Oggetto del Consiglio n. 1499 del 11 maggio 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1499/XVI - Interpellanza: "Intendimenti per la tutela degli utenti dell'ambulatorio per i disturbi dello spettro dell'autismo nell'adulto".
Bertin (Presidente) - Punto n. 36 all'ordine del giorno; la parola al consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - Con quest'iniziativa cerchiamo di accendere un riflettore su un evento che ha gettato nello sconforto le numerose famiglie che fanno riferimento al Dipartimento di salute mentale per la gestione delle persone affette da disturbi dello spettro autistico, perché in data 16 marzo 2022 il referente dell'ambulatorio che si occupa di curare questi disturbi ha rassegnato le sue dimissioni, ed è stato un po' un fulmine a ciel sereno, una notizia che chiaramente si è diffusa - anche se non è stata riportata da alcun organo d'informazione - ma che sicuramente ha causato parecchio scompiglio fra le famiglie che facevano riferimento a questo servizio.
Che cos'è accaduto? È accaduto che queste dimissioni, per quanto siano state considerate repentine, in realtà erano state precedute da un altro atto, ovvero dalle dimissioni effettuate a maggio del 2019 sempre dal dottor D.M. che si era dimesso dalla dipendenza della USL della Valle d'Aosta per motivi che lui ha definito strettamente professionali in una lettera di cui abbiamo potuto prendere visione, nella quale denuncia il fatto di essere in radicale disaccordo con le modalità di gestione dei servizi e del personale da parte del direttore del Dipartimento di salute mentale.
È stato anche evidenziato - siccome il dottor D.M. è un apprezzato esperto di questa patologia - in questa comunicazione che a quei tempi, a fronte delle richieste delle famiglie di continuare ad occuparsi di questa patologia e di coloro che sono affetti da autismo, egli aveva accettato nell'ottobre 2019 l'incarico di referente dell'ambulatorio per disturbi dello spettro autistico dell'adulto; a quanto da lui stesso comunicato, riferisce che da allora le criticità che lo avevano portato alle precedenti dimissioni sono rimaste invariate - così scrive lui - se non addirittura peggiorate.
Rispetto a questo, abbiamo potuto leggere il carteggio tramite una richiesta di accesso agli atti che è intercorso fra il dottor D.M. e la direzione del Dipartimento di salute mentale, che scrive che, per evitare ogni forma d'interruzione dei percorsi terapeutici delle prestazioni sanitarie a favore degli utenti affetti da disturbi dello spettro autistico, ha previsto l'affiancamento e la successiva sostituzione del dottor D.M. con il direttore del Dipartimento in questione.
Scrive però in questa missiva il direttore del Dipartimento che la scrivente provvederà a proseguire le attività ambulatoriali suddette, inoltre sono in corso accordi con il dottor K. per l'identificazione di una figura disponibile ad affiancare la scrivente.
Qui nasce un piccolo problema perché il dottor K., che lavora in Piemonte e che è uno dei massimi esperti di autismo, in realtà ha un piccolo problema perché o lui o qualcuno del suo staff non è mai stato contattato per affiancare nelle attività per il semplice motivo che essi non possono svolgere attività clinica extra regionale, lavorando nella ASL città di Torino, né visite specialistiche domiciliari, perché è proibito dal loro contratto. Quindi il dottor K. ha specificato che quella proposta al direttore del Dipartimento era una semplice attività formativa, nessun affiancamento.
Qui nasce già un primo problema rispetto a quelle dimissioni, perché da una parte si dice che in realtà questo sarà un primo periodo che vedrà poi l'affiancamento di questi professionisti, in realtà quest'affiancamento non può sussistere ma vi sarà soltanto un'attività di formazione.
Un affiancamento confrontato con attività formativa ha una differenza che passa tra un fiume e un oceano, lei poi, Assessore, sicuramente lo saprà.
