Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 1368 del 9 marzo 2022 - Resoconto

OGGETTO N. 1368/XVI - Interpellanza: "Iniziative volte a salvaguardare l'approvvigionamento idropotabile e ad uso agricolo della Regione".

Bertin (Presidente) - Punto n. 37. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola il consigliere Ganis.

Ganis (LEGA VDA) - La nostra iniziativa ha come finalità quella di evidenziare come i cambiamenti climatici stanno modificando sia la disponibilità che la quantità stessa dell'acqua. L'innalzamento delle temperature sta cambiando gli assetti idrici in vaste aree, rendendo il rifornimento idrico-potabile un problema.

Come sappiamo, il cambiamento climatico dovuto principalmente alle emissioni di gas serra, causato dall'aumento delle temperature, ha trasformato in parte il clima, dando il via a eventi estremi sempre meno rari o, viceversa, con precipitazioni abbondanti in tempi brevi. Non solo, i ghiacciai, grossi serbatoi d'acqua, si stanno pian piano ritirando; questi come sappiamo sono una grande riserva di acqua da utilizzare nel periodo estivo per le varie attività. Oggi però stiamo perdendo questi stock, queste riserve di acqua, molti ghiacciai sono infatti praticamente estinti e altri scompariranno nel corso degli anni. Da alcuni studi di nivologia si è appreso che sul Monte Rosa l'altezza del manto nevoso è stato in questi ultimi anni inferiore del 30 percento rispetto alla media degli ultimi quindici anni e, se vogliamo continuare a snocciolare numeri, secondo l'ARPA a fine febbraio in Valle d'Aosta mancano all'appello cinquanta centimetri di neve, record negativo negli ultimi vent'anni.

Riguardo alle precipitazioni, è piovuto circa il 74 percento in meno alla media del mese, arrivando a toccare la soglia del 90 percento nella fascia centrale della nostra Regione.

Per quanto riguarda poi le temperature, il mese di febbraio del 2022 risulta essere quello più caldo dal 1970. Nel vicino Piemonte, e non dico Italia, Presidente, così rientro nei ranghi da buon autonomista, le cose non vanno di certo per il meglio. Abbiamo appreso da organi di stampa che il lago artificiale di Ceresole Reale è stato in parte svuotato per garantire le richieste del territorio, in particolare per gli agricoltori di zona...

Presidente - È saltato il sistema... la parola al collega Ganis.

Ganis (LEGA VDA) - ...inoltre sembrerebbe che la Regione Piemonte abbia chiesto urgentemente, vista la carenza di precipitazioni, un osservatorio sulla crisi idrica. Entro il 2030, secondo l'Osservatorio mondiale delle Nazioni Unite, sullo sviluppo delle risorse idriche la popolazione mondiale potrebbe affrontare una carenza idrica globale del 40 percento.

Il problema è strettamente legato al tempo ma non solo, una parte della colpa va attribuita anche al genere umano, una cattiva gestione delle acque potabili dovuta alla scarsa manutenzione delle reti idriche e dei sistemi agricoli provoca, ad esempio, una notevole dispersione di acqua.

Nella nostra regione va ricordato inoltre che una grande parte delle risorse idriche vengono utilizzate per l'innevamento programmato, un sistema indispensabile oggigiorno per garantire la pratica dello sci, tant'è che molte stazioni sciistiche sopravvivono grazie all'utilizzo di questi impianti, vengono utilizzate per l'irrigazione, anche per uso agricolo e per tutte le derivazioni ad uso idroelettrico, fonte primaria e di assoluta importanza per la nostra Regione. Il PTA regionale dovrebbe tener conto della situazione attuale e intervenire anche tenendo conto oggi di quello che potrebbe avvenire tra venti-trent'anni. Alcune soluzioni, al fine di migliorare la situazione, sono state ipotizzate dal collega Distort durante la presentazione di una mozione che riguardava la costruzione di nuovi invasi al fine di trattenere l'acqua per poi portarla a destinazione quando serve.

In base a queste considerazioni interpelliamo dunque l'Assessore competente per conoscere qual è lo status della situazione idrica nelle diverse aree della nostra regione, quali iniziative sono state intraprese e quali si intendono porre in essere al fine di salvaguardare l'approvvigionamento idropotabile e a uso agricolo della Regione.

Presidente - Ha chiesto la parola l'assessore Marzi.

Marzi (SA) - Innanzitutto mi scuso con il collega Ganis, però nello scusarmi faccio anche presente che l'oggetto del contendere era legato appunto alla risposta di riferimento, com'è opportuno specificare che, dato il titolo dell'iniziativa e dato anche la maniera nella quale lei ha rappresentato l'iniziativa stessa, ovviamente si sarebbe aspettato che la risposta arrivasse dal collega Davide Sapinet, ma assieme al collega Sapinet e anche al Presidente, per quanto riguarda le deleghe legate ad aspetti non di natura agricola ma di natura potabile che spettano all'ambiente, abbiamo fatto la scelta in termini di programmazione, quindi poi anche di pianificazione, di dare una risposta in capo al territorio.

