Oggetto del Consiglio n. 1367 del 9 marzo 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1367/XVI - Interpellanza: "Valutazioni in merito alla realizzazione di un collegamento tra il comprensorio sciistico di Pila e il Comune di Cogne".
Bertin (Presidente) - Siamo al punto n. 36. Riprendiamo con l'illustrazione dell'interpellanza da parte del consigliere Aggravi, ne ha facoltà.
Aggravi (LEGA VDA) - L'interpellanza verte sulla tematica del collegamento tra il comprensorio di Pila e il Comune di Cogne e in particolare si intreccia con il progetto di sviluppo che la società Pila e anche direi il Comune di Gressan stanno svolgendo nell'area della Platta de Grevon.
Sul collegamento non voglio fare ovviamente una cronistoria perché, come tutti sanno, i primi studi partono dal 2000, si parlava di un collegamento tra Pila e l'abitato di Epinel, poi ci sono stati tutta una serie di studi sia di fattibilità tecnica, sia anche di valutazione di quelle che potevano essere o possono essere le ricadute turistiche.
Ci sono alcuni elementi di particolare interesse se vogliamo su quelle che sono state le valutazioni fatte, uno in particolare è la caratterizzazione del turismo tipico di Cogne e quello di Pila con un'offerta nel primo caso legata molto alla stagione estiva e il secondo a quella invernale, e tutta una serie di valutazioni, che però, considerando anche il mondo di oggi rispetto ai tempi di ieri, meriterebbero sicuramente degli aggiornamenti.
È bene dire che l'obiettivo, e qui cerco di entrare poi nel tema dell'interpellanza, che si vuole portare avanti e valutare non è tanto una fattibilità tecnica o di un ipotetico collegamento, bensì - e questa è la prima domanda - a fronte del progetto che è stato presentato nel dicembre scorso dalla società Pila se sia stata verificata o si intenda verificare la fattibilità di un futuro collegamento con il Comune di Cogne.
È vero che abbiamo avuto l'occasione di documentarci e di vedere un po' le considerazioni e anche le prese di posizioni nelle conferenze di servizi dei vari amministratori, però è un tema abbastanza importante da valutare, se si crede ovviamente in questo futuro e ulteriore sviluppo io direi di quello che può essere un unico grande comprensorio, considerato che ci sono tutta una serie di considerazioni da fare, ovvero oggi l'impianto che prolunga sostanzialmente l'arroccamento a Pila nella visione della società arriverebbe sulla Platta con uno sviluppo di un'importante realizzazione non soltanto della stazione di arroccamento ma anche di un annesso locale commerciale, la diatriba che c'era stata tra l'arrivo al Col Chasèche e alla Platta de Grevon è qualcosa che possiamo appunto rivedere nei vari studi e nelle varie realizzazioni.
Vi sono poi anche delle considerazioni più di sintesi che sono state fatte dalla struttura degli impianti a fune che sono di notevole interesse. Sicuramente un ipotetico collegamento dovrà tenere conto di dove verrà realizzato, perché ci sono comunque delle aree soggette a protezione ambientale, ci sono delle opere che già insistono nell'area, prima fra tutte e forse quella più importante è il tracciato dell'alta tensione della Super-Phoenix, perché ovviamente sappiamo benissimo che funi per funi non sono proprio compatibili e quindi, come amano dire gli ingegneri: "tutto si può fare", però bisogna poi anche ben capire in che modo, in che termini e, come direbbero quelli che fanno il mio mestiere, anche con che soldi perché ovviamente i sogni e le realizzazioni degli studi sono belli se sono sostenibili dal punto di vista economico.
Ci sono poi anche delle necessità contingenti che riguardano la scadenza degli impianti che attualmente ci sono nell'area, quindi anche la necessità di manutenzione e soprattutto anche di scadenza che incombe, ma, al di là di tutto, io penso che la fattibilità tecnica, la fattibilità economica e la sostenibilità dell'intervento siano sostanzialmente i tre ingredienti di tutta la valutazione.
A fronte di questo una delle ulteriori due domande che poniamo all'attenzione del Governo regionale, ovvero dell'assessore Bertschy, è quella appunto "se si ritenga che la scelta di posizionare la stazione di arrivo nell'area della Platta de Grevon non pregiudichi in futuro la possibilità di realizzare il citato collegamento". Perché diciamo questo? Perché, leggendo soprattutto il lavoro di sintesi che è stato fatto dalla struttura di impianti a fune all'epoca del 2017 e tutta una serie di studi, si vedeva la possibilità al Col Chasèche in maniera più fattiva e più - mi perdoni il termine - comoda rispetto all'arrivo della Platta, però, come ho detto, sono passati anche degli anni, la tecnologia si è evoluta, vorremmo capire appunto se sono state fatte delle valutazioni in tal senso,
soprattutto se si ritenga strategico per il futuro dell'area, ovvero in generale per l'offerta turistica di tutta la Valle, valutare l'opportunità di realizzare un collegamento tra il comprensorio sciistico di Pila e il Comune di Cogne.
Aggiungo due elementi dall'esame di tutta la documentazione che ritengo essere di particolare interesse: il primo, un'evoluzione che forse sta avendo il turismo e soprattutto la frequentazione delle realtà montane e forse, leggendo i vari studi, è stato quello di "Turismo Okay" del 2012 che aveva visto il turista non sciatore come nuova figura che si avvicinava alla montagna e che in particolare si diceva già all'epoca poteva essere attratto da una struttura che veniva posizionata appunto alla Platta come oggi si pensa di fare; dall'altro lato, un aspetto forse più tecnico ma non banale, nel piano strategico della nostra partecipata si vede come utile e fattivo la portata di un impianto a 2.400 persone orarie. Bisogna fare una valutazione, e io su questo penso che l'Assessore o chi per esso la valutazione l'abbia fatta perché, ad esempio, la struttura impianti a fune poneva alcuni dubbi nel 2017, ma è vero, sono passati comunque degli anni e probabilmente si sono fatte delle valutazioni aggiuntive su un impianto di questo tipo, soprattutto sulla portata delle persone. Dico questo perché io vengo da un Paese dove l'impianto di Skyway sappiamo che sicuramente è diverso ma che qualcuno intravede quasi di fare una piccola Skyway anche su Pila con una portata che ha due tronconi: uno da 800 persone per ora e l'altro da 690, vado a memoria, portanza molto, molto differente.
Capire anche se, a fronte di tutto questo, siano state fatte delle valutazioni in termini - e lo dico sempre - di non privilegiare un lato piuttosto che l'altro del crinale, ma di fare delle considerazioni se la realtà di Cogne e la realtà di Pila possono costituire un valore aggiunto insieme per tutta la Valle d'Aosta, quindi non soltanto per i loro Comuni, ma penso che, considerato anche l'evoluzione e la competizione a cui siamo sempre più soggetti, non soltanto sull'arco alpino ma anche a livello internazionale, queste sono delle considerazioni che è bene fare, soprattutto prima di fare investimenti importanti - questo ce lo siamo spesso detti soprattutto con l'assessore Bertschy - perché poi alla fine sono degli investimenti importanti non soltanto per il risultato che danno ma soprattutto anche per le risorse che vengono messe in campo, a fronte poi - ed è bene ricordarlo visto che è anche l'Assessore di riferimento allo sviluppo economico - del caro materie prime e il caro energia che incombe su tutti noi e che speriamo però si risolva nella prospettiva futura.
Presidente - Per la risposta, ha chiesto la parola l'assessore Bertschy, ne ha facoltà.
Bertschy (AV-VdA Unie) - Grazie collega Aggravi. Direi che possiamo in premessa dire che la tutela rispetto ai territori è data dal fatto che il lavoro che stiamo facendo da qualche anno e che si sta continuando a fare è fatto in piena concertazione con i rappresentanti dei territori, con i Sindaci di Cogne, di Gressan, di Aosta, con i quali c'è un'interlocuzione e ci sarà, fra l'altro, nelle prossime settimane un incontro con la Giunta proprio per una visione generale in continuità con l'evoluzione del progetto. I rappresentanti dei territori erano presenti all'atto della prima conferenza di programma che ha dato il via a tutti i procedimenti e a tutte le istruttorie, sono presenti nella fase di discussione e poi sono presenti su un piano più politico con noi per trovare le modalità per portare avanti in una fase molto particolare comunque della nostra economia un progetto di importanza rilevante. Questo per dire che anche oggi forse le cose che vengono raccontate vanno un po' spiegate, nell'accordo di programma si sono date al via le istruttorie che nella trasparenza che devono avere progetti di questa importanza hanno messo in condizioni le nostre strutture di cominciare a valutare questo progetto e soprattutto sono nati i cinque endoprocedimenti che sono in corso: il piano di sviluppo turistico, la classificazione delle piste, la concessione degli impianti, la deroga degli ambiti di rischio e poi il DIA, che, tra l'altro, si è riunito nel mese di gennaio, che ha per ora chiesto integrazioni al progetto per tutta una serie di questioni. Anche nell'ambito di questa conferenza dei servizi erano presenti i Sindaci proprio perché è un progetto che, oltre ad avere una rilevanza sui piani regolatori, ha una rilevanza in termini di sviluppo e di prospettive future.
Per quanto riguarda la risposta alla prima domanda: "se alla luce del progetto presentato nel dicembre scorso dalla società Pila sia stata anche verificata la fattibilità del futuro collegamento", alla base del progetto è sempre stata data un'indicazione che ci doveva essere una possibilità di uno sviluppo futuro verso Cogne, ovviamente la migliore possibile tra gli obiettivi che la società ha, che sono quelli di sviluppare il proprio comprensorio sciistico e un'ipotetica visione che riguarda appunto un futuro collegamento che poi nella terza domanda andremo a declinare meglio su che tipo di collegamento si possa immaginare in termini di visione politica.
Rispetto agli ambiti che sono alle questioni, che sono state sottoposte all'attenzione quelle soprattutto geologiche, la Pila nel 2017 commissionò uno studio per valutare anche questi aspetti ad Alplinks e questo studio concludeva dicendo: "sulla base delle considerazioni geologiche e geomorfologiche desunte dai sopralluoghi eseguiti ed esposti in questo elaborato, non si riscontrano problematiche di carattere geologico e geomorfologico ostative alla realizzazione del collegamento funiviario Pila-Cogne". Lo studio era finalizzato a esaminare uno degli aspetti più critici della linea, ovvero la situazione geologica e geotecnica del versante attraversato lasciando a successivi approfondimenti gli aspetti più funiviari. Questa risposta, come immagina, è preparata dalla struttura impianti a fune, che poi è la stessa che oggi concerta, per conto dell'Amministrazione regionale, le posizioni al riguardo dell'investimento su Pila e delle prospettive future.
Seconda domanda: "se si ritenga che la scelta di posizionare la stazione di arrivo nell'area della Platta de Grevon non pregiudichi in futuro la possibilità di realizzare il citato collegamento", sulla base della risposta, delle istruttorie e anche del lavoro di studio fatto dalla struttura, dico di no; sul piano politico dico che non lo pregiudica, il Sindaco di Cogne, le strutture e le altre Amministrazioni