più sordi alle istanze di Paesi e di Regioni che producono prodotti che in realtà sono sani, che hanno una loro storia, che hanno una loro rilevanza, però non vengono ascoltate.
Quello che noi stiamo facendo oggi io credo sia un atto di resistenza verso procedimenti calati malamente dall'alto, che, tra l'altro, hanno un intento, come spesso hanno procedimenti che vengono fatti a livello europeo, livellatore, uniformatore, che non tiene conto delle vere varietà che ci sono di tutti i tipi culturali in Europa e quindi sono pericolosi, ottusi e, tra l'altro, tipici delle peggiori tecnocrazie. Io penso che noi oggi qua stiamo facendo una battaglia di resistenza e di salvaguardia della nostra cultura contro atteggiamenti calati dall'alto, che, purtroppo, non solo non giovano ma fanno danni enormi e, secondo me, rispecchiano anche una pressione di grandi gruppi a livello europeo che invece vanno contrastati e mantenuti nel campo economico, lasciando fiorire invece le nostre prerogative culturali, anche rappresentate dal cibo di alta qualità che possiamo produrre.
Presidente - La parola al collega Baccega.
Baccega (FI) - Alcune riflessioni sulla mozione e anche la dichiarazione di voto che ovviamente parte da un presupposto che l'Italian Beverage & Food è una questione sacra e, sulla base di questo, altrettanto sacri tutti i prodotti della Valle d'Aosta.
Vogliamo portare all'attenzione del Consiglio alcune considerazioni, abbiamo partecipato il mese scorso all'Assemblea nazionale di Forza Italia dove ha avuto proprio notevole spazio il focus organizzato dal nostro Dipartimento agricoltura e sicurezza alimentare dove si è affrontato anche il tema del Nutriscore, dove i nostri amici francesi intendono con questa nuova etichettatura a semaforo, direi splendidamente illustrata dal collega Manfrin e dai colleghi che mi hanno preceduto, suggerire che cosa mangiare, quali prodotti mangiare sulla base di valori nutrizionali di ciascun alimento. È una strategia appunto cosiddetta "a semaforo", dove pare che la coca-cola zero sia considerata più salutare del parmigiano reggiano, dell'olio d'oliva e del prosciutto di Parma e credo che questo sia davvero bizzarro.
Il Nutriscore, secondo noi, pare certamente un'ingiustificata aggressione ai nostri prodotti e alle nostre eccellenze, italiane e valdostane. Saremo sempre pronti a proseguire questa battaglia a tutela dei nostri prodotti, quindi contrari al Nutriscore.
Si è anche toccato in quel focus il tema dei falsi Made in Italy dove anche alcune categorie, direi tutte le categorie, hanno evidenziato che falsi prodotti italiani finiscono sulle tavole di tutto il mondo per un valore di 100 miliardi di euro, sottraendo ovviamente risorse e opportunità di lavoro all'Italia.
In conclusione è giusto coinvolgere i nostri Parlamentari della Valle d'Aosta ma va detto che, come partito, abbiamo intrapreso una battaglia significativa proprio per evitare che i prodotti italiani venissero bollati come prodotti nocivi alla salute sulla base di un ipotetico semaforo.
Abbiamo contribuito insieme alle altre forze... e ovviamente alcune di queste sono rappresentate anche in questo Consiglio regionale, e parlo delle forze nazionali, e abbiamo spinto il Governo a esprimere in Europa la contrarietà dell'Italia a quest'iniziativa francese rilanciando l'importanza di un'assunzione di cibo equilibrata sul modello della dieta mediterranea e ovviamente perseguendo l'obiettivo di tutelare le nostre eccellenze e i nostri agricoltori, portando avanti con determinazione questa battaglia in Europa già avviata in più occasioni e sottolineata dal nostro coordinatore onorevole Tajani.
Votiamo con grande convinzione questa mozione che condividiamo in toto e soprattutto nei tre punti di impegno.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cretier.
Cretier (FP-PD) - Intanto vorrei fare alcune precisazioni legate al fatto della mia precedente attività lavorando presso l'Ufficio formazione e informazione agli agricoltori, questo per dire che, secondo me, sul Nutriscore si sta facendo un po' di confusione. Con il tipo di controllo preciso e puntuale che abbiamo sulle nostre produzioni di qualità per l'Italia e per la Valle d'Aosta il Nutriscore è un di più, ci sono dei controlli puntuali e delle certificazioni a diversi livelli, sia documentali che territoriali. Il Nutriscore intanto è uno strumento di salute pubblica, sviluppato da ricercatori indipendenti. Ha come obiettivo di aiutare i consumatori a giudicare con un semaforo con le diverse colorazioni e non permette di determinare prodotti confrontandoli tra di loro.
Il Nutriscore orienta le scelte e i comportamenti dei consumatori e non dei produttori, quindi, secondo me, c'è un po' di confusione. Credo siano importanti la qualità, il rispetto dei disciplinari, molto difficile soprattutto per chi produce in montagna e sul territorio ma più importante è il sostegno a queste produzioni e un giusto prezzo al produttore locale, differenziandosi dalle produzioni industriali.
