Oggetto del Consiglio n. 1485 del 11 maggio 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1485/XVI - Interpellanza: "Definizione di un protocollo di intervento per il recupero di lupi feriti".
Bertin (Presidente) - Punto n. 19 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione dell'interpellanza il consigliere Ganis, ne ha facoltà.
Ganis (LEGA VDA) - Il 16 marzo un lupo ferito, probabilmente vittima dell'attacco dei suoi simili, è stato recuperato in frazione La Crête nella zona di Arvier, dopo essere stato avvistato da un cittadino della zona. Le operazioni di recupero sono state delicate e hanno visto la collaborazione degli agenti della forestale, insieme ai veterinari del centro recupero degli animali selvatici regionale. Successivamente l'animale ferito è stato portato al centro per essere curato e per poi essere rimesso in libertà dopo dieci giorni di cure. Al lupo è stato inserito un radio collare, questo consentirà di tracciare i suoi spostamenti lungo il nostro territorio e di riferire i dati ad ISPRA, che lo monitorerà costantemente.
A questo punto una domanda ci viene spontanea: curare un lupo ferito, opporsi quindi al ciclo naturale della vita dell'animale selvatico, può giovare all'animale stesso? È vero che oggigiorno, in molti casi, le autorità competenti, agenti della forestale e veterinari vengono chiamati a intervenire nel recupero di animali selvatici coinvolti in incidenti stradali, ma in questo caso si tratta di un lupo e, a quanto pare, si tratterebbe del primo caso nella nostra Regione. Un caso simile si è verificato nel 2019 nella provincia di Brescia dove un canide, successivamente riconosciuto appartenente alla famiglia dei lupi, fu rimesso in libertà dopo essere stato curato.
Partiamo dal fatto che nessuno mette in discussione l'operato di chi lavora e ha partecipato alle operazioni di recupero, ma a detta degli esperti, e non del sottoscritto, certe volte la natura dovrebbe fare il suo decorso. Ecco che da una ricerca su come un branco di lupi risulti essere meccanismo perfetto di organizzazione sociale, con la sua coppia dominante detta Alpha che comanda gli individui di rango inferiore, attraverso appunto una gerarchia, si arrivi a veri e propri conflitti anche crudeli a disperdere appunto gli individui meno adatti a rimanere nel branco. Una sorta di equilibrio naturale legato alla sopravvivenza, e questo è evidenziato da chi studia la vita del lupo.
È ovvio che questo episodio, messo in evidenza dai mass media e dal popolo del web, ha suscitato molte perplessità e sgomento, soprattutto a chi oggi cerca di convivere con la presenza del lupo. Mi riferisco agli allevatori, agli agricoltori, a chi pratica attività venatoria, ma anche ai cittadini preoccupati sempre di più dalla presenza del lupo, quest'ultimo sempre più presente anche a ridosso di centri urbani, nelle piazze, nelle vie e persino nei parchi gioco.
In base a queste considerazioni, si interpella l'Assessore per conoscere: se il lupo catturato, una volta guarito, verrà rimesso in libertà nella stessa zona di cattura; in caso affermativo, se la scelta di liberare l'animale sia stata concordata con le autorità competenti; se si intenda utilizzare questa vicenda per definire un protocollo di azione o di intervento per futuri casi simili.
Presidente - Risponde l'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Innanzitutto la ringrazio, collega Ganis, per aver partecipato, così come il collega Cretier, all'evento che si è svolto qualche settimana fa al Forte di Bard, che appunto trattava la tematica dei lupi confidenti, dando un particolare rilievo anche a quanto successo ad Arvier, caso che è stato analizzato anche durante la tavola rotonda. Un'iniziativa che permette di fare anche un po' il punto sull'attività del CRAS, il Centro per la cura e la riabilitazione degli animali selvatici, gestito dalla Struttura Flora e fauna del Dipartimento Risorse naturali e Corpo forestale; una struttura che è di proprietà del Comitato regionale per la gestione venatoria ed è concessa alla Regione in un comodato d'uso.
Presso il CRAS lavorano tre operai forestali, assunti a tempo indeterminato, che si occupano della gestione, della pulizia e della nutrizione degli animali ospitati. Per gli aspetti sanitari è attiva poi una convenzione con veterinari professionisti esterni. Le spese per il personale e per la manutenzione delle strutture rientrano tra le spese interne. Nel 2021, per dare alcuni numeri, sono stati curati presso il CRAS 308 animali selvatici delle varie specie. Il tasso di guarigione e la successiva liberazione in natura è stata del 43 percento, quindi 132 animali.
