Oggetto del Consiglio n. 1503 del 11 maggio 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1503/XVI - Interpellanza: "Intendimenti in merito all'eventuale progettazione di nuovi invasi per far fronte allo stato di carenza idrica".
Bertin (Presidente) - Punto n. 32. Per l'illustrazione il consigliere Ganis.
Ganis (LEGA VDA) - Come abbiamo evidenziato in più iniziative, il tema che andremo a trattare è di attuale importanza, mi riferisco all'acqua, un bene prezioso che sta affrontando una crisi, quella idrica, a causa dell'impatto negativo dovuto al cambiamento climatico.
Abbiamo più volte evidenziato le problematiche che gravano e che limitano la disponibilità e la quantità dell'acqua, cercando di dare delle giuste indicazioni o dei suggerimenti, al fine di poter salvaguardare questo elemento.
Proprio nell'ultimo Consiglio abbiamo evidenziato, come gruppo, l'importanza del riutilizzo delle acque reflue, proponendo delle soluzioni da inserire nel PTA in via di aggiornamento, ma non solo, abbiamo anche sottolineato l'importanza di costruire nuovi invasi per la raccolta dell'acqua, per poi distribuirla nei mesi di magra. Rivedere la rete di distribuzione anche quella all'interno delle case, tutte soluzioni volte a dare un contributo importante, affinché si possano trovare delle soluzioni efficaci e risolutive. Infatti proprio in questi giorni da un articolo di giornale si è appreso che la Regione Piemonte, dopo cento giorni senza pioggia, sta correndo ai ripari, rispolverando vecchi progetti di dighe e invasi. Questo dovrebbe far riflettere sul fatto che la situazione climatica sta cambiando e che bisognerebbe prendere delle decisioni in tempi brevi.
Bisognerebbe inoltre sfatare un mito, quello della convinzione che in alcune regioni ai piedi di monti di acqua ce n'è o ce ne sarà per sempre, perché oggigiorno i veri bacini d'acqua - formati anche dai ghiacciai che pian piano stanno scomparendo e dalle precipitazioni sempre più rare - fanno registrare in molte regioni delle difficoltà nel rifornimento idrico.
Al tempo non si comanda, ecco che bisognerebbe cercare di ottimizzare questo bene prezioso, utilizzando tutte le nostre possibilità, e mi riferisco a quelle progettuali e tecnologiche. Migliorare la rete di distribuzione, sensibilizzare al meglio il cittadino per l'utilizzo dell'acqua a uso domestico, ma non solo, anche in campo agricolo la rete di distribuzione deve essere efficiente e priva di sprechi, cercando di distribuire l'acqua in modo localizzato. Anche in questo caso ci sono tecniche nuove e più redditizie.
Tutto questo può funzionare se viene abbinato a una rete di distribuzione dell'acqua efficiente, infatti mi pare che nell'ultima interpellanza lei, Presidente, lo abbia fatto notare, parlando di una rete di distribuzione idrica vetusta.
Ora, in base a queste considerazioni, si interpella l'Assessore competente per conoscere quale sia lo stato attuale della rete di distribuzione dell'acqua potabile e agricola, quale sia lo stato attuale di conservazione degli acquedotti regionali e se sia stata presa in considerazione, visto lo stato di carenza idrica, la possibilità di progettare nuovi invasi al fine di poter immagazzinare una certa quantità di acqua da destinare, in caso di necessità, al fabbisogno della comunità.
Presidente - Risponde l'assessore Marzi.
Marzi (SA) - Ovviamente un'iniziativa di questo genere, collega Ganis, interviene su una materia - chiamiamola così - un bene e un servizio che mai come in questo momento è à la page e oggetto di continue attenzioni.
Le conseguenze infatti dell'attuale carenza di piogge e dello scarso innevamento invernale sono all'attenzione di tutti gli organi di monitoraggio e controllo della situazione delle risorse idriche.
Nel mese di febbraio l'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del distretto del fiume Po ha iniziato a evidenziare uno scenario di severità idrica media per l'intero bacino padano in relazione al quadro di precipitazioni inferiore alla media che hanno caratterizzato i mesi invernali.