È poi importante la salubrità e il rispetto degli aspetti sanitari per la salute pubblica e soprattutto nutrizionale. Bisogna lottare contro la contraffazione, questo è un elemento importante e soprattutto dovrebbe essere messo in discussione qualora ci siano delle contraffazioni. Il Nutriscore è un elemento aggiuntivo che non sposta nulla delle nostre produzioni di qualità controllate e adattate al contesto e alle norme. Il Nutriscore è stato richiesto dai consumatori che lo sostengono ed è stato adottato solo da alcuni Stati europei, che, per scelta, lo hanno fatto e sono degli Stati che sono più sensibili al tema nutrizione. Il Nutriscore deve comparare gli stessi prodotti, alcuni esempi che sono stati fatti in aula non sono sostenibili perché il confronto deve essere sulla stessa tipologia. Questo è il senso del Nutriscore che non classifica neppure gli alimenti. Il semaforo permette di confrontare prodotti appartenenti alle stesse categorie. Certo è necessario per il consumatore ma non deve creare confusione sull'origine, la sostenibilità e l'impatto economico in una zona di montagna.
Sull'impegnativa siamo parzialmente d'accordo, che si debba chiarire alcuni elementi è necessario.
Su alcune dichiarazioni, se mi permettete, ho già detto che non è stata calata dall'alto ma è una scelta degli Stati, mi riferisco al collega Baccega, non è che ci dà indicazioni su cosa dobbiamo mangiare ma di scelte che può fare il consumatore, non assolutamente che ci sia un confronto su cosa dobbiamo decidere noi di mangiare.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Planaz.
Planaz (LEGA VDA) - Ringrazio tutti quelli che sono intervenuti su questa tematica perché ritengo che sia importantissimo già solo il fatto che in quest'aula si porti un tema così importante soprattutto per le nostre piccole realtà.
Mi dispiace un po' più per le dichiarazioni del collega Cretier, e qui evidenzio il fatto di chi veramente ci tiene alle nostre piccole realtà, perché, a mio avviso, anche non solo parlando di prodotti valdostani ma anche di prodotti italiani... infatti l'altro giorno mi sono recato a "Cibus", manifestazione ormai mondiale e c'erano persone che arrivavano da tutto il mondo per comprare, per visitare i nostri prodotti, le nostre aziende e i nostri produttori. L'etichettatura di qualsiasi prodotto è importantissima ma deve andare a specificare le cose reali e non andare a mettere dei colori a seconda dei grassi o le proteine, com'è già stato detto prima dai nostri colleghi, perché posso fare benissimo un esempio: visto che si è parlato molto di fontina, la fontina è un formaggio grasso ma prodotto a una certa altitudine con certi metodi ha degli omega-3 paragonabili a quelli dei pesci che usiamo per curare il colesterolo.
Allora io mi immagino che un domani una persona quando si recherà al supermercato e vedrà il bollino rosso sulla fontina, dirà: "questa mi fa male, non posso comprarla". A tutti i nostri prodotti valdostani serve un'etichettatura, dobbiamo fare una promozione - e qui evidenziamo di nuovo il fatto che andiamo a dare la possibilità all'industria che sulle frodi alimentari ne fa il guadagno - e andare a specificare quali sono veramente i prodotti sani che i nostri bambini, i nostri figli e anche i nostri anziani possono mangiare. Potrebbe infatti succedere che per solo il fatto della presenza del bollino verde una persona pensi di poter mangiare o bere altri prodotti, come ad esempio la coca-cola. Tutti i prodotti usati con moderazione non fanno male, ma è normale che se si viene disincentivati per delle classifiche che non rispecchiano i parametri qualitativi del prodotto, poi anche i giovani vengono educati a consumare dei prodotti che a lungo andare possono loro veramente creare delle conseguenze di salute.
Ringrazio il collega Manfrin e insieme tutti quelli che voteranno con convinzione questa mozione perché, ricordo, non è l'unica iniziativa che abbiamo portato in quest'aula per tutelare e per proteggere sia i produttori che i prodotti della nostra Regione.
Presidente - Vi sono altri interventi in discussione generale? Ha chiesto la parola l'assessore Sapinet, ne ha facoltà.
Sapinet (UV) - Ringrazio i proponenti e tutti i colleghi che sono intervenuti sia con interventi più tecnici ma sia anche con interventi più politici.
