Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1482 del 11 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1482/XVI - Interpellanza: "Avvio di un'attività di sensibilizzazione nei confronti degli enti locali valdostani per attivare una rapida riduzione dei costi del servizio di illuminazione pubblica."

Bertin (Presidente) - Riprendiamo. Siamo al punto n. 16 dell'ordine del giorno. Per l'illustrazione consigliere segretario Distort.

Distort (LEGA VDA) - Non sono così sprovveduto da non avere chiara l'idea che l'eventuale risultato della suggestione trasmessa al Governo regionale da quest'iniziativa, purtroppo non si tradurrà in un beneficio economico per i cittadini della nostra regione, i quali hanno, purtroppo, constatato in questo preciso periodo storico un significativo aumento dei costi dell'energia. Ma un buon Governo deve sapersi porre, oltre che sul piano della buona gestione dei soldi pubblici, anche sul piano della solidarietà nei confronti dei propri cittadini e anche attraverso gesti di valenza simbolica.

Immaginiamo quanto degli aspetti della nostra civiltà è basato sul valore dei simboli. Mai come in questo periodo assistiamo a un allontanamento dei cittadini rispetto alla classe politica, ed è proprio a fronte di questo scollamento che, oltre a porre in atto tutte le misure necessarie al buon funzionamento dell'apparato pubblico, oltre ad avviare iniziative in grado di generare ripresa economica, parallelamente dare sostegno ai più deboli, occorre saper operare anche quegli atti simbolici, semplicemente ma fortemente simbolici, che comunicano la sensibilità e la vicinanza della pubblica amministrazione e quindi del mondo politico nei confronti dei cittadini.

Questo è lo spirito dell'interpellanza che parte dalle riflessioni che sono poste a premessa dell'interpellanza stessa. Ribadisco, non è un'interpellanza che spinge ad adeguare a efficientamento energetico le illuminazioni pubbliche dei comuni. È proprio un'azione immediata, veloce, rapida, eseguibile con una riduzione dei tempi di durata del periodo di illuminazione notturna. È una riflessione, è una proposta.

Noi prendiamo atto del fatto che chiaramente tutto parte dall'aumento dei costi per gli utenti relativi ai consumi di energia elettrica, in conseguenza principalmente all'incremento del prezzo del gas sui mercati internazionali, ma anche all'impoverimento economico prodotto dalla gestione del Covid, a fattori meteo sfavorevoli, così come ovviamente a seguito del conflitto bellico in atto. Questa è una presa d'atto a cui si evidenzia che, secondo un'indagine effettuata da Legambiente nel 2017, il consumo pro capite annuo di energia elettrica per l'illuminazione pubblica dell'intero territorio della Valle d'Aosta è di 199 Kilowattora ad abitante, vale a dire un consumo annuo di 12.500 Gigawattora. Per capirlo meglio dal punto di vista del Kilowattora, che è l'unità di misura cui siamo abituati nelle bollette energetiche, pari a 12 milioni 500 mila KWh.

Teniamo conto che, se noi guardiamo la nostra bolletta - questo non è nel mio stile populismo, ma è nel mio stile la capacità di fare riferimento ai numeri, di esaminare con i numeri i dati - e suddividiamo il costo delle spese energetiche riferite sulla bolletta, arriviamo a un costo di circa 50 centesimi a Kilowatt, benché il dato ufficiale sia proprio per il consumo il kWh intorno agli 0,26 euro, quindi la metà, però poi tutta una serie di spese e di costi ulteriori, portano a circa 50 centesimi. Quest'ultimo è il costo per l'utente, poi noi sappiamo che la pubblica amministrazione ha un rapporto diverso, però è proprio per questo che diventa importante capire ed entrare in un atto di solidarietà nei confronti della popolazione, dove il normale cittadino cerca di tenere accesa meno possibile la luce in certi vani di casa, cerca di operare tutta una serie di operazioni di risparmio, perché a lui incide su quei costi; 50 centesimi moltiplicato per 12 milioni 500 mila kWh, è ovvio che abbiamo 6 milioni 260 mila euro.

