Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1501 del 11 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1501/XVI - Interpellanza: "Verifiche della Regione sulla discarica di Pompiod alla luce dell'articolo 5 del Piano regionale dei rifiuti 2022-2026".

Bertin (Presidente) - Ritorniamo al punto n. 30 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione dell'interpellanza, si è prenotata la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Durante il dibattito dello scorso Consiglio regionale, che aggiornava il piano dei rifiuti, lei, Presidente, è intervenuto dicendo che nel caso specifico di Pompiod e di Chalamy si sta giungendo a delle soluzioni del problema in maniera diversa, in maniera coordinata con i territori e coordinata con i Comuni.

Questo tema lo avevamo affrontato molte volte e sappiamo bene che le due discariche hanno volumi diversi e una situazione diversa fra loro. Vi è un'istanza di modifica delle autorizzazioni di Chalamy, relativamente al progetto di allestimento, mentre per quello che riguarda Pompiod invece vi è un procedimento di riesame di rinnovo dell'autorizzazione della discarica, autorizzazione che era stata sospesa a seguito del sequestro.

In una precedente interrogazione sulle soluzioni trovate rispetto alle due discariche, sembrava che si fosse lontani dal trovare un accordo, mentre dalla sua risposta dell'altro giorno apprendiamo con favore che invece queste soluzioni forse sono più vicine.

In quell'occasione avevamo quindi appreso che rispetto a Chalamy vi erano delle interlocuzioni con la proprietà, i gestori e il Comune, mentre per Pompiod c'era una volontà da parte dei portatori di interesse - il Comune, ma soprattutto l'ente gestore della discarica - a fare delle valutazioni diverse sull'opportunità di proseguimento dell'attività all'interno del sito.

Proprio su questa seconda discarica infatti sono notevoli i problemi evidenziati dalle perizie della Procura che dovranno comunque essere ancora risolti prima di qualsiasi nuova soluzione, quindi immaginiamo anche per questo che allora aveva dato questa risposta.

Su quest'ultimo punto ricordiamo, ma lo avevamo già visto altre volte, che rispetto a Pompiod proprio c'era anche una carenza nella documentazione progettuale rispetto a quanto evidenziato dalla Procura, nonché diversi aspetti critici relativi alla barriera di confinamento, ai sistemi di contenimento e di abbattimento delle polveri, al sistema di monitoraggio delle acque sotterranee, e proprio nella risposta a un'altra interpellanza invece aveva sottolineato che era intenzione della Regione, di concerto con il Corpo forestale e l'ARPA, di avviare una campagna aggiuntiva di monitoraggio ambientale relativamente alle principali matrici ambientali che coinvolgeranno in particolare lo stato delle acque sotterranee, la presenza di fibre di amianto aerodisperse e le deposizioni al suolo delle aree di maggiore ricaduta.

Immaginiamo quindi che tutte queste dichiarazioni rimangano in piedi e, come le dicevo, abbiamo accolto con favore anche l'idea che si arrivi presto a una soluzione.

Tutto ciò premesso, le domande che poniamo sono quelle di conoscere, se è possibile, le soluzioni e le interlocuzioni avviate, nonché quali siano le verifiche che la Regione intende avviare sulla discarica di Pompiod, proprio rispetto a quell'ultima legge approvata e quell'articolo 5, soprattutto rispetto al comma 2, che comunque prevede che rispetto alle discariche vi sia una sorta di conformità rispetto alla normativa previgente e quindi che cosa in questo caso s'intenda fare soprattutto rispetto a questo sito che, naturalmente, è forse in una fase più avanzata rispetto all'altra.

Presidente - Per la risposta il presidente Lavevaz ne ha facoltà.

Lavevaz (UV) - Innanzitutto va ricordato che - come più volte detto sia in Commissione durante le audizioni che credo anche durante il dibattito sull'approvazione del Piano rifiuti - l'autorizzazione all'esercizio della discarica di Pompiod al momento è pressoché scaduta. Quindi, come noto, in fase di rinnovo la ripresa della coltivazione potrà avvenire solo eventualmente nel caso in cui questo rinnovo venga concesso e dopo l'analisi puntuale di tutte le documentazioni, di tutto il progetto, di tutto quanto dovrà essere riproposto, perché un rinnovo in buona sostanza richiede una serie di documentazione che è quasi pari a quella dell'avvio della discarica.