Come ha detto ora il collega Planaz, credo sia importante portare certe tematiche all'interno di quest'aula. La mozione sul Nutriscore ci riporta su un tema attuale di estrema importanza: il ruolo di un'alimentazione sana, corretta, un'alimentazione bilanciata insieme ovviamente a una costante attività fisica che rappresenta il pilastro fondamentale per la prevenzione. È uno dei fattori centrali per il benessere della società e contribuisce a ridurre l'incidenza delle malattie metaboliche e cardiovascolari (sono vicino a Barmasse che nelle pause del Consiglio mi dà qualche indicazione). In quest'ottica che è appunto in Europa già da tempo è in atto un serrato dibattito sulla scelta del sistema di etichettatura nutrizionale, che dia le informazioni aggiuntive immediate ai consumatori in merito agli effetti degli alimenti sulla dieta quotidiana. La posizione dell'Unione europea sull'impiego dell'etichettatura nutrizionale non è ancora definita, attualmente ogni Stato membro è libero di continuare a raccomandare sul proprio territorio nazionale uno schema di etichettatura applicato volontariamente dagli operatori del settore alimentare. Il dibattito si sta focalizzando essenzialmente sulla contrapposizione tra due modelli: uno di tipo direttivo, il Nutriscore promosso dalla Francia, e uno di tipo informativo, il NutrInform battery, sostenuto anche dall'Italia. Il sistema NutrInform è il sistema che più si avvicinerebbe a quanto prescritto dall'articolo 35 del regolamento n. 1169/2011; nonostante ciò, molti Paesi europei, tra cui la Germania, hanno adottato il Nutriscore, insieme a Francia, Spagna, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, hanno dato vita a un coordinamento "pronutriscore" al fine di convincere l'istituzione europea ad adottare tale sistema che, finirebbe per certi versi di fatto, con il penalizzare fortemente le eccellenze agroalimentari italiane, tra cui appunto le DOP del nostro territorio, che, come ricordato nelle premesse, otterrebbero una classificazione negativa che li qualificherebbe come alimenti da sconsigliare e soprattutto il settore dei formaggi ne risulterebbe fortemente danneggiato. Il Nutriscore risulta infatti fondato su valutazioni parziali, in quanto si basa sull'impiego in maniera del tutto arbitraria di algoritmi, per cui vi è il giudizio nutrizionale del singolo ingrediente, senza tener conto del suo inserimento nel quadro di una dieta complessiva varia e bilanciata. Basato sui colori, il Nutriscore è di immediata comprensione ma a volte ingannevole nei contenuti; inoltre, prende in considerazione una soglia arbitrale di 100gr/100ml, senza tener conto dell'assunzione giornaliera di alimenti e bevande, vale a dire del concetto di porzione.
Contrariamente, come sottolineato recentemente da AFIDOP e dal nostro Consorzio Fontina, la forza del progetto NutrInform risiede nel fatto che, a differenza degli altri progetti, non si basa sull'aspetto nutrizionale puro e semplice dell'alimento, bensì colloca quest'ultimo in un quadro nutrizionale più ampio e complessivo, e quindi più realisticamente aderente alle modalità di utilizzo degli alimenti in oggetto. La dieta mediterranea ha dimostrato una reale capacità di prevenire le malattie cronico-degenerative attraverso un consumo giornaliero in proporzione equilibrata degli alimenti, è un esempio tangibile della rappresentazione della sua applicazione.
L'argomento è stato notevolmente dibattuto in politica, sul web, un po' ovunque, è stato oggetto di vari confronti, ovviamente anche per i nostri interlocutori quasi quotidiani, discussioni anche all'interno del tavolo tecnico lattiero-caseario, enti e associazioni particolarmente preoccupati così come il Consorzio produttori e Tutela della DOP Fontina, che si è espresso contrariamente, insieme come dicevo ad AFIDOP, che è l'Associazione Italiana Formaggi DOP, e congiuntamente alle principali DOP casearie italiane.
Come Assessore all'agricoltura non posso che capire i timori e le preoccupazioni di enti e associazioni, soprattutto in un momento come questo particolarmente difficile, dove anche la comunicazione e soprattutto la comunicazione è importante. Ebbene, a questo proposito il Consorzio produttori e Tutela della DOP fontina ci ha dato un gran bel segnale in questi ultimi mesi con una campagna promozionale che ha fatto centro, ha colpito nel segno, l'abbiamo vista in TV, l'abbiamo vista sui social, quindi la fontina non è della Valle d'Aosta, la fontina è la Valle d'Aosta. È la strada che il Consorzio sta continuando a perseguire ed è chiaro che non possiamo che supportare la sua attività e cercare di superare questo momento così difficile.
È necessario informare nel modo più corretto possibile i consumatori educandoli a un regime alimentare sano, accompagnato da uno stile di vita salutare, evitando possibili penalizzazioni di taluni alimenti quali carni, vini e formaggi, che spesso, oltre a essere prodotti di assoluta qualità, rappresentano le eccellenze agroalimentari italiane e valdostane.
