Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1502 del 11 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1502/XVI - Interpellanza: "Stato di avanzamento del disegno di legge in materia di autoconsumo da fonti rinnovabili".

Bertin (Presidente) - Punto n. 31. Per l'illustrazione il consigliere Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - Tempo fa, in un'iniziativa in Consiglio regionale, l'Assessore competente in materia di energia aveva annunciato la presentazione di un prossimo disegno di legge regionale sulla materia delle comunità energetiche, o comunque di quelle forme energetiche collaborative che sono sempre più in auge, considerate anche le problematiche a questo punto non soltanto di costo dell'energia ma potremmo anche dire d'indipendenza energetica, sempre di più, vedendo i chiari di luna che ci sono. Soprattutto era anche già emerso il tema, se non erro, nelle audizioni legate al costo dell'energia, ma anche in un passaggio che era stato fatto riguardo al prossimo piano energetico.

Nel frattempo, sappiamo che le misure messe in campo dell'ormai sopracitato Piano nazionale di ripresa e resilienza puntano a un potenziamento di circa 2000 MW di nuova capacità legata alle comunità energetiche o comunque all'autoconsumo, c'è uno stanziamento di più di 2,2 miliardi di euro; sappiamo che tra l'altro c'è un'attività dal punto di vista normativo molto viva, o forse dovrebbe essere un po' di più a livello anche nazionale, a fronte appunto di quella che in gergo viene chiamata la direttiva Red 2.

Teniamo conto che non è soltanto un aspetto legato a quelle che possono essere le risorse ai finanziamenti, ma sempre di più a una voce che ovviamente attanaglia lo sviluppo di qualsiasi attività, ovvero la parte burocratica, perché sappiamo che seppur si dica e si faccia un gran can-can e una grande propaganda riguardo allo sviluppo di forme alternative di energia o comunque legate a fonti rinnovabili, poi il primo scoglio che si trova non è forse tanto quello di trovare i capitali, perché tra l'altro sappiamo che la finanza d'impresa si è riconvertita rapidamente verso quello che riguarda tutto il mondo della Green Economy e sulla parte d'investimenti che tutto il mondo ESG oggi la fa per la maggiore, poi vedremo cosa succederà perché poi fa ridere che anche chi fino a ieri parlava di Green, improvvisamente si sia innamorato, vedendo forse i prezzi delle bollette, del carbone, dell'olio pesante e di altre forme che sembravano ormai in disuso, ma che per la contingenza stanno tornando in auge.

Va detto che questo è un tema che, in realtà soprattutto come la nostra, potrebbe essere effettivamente non soltanto un volano di sviluppo o di abbassamento di costi, ma anche e soprattutto un fiore all'occhiello e anche una forma perseguibile di collaborazione di varie realtà.

Sappiamo che le comunità energetiche si possono sviluppare tra gli enti pubblici, singoli, famiglie, imprese e altre forme, anche le aziende agricole che si stanno sviluppando. Sappiamo anche - facendo una ricerca legata un po' anche a tutte attività di sviluppo anche universitario: l'Energy Center ad esempio del Politecnico di Torino che collabora con C.V.A. - che ci sono studi in realtà comunali, cito Champdepraz, La Salle, La Magdeleine, Chamois e Gignod... c'è un fiorire comunque di attività che possono essere anche propedeutiche allo sviluppo di forme di comunità energetica, così come anche va citata la presa di posizione del Comune di Aosta che ha trovato, anche in questo senso, la volontà di essere promotrice di forme di creazione di questa nuova forma di collaborazione in ambito energetico.

Va anche detto che l'attività normativa di tutta una serie di altre Regioni - cito le ultime che ho riscontrato: Abruzzo, Veneto e Umbria - dove sono state approvate delle leggi in tal senso che prevedono non soltanto una generica indicazione di volontà d'intenti, ma soprattutto la previsione d'interventi regionali che possono anche portare alla contribuzione per la realizzazione degli impianti oppure per la definizione dei progetti legati a questo sviluppo ovvero anche, ed è un aspetto che può trovare anche un po' corpo in una forma legislativa, quella dell'istituzione di tavoli tecnici permanenti legati non soltanto al monitoraggio ma anche allo sviluppo di strategie, volte alla riduzione di consumi energetici e, perché no, visto che stiamo parlando di forme di energia rinnovabile, anche a quella che può essere l'evoluzione o comunque la trasformazione delle fonti energetiche della vecchia scuola.