È vero che l'illuminazione pubblica è una necessità che ha tutt'altra valenza, non è semplicemente un vezzo della pubblica amministrazione, ed è vero che è un servizio che viene reso ai cittadini per vari motivi, a partire dall'elemento di sicurezza. È vero che il dato di Legambiente è riferito al 2017 e nel frattempo si sono attuate già delle iniziative di efficientamento con il passaggio alla tecnologia led. Io, per deformazione professionale, riconosco interventi di buon effetto luminoso da interventi di pessimo effetto luminoso pur avendo comunque un passaggio a led, quindi non si tratta solo di risparmiare nel momento in cui ci si adegua e si eseguono interventi sulla rete di illuminazione pubblica, ma anche di progettazione adeguata dal punto di vista dell'effetto luminoso. Comunque, questa è una piccola divagazione.

Quello che è fondamentale è che il servizio generale di illuminazione pubblica è fondamentalmente per una fruizione notturna del territorio urbanizzato, tanto per la percorribilità pedonale, quanto per questioni di sicurezza sociale. Però noi osserviamo che la funzione di illuminazione notturna di tanta parte di territorio diminuisce la sua necessità proporzionalmente all'avanzare delle ore notturne, per ovvie ragioni dettate dal comportamento umano, dai suoi ritmi di vita. Quindi, una riduzione del periodo di funzionamento dei sistemi di illuminazione pubblica del territorio, anche solo per una ridotta percentuale, comporterebbe una corrispondente riduzione di costi di energia elettrica. Poi i Comuni e i vari enti competenti potranno pensare di utilizzare questo risparmio con misure di avvicinamento alla popolazione: qui ampia apertura alla fantasia, perché ci vuole anche fantasia nella politica, come nell'amministrazione.

I punti relativi all'interpellanza sono i seguenti. Quali siano le attuali misure in ambito di riduzione dei consumi energetici a carico degli enti pubblici: parlo se sia a conoscenza di misure immediate; è chiaro che per quanto riguarda la possibilità di mettere in atto delle ristrutturazioni, dei rifacimenti completi delle linee, da un punto di vista di investimenti di opere pubbliche, questo è un dato abbastanza noto. Se si intenda avviare, dal punto di vista regionale, senza interferire, senza intromettersi, con la dovuta delicatezza, sempre nel termine della delicatezza della solidarietà, un'attività di sensibilizzazione e di dialogo con gli enti locali e con realtà pubbliche in genere, per attivare una rapida riduzione dei tempi di esercizio dei sistemi di illuminazione pubblica, nell'ottica di quanto riportato nelle premesse.

Presidente - Risponde il Presidente della Regione.

Lavevaz (UV) - Parto con una premessa, benché lei nella sua presentazione, soprattutto nella chiusura, abbia sottolineato molto bene quello che deve essere il rapporto tra la Regione e gli enti locali. Lo ha sottolineato molto bene, ma collegandomi anche alla risposta che ho molto apprezzato del collega Marzi, poco fa in merito ad un'altra iniziativa, voglio comunque mettere in evidenza il fatto che il rapporto che deve esserci, in una logica che io ritengo assolutamente essere quella corretta, quella che peraltro la nostra legge 54 del 1998 prevede, è un rapporto tra la Regione e gli enti locali che deve essere di collaborazione e di parità, non certo di superiorità, di supremazia o di tutela, in qualche modo. Su questo ho apprezzato la chiusura che lei ha fatto, perché ha precisato in maniera puntuale questo aspetto che, leggendo l'interpellanza, non era così chiaro, ma sono comunque convinto della sua posizione da questo punto di vista che credo condividiamo. Gli enti locali possono essere giustamente sensibilizzati su un argomento che, peraltro, vede i Comuni valdostani già molto sensibili, come giustamente anche lei ha richiamato.

Nel tempo sono stati fatti numerosi interventi, condivido anche questo con lei, alcuni buoni, alcuni meno buoni, sia dal punto di vista estetico che di qualità dell'illuminazione. Ci sono delle situazioni, al di là del risultato dal punto di vista dell'illuminazione e dal punto di vista tecnico, che dal punto di vista estetico potevano oggettivamente essere fatte meglio nel nostro contesto montano, perché i led hanno mille possibilità, ma possono dare dei risultati di luce molto fredda. Però al di là di quello, la sensibilità da questo punto di vista, da parte degli enti locali, è assolutamente presente e lo è da tempo. Gli interventi sono tantissimi e tantissimi sono gli esempi.