Come ricordava il collega Restano, sin dal 2020 la politica ha trattato il tema anche in Europa argomento che a volte giustamente, lo diceva il collega Restano, è lontano dalla nostra piccola realtà - alla Camera e poi infine al Senato con l'ultima mozione del 15 febbraio 2022. Così com'è corretto citare le parole del Ministro e ricordarli tutti i nostri prodotti, anche il nostro, quello della fontina, lo abbiamo fatto e lo faremo nuovamente, in questi giorni ci ritroveremo con gli Assessori del nord Italia proprio per stimolare e per predisporre un documento a supporto e a sostegno del settore zootecnico e della filiera lattiero-casearia del latte di montagna. La politica italiana, sia in Europa che in Senato, ha voluto esprimere una posizione finalizzata alla ricerca di sistemi migliori, come, ad esempio, il sistema NutrInform, sostenuto dalla quasi totalità dei partiti e dei movimenti. Anche il nostro senatore Lanièce è intervenuto a sostegno di una mozione che ha impegnato il Governo, come dicevo la mozione che poi citeremo del 15 febbraio, che impegnava il Governo a intraprendere ogni opportuna iniziativa per instaurare un dialogo costruttivo con le competenti istituzioni europee, affinché venga riconosciuto il valore delle produzioni agroalimentari di qualità ottenute con modelli produttivi e disciplinari che ne garantiscono origini, procedimenti produttivi, caratteristiche organolettiche e nutrizionali, nel cui solco si colloca il made in Italy, il quale esprime qualità, sicurezza e salubrità; ad attivare ogni utile iniziativa per incentivare la sperimentazione e l'utilizzo da parte delle aziende agroalimentari, a partire da quelle italiane, del NutrInform battery, anche per rendere evidenti le positive peculiarità dello stesso; a impedire qualsiasi forma di discriminazione compiuta ai danni di particolari prodotti del nostro Paese nell'assegnazione dei fondi europei per la promozione di alimenti, considerando l'alta qualità nutrizionale e l'attenzione verso la sostenibilità ambientale, la biodiversità che le produzioni italiane garantiscono attraverso il delicato connubio tra antica tradizione e innovazione tecnologica.
Chiudo riportando parte dell'intervento del nostro Senatore, che diceva appunto che bisogna passare dal modello Nutriscore, che ragiona in maniera assolutistica su un singolo cibo, a modelli come il NutrInform, che illustra la giusta quantità di cibo assumibile quotidianamente. Questo perché la salute passa dalla costruzione di diete equilibrate e non da questo o da quel bene di consumo.
La battaglia italiana in sede europea non è solo giusta per la difesa delle nostre imprese ma tende a obiettivi più grandi, tra cui soprattutto quello legato alla salute dei nostri concittadini.
Per entrare poi nello specifico della mozione con i colleghi, nelle premesse si propone di inserire un passaggio da cui risulti che all'inizio 2020 alla Camera dei deputati da parte dei vari gruppi sono state portate avanti mozioni contro il Nutriscore con le quali si impegnava appunto il Governo "ad adoperarsi vigorosamente in sede europea mediante l'attivazione di tutti gli strumenti utili a contrastare l'ipotesi di adozione del Nutriscore..."; si chiede anche di aggiungere la seguente dizione: "considerate le dichiarazioni rese in merito al Nutriscore dal ministro Patuanelli nel dicembre 2021".
Il paragrafo che inizia con "ribadita" viene così riformulato: "ribadita la necessità di proseguire nel percorso di tutela e valorizzazione del prodotto fontina DOP e di sostegno del settore agroalimentare valdostano, già gravemente penalizzato dall'aumento del costo delle materie prime e dell'energia". Al paragrafo successivo dopo le parole "viste le iniziative portate avanti dagli Europarlamentari del gruppo Lega" la frase continua così: "e di altri gruppi in seno al Parlamento europeo e considerata l'attività sulla tematica svolta dal nostro rappresentante... tra cui la mozione n. 456 del 15 febbraio 2022...".
Poi negli impegni al punto 1 viene fatta la seguente integrazione: "e a favorire, nei limiti delle proprie competenze, l'adozione di sistemi alternativi e più rispettosi della salute del cittadino e della vera tutela dell'agroalimentare italiano e valdostano". Al punto 2 si aggiunge: "e a incentivare l'applicazione di sistemi più rispettosi di una corretta informazione ai cittadini sugli aspetti nutrizionali degli alimenti".
Al punto 3 prima del verbo "sostenere" si inserisce la dizione: "continuare a", pertanto il punto diventa: "a chiedere ai nostri Rappresentanti in seno al Parlamento italiano di continuare a sostenere parimenti ogni iniziativa utile in tal senso".
Ringrazio ancora i proponenti e tutti coloro che hanno reso vivo questo dibattito su questa tematica così interessante e così importante per l'economia della nostra Regione.
Presidente - Solo per chiedere di portare le modifiche, grazie. Ha chiesto la parola il collega Manfrin... anzi, cambio di programma, si è prenotato il collega Chatrian.
Chatrian (AV-VdA Unie) - Per fare qualche considerazione come gruppo su questa mozione. Ringraziamo i proponenti, bene il fatto di esprimere la propria contrarietà nei confronti di questo sistema, è stato detto praticamente da tutti i gruppi e quindi non vorrei tediarvi, ma qualche considerazione invece da un punto di vista più generale.
Indubbiamente, oltre a dire di no a quel percorso, la parte più importante è come eventualmente accompagnare un nuovo percorso per il fatto che il consumatore ha la necessità di avere tutte le informazioni per poter scegliere e mai come in questo momento il consumatore ha la necessità proprio di avere la chiarezza, di avere degli elementi utili per poter scegliere.