A mio modesto avviso, tutto quanto da lei rappresentato, sia nell'iniziativa, sia nella presentazione della stessa, e siccome molto probabilmente ha già preparato anche la replica come spesso accade, anche nella replica che darà, a tutti gli effetti l'oggetto del contendere non può essere semplicemente individuato nel suddividere l'utilizzo dell'acqua tra un utilizzo dell'acqua con finalità agricole, quindi irrigue, e un utilizzo dell'acqua invece di matrice potabile, quindi più legato all'ambiente, ma il ragionamento di riferimento è giusto farlo in termini pianificatori, quindi di programmazione, sul bene acqua come ontologicamente soggetto-oggetto aprioristico e poi dopo, una volta che abbiamo fatto questo tipo di analisi, declinarlo in maniera diversificata rispetto all'utilizzo che di questo bene primario viene fatto.

Partiamo dal presupposto che è nostra intenzione, nel giro di pochissime settimane, portare all'esame degli organi consiliari l'aggiornamento del piano di tutela delle acque, che è di fatto già pronto ma che ha dovuto subire una serie di interpretazioni legate al fatto che alla fine del 2021 una serie di dettami di natura normativa ha previsto che il piano di tutela delle acque, che appunto era già pronto, dovesse vedere scorporata tutta una serie di parti e quindi, di conseguenza, in questo momento lo stiamo semplicemente aggiornando togliendo le parti che la normativa ha esplicitato non debbano essere ma debbano avere una normativa specifica di riferimento, soprattutto per le parti che riguardano le sanzioni e naturalmente il DMV.

Il piano di tutela delle acque pertanto è il soggetto di riferimento che a brevissimo prevederà la strutturazione, soprattutto di natura strategica, rispetto al bene acqua. Di conseguenza in Commissione, e poi anche in Consiglio, saranno oggetto di analisi di discussione le strategie di intervento individuate per contrastare gli effetti della carenza idrica che derivano da analisi e attento monitoraggio secondo gli standard riconosciuti a livello internazionale. La quantità di acqua immagazzinata nella neve infatti è solo uno dei parametri che concorrono a stabilire in modo scientifico e omogeneo a livello internazionale lo stato di siccità, cioè la condizione temporanea relativa di scarsità idrica parametrata rispetto a condizioni climatiche medie.

Lo stato di siccità non è da confondersi con il fenomeno di aridità, che indica una condizione di permanente carenza di risorse idriche. Non esiste quindi un'unica definizione di siccità, occorre infatti specificare a quale ambito di fenomeni, siano essi naturali, sociali o economici, si fa riferimento. A metà febbraio ARPA Valle d'Aosta ha reso note le prime valutazioni sulle precipitazioni nevose affermando che le precipitazioni erano state scarse in tutto il nord Italia e che quindi erano prevedibili conseguenze connesse a una mancanza di stoccaggio della risorsa idrica stessa. ARPA affermava inoltre che la quantità di acqua immagazzinata nella neve era ai valori minimi mai osservati negli ultimi vent'anni ma sottolineava nel contempo che era ancora presto per considerare di essere ufficialmente in emergenza.

Per predisporre un piano completo, è necessario quindi attendere l'inizio della primavera poiché ultimamente capitano spesso, soprattutto nei mesi di marzo e aprile, eventi di precipitazione nevosa molto importanti che potrebbero compensare la mancanza d'acqua dei mesi precedenti.

Lo SPI è l'indice comunemente usato a livello nazionale e internazionale per quantificare, su una data scala temporale, il deficit o il surplus di precipitazioni delle aree di interesse rispetto al valore medio. Quest'indice è spesso utilizzato a livello regionale o di distretto idrografico per il monitoraggio e l'individuazione di periodi siccitosi considerando le precipitazioni registrate dalle reti pluviometriche regionali. Inoltre è stato inserito, sia in ambito europeo che internazionale come uno degli strumenti più efficaci per il monitoraggio della siccità.

Con riferimento al primo quesito, il centro funzionale regionale pubblica mensilmente i valori di questo indice con riferimento a tre stati: la siccità meteorologica, corrispondente alla relativa scarsità di precipitazioni, indice a tre mesi, la siccità idrologica, in presenza di un apporto idrico relativamente scarso nel suolo dei corsi d'acqua o nelle falde acquifere, e questo è un indice a dodici mesi, e la siccità agricola, in caso di carenza di acqua rispetto all'usuale fabbisogno per l'irrigazione, questo è un indice con cadenza semestrale.