L'attività del Centro, questo è particolarmente importante, è di rilievo non solo per quella che è la reintroduzione in natura degli animali, ma anche - e direi soprattutto - per la possibilità di esaminare i selvatici da un punto di vista sanitario e avere utili informazioni sullo stato di salute delle popolazioni selvatiche; inoltre, ad alcuni animali è possibile applicare un trasmettitore GPS, seguire gli spostamenti nel tempo ed avere informazioni sull'uso del territorio, che servono per i vari studi. Nell'ambito poi di una collaborazione scientifica con il Max Planck Institute di Monaco di Baviera, recentemente sono state radiocollarate e sono costantemente monitorate due aquile reali ritrovate ferite in Valle d'Aosta e curate presso il CRAS.
Veniamo al lupo di Arvier: l'iniziativa è di fine marzo, i fatti poi si sono evoluti e questa è l'occasione appunto per l'aggiornamento. Il recupero e la successiva liberazione dell'esemplare di lupo ritrovato lo scorso mese di marzo si inseriscono nelle iniziative e nell'attività del centro. L'animale era stato segnalato il 16 marzo dalla popolazione alla locale stazione forestale di Arvier, perché si aggirava ferito vicino alle abitazioni. In questi casi è prassi procedere al recupero dell'animale ferito. Intervenivano quindi immediatamente gli agenti della locale Stazione forestale, i veterinari convenzionati e il personale della Struttura flora e fauna. Il lupo è stato recuperato tramite teleanestesia, siringa con narcotico, portato al centro dove si è appurato che le ferite erano state provocate da altri lupi, probabilmente per la difesa del territorio.
Una volta ristabilito, il 25 marzo il lupo è stato liberato nella zona di cattura, ovviamente lontano dai centri abitati, dopo averlo dotato di un radiocollare che fornirà informazioni sui suoi spostamenti. Questi dati sono molto importanti, perché il lupo in questione è uno di quelli visti più volte ad Arvier e poter rilevare i suoi movimenti ci permetterà di capire meglio le abitudini e i motivi delle frequentazioni del paese, oltre che importanti dati finalizzati a un miglior studio della specie, che poi verranno confrontati con azioni portate avanti da centri simili nelle altre regioni.
Tutti i costi dell'operazione rientrano nelle spese di normale funzionamento del CRAS. L'unico costo specifico è quello relativo al collare, comprensivo dell'acquisto del collare, dell'utilizzo del satellite e della piattaforma on-line, della visualizzazione e dell'elaborazione dei dati, per un totale di circa 3 mila euro, che è poi quello che fa la differenza, con i dati che sono assolutamente importanti per lo studio. Il periodo di funzionamento del collare è di circa due anni. É presente poi un sistema automatico di sgancio che permette il suo eventuale recupero anzitempo e il suo possibile riutilizzo. Dai dati forniti dal radiocollare, a circa un mese/un mese e mezzo dal suo rilascio, il lupo sino a oggi è rimasto all'interno delle zone boscate e non si è più avvicinato al paese.
L'intera operazione è stata coordinata dalla Struttura Flora e fauna per il tramite dell'Ufficio per la fauna selvatica e l'intera procedura è stata concordata e seguita anche con ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale che, nell'ambito degli interventi sui lupi confidenti di Arvier, aveva suggerito di catturarne uno e dotarlo di radiocollare per monitorarne appunto gli spostamenti. L'evento fornirà l'occasione per delineare, come anche da lei segnalato, un protocollo per la gestione di queste casistiche.
Presidente - Per la replica il consigliere Ganis.
Ganis (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta. Detto questo, appare chiaro che non esiste proprio un protocollo d'intervento e quindi man mano che accadono cose simili, si provvederà a intervenire. Sarebbe opportuno a questo punto, e la sua risposta mi ha già dato uno spunto per la prossima interpellanza, conoscere gli spostamenti del lupo, per vedere se poi si è ricongiunto al branco. Ecco che la finalità di tutta quest'operazione avrebbe un senso, perché si potrebbe controllare i movimenti lungo tutto il nostro territorio valdostano.
Vorrei evidenziare che a detta degli esperti, il lupo che resta senza branco è destinato a fare purtroppo una brutta fine, per motivi di mera sopravvivenza; si parla di ciclo naturale della vita selvatica. Mi piacerebbe inoltre sapere se i cittadini di Arvier sono alquanto felici e contenti di ritrovarsi un lupo curato, rifocillato e rimesso in libertà nel territorio.
Avremo sicuramente modo di approfondire questa tematica in altre occasioni, perché la problematica del lupo persiste. Dopo aver partecipato a una conferenza sul lupo confidente, come lei giustamente ha detto, mi sono reso conto che c'è ancora molto da fare, al fine di evitare spiacevoli interazioni tra lupo e mondo antropizzato.