Direi che su questo, per quanto riguarda il nostro piccolo ambito, quello regionale, già i nostri ragazzi, i nostri bambini hanno una possibilità nelle mense delle scuole di poter fare dei passi comunque importanti da un punto di vista nutrizionale, quindi la varietà, il fatto comunque di mangiare bene, il fatto comunque di condividere tutta una serie di percorsi.
Noi pensiamo come gruppo che questo sia fondamentale, è una questione culturale e quindi il tutto deve essere accompagnato dalle famiglie, dalla scuola, da tutti gli attori che intervengono nel momento in cui il mangiare bene, il mangiare sano, il mangiare a chilometro zero locale di qualità ti porta a avere uno stile di vita corretto. Sembrano delle cose magari semplici ma non sono semplici. La parte forse più ardita, più difficile, è legata alle nostre produzioni. Ho ascoltato attentamente gli interventi dei colleghi sui nostri DOP, sui nostri DOC, sugli IGP.
Per quanto riguarda le nostre etichettature, diciamo che le informazioni oggi ci sono già e la nostra tracciabilità è a un certo livello, nel senso che è tutto molto chiaro, positivo e lineare; probabilmente il colpo di reni è che dobbiamo essere più bravi a valorizzare il nostro prodotto, prima qualche collega lo metteva in evidenza, che non ancora utilizziamo probabilmente bene fino in fondo la valorizzazione del nostro prodotto. Abbiamo parlato quasi tutti solo esclusivamente di fontina, che è sì il prodotto principe, ma non c'è solo la fontina. Nuovissime realtà stanno prendendo delle belle fette di mercato su dei nuovi prodotti, su tutta la parte comunque ortofrutticola, di verdure, di piccoli frutti che vanno nella direzione penso di poter creare posti di lavoro, creare quel mangiare bene e sano che dicevamo prima, creare comunque una redditività e una rendita comunque piccola ma che può far vivere delle intere famiglie.
Tutto questo per dire che cosa? Che il tutto deve essere accompagnato ed eventualmente solo per slogan dire: "brutta l'Europa" piuttosto brutto certe cose ci interessa indubbiamente parecchio un posizionamento netto sulla contrarietà di quello strumento, ma ci interessa molto di più invece trovare delle soluzioni, magari anche ardite e degli strumenti che possano invece dare la giusta informazione al consumatore, al produttore più equilibrato, più giusto, più rispettoso per poter avere invece una sana alimentazione e un rispetto dei nostri prodotti che sono già tutelati, che già oggi hanno un livello qualitativo molto alto ma che probabilmente dobbiamo ancora dare un colpo di reni sulla sua valorizzazione.
Voteremo questa mozione, come dicevo, bene tutti i tre punti, chiari, ma questo è il posizionamento per dire di no. Vicino cerchiamo invece di trovare degli strumenti, come dicevo prima, che siano più equilibrati, più rispettosi dei territori, più giusti e soprattutto che diano la possibilità di poter scegliere.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Desidero innanzitutto ringraziare davvero immensamente tutto il Consiglio e i colleghi intervenuti per aver voluto affrontare un tema importante come questo che attiene alla difesa dei nostri prodotti, la tutela dei prodotti della nostra tradizione, della nostra cultura, della nostra dieta, in maniera assolutamente importante e di aver aggiunto al dibattito una serie di aspetti, di sfaccettature, di particolari, che ha permesso non soltanto a tutti noi, ma anche a chi ci ascolta al di fuori di questo Consiglio di potersi fare un'idea rispetto a quanto stiamo dibattendo e qual è il pericolo che corrono i nostri prodotti.
Credo che uno su tutti sia stata la voce che è emersa all'interno dei nostri interventi, ovvero che purtroppo in generale, al di là di questo sistema di classificazione, ci troviamo ad avere a che fare con un'entità burocratica lontana che non tiene conto delle produzioni locali, non tiene conto del valore dei singoli prodotti, non tiene conto di quello che viene prodotto sui singoli, anche magari piccoli territori, e che in realtà magari è più concentrata nel guardare che cosa accade in territori molto più ampi, ma questo l'ho detto come provocazione, chissà se sono verità oppure sono soltanto illazioni ma è più interessata a favorire magari i grandi gruppi, come giustamente sosteneva il collega Perron, le grandi lobby dei prodotti che hanno la possibilità di poter incidere sulle disposizioni europee.