In quell'iniziativa le associazioni che si occupano di questo problema e di questa criticità hanno chiesto un incontro con i responsabili per chiedere di capire che cosa stava accadendo nel merito della gestione di quest'ambulatorio.
Da quello che so, se non con la USL, altri incontri da allora non si sono svolti ma spero che l'Assessore potrà smentire tutto questo e potrà invece confermarci che incontri ci sono stati; dalle informazioni che ho potuto recuperare non ci sono stati incontri in questo senso e siamo a metà maggio, quindi è, evidentemente, un grosso problema; però quello che abbiamo potuto osservare, anche nel merito di queste dimissioni, è che ci sono tre criticità: la prima è che il dottor D.M. dedicava all'ambulatorio quattro ore ogni lunedì mattina; il nuovo orario, preso in carico dal direttore del Dipartimento di salute mentale, è invece di tre ore ogni mattina.
Noi ci troviamo di fronte a un aumento delle diagnosi di soggetti con autismo di adulti, però invece di aumentare il monte orario e le risorse, si taglia un'ora di ambulatorio, quindi sicuramente questo rappresenta una criticità e non si capisce come mai l'orario di questo ambulatorio venga ridotto di un'ora.
Su questo mi permetto di aprire una parentesi: se al momento le visite sono poche è perché l'ambulatorio con la nuova gestione è attivo da una settimana e molte famiglie non si fidano di un nuovo referente - almeno così ci è stato riferito - quindi evidentemente forse provare ad aumentare le ore ma capire che cosa accade fra le famiglie sarebbe - secondo me - opportuno.
Considerato però, proseguendo su questa riflessione, l'orario di tre sole ore settimanali, che cosa può fare - e questa è una seconda domanda che vi pongo - chi ha bisogno di consulenze o visite al di fuori di quell'orario? Perché credo che sia un problema non da poco.
Infine, per prenotare le visite, purtroppo, a oggi bisogna mandare una mail direttamente al direttore del Dipartimento di salute mentale; noi riteniamo che invece la soluzione migliore potrebbe essere filtrare le telefonate dalla segreteria o da un sistema che consenta di tracciare le prenotazioni per verificare la necessità di liste d'attesa in maniera trasparente; sarebbe anche carino, secondo me, capire quali modalità s'intendano adottare per garantire la trasparenza e la condivisione delle prenotazioni.
Detto questo, io non penso di dire cose che l'Assessore non conosce, però io penso che ci troviamo di fronte a un settore particolarmente delicato, ci troviamo ad avere a che fare con una disabilità che richiede un approccio che sicuramente deve essere importante, che deve essere studiato, fatto con l'ausilio di professionisti e penso che lei lo saprà, Assessore, ma il problema dello spettro autistico è proprio che i cambiamenti, soprattutto i cambiamenti dei punti di riferimento, creano davvero uno smarrimento negli utenti e quindi vengono a far mancare, magari a fare compiere passi indietro a persone che hanno una costante necessità di sostegno.
Credo di aver elencato alcune criticità, ce ne sono delle altre, a cominciare dal progetto Valatypical, ma penso che avremo anche modo di parlare di questo tema che sicuramente è un'altra criticità che riguarda il mondo dell'autismo, ma penso che - già banalmente con queste domande - capire come mai ci siano state queste dimissioni e ci sia stata questa rotta di collisione fra il dottor D.M. e il direttore del Dipartimento di salute mentale sia assolutamente importante - perché in teoria un qualcosa che dovrebbe semplicemente portare a tutelare persone che sono effettivamente molto deboli e che hanno necessità di avere un ausilio e soprattutto le famiglie hanno necessità di avere un punto di riferimento stabile che comprenda le necessità... - e deve portarci a riflettere sul perché arrivano questi dimissioni, perché io non penso che sia per questioni personali, d'altra parte lo stesso dottor D.M. lo scrive nero su bianco, dicendo che queste sono dimissioni motivate da motivazioni professionali.