A livello regionale i tecnici dei competenti Dipartimenti, programmazione, risorse idriche e territorio piuttosto che territorio, ambiente e agricoltura, unitamente al Centro funzionale regionale e all'ARPA Valle d'Aosta, hanno segnalato uno stato di siccità prevista da media e severa per i prossimi mesi sulla base dell'elaborazione dei dati effettuati dal Centro funzionale con la collaborazione dell'ARPA Valle d'Aosta contenuta nel bollettino idrologico mensile.
In particolare nella Valle d'Aosta la situazione delle disponibilità idriche è considerata critica rispetto alla riduzione, al momento, pari al 50% delle disponibilità di acqua sotto forma di neve. Inoltre i modelli previsionali vedono per i prossimi mesi una riduzione consistente nelle quantità di pioggia previste. Nel settore potabile, al momento, non sono state segnalate gravi criticità, ma certamente ci aspettiamo che le previsioni stagionali di siccità estiva, se confermate, potrebbero determinare, tra l'altro, in autunno-inverno prossimi carenze anche significative.
Nel settore agricolo sono pervenute alcune richieste di anticipare il periodo dei prelievi per fare fronte alle importanti siccità locali determinate dalla riduzione delle piogge e anche nel settore idroelettrico stanno pervenendo segnalazioni di forti riduzioni dei prelievi.
Per il settore potabile si prevede d'iniziare a valutare l'approntamento dei sistemi di prelievi temporanei ai corsi d'acqua superficiali da attivare in caso di necessità secondo le vigenti procedure sanitarie e amministrative relative agli approvvigionamenti di esistenza. Per il settore irriguo si prevede di avviare una campagna di informazione e di sensibilizzazione volta a condividere in modo solidaristico, e secondo principi di proporzionalità, la riduzione dei prelievi lungo ciascun asta fluviale da parte di tutti i derivatori e di procedere, laddove richiesto e se necessario, anche a riduzione delle portate di deflusso minimo vitale a valle delle derivazioni, per periodi naturalmente limitati da richiedere e definire con le competenti strutture gestionali del demanio idrico e agricoltura sia nei quantitativi che nelle modalità, al fine di assicurare livelli minimi di approvvigionamento delle culture e la salvaguardia dei corsi d'acqua, specie soprattutto nelle situazioni non alterate in modo significativo nelle caratteristiche morfologiche da opere di sistemazione idraulica.
Per il settore idroelettrico si prendono in considerazione le richieste di revisione temporanea delle modalità di calcolo delle portate di deflusso minimo vitale, da richiedere alla competente struttura gestionale demanio unico per la valutazione, ribadendo naturalmente la priorità unicamente per gli utilizzi potabili e, in subordine, per quelli irrigui, valutando congiuntamente le richieste anche con riferimento agli effetti derivanti dalla sovrapposizione degli effetti dell'insieme delle modifiche concesse, con particolare riguardo al mantenimento della qualità dell'ecosistema fluviale.
In generale è assolutamente necessario essere attenti a vigilare sull'evoluzione delle condizioni idriche, adottare comportamenti più consapevoli ed evitare usi impropri o sprechi da incentivare, anche mediante idonei provvedimenti formativi.
Il tema è quindi oggetto di attenzione, la situazione è sotto costante controllo per seguirne l'evoluzione e per individuare ulteriori ed eventuali misure di contrasto.
In ogni caso è assolutamente necessario distinguere tra il dato meteorologico legato a una stagione eccezionalmente secca e una serie storica che, viceversa, descrive una dinamica collegata al cambiamento climatico.
Gli scenari climatici studiati a livello locale evidenziano che la media annua delle precipitazioni avrà una tendenza alla diminuzione, ma con valori più contenuti di quelli citati all'interno di una forbice stimabile tra il 5 e il 10% di media annua.
Cambierà invece in modo sensibile la distribuzione delle precipitazioni nell'arco dell'anno con periodi di assenza di precipitazioni, sempre nel periodo estivo, e con un sensibile innalzamento della quota neve con relativo impoverimento dell'accumulo dei ghiacciai.
È quindi necessario in questa fase approfondire ulteriormente lo studio scientifico e predisporre di seguito una pianificazione che possa consentire un corretto e mirato ridimensionamento degli eventuali accumuli ad uso idropotabile e agricolo necessari al fine di aumentare la resilienza del territorio.
È necessario poi avere contezza sulle possibili conseguenze della siccità che si ripercuotono in maniera differente sui comparti potabile, irriguo ed energetico, perché sono differenti le principali fonti di approvvigionamento, lo stato delle reti e gli impatti sull'economia e sulla società.
Con riferimento al primo e al secondo quesito, possiamo quindi distinguere tra lo stato delle reti acquedottistiche e quelle irrigue.
La rete irrigua, caratterizzata da quasi 1.500 punti di prelievo e altamente frammentata, risale come impostazione strutturale a secoli fa. I notevoli investimenti effettuati dalla Regione hanno consentito di rivedere e rifare tratti significativi della rete, ma le perdite e le disfunzioni che determinano la necessità di prelevare più acqua di quella teoricamente necessaria sono ancora diffusi.
La rete degli acquedotti pubblici nella nostra regione, sulla base dei dati raccolti, è rappresentata da 2.846 km di rete, 22.8 metri per abitante residente che rappresenta un valore un po' più alto della media in considerazione dell'orografia regionale e della dispersione degli abitati.
L'80% volume è prelevato da oltre 540 sorgenti, invece il 20% volume da pozzi, in Aosta e Comuni limitrofi, Verrès, Pont-Saint-Martin. Sono presenti circa 1.000 serbatoi, 26 serbatoi oltre i 500 metri cubi.
Considerando le caratteristiche del territorio e delle reti, aventi una notevole estensione in rapporto alla popolazione servita e soprattutto per gli acquedotti locali e frazionali, purtroppo c'è una limitata portata.
Per le reti in particolare di distribuzione locali, le perdite possono essere stimate nell'ordine del 30-35% del volume complessivamente immesso in rete. Tale stima è in linea con i valori medi assunti dall'indicatore di riferimento nelle perdite idriche dell'area geografica di riferimento, cioè il nord ovest, desunti dalla raccolta dei dati di qualità tecnica condotta naturalmente da ARERA.
Con riferimento al terzo quesito, a oggi il sistema delle fonti di approvvigionamento risulta complessivamente assolutamente sufficiente dal punto di vista quantitativo.
Le strategie di intervento sono quindi prevalentemente preventive e finalizzate a garantire la resilienza del servizio idrico integrato nei confronti dei fattori quali eventuali incrementi di idroesigenza e cambiamenti climatici, in linea naturalmente con quanto previsto dal Piano della tutela delle acque.
Nella pianificazione di ambito in corso di esame, in attuazione delle linee del Piano di tutela delle acque, le strategie d'intervento sono finalizzate a prevedere:
1) l'interconnessione tra reti per un migliore utilizzo della risorsa per l'estensione del completamento delle reti di adduzione intercomunale e delle interconnessioni di reti comunali;
2) garantire la conservazione delle acque nei momenti di maggior disponibilità in relazione alle esigenze idriche nel territorio tramite l'esecuzione d'interventi locali di razionalizzazione della risorsa;
3) il miglioramento della capacità di accumulo dei serbatoi esistenti per coprire i picchi in caso di riduzione della portata delle sorgenti;
4) la creazione di capacità di accumulo, ad esempio tramite realizzazione di serbatoi in rete che ad oggi ne sono sprovviste;
5) l'eliminazione progressiva delle perdite attraverso la sostituzione delle reti ammalorate.
La pianificazione prevede anche la realizzazione di interventi che concorrono all'ottimizzazione e alla gestione quantitativa della risorsa, tra cui si evidenziano la digitalizzazione e la distrettualizzazione delle reti per consentire un migliore monitoraggio, l'inserimento di strumenti di misura innovativi, la perimetrazione delle aree di salvaguardia dei pozzi e delle sorgenti e manutenzione delle opere di presa al fine del loro corretto mantenimento nel tempo, l'adeguamento tecnologico con il telecontrollo nelle vasche e nei contatori in linea.
Per sostenere un tale programma d'interventi, valutabile in un arco temporale trentennale, è necessario assicurare al BIM i finanziamenti necessari. Infatti con il Disegno di legge in corso di esame, visto ieri anche in III Commissione in fase anticipatoria, il BIM assumerà il ruolo di vero e proprio autorità di ambito nel servizio idrico.
Il Disegno di legge sul sistema idrico prevede due strumenti di finanziamento, come previsto dall'articolo 8, oltre a quelli europei, statali o regionali.
1) la possibilità di accedere da parte del BIM a mutui che potranno essere coperti dalla Regione, sia in conto capitale che in conto interessi;
2) l'utilizzo dei sovracanoni percepiti dal BIM e relativi alle concessioni di derivazione che, come abbiamo avuto occasione di scrivere ieri in Commissione, ammontano a circa a 15 milioni di euro annui, dei quali restano disponibili per investimenti sul servizio idrico integrato circa 4.5 milioni di euro.
Con l'intervento della legge di stabilità vigente, la 35/2021, articolo 14, sono già stati messi in disponibilità 2 milioni di euro al BIM per investimenti e si sta operando per rendere disponibili ulteriori 4 milioni di euro annui da destinare al servizio idrico, operando sui canoni delle grandi derivazioni di acqua a scopo idroelettrico con un disegno di legge relativo ai canoni demaniali che sarà presentato a breve ma sui meccanismi del quale è già stato acquisito il parere favorevole di ARERA, come anticipato ieri.
Complessivamente quindi il BIM potrà successivamente destinare annualmente almeno 8.5 milioni di euro per finanziare i programmi operativi d'intervento nel settore del servizio idrico.
Nel settore del servizio potabile, la realizzazione di nuovi invasi non è contemplata perché la fonte di approvvigionamento è rappresentata dalle sorgenti. È invece necessario intervenire sulla capacità d'immagazzinamento delle acque dei serbatoi di distribuzione, che vanno sicuramente potenziati, e sulla riduzione delle perdite e degli sprechi.
Presidente - Per la replica, consigliere Ganis.
Ganis (LEGA VDA) - Devo dire che la situazione è un po' cambiata dall'ultima interpellanza di due mesi fa, quando mi era stato detto che non risultavano delle criticità.
Personalmente ero a conoscenza dello stato della rete di distribuzione idrica, mentre, per quello che concerne lo stato attuale degli acquedotti, ero pressoché carente d'informazioni, quindi la ringrazio per le risposte che mi ha fornito.
Perché, Assessore, le ho chiesto qual era lo stato attuale della nostra rete di distribuzione?
Perché nel 2018, da dati Istat, la nostra Regione presentava una situazione con perdite pari al 22%, diciamo molto buona rispetto alle Province del Lazio - come Latina con il 74% e Frosinone con l'80% - ma questo sta confermando un trend in crescita, come lei ha dimostrato, perché lei ha parlato del 30%, quindi in crescita in questi ultimi due anni. Ecco perché come gruppo riteniamo che sia importante e fondamentale gestire al meglio la nostra rete di distribuzione idrica, sia a scopo potabile che agricolo, anche attraverso una politica di educazione nei confronti dei cittadini sull'utilizzo consapevole dell'acqua. Ma tutto questo comporta, come abbiamo già detto, una rete di distribuzione efficiente.
Come gruppo crediamo che sia importante in futuro prendere in considerazione la progettazione di nuovi invasi e il potenziamento delle infrastrutture irrigue attuali, azioni propositive da inserire nel PTA. Bisogna creare una sorta di economia circolare dell'acqua a vantaggio delle generazioni future.
L'acqua è una risorsa indispensabile e non va sprecata. Peccato che lei non abbia ascoltato niente.