Con il no da parte di quest'assemblea al Nutriscore, oltre a tutelare i prodotti del nostro territorio, diciamo anche un gigantesco no ai prodotti classificati come "cibo spazzatura", che sono - e anche qui ringrazio il collega Perron - uno dei flagelli dei nostri tempi per quanto riguarda l'alimentazione. Vedevo, per esempio, non soltanto il nostro Paese ma un interessante servizio sul Giappone, che, come sapete, ha anche qui una tradizione alimentare molto importante, e che veniva strettamente correlata con la longevità. Sapete che Italia e Giappone sono due dei Paesi che hanno una maggiore longevità nel mondo e veniva fatto un paragone, venivano messi a confronto un cibo tradizionale, come quello del Giappone, per esempio, ho visto una cosa molto interessante: una sorta di piccoli pesciolini che venivano venduti come delle patatine, questi pesciolini trattati, non so se erano seccati oppure fritti, venivano utilizzati come cibo, forse essiccati al sole, e venivano mangiati come snack ed era uno snack sicuramente molto sano, però - e questo era un interessante passaggio di quel servizio - stanno venendo soppiantati da quegli snack che ormai siamo abituati a conoscere e quindi questo tipo di nuova alimentazione sta inficiando sulla salute e sulla longevità delle nuove generazioni. Anche il contrasto a quel "cibo spazzatura" credo sia un importante caposaldo di quella che deve essere la nostra lotta che stiamo facendo contro un sistema di classificazione che riteniamo assolutamente ingiusto.
Credo che solo una voce si sia sollevata all'interno di quest'aula per magnificare il sistema del Nutriscore dicendoci che in realtà questo sistema non è un qualcosa che incide su che cosa mangiamo, è una semplice banale classificazione dei cibi, non lo so sulla base di quello che contengono.
Ebbene, collega Cretier, mi permetto di dissentire, e mi permetto di dissentire a ragion veduta perché, com'è stato ricordato, il Nutriscore è già in vigore in alcuni Paesi europei, tra cui la Francia, e l'effetto che si produce con l'introduzione del Nutriscore è esattamente questo: la disincentivazione del consumo dei prodotti che hanno una classificazione più bassa rispetto a quelli che hanno una classificazione più alta. D'altra parte, collega Cretier, io vorrei che lei si ponesse magari l'interrogativo del consumatore che si trova davanti a uno scaffale, guarda un prodotto e dice: "questo prodotto è classificato come "A" e questo prodotto è classificato come "E"" e magari, visto che abbiamo parlato di "cibo spazzatura", il prodotto che ha una bella "A" stampigliata sopra costa anche meno. Io guardo la classificazione, è anche più sano e caspita, ha tutte le qualità. Acquisterò molto più facilmente il prodotto che ha un'alta classificazione e che magari costa anche meno rispetto a un prodotto che dietro di sé vede una tradizione, una cultura, un lavoro, un impegno e soprattutto un altro tipo di valori nutrizionali che sono quelli che ha esattamente elencato il collega Perron.
Paragonare quindi e dire che non c'è differenza e che questo sicuramente non inficia rispetto al consumo e non incide sul consumo dei prodotti è assolutamente sbagliato. Non lo dico soltanto io, lo hanno detto anche, e pensavo di averlo specificato, visto che lei, collega Cretier, ha fornito delle informazioni, probabilmente dovrebbe anche fare in modo di prenderle delle informazioni, oltre che fornirle, perché le ho letto le dichiarazioni del Presidente del Consorzio Fontina DOP e del Presidente della Coldiretti Valle d'Aosta che si sono dichiarati nettamente contro il sistema Nutriscore. Allora probabilmente o lei non li ha informati bene dicendogli che invece è un sistema meraviglioso e perfetto, oppure probabilmente hanno verificato sul campo che quel sistema non funziona o che danneggia fortemente i nostri prodotti.
Ho fatto una piccola ricerca perché abbiamo fatto un metro di paragone con quella bevanda gassata che effettivamente il collega Perron nel suo intervento ha chiamato così perché così almeno non la sponsorizziamo, quindi mi unisco a quest'invito, ma le posso fare un altro esempio: se noi prendiamo degli altri prodotti che sono stati affiancati, secondo il sistema di classificazione del Nutriscore, l'apporto di grassi di un panino ripieno di carne e salse varie, che lei potrà immaginare dove si recupera, in quale fast food viene prodotto vale esattamente il semaforo giallo, quindi la lettera "C", lettera "C" che è classificata esattamente come l'olio extravergine d'oliva. Un bel panino del fast food ricco di carne di cui non so esattamente quale sia la provenienza, con salse che di certo non potremmo classificare come sofisticate e prodotte dopo un lavoro artigianale su territori che hanno una millenaria tradizione quindi vale esattamente come l'olio extravergine che viene prodotto da persone che fanno del lavoro a contatto con la terra, a contatto con gli ulivi e della professione della cultura dell'olio la loro professione e la loro tradizione.
Credo che se guarda quest'elemento o se guarda l'elemento delle patatine fritte che vengono classificate invece con una bella "B" verde, quindi un prodotto assolutamente sano la patatina fritta, contro invece prodotti locali che possono essere la fontina, la toma, le jambon de Bosses che hanno la classificazione dalla "D" alla "E", quindi prodotti rossi, lei comprenderà perfettamente che un consumatore che si trova a fare questa scelta molto probabilmente sceglierà un prodotto che ha quella classificazione più alta e che magari costa meno e che non ha del lavoro dietro rispetto a prodotti che invece quel lavoro ce l'hanno e che portano con sé non soltanto un bagaglio nutrizionale ma anche un bagaglio culturale, di esperienza e anche di valore che il nostro territorio in questo caso dà a quel tipo di prodotto, facendone addirittura una bandiera.