I dati aggiornati a febbraio del 2022, compresi quelli del quantitativo di acqua in neve di cui alle valutazioni di ARPA esplicitate in premessa, sono disponibili nel bollettino idrologico di febbraio 2022 pubblicato nel sito istituzionale alle pagine del centro funzionale.

L'indice è calcolato per le quattro aree climatiche e rileva un livello di siccità meteorologica variabile tra moderata nella zona centrale della Valle, severa nelle Vallate di Cogne, Rhêmes e Valsavarenche ed estrema nelle Vallate di Ayas, Gressoney e Champorcher, oltre che della Bassa Valle. Quest'indice è fortemente determinato dalla minore entità di pioggia registrata in questi mesi e presenta un valore statistico. Un livello invece di siccità agricola moderata è rilevata a livello di aree climatiche nella zona centrale della Valle e nella vallata di Cogne, Rhêmes e Valsavaranche che sul lungo periodo potrebbe avere conseguenze anche sulla disponibilità di acqua nei corsi d'acqua stessi. Gli stessi dati, elaborati a livello di bacino padano, indicano per il primo indice di siccità meteorologica un valore più critico quando viene calcolato con riferimento al solo mese di gennaio e indicano che la nostra situazione è comune a tutto il settore occidentale fino ai confini con la Lombardia, il Ticino tanto per essere chiari.

Al momento non si hanno indicazioni particolari di carenza, anche perché la stagione irrigua, viste anche le temperature, potrebbe iniziare già nella seconda metà di marzo, anche se le previsioni meteo per le prossime settimane indicano possibili fenomeni di pioggia che dovrebbero attenuare le condizioni così come oggi disponibili.

Il secondo quesito richiederebbe una risposta ampia e articolata che abbiamo già individuato nella premessa della premessa, che risulterà chiara nel momento in cui si andrà a discutere del piano di tutela delle acque che si occupa diffusamente anche di questi argomenti.

Il settore irriguo trova la sua principale fonte di approvvigionamento nei corsi d'acqua, che come si è visto, potrebbero risentire di più della condizione di siccità sul medio periodo se permangono le condizioni di poca piovosità infatti degli ultimi mesi.

La riorganizzazione e la razionalizzazione dei prelievi e della distribuzione, nonché la possibilità di disporre di accumuli da utilizzare nei periodi di siccità rappresentano le due linee di intervento previste proposte nel PTA che saranno approfondite con l'esame del documento. Per l'approvvigionamento idropotabile la situazione è diversa perché le acque sono prelevate dalle sorgenti che risentono non solo dell'entità delle piogge ma anche delle temperature e delle condizioni geologiche, anche in questo caso il PTA indica nella razionalizzazione e interconnessione degli acquedotti le linee di intervento principale. È inoltre in campo, con la collaborazione del BIM, un piano straordinario sulle acque potabile, perché naturalmente il BIM è il soggetto attuatore delle analisi collegate al Dipartimento dell'ambiente sulle acque potabili; è in corso un'analisi e un piano di sviluppo progettuale sull'interconnessione e i lavori straordinari per quanto riguarda gli acquedotti e l'acqua potabile che a breve penso riusciranno a dare ampissimo respiro con ingenti risorse a questa necessità.

Pertanto a brevissimo saremo nelle condizioni, naturalmente in seno al PTA, di poter affrontare tutte quante le questioni che sono state poste da quest'importantissima iniziativa, che abbiamo preso in carico come programmazione e progettazione in seno al Dipartimento territorio. È fondamentale in tal senso, secondo me, partire dalla natura stessa del PTA, che, come sapete, nonostante l'assoluto ritardo con cui verrà portato in discussione, nasce da un approccio bottom-up, da un approccio autorevole, un approccio che dal basso ha portato e raccolto istanze verso l'alto e naturalmente il punto nel quale si dovranno fare tutte le valutazioni decisionali in tal senso, saranno prima le Commissioni deputate e poi dopo il Consiglio stesso.

Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Ganis.

Ganis (LEGA VDA) - Grazie Assessore per la risposta, le scuse sono accettate. Mi fa piacere che lei conosca già la mia risposta, nel frattempo a questo punto, dato che una l'avevo preparata, ne ho preparato un'altra, così non può conoscere la mia risposta che ho preparato a casa con calma, l'ho preparata qui in Consiglio.

Io le ho fatto presente un chiaro problema che si sta manifestando su tutto il territorio, non ho parlato di aridità, come ha detto lei, ma di carenza di precipitazioni. Conosco le metodologie che vengono utilizzate per monitorare la qualità dell'acqua perché ho studiato ma sottolineo che i dati dell'ARPA evidenziano proprio questa criticità, ne riparleremo sicuramente nella prossima iniziativa.