Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1370 del 9 marzo 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1370/XVI - Interpellanza: "Intervento della Regione affinché sia rivalutata la posizione assunta da ARER in sede di deliberazioni assembleari in merito alla realizzazione di opere di riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico".

Bertin (Presidente) - Punto n. 39. Per l'illustrazione dell'interpellanza, la parola al vicepresidente del Consiglio Sammaritani.

Sammaritani (LEGA VDA) - Torniamo su tale questione dopo molti mesi perché avevamo fatto un'iniziativa molto simile, se non ricordo male, nel giugno dello scorso anno sul tema del patrimonio immobiliare pubblico e soprattutto nell'ottica dei lavori, delle opere che in questo periodo storico si possono realizzare a seguito di interventi normativi specifici.

Occorre tener conto che l'ARER ha un ingente patrimonio immobiliare e che una parte di questi immobili sono purtroppo - dico purtroppo come spiegherò poi più avanti - inseriti all'interno di proprietà che vedono anche la presenza di alloggi di privati, questo per scelte che sono state fatte nel passato, questi immobili spesso sono datati, necessitano di interventi importanti, di riqualificazione energetica, anche nell'ottica naturalmente di diminuire le emissioni nocive nell'aria ma, come abbiamo visto anche purtroppo tristemente proprio in questi giorni, per cercare di essere meno energivori possibile e direi che diventa assolutamente una grande priorità in momenti come questi.

Siccome le attuali normative di questo settore prevedono importanti possibilità per riqualificare gli immobili, vi sono in atto molte iniziative anche di privati naturalmente per sfruttare queste occasioni; occorre valutare il fatto che, per deliberare questo tipo di opere, sono richieste dalle norme e dalla legge delle maggioranze qualificate ridotte, nel senso che non occorrono i classici 501 millesimi o addirittura le maggioranze più elevate ma ne bastano di meno, nel caso specifico, per esempio, del superbonus ne bastano 334 di millesimi, un po' più di un terzo. Occorre valutare altresì che l'esecuzione di queste opere sugli immobili ha come favorevoli conseguenze tra le altre quelle di riqualificare energeticamente i fabbricati, con riduzione delle emissioni inquinanti, ridurre i costi della gestione ordinaria come dicevamo, il riscaldamento in particolare, aumentare il valore del patrimonio stesso detenuto dai privati ma in questo caso anche dalla Pubblica Amministrazione, ridurre grandemente i costi di riscaldamento per i proprietari e gli inquilini e non ultimo, visto dal punto di vista proprio dell'azienda pubblica che ha degli inquilini che qualche volta, anzi, spesso purtroppo non riescono magari a pagare, anche ridurre l'ipotesi e la possibilità che ci siano delle morosità anche molto ingenti.

Abbiamo visto con una certa attenzione quella che era già all'epoca dell'altra interpellanza la linea di condotta dell'ARER, che era quella di assumere un atteggiamento molto prudente nell'ottica di questi possibili lavori, qualche volta si sarebbe astenuta, altre volte voleva, attraverso questo tipo di linee di indirizzo, chiedere della documentazione particolare prima di approvare i lavori, addirittura in qualche caso, in presenza di più di 500 millesimi, l'azienda ha deliberato di fare delle procedure quasi uguali a quelle di evidenza pubblica, che poi, tra l'altro, questa delibera diceva "procedure similari", che non si capisce bene fino a che punto siano uguali a quelle di evidenza pubblica. Sembrano delle linee di condotta un po' da burocrati: da un lato, non prendersi delle responsabilità, d'altro lato, cercare di evitare il più possibile di impegnarsi in queste opere, soprattutto laddove - ripeto - magari la proprietà è mista, quindi non ci sono solo alloggi dell'ARER e in questo caso sarebbe molto più semplice, ma dove magari i millesimi sono abbastanza distribuiti fra quelli pubblici e quelli privati. Qui nascono dei grandi problemi.

Allora interpelliamo l'Assessore competente per sapere se il Governo regionale sia al corrente di questa linea di condotta adottata dall'ARER ma soprattutto se tale politica, con importantissimi riflessi futuri, sia stata in qualche modo condivisa con il Governo regionale o quanto meno con l'Assessorato di riferimento, e poi se il Governo regionale condivida la sopra descritta politica adottata da ARER in materia; in caso negativo se sia intenzione di intervenire per chiedere all'ARER di rivalutare le sue decisioni in ordine a una condotta in sede di deliberazioni assembleari volte alla realizzazione di opere di riqualificazione anche energetica del patrimonio edilizio pubblico.

Presidente - Risponde l'assessore Barmasse.

Barmasse (UV) - Con riferimento ai due quesiti che ha ben specificato il consigliere Sammaritani, si riferisce che il Consiglio di amministrazione dell'Azienda Regionale per l'Edilizia Residenziale (ARER), con deliberazione n. 28 del 16 aprile 2021, valutato l'interesse all'esecuzione di lavorazioni proposte nell'ambito dei finanziamenti del cosiddetto "superbonus 110 percento", ha deliberato le linee guida che i rappresentanti dell'azienda devono eseguire per la votazione di assemblea condominiale con riferimento a tali lavori.