A fronte di questo credo sia assolutamente importante ribadire il nostro no, la nostra contrarietà a questo strumento e far capire che se mai verrà adottato, chiaramente non sarà il nostro punto di riferimento ma che i cittadini valdostani, i cittadini italiani, i cittadini europei e i cittadini di tutto il mondo potranno continuare a utilizzare quei prodotti con la certezza che quei prodotti sono sani e che quei parametri di riferimento non sono assolutamente idonei nel definire che cosa va inserito in una dieta e che cosa non va inserito.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Minelli, ne ha facoltà.
Minelli (PCP) - Molto brevemente per dire che voteremo a sostegno di questa mozione e degli impegni che sono espressi.
Volevo anche chiedere poi se era possibile avere una delucidazione sulla correzione che avete concordato, io non l'ho capita bene, quindi se qualcuno potesse poi rileggermi solo la modifica... ma il senso era chiaro e il voto sarà a favore della mozione.
Credo che ci sia stata però forse un'interpretazione delle parole del collega Cretier che io non ho forse inteso nello stesso modo, non mi sembra infatti che ci fosse una difesa del sistema Nutriscore, ma sarà poi lui a rispondere.
Quello che volevo sottolineare è un'altra cosa: un sistema d'informazione sulle caratteristiche degli alimenti è comunque un elemento che nella nostra società moderna è importante, anche perché c'è una richiesta di informazione da parte dei consumatori che è sempre più forte, è aumentata nel corso del tempo. L'utilizzo di quel sistema contro cui ci esprimiamo quindi è stato mosso, secondo noi, da ragioni più profonde, ma, dal punto vista della comunicazione, dell'essere immediati, il sistema dei colori, il sistema delle lettere è una semplificazione, che è eccessiva e contro la stessa si sono espresse, oltre che le associazioni di categoria, lo abbiamo ricordato, tutte le associazioni che producono anche gli alimenti, pure l'Unione consumatori, perché è un modo assolutamente banale anche di comunicare.
Ricordo che il sistema Nutriscore si basa sulla quantificazione, sul "100 grammi", non sulla singola porzione. Il sistema invece che mi pare si voglia sostenere, che è questo Nutrinform, ha un'etichettatura di tipo alternativo, assolutamente più mirata e che può dare un aiuto ai consumatori. Imparare a leggere la composizione degli alimenti è una cosa importante, certo questo non deve andare a scapito, al rifiuto addirittura, di alcuni prodotti che invece sono importantissimi. E' stata citata la fontina certamente, ma sono tanti quelli che nel sistema Nutriscore sarebbero bocciati e sono quasi tutte poi le eccellenze dell'enogastronomia italiana. È bene quindi trovare dei sistemi alternativi perché non si può semplicemente pronunciarsi contro un sistema, bisogna trovare anche, com'è stato detto da qualcuno, delle alternative.
Credo che il discorso che ha fatto il collega Chatrian riguardo all'importanza che nelle scuole ci sia un'educazione alimentare, questa passa anche attraverso una corretta interpretazione della presentazione di un prodotto e quello che c'è scritto sulle confezioni di questo prodotto. Un'educazione in questo senso e la promozione di attività di questo tipo sono indubbiamente importanti. Il nostro voto sarà a favore.
Presidente - Solo per anticiparle che verrà inviato dagli uffici il testo modificato, così tutti i Consiglieri avranno le modifiche. Ha chiesto la parola il collega Planaz.