Dico questo non tanto parlando delle grandi realtà o di chi - come la principale società partecipata della Regione - ha nella produzione di energia rinnovabile il suo core business, ma anche di realtà più familiari, più aziendali, più piccole, dove il gasolio o il gas sono necessariamente la principale fonte di riscaldamento o comunque di energia produttiva, perché spesso ci dimentichiamo che c'è anche chi ha queste forme di produzione.

Direi anche, aggiungendo un pezzo in più che spesso viene dimenticato ma che riteniamo essere fondamentale per una realtà come la nostra, anche quello che può essere lo sfruttamento di biomasse o di biocombustibili che possono e devono comunque essere considerate, almeno a nostro avviso che non abbiamo una visione da Ayatollah della difesa del green a tutti i costi che poi dopo, lo voglio ricordare, ci si dimentica sempre che per un tot di MW rinnovabili ci sono sempre dei Megawatt della old economy o della old energy, perché sappiamo che il gas aumenta anche di prezzo non soltanto perché c'è l'inflazione, non soltanto perché manca, non soltanto perché c'è la guerra, ma perché indirettamente, favorendo lo sviluppo di energie rinnovabili, bisogna anche favorire una scorta o comunque nel sistema complessivo quella che può essere in caso di emergenza la necessità di avere una continuità perché quello, ripeto, che spesso ci si dimentica è che l'energia rinnovabile è bellissima ma c'è un problema spesso e volentieri anche di immagazzinamento e di stoccaggio dell'energia, cosa che invece le fonti di idrocarburi, ed è per questo soprattutto che non si va in quella direzione in maniera spinta, ci consentono di avere perché sono stoccati e sono a disposizione alla bisogna.

Detto questo, l'interpellanza vuole capire: quale sia lo stato di avanzamento delle attività propedeutiche alla definizione di questo disegno di legge, a quanto ammontino le stime necessarie per le coperture finanziarie e quali ne siano le possibili fonti, sia di natura regionale, nazionale o comunitaria, perché non dobbiamo dimenticare che ci sono, come ho già detto, delle possibili altre fonti di finanziamento, e sul quando si intenda dar corso alla presentazione del già citato disegno di legge, accetto anche una non risposta Assessore, ma mi basta avere conferma della volontà di farlo. Poi sul quando si potrà ragionare o potrete ragionare con chi sarà.

Presidente - Per la risposta l'assessore Bertschy.

Bertschy (AV-VdA Unie) - Credo che ci siano interpellanze che, come questa, permettono da un lato di mettere insieme le energie e le forze perché all'atto della presentazione c'è anche una visione del lavoro da fare che è favorevole all'iniziativa e anche tutta una serie indicazioni che ha correttamente dato nella presentazione che ci permettono forse di fare una strada insieme, nonostante i ruoli diversi.

L'obiettivo da parte di tutti è di vivere questa fase di transizione energetica... sì, forse in questo momento fare una strada insieme a livello politico può generare qualche sorriso, questa volta parlavamo solo di energia, non vi preoccupate ancora.

La transizione energetica è tema che riguarda tutti i territori, l'Europa, l'Italia, le Regioni; anche noi in Valle d'Aosta cerchiamo di seguire una fase di forte evoluzione, mettendo in campo tutte le strategie che servono per garantire al territorio di non perdere delle occasioni, facendo però ben attenzione a non correre e soprattutto a non copiare in maniera generica.

Sono state citate alcune delle iniziative legislative assunte dalle altre Regioni che sono oggetto di studio in questa fase e soprattutto oggetto di analisi, per capire bene quale può essere la loro effettiva adattabilità al nostro disegno di legge.