Nello specifico, tenuto conto che un investimento di somme pubbliche è vincolato all'adozione di procedure a evidenza pubblica volte a garantire la trasparenza e la parità di trattamento, da un lato, e il contenimento della spesa dall'altro e che inoltre le quote a carico dell'azienda per lavori straordinari devono comunque essere reperite e vincolate nel rispetto delle previsioni di bilancio armonizzato, secondo la vigente normativa di settore, nei casi in cui le somme pubbliche impiegate risultano maggioritarie, cioè per millesimi dell'ARER superiori a 500, il voto favorevole dell'azienda è subordinato all'adozione di procedure similari a quelle a evidenza pubblica prevista dal Codice degli appalti. Viceversa, nei casi in cui le somme pubbliche impiegate non risultano maggioritarie, cioè per millesimi inferiori o uguali a 500, l'azienda, per poter esprimere il proprio voto, richiede la trasmissione anticipata di tutta la documentazione atta a valutare l'opportunità dell'intervento e la congruità delle offerte economiche in relazione ai lavori da eseguire.

L'astensione nella votazione, dunque, è legata esclusivamente alla mancata trasmissione della documentazione richiesta e può sicuramente essere oggetto di rivalutazione in caso tale documentazione dovesse essere trasmessa. In ogni caso si rileva come la posizione di ARER nelle assemblee condominiali sia comunque marginale, tenuto conto che per l'approvazione dei lavori collegati al superbonus occorre la maggioranza semplice degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell'edificio, quindi poco più del 33 percento. Si tratta di una politica dettata dalla correttezza dell'azione pubblica e, di conseguenza, non può che incontrare il favore dell'Amministrazione.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Sammaritani.

Sammaritani (LEGA VDA) - Grazie Assessore, si tratta di una risposta tecnica da parte degli stessi funzionari che hanno redatto quella delibera evidentemente, questo non poteva che essere così. Devo dire che però ci sono a volte dei risvolti particolari, nel senso che sostenere che ci si astiene in un'assemblea può avere un'efficacia deterrente in certe condizioni, anche se non si hanno dei millesimi così forti. In effetti la delibera, quando dice se ARER detiene meno dei 500 millesimi, vuole vedere, per esempio, la congruità delle offerte economiche. Ebbene, in questo regime, attualmente in questa situazione di mercato, dire questo così come dire che la procedura deve essere analoga a quella di evidenza pubblica e quindi avere tre preventivi, eccetera, è una follia in questo momento, credo che il collega Distort, che è tecnico e conosce meglio di me queste dinamiche, mi possa confortare. In effetti pensare di avere tre preventivi o tre tecnici che fanno i progetti o tre potenziali ditte che fanno i lavori è impensabile in questo momento, quindi è di fatto praticamente rinunciare già all'origine all'esecuzione delle opere. Così come avere la cosiddetta "congruità" delle offerte economiche, perché in realtà se hai una sola ditta che ti può fare quei lavori, che peraltro probabilmente li farà sostanzialmente a gratis, nel senso che se è un 110 percento, l'inquilino e il proprietario, così come per la propria quota ARER non pagherà nulla, quindi pensare di avere una valutazione della comunità economica di quelle opere è abbastanza un paradosso, anzi, è sicuramente un paradosso, questo è il discorso.

Certo che tutte queste cose nascono da politiche precedenti sconclusionate, perché pensare di vendere alcuni alloggi all'interno di un immobile, di un fabbricato che poi diventa un condominio, alcuni sì e alcuni no, mantenendo alcuni pubblici e alcuni privati, è stata una scelta scellerata, a mio avviso, perché questo poi crea delle problematiche anche nella formazione della volontà del condominio sempre complicate, complesse, qualche volte addirittura irrisolvibili, crea quasi dei mostri giuridici e questo è un tema che è molto importante ma ha una valenza soprattutto politica più che tecnica naturalmente perché questi errori sono stati fatti, sarebbe bene non ripeterli, sarebbe bene assumere delle politiche in materia di edilizia residenziale pubblica ben delineate, precise, per evitare proprio queste dinamiche.

Adesso con questa situazione del 110 percento di riqualificazione energetica, di maggioranze ridotte, queste problematiche questi nodi vengono al pettine, queste problematiche emergono a maggior ragione. Per questo la nostra domanda era anche quella di "è stata condivisa con il Governo questa linea di condotta?", perché, per esempio, all'interno di un'assemblea, quando si delibera, molto spesso non è tanto e solo quello che si vota, ma è anche quello che si dice che si voterà che conta molto, perché gli altri condomini possono essere incentivati o meno a fare delle opere a seconda dell'atteggiamento magari di un ente come ARER che molto spesso ha molti millesimi all'interno di un condominio. Questo è un tema molto importante e sono certo abbia una valenza non solo tecnica ma anche politica. È per questo che nelle politiche di questo genere, abitative e di tutela del patrimonio immobiliare pubblico, si debba avere una linea di condotta molto chiara, una progettualità, un'idea di dove si vuole andare e sicuramente cercare di porre rimedio a quello che è stato fatto in modo sconclusionato a volte per cercare di evitare di ripetere errori che poi hanno delle ripercussioni importantissime, quali queste, perché non riqualificare un patrimonio immobiliare è sicuramente un danno per il patrimonio pubblico, così com'è un danno per i privati, che, malgrado loro, si trovano ad abitare in questi condomini misti che molto spesso rimangono bloccati e ostaggio di sé stessi.