Peraltro il procedimento penale che lei ha citato si è concluso con un'erogazione di una sanzione pecuniaria relativa solo alla fattispecie di CER conferiti, disponendo peraltro che tutto il materiale che è stato conferito lì debba rimanere. Non è previsto che nulla venga rimosso, anzi, la ditta ha anche completato a oggi tutta la fase di impermeabilizzazione, di posa del telo sopra questo materiale già conferito e la discarica è in buona sostanza pronta a recepire il materiale nuovo.

Ad oggi, questo solo per chiarezza di tutti, la discarica non è operativa e il procedimento di rinnovo non è ad oggi stato riavviato.

Per quanto riguarda invece le soluzioni d'interlocuzioni avviate con i due Comuni, senza entrare nel dettaglio perché le questioni sono aperte in una fase di trattativa piuttosto avanzata, peraltro da allora ad oggi, quindi nelle ultime settimane, sono stati fatti degli ulteriori passi avanti, nella fattispecie con Pompiod è stato fatto un primo passaggio anche con la proprietà, quindi si sta cercando di arrivare a una soluzione - come ho detto nell'ultimo Consiglio - che da un lato risolva le problematiche del territorio, attuali e future, perché sappiamo che avremo necessità probabilmente di ulteriori discariche d'inerti per tanti motivi e, dall'altro, una necessità del territorio che giustamente ha sollevato delle problematiche inerenti ad altre tipologie di gestione di questi due siti.

I Comuni sono stati parte proattiva nella ricerca di queste soluzioni e lo sono anche in questa fase di studio della prospettiva futura; questo comporterà anche probabilmente un'individuazione di una soluzione anche rispetto alla progettazione del sito, parlare di progettazione magari è un po' pomposo ma di fatto è così nel senso che ovviamente l'obiettivo finale, sia nell'uno che nell'altro caso, è comunque quello del recupero ambientale di due siti.

Il recupero ambientale può essere fatto in tanti modi, su Chalamy ovviamente è più semplice perché è un'area perfettamente piana con un buco, quindi il recupero ambientale vuol dire riportare quell'area in piano con delle soluzioni di utilizzo successivo che il Comune, parlando anche con i proprietari, ha ipotizzato che possono essere di qualsiasi tipo di sviluppo perché è un'area facilmente valorizzabile.

Su Pompiod invece la situazione può essere diversa, nel senso che lì con il Comune bisognerà capire quale può essere lo sviluppo successivo, potrà essere un'area che serve all'accesso anche dell'area mineraria che c'è sopra eccetera.

A seconda di quello che si vorrà fare di quell'area e delle destinazioni intorno, bisognerà studiare come ridelimitare in buona sostanza il profilo del terreno, questo intendo come progettazione.

Questo comporterà anche la definizione finale della quantità di materiali che potrà essere conferita perché ad oggi, vado a memoria, mi sembra che Pompiod sia sui 200 mila metri cubi e Chalamy circa dieci volte di più, circa 2 milioni di metri cubi, quindi c'è un ordine di grandezza di mezzo.

Quello che si sta cercando di fare è di trovare delle soluzioni che ipotizzino già delle destinazioni future di quelle due aree, quindi d'accordo con i Comuni, e dall'altro con i gestori e la proprietà arrivare a una soluzione che permetta una gestione probabilmente pubblica di quelle due aree limitandole a un conferimento di materiale inerte. Questo è quello che si sta cercando di portare a casa come risultato finale.

Le trattative sono in corso e cercheremo di portare questo risultato che credo sia nell'interesse della comunità, non soltanto delle aree interessate da queste due discariche ma proprio perché la problematica degli inerti sarà un problema nei prossimi anni che è stato evidenziato in maniera molto chiara.