Planaz (LEGA VDA) - Solo per un'ulteriore precisazione sui metodi di etichettatura. Vorrei lasciare un attimo da parte questo metodo piuttosto che un altro, ma entrare sulla parte tecnica visto che si è sostenuto che siamo contrari a questo metodo di etichettatura che è stato ben illustrato da tutte le componenti politiche ed è, a mio avviso, importantissimo... soprattutto per delle aziende piccole come le nostre con delle piccole attività produttive, dei prodotti di nicchia, dove già solo andare a pensare di aggiungere dei semafori sui nostri prodotti... bisogna mettersi al posto del produttore che effettua la vendita diretta di andare a dargli un ulteriore carico burocratico, un lavoro in più per cosa fare? Per dire: "il mio prodotto oggi è classificato secondo l'Unione europea rosso" e questo fa sì che vi sia un'ulteriore penalizzazione per le nostre piccole attività. Mi rivolgo di nuovo a lei, collega Cretier, affinché faccia un'ulteriore riflessione perché uscire unanimi con questa mozione a livello nazionale ma anche europeo... oggi discuteremo all'ultimo punto le relazioni sulle attività di rilievo europeo, qui ci dovrebbe essere un segnale per far capire all'Unione europea l'importanza dei nostri piccoli prodotti, perché è giustissimo, come abbiamo detto tutti, - e lo sottolineo anch'io, sia come membro di quest'Aula ma anche come produttore - di informare il consumatore dei nostri prodotti e di spiegare, lo abbiamo visto nello stand della Fiera di Sant'Orso, ci sono produttori che specificano che la fontina, raggiunta una certa maturazione, perde il lattosio contenuto nel formaggio che va a dare un atout in più a un prodotto. Continuiamo a parlare di fontina perché è il prodotto principale di questa Regione ma non voglio dimenticare nessun altro prodotto e nessun produttore che già fa di tutto per diversificarsi dal resto del prodotto che troviamo in commercio prodotto da grandi multinazionali che, per fare un'etichetta per migliaia di prodotti... per le nostre realtà fare un'etichetta per dieci prodotti creerebbe solo uno svantaggio ulteriore alle nostre piccole attività. Visto che si è proclamato, collega Cretier, informatore del reparto agricolo valdostano, la vorrei poi vedere quando dovrà informare tutti i nostri produttori che devono andare ad adeguarsi alle normative europee e andare a mettere dei colorini che non vanno a riportare la qualità del prodotto ma vi sono delle basi dettate non so da chi... un'idea diversa del prodotto che sta proponendo al consumatore... ciò non ha niente a che fare con dei colori ma con della gente che sta faticando a produrre e sta faticando a stare sul mercato per i costi di produzione che stanno aumentando ogni giorno e a mantenere - non dimentichiamolo - sempre un territorio.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Cretier.
Cretier (FP-PD) - Allora probabilmente non mi sono espresso bene perché più di un collega che mi sta di fronte... io non ho mai detto che, come gruppo, non sosteniamo il Nutriscore, noi abbiamo detto che bisogna essere chiari e spiegare precisamente le cose perché dopo il mio intervento sono usciti di nuovo degli esempi che, secondo me, non sono così chiari perché, come ho detto, si tratta di fare informazione e credo che sia uno dei tanti adeguamenti che bisogna sostenere comunque come informazione alle aziende, quindi credo che sia un passaggio e una volontà da portare avanti tutti insieme.
Sull'impegnativa abbiamo detto attraverso qualche modifica che eravamo d'accordo... se volete saperlo, eravamo già d'accordo ieri facendo delle modifiche, quindi deduco che non mi sono espresso bene. Se questo è il fatto, assolutamente arrivando dal mondo dell'agricoltura ci mancherebbe che non sosteniamo le aziende agricole, chiaramente bisogna essere più precisi e più puntuali.
Siccome la colorimetria del semaforo è stata adottata proprio per rendere chiara la cosa, vorrà dire che faremo dei semafori un po' meno verdi, un po' più verdi, un po' più rossi e un po' più gialli e questo creerà sicuramente confusione.
Il tema è quello lì e quindi attraverso le modifiche anche noi, come gruppo, già ieri eravamo disponibili.
Presidente - Se non ci sono altri interventi, chiudo la discussione generale... la parola al collega Rollandin.
Rollandin (PA) - La discussione che si è tenuta in quest'aula oggi ha un trend molto largo. Il problema che è emerso oggi mette in evidenza il discorso dell'alimentazione. Ora, l'alimentazione è fatta, come sappiamo, non solo nelle famiglie ma in tutte le organizzazioni, parliamo delle scuole dove c'è un'alimentazione che è fatta in un certo modo, con determinate regole. Ora, è evidente che è bene riuscire a evitare che ci siano dei fraintendimenti o non venga sufficientemente puntualizzata la presenza degli alimenti che noi sottoponiamo nelle mense, dato che prima di tutto le mense sono la parte più importante... per i giovani, tutti quelli che devono in qualche modo crescere occorre quindi fare in modo che l'alimentazione sia adeguata. Detto questo, il problema sicuramente è da sottolineare e anche da riprendere.
Adesso noi diciamo di esprimere la propria contrarietà nei confronti del sistema Nutriscore. Evidentemente il sistema Nutriscore va anche guardato dove viene interpretato, dove viene utilizzato, da chi e come, perché logicamente noi diciamo in Valle d'Aosta, in questo caso, i rischi di non avere la giusta posizione su questo sistema... rischia di avere dei dati negativi, è logico e naturale che si voti contro questo tipo di impostazione. Il che non esclude l'esigenza che avremmo ancora di guardare nel modo migliore le possibili targhe che noi mettiamo per individuare la bontà degli alimenti... qui non è ancora completo perché c'è tutta un'altra serie...
Per quanto riguarda la proposta, noi riteniamo che vada poi ripresa perché ci sono tanti altri mezzi che devono essere messi a disposizione delle famiglie e di quanti sono nel sistema dell'alimentazione per i giovani.
Presidente - La discussione generale è chiusa. Se non ci sono altri interventi, metterei in votazione la mozione con le modifiche che sono state presentate. Il testo vi è arrivato? Bene. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 34
La mozione è approvata all'unanimità.
Facciamo una breve sospensione per arieggiare i locali.
La seduta è sospesa dalle ore 10:58 alle ore 11:11.