Nello specifico, rispetto a quella che è la sua sollecitazione, cioè di un'attenta valutazione dell'uso dell'illuminazione pubblica durante la fascia notturna, anche su questo ci sono delle soluzioni che alcuni Comuni hanno messo in atto o stanno mettendo in atto, cosiddette soluzioni smart come viene detto oggi, che permettono effettivamente un controllo puntuale, addirittura lampione per lampione, di un dimeraggio, cioè della quantità di luce che viene erogata dal punto luce, perché ci sono due questioni fondamentali, che lei conosce molto bene essendo del mestiere, mentre io l'ho affrontato in altre vesti. Un aspetto è quello legato alla strada, la quale ha una necessità di illuminazione più costante: il codice della strada prevede un top di lumen sulla superficie della strada a seconda della tipologia di strade, quelli devono essere garantiti, quindi li c'è poco margine. Invece, su tutti i punti luce interni, all'interno della viabilità pedonale o comunque cittadina, lì le possibilità sono tantissime.

Io conosco i numeri del mio Comune, in cui abito: circa 850 punti luci in generale, punti stradali 150. Quindi, per la stragrande maggioranza sono punti luce che possono essere a un certo punto della notte, dopo mezzanotte, abbassati al 50 percento o anche meno, perché sono punti luce all'interno dei villaggi dove si illuminano i gatti e i topi che vanno a passeggio. Quindi, da questo punto di vista c'è molto margine e le possibilità tecnologiche sono a vantaggio di questo tipo di ragionamento.

Su questo io prendo l'iniziativa nel giusto verso, nel senso che è una sollecitazione assolutamente corretta, per la quale continueremo a confrontarci con gli enti locali, proseguendo il lavoro che loro hanno già iniziato. Potremmo anche vedere di organizzare un tavolo puntuale su questo argomento, perché al di là dell'illuminazione c'è tutto l'aspetto più generale del consumo energetico - questa, invece, è una questione più recente legata all'aumento del costo in particolare del gas - dove gli enti locali, come anche la Regione, stanno cercando di razionalizzare. Stiamo andando verso la bella stagione, ma anche durante gli ultimi mesi si è cercato di razionalizzare abbassando un po' le temperature all'interno dei locali, molti lo hanno fatto, o addirittura razionalizzando un po' i locali utilizzati, perché molto spesso - e questo vale anche per i Comuni - ci sono uffici dislocati in diverse zone che riscaldando grandi volumi poco utilizzati; quindi cercare di razionalizzare anche da questo punto di vista, come oggettivamente si è fatto, perché gli aumenti sono stati abbastanza subitanei e abbastanza importanti.

Su questo si potrà continuare a lavorare insieme per una giusta sollecitazione in questo senso.

Presidente - Per la replica il consigliere Distort.

Distort (LEGA VDA) - Grazie presidente Lavevaz per la risposta. Il ringraziamento è ovviamente accompagnato da soddisfazione, perché lei ha affermato un interesse. La suggestione proposta da quest'interpellanza che partiva come povera voce, una semplice povera voce per manifestare un gesto, poteva essere tranquillamente considerata come qualcosa di poco impatto, di piccolo impatto, e invece mi conforta verificare e percepire una comune sensibilità sotto quest'aspetto. Sono questioni delicate: il tema dei costi, il tema dell'energia, il tema del risparmio, il tema della vicinanza alla popolazione, tema estremamente importante, soprattutto in un periodo come questo - ribadisco come già detto in premessa - dove assistiamo a un allontanamento quasi arrabbiato della popolazione rispetto alla classe politica, ed è proprio attraverso quest'attenzione e anche i semplici piccoli gesti che noi possiamo fare la differenza.

Io sono l'uomo delle citazioni, tra Tommaso d'Aquino, Aristotele, Parmenide, Don Bosco; cito anche Jim Morrison, mi pare che non sia la prima volta che lo faccio, esattamente nella frase in cui dice "Fai attenzione alle piccole cose, perché un giorno ti volterai e capirai che erano grandi". Buon lavoro.