La cosa importante è che finalmente c'è una norma nazionale che dà compimento alla direttiva europea, la Red 2 come è stato detto.

Il D.Lgs 199/2021 supera la fase transitoria che era nata attraverso il 42bis del 162/2019, anche se è bene dire che mancano ancora una serie di decreti attuativi che sono importanti per definire le successive disposizioni.

Comunque ad oggi si può lavorare nella direzione di cominciare a immaginare di completare l'iter che è in corso per arrivare a un disegno di legge.

Il nostro disegno di legge è in questo momento alla prima fase di analisi del Dipartimento legislativo, il lavoro generalmente che si fa nel preparare i Disegni legge è una fase di studio all'interno delle strutture degli Assessorati, nel caso nostro per questa legge la fase di studio è stata realizzata insieme a CoEnergia e soprattutto attraverso un confronto con il GSE, con il Gestore Servizi Energetici, ed in questo momento il legislativo sta esaminando la prima bozza di legge che, una volta corretta, ci permetterà di completare il lavoro.

La legge si propone l'obiettivo e gli obiettivi che si stanno un po' proponendo tutte le Regioni: da un lato sostenere i finanziamenti sia dei progetti che delle realizzazioni delle comunità energetiche, dall'altro istituire un coordinamento e un governo. È stato citato un tavolo tecnico, l'abbiamo chiamato così anche noi nella nostra bozza di legge, che avrà una doppia valenza: governare la discussione e allo stesso tempo garantire una valutazione degli investimenti che verranno realizzati, perché abbiamo visto in passato e letto oggi che tutta una serie d'investimenti poi comunque vanno valutati nella loro effettiva redditività, non tutto quello che ci si propone di fare ha una ricaduta importante come quella che ci si propone di realizzare con i progetti.

La legge, per quello che ci riguarda, speriamo di poterla portare entro la fine del mese di giugno alla discussione e anche direi alla valutazione finale, siamo in una fase molto avanzata.

Le stime per le risorse necessarie per fare questo tipo di valutazione sono state fatte - sono stati citati alcuni progetti - proprio in una fase in questo momento ancora abbastanza approssimativa con l'obiettivo però di arrivare nella definizione del testo e nella proiezione futura a una valutazione sempre più reale di quello che si comincia a conoscere.

La stima va intorno al milione e mezzo a regime, che è diviso tra spesa corrente e spesa d'investimento in questa fase iniziale, la difficoltà - come sempre - è recuperare le risorse per le spese correnti perché vanno recuperate, come da disposizioni legislative che tutti conosciamo, all'interno dei capitoli già presenti nel bilancio.

Quest'anno poi difficilmente potremo utilizzare l'assestamento per investimenti di spesa corrente e quindi il lavoro che dobbiamo fare è quello di recuperare all'interno dei capitoli già presenti.

Come è stato detto, c'è un'iniziativa a livello nazionale in corso di 2,2 miliardi, iniziativa che favorirà la nascita di comunità energetiche nei Comuni fino a 5 mila abitanti. Quindi resterà escluso dall'iniziativa nazionale il Comune di Aosta mentre la nostra iniziativa legislativa dovrà dare questa risposta.

Le stime per questi finanziamenti ammontano per la nostra Regione a circa 18 milioni di euro, bisogna dire che - rispetto a questa fase di lavoro del PNRR sulle comunità energetiche - c'è ancora una discussione importante a livello tecnico, perché non è stato ancora stabilito in maniera così chiara se il coordinamento dell'iniziativa sarà a regia regionale o nazionale e poi ci sono tutta una serie di questioni ancora in discussione.

A questi finanziamenti noi aggiungeremo dal 2023 delle risorse che abbiamo previsto nel FESR, circa 2 milioni e 800 mila euro, che potranno essere dedicati alle iniziative sulle comunità energetiche. Una delle questioni che la legge dovrà sciogliere è la cumulabilità dei finanziamenti previsti sui vari interventi; ovviamente, per quello che ci riguarda, potranno essere fatte più fonti di finanziamento, escludendo il doppio finanziamento sulle stesse misure.