A fronte di quanto ho premesso e a fronte di quello che spero di aver illustrato in maniera adeguata, con quest'interpellanza, Assessore, le domando quali siano le compatibilità evidenziate dal referente uscente, quali siano le risultanze dell'incontro con l'Associazione ANGSA VdA APS, peraltro richieste ma non so se avvenute, e quali siano le azioni che l'Amministrazione intende intraprendere per tutelare utenti e familiari dell'ambulatorio per disturbi dello spettro dell'autismo nell'adulto.
Presidente - Per la risposta, l'assessore Barmasse ne ha facoltà.
Barmasse (UV) - È sicuramente un argomento molto importante, anche perché in Assessorato in questo periodo - in questo anno e mezzo - abbiamo lavorato tanto su quest'attività, quindi con riferimento all'oggetto dell'interpellanza voglio anzitutto esprimere il mio dispiacere per le dimissioni rassegnate dal referente dell'ambulatorio per i disturbi dello spettro dell'autismo.
In questi anni l'Assessorato e l'Azienda USL hanno lavorato con molto impegno per dare risposte concrete ed efficaci ai soggetti con autismo e l'ambulatorio ha rappresentato un'importante azione per una seria presa in carico delle problematiche personali dei singoli assistiti, e questo penso che possa essere confermato dalle famiglie.
Al fine di individuare i più appropriati piani terapeutici individualizzati, il referente dell'ambulatorio ha anche svolto un determinante e apprezzabile lavoro in qualità di Case Manager per l'inserimento degli utenti presso il servizio semi residenziale Myosotis per costruire insieme al servizio stesso e alle famiglie degli utenti delle risposte adeguate che si sono tradotte in efficaci progetti terapeutici riabilitativi personalizzati.
Il referente dell'ambulatorio, nel comunicare le proprie dimissioni, ha riferito motivi strettamente professionali che lo hanno visto in radicale disaccordo con le modalità di gestione dei servizi e del personale da parte dell'attuale direttore del Dipartimento di salute mentale.
Alla luce delle suddette dimissioni, l'Associazione ANGSA ha chiesto un incontro con l'Azienda USL e l'Assessorato. Si sono così tenuti due incontri: il primo ha avuto luogo il giorno 23 marzo presso l'Azienda sanitaria con il direttore del Dipartimento di salute mentale; il secondo si è svolto il giorno 30 marzo in Assessorato alla presenza anche del direttore generale dell'Azienda USL.
ANGSA ha manifestato grande preoccupazione, poiché si teme che l'importante e difficile lavoro svolto in questi ultimi anni possa essere compromesso con delle gravi conseguenze per gli utenti dei servizi.
Il direttore generale ha informato che il Dipartimento di salute mentale ha comunque già proposto delle soluzioni alternative di gestione dell'ambulatorio alle quali lei ha fatto riferimento, anche esplorando la possibilità di coinvolgere altri psichiatri competenti in materia di autismo. Sul fatto che il medico in questione possa svolgere solamente una consulenza e non lavorare attivamente nella nostra Azienda questo è vero, perché sono delle notizie e dei riferimenti che abbiamo anche noi constatato.
Nell'incontro in Assessorato abbiamo condiviso che sarebbe stato importante incontrare il referente dell'ambulatorio autismo dimissionario, per meglio comprendere le sue istanze e capire se vi potessero essere dei margini per evitare le dimissioni.
L'incontro ha avuto luogo in data 8 aprile, ma non ha purtroppo portato alla revoca delle dimissioni del medico, il quale ha confermato il permanere delle ragioni che lo avevano portato a tale scelta.
Presidente - Per la replica, consigliere Manfrin.
Manfrin (LEGA VDA) - La ringrazio anche per le ammissioni che giustamente lei ha fatto rispetto a quanto le ho evidenziato sulle collaborazioni, però a questo punto chiaramente rimane il problema.
