Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1476 del 11 maggio 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1476/XVI - Interrogazione: "Informazioni relative all'Osservatorio regionale delle liste d'attesa".

Bertin (Presidente) - Punto n. 10 dell'ordine del giorno. Risponde l'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - Le domande sono tre: se è ancora operativo l'Osservatorio regionale delle liste d'attesa, quante volte è stato convocato nel 2021 e 2022 e cosa è stato elaborato dall'Osservatorio. La mia risposta alle tre richieste poste dal collega Baccega sarà unica. L'Osservatorio regionale delle liste di attesa è formalmente operativo ed espleta le sue funzioni in periodi di attività ordinaria. Ricordo a tutti, anche al consigliere Baccega, che un osservatorio regionale sulle liste d'attesa nasce già nel 2013, con l'approvazione di due atti della Giunta regionale, la DGR 1530 e la DGR 2014, entrambe del 2013.

L'organismo è tutt'ora costituito, essendo stato confermato con la DGR n. 503 del 2019, che ha recepito il nuovo piano nazionale liste di attesa 2019-2021. Tale istituto era, quindi, presente anche nel periodo del mandato alla sanità del consigliere Baccega e mi pare che non siano state individuate delle soluzioni di rilievo al problema delle liste d'attesa, dato che ne parliamo ancora in questa sede e non abbiamo memoria di indicazioni risolutive né di riorganizzazioni erogative. Il problema è noto da tempo e, in quanto assessore in carica, l'ho ereditato da periodi privi di emergenze epidemiologiche e semmai esso è stato ulteriormente aggravato, come ovunque, dalla pandemia da Covid-19.

Rammento che il ruolo che l'Osservatorio regionale esplica, in condizioni ordinaria di funzionamento del sistema sanitario regionale, è quello di pervenire a degli accordi o patti di responsabilità condivisa tra erogatori aziendali e cittadini consumatori, in cui progettare un sistema che, stante le risorse di personale disponibile, dia garanzia di tempi congrui per le priorità cliniche assegnate, soprattutto attraverso la riorganizzazione dei punti di erogazione.

A seguito degli effetti che la pandemia ha prodotto sulla capacità erogativa delle aziende sanitarie per le prestazioni in elezione, nessuno degli strumenti ordinari di concertazione, quale appunto per esempio l'Osservatorio liste di attesa nazionale, è giudicato efficace. Per tale ragione devono essere messi in campo strumenti straordinari, che certamente il Consigliere conosce e che in effetti il Ministero ha attivato con apposito decreto, assegnando appositi fondi alle Regioni, inclusa la Valle d'Aosta, per il recupero delle liste d'attesa. Il medesimo decreto prevede, inoltre, un periodico monitoraggio delle attività conseguenti espletate dalle Regioni, di cui abbiamo già parlato in sedute precedenti del Consiglio.

L'Osservatorio liste d'attesa per le motivazioni appena esposte non è stato riunito nel 2021 e nel 2022. Non appena ci saranno le condizioni che consentano una reale efficacia dell'azione dell'Osservatorio, al fine di non procedere a una convocazione che abbia una valenza prettamente formale, mi prendo l'impegno di farlo convocare.

Presidente - Per la replica consigliere Baccega.

Baccega (FI) - Io non voglio assolutamente entrare in polemica con l'Assessore. Evidentemente l'ultima mozione che è stata discussa in Consiglio regionale, quella sulle liste d'attesa la volta scorsa, ha ulteriormente alimentato il dibattito.

Evidentemente la cosa curiosa che è venuta poi alla nostra attenzione riguarda la questione degli atti che vengono elaborati dall'Assessorato. Ovvero, su questo tema, lo diciamo chiaramente più volte nei vari percorsi, la pubblica amministrazione parla per atti e nel leggere le delibere poste all'attenzione della Giunta nel percorso che riguardava le liste d'attesa, tutte le delibere partono dal 16 dicembre 2020, cioè tutte le premesse partono da quella data. Quello che è stato fatto prima non esisteva e questo credo che non sia corretto: ai fini di un'efficace trasparenza e di corretta esposizione dei fatti credo che questi percorsi vadano intrapresi.

Il primo atto, è stato ricordato, risale al 2019, ovvero la delibera 503 del 2019, in cui si approvava il piano regionale liste di attesa, e nel febbraio 2020 venivano assegnati quei fondi per l'implementazione, l'ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche e l'ammodernamento legato ai sistemi di prenotazione elettronica per l'accesso alle strutture sanitarie, delibera 75 del 17 febbraio 2020; quindi, non si tratta di avere più o meno buona memoria, basta leggere gli atti. Ecco che leggendo gli atti, parlo ancora della delibera 503/ del 2019, si evidenzia chiaramente che si ricostituiva il nuovo Osservatorio regionale delle liste d'attesa, che era fortemente voluto dall'intero Consiglio regionale che allora lo votò, sono presenti colleghi ancora adesso che su quel tema avevano sicuramente messo la loro attenzione. È vero che poi si è costituita anche la cabina di monitoraggio che è stata riunita il 5 maggio 2021, ma la prima riunione dell'Osservatorio regionale delle liste d'attesa è stata il 15 gennaio 2020.

A completamento di questo percorso che intendiamo fare, prendiamo atto che quest'organismo non ha più interesse adesso, per quanto riguarda l'assessore Barmasse, non è stato convocato nel 2021, non è stato convocato nel 2022, e questo determina il fatto che anche le associazioni, i sindacati e quant'altro ovviamente pongano l'attenzione su questo punto. Ribadisco Assessore: questa non è una colpa degli uni o degli altri, bensì la necessità di mettere ordine in un percorso che credo debba coinvolgere tutti.

A completamento di questo percorso noi abbiamo appunto chiesto delle riunioni e dei verbali dall'ottobre 2020 ad aprile 2022, ma immagino che, sulla base della risposta che lei mi ha dato, non ce ne siano di ulteriori.

L'attenzione che va posta a questo argomento deve coinvolgere un po' tutti, perché davvero non se ne può più. Le persone che possono investire in sanità e andare a fare visite in Piemonte, eccetera, lo possono fare, ma ci sono molte, ma molte persone, che in realtà sono costrette ad aspettare. Bisogna agire in modo definitivo.

Il piano salute e benessere sociale che mi auguro si possa affrontare quanto prima, l'ha detto poco fa la collega Guichardaz, deve essere quel momento di confronto di carattere generale, per trovare una strada che possa dare delle risposte effettive e concrete ai cittadini valdostani.