Infine la terza domanda, "Quando si intenda dar corso alla presentazione del già citato disegno di legge": come ho detto entro la fine di questo semestre lo vogliamo portare alla discussione del Consiglio, stiamo però ancora aspettando alcune informazioni rispetto ai decreti legislativi che ancora mancano perché ci possano così permettere di evitare di fare, rispetto alle disposizioni che stiamo prevedendo, della sovrapposizione fra le norme.

A breve avremo un disegno di legge da discutere.

Presidente - Per la replica il consigliere Aggravi.

Aggravi (LEGA VDA) - Vede, Assessore, per rispondere rispetto alla paura, quando si parla di energia, è un po' come quando si parla di politica: non è la fonte che conta ma il giusto mix, perché come sta insegnando questo momento di crisi, non è il gas o il petrolio o il solare che può risolvere il problema ma bisogna avere un giusto mix e bisogna trovare quel giusto mix, perché altrimenti uno magari mette da parte una fonte di energia, come quella nucleare, che in realtà oggi è molto stabile, sul lungo periodo dà una stabilità che consente di fare tante cose che è quello che forse oggi manca e manca anche in Valle d'Aosta.

Detto questo, sicuramente come già abbiamo detto più volte - e cito ad esempio le iniziative dei colleghi Ganis e Perron, laddove si parla di fonti rinnovabili o anche di vettori energetici - noi ci siamo e pensiamo che il sostegno allo sviluppo di forme di maggior autonomia e indipendenza energetica siano fondamentali e utili, non soltanto se vogliamo per gli obiettivi di decarbonizzazione, che sicuramente sono nobili e necessari, ma soprattutto per consentire sempre di più un consumo minore e migliore di energia e soprattutto, anche se su questo sappiamo che non abbiamo tutte le leve possibili perché purtroppo sul discorso dei prezzi e sul costo non abbiamo la libertà di poterli lasciare liberi e definiti, perché spesso e volentieri questo è un elemento che ci sfugge, non è la fonte che fa il prezzo, ma il prezzo è di natura cartolare e viene determinato con un algoritmo che è al di fuori e anche qua si ricollega al discorso del mix energetico, quindi tutto si tiene.

Detto questo le risorse in campo, come lei ci ha preannunciato, sono sicuramente importanti, vanno utilizzate bene, ben venga un'attenzione particolare alla redditività degli investimenti perché effettivamente - come lei indirettamente diceva, perché giustamente il tempo che ci è dato è limitato, perché altrimenti sarebbe stato un grande discorso - bisogna anche evitare quello che nel passato è capitato laddove c'erano fonti di contribuzione, ovvero sono stati forse anche creati degli impianti che con il senno di poi non andavano fatti e forse si poteva fare più efficienza su tutta una serie di realtà. Se le risorse sono scarse, è bene che vengano utilizzate correttamente.

Ben vengano anche non soltanto i fondi del PNRR ma anche quelli della futura programmazione europea, perché questo dà ovviamente una visione non legata al momento storico favorevole alla decarbonizzazione e favorevole a un abbassamento di costi, ma comunque anche una progettualità importante, perché penso che se quegli obiettivi devono essere definiti - e sono non soltanto coraggiosi ma anche un po' folli in alcuni aspetti, ma a volte dalla follia nascono delle cose positive - è bene che le risorse vengano anche recuperate laddove c'è forse un minor impegno per quello che riguarda il bilancio regionale, perché vengono da fonti terze, quindi ben vengano che siano esse nazionali, europee o, perché no, dico anche io a fronte magari di natura privata, e lì mi ricollego, perché comunque capitali privati ci sono, è bene che si cerchi di favorire la libera iniziativa ed evitare poi il carico burocratico che è legato forse non tanto a una norma legata alla realizzazione delle comunità energetiche, bensì ad altri tipi di norme che riguardano la realizzazione d'impianti rinnovabili.