Giustamente lei ci ha detto che sono state riscontrate queste criticità che riguardano un livello - definirei personale - d'incompatibilità professionale tra il responsabile dell'ambulatorio e il direttore del Dipartimento. Quello che però a questo punto le chiedo è "Quali sono queste criticità", perché lei, Assessore, non ce le ha elencate, ha detto che sono esclusivamente professionali però ci piacerebbe comprendere, perché, ripeto, un conto è l'incompatibilità personale, due persone possono anche starsi antipatiche, avere visioni differenti, ma collaborare e lavorare soprattutto nell'interesse del paziente che, come ho già ricordato - e ha ricordato anche lei - e la ringrazio, è sicuramente un paziente particolarmente fragile, però dato per assodato questo, il problema è: "Ma quali sono queste differenze?" Perché in teoria, da quello che possiamo immaginare tutti, chi lavora nell'ambito sanitario quale unico obiettivo dovrebbe avere quello del benessere del paziente, penso che su questo siamo tutti d'accordo. Allora se ci sono delle contrarietà, delle criticità, se ci sono delle differenze di vedute... su quale iniziativa, su quale disposizione, su quali procedure adottare per poter far stare al meglio il paziente? quali sono queste differenze di vedute? Perché, come lei ci ha detto, nell'incontro dell'8 aprile queste si sono rivelate così talmente insanabili da far abbandonare definitivamente il direttore dell'ambulatorio?
Sarebbe, secondo me, importante evidenziare quali sono queste criticità e capire fra le due parti effettivamente quali sono le distanze e se magari il dottore dimissionario aveva ragione o magari aveva torto.
Di questo però non ce ne ha parlato ma penso e spero che magari ne potremo parlare più approfonditamente in futuro.
Rispetto alla mancata collaborazione, rispetto al taglio delle ore, per esempio, delle prestazioni, però anche su questo, Assessore, io le chiederei delle risposte perché già fare a meno di un professionista che si occupava in maniera appassionata di un ambulatorio è stato un duro colpo da parte delle famiglie, se a questo aggiungiamo il taglio addirittura di un'ora del servizio, è evidente che queste famiglie non possono che rimanere spiazzate.
Quali sono le motivazioni che portano a un tale taglio di ore da dedicare a quest'ambulatorio? Perché io obiettivamente non ne ho viste. Un conto è se ci fosse una riduzione delle diagnosi, un conto se ci fosse una riduzione di pazienti, un conto è se ci fosse già un servizio ampiamente seguito in maniera ottimale, ma, a fronte di queste dimissioni, probabilmente forse un aumento - o perlomeno il mantenimento degli orari originari che si erano avuti e che si erano utilizzati fino a quel momento - poteva essere un viatico nel trovare una soluzione. Invece se abbiamo una riduzione e non abbiamo riferimenti per necessità al di fuori di quegli orari, e ancora, se ogni appuntamento deve essere preso direttamente con il direttore del Dipartimento di salute mentale e non vi è invece una possibilità di avere una traccia delle prenotazioni e le necessità delle famiglie che si rivolgono al servizio di ambulatorio del Dipartimento salute mentale per capire qual è la platea a cui rivolgersi, credo che questo non possa che aprire una grossa criticità sul servizio che evidentemente si scarica poi sugli utenti finali e sulle famiglie.
Ho lasciato per ultimo il progetto Valatypical che è centrato sul problema dell'autismo e sul benessere a cui tendere per gli utenti e per le famiglie; Lei di questo non ha fatto accenno, io penso che potremmo approfondirlo nelle prossime settimane perché quello che si è aperto con quel progetto, credo che sia una grossa criticità di cui lei, immagino e spero, sia a conoscenza.
Mi sarebbe piaciuto un suo cenno e un suo passaggio su questo tema, non l'ho colto e quindi avremo modo di parlarne.