Sull'ultima domanda "Quali siano le verifiche che la Regione intende avviare sulla discarica di Pompiod", questa sarà una conseguenza di quello che verrà da queste trattative e da quella che sarà la destinazione poi della discarica. In questo momento è difficile dare una risposta, nel senso che non c'è un'autorizzazione in atto, o meglio sta per scadere, ci sarà la necessità di un rinnovo eventualmente che deciderà un ambito di manovra di questa discarica e la conferenza di servizi che darà l'autorizzazione, definirà anche eventualmente gli ambiti e i controlli che andranno fatti.

In questo momento non ho una risposta precisa.

Presidente - Per la replica, consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.

Guichardaz E. (PCP) - Naturalmente accogliamo con favore quanto lei ha detto e soprattutto anche il fatto che naturalmente non si dimentichi anche quanto segnalato dalla Procura all'interno di quegli atti, proprio perché non si tratta semplicemente a questo punto di andare avanti rispetto a quanto c'è già ma ci sono comunque ancora delle azioni da fare nonostante la ditta abbia già investito molto in questo momento, ma sappiamo bene che - sia a livello progettuale ma anche a livello successivo di monitoraggio del sito, di ripristino ambientale - saranno diverse le cose da mettere in atto.

Sicuramente la preoccupazione, e mi ci metto anche io, visto che abito proprio lì, c'è e c'è nella popolazione. Spero che quanto lei ci ha detto sia comunque in qualche modo preso maggiormente in carico anche da chi amministra, e lo abbiamo potuto vedere anche in audizione di Commissione. Rispetto a come si trattava prima il tema, adesso c'è sicuramente molta più sensibilità da parte di tutti, proprio perché quanto veniva segnalato dagli abitanti, molto probabilmente, era una preoccupazione legittima.

Rispetto ad alcune delle segnalazioni anche fatte dal Comitato di Pompiod in audizione, noi abbiamo chiesto anche contezza delle fideiussioni rispetto alla discarica e sotto questo punto di vista vorrei segnalare un problema che molto probabilmente è da affrontare ma da affrontare anche in modo più ampio, perché la stessa Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti se ne sta occupando ed è proprio la questione della tempistica delle fideiussioni, nel senso che spesso ci troviamo magari a essere in scadenza della fideiussione e magari a dover, come in questo caso, avviare ancora diverse attività.

Quindi molto probabilmente sarebbe importante, anche per le future autorizzazioni, tenere in maggiore considerazione questo aspetto, perché naturalmente adesso sappiamo bene che cosa vuol dire la questione del monitoraggio; è anche vero che naturalmente le tempistiche, rispetto alle discariche per inerti, rispetto a quelle per rifiuti speciali non pericolosi, naturalmente sono diverse.

Ritengo infine importante e condivisibile riportare quanto troviamo nelle conclusioni della perizia della Procura, ossia che un sito di discarica rimarrà tale nel tempo, recintato, sorvegliato e manutenuto, come lei giustamente ha detto, concordando naturalmente con i portatori d'interessi e le comunità interessate, una destinazione d'uso compatibile, quale ad esempio la riforestazione per il ripristino paesistico dell'area.

Quindi questo che lei ci ha detto un po' ci conforta e naturalmente speriamo che si vada in quell'ottica.

Presidente - Per i minuti restanti, consigliera Minelli.

Minelli (PCP) - Solo una precisazione. Lei ha detto, Presidente, giustamente che l'applicazione dell'articolo 5 comma 2 a questa situazione dipenderà dalle decisioni che verranno prese. In ogni caso, qualsiasi decisione verrà presa, quell'articolo con quel comma, anche a una discarica per inerti di tipo pubblico, dovrà essere preso in considerazione.

Di conseguenza, a mio avviso, conviene - se la direzione in cui si pensa di andare è quella, poi ovviamente ci saranno i tempi e le decisioni conseguenti - però pensare fin da ora a che tipo di verifica di conformità deve essere fatta, è cosa da pensare, anche perché lì, come è stato detto, c'è un pregresso e di conseguenza il pregresso non può essere semplicemente annullato dalla posa di un telo, considerati i materiali che sono stati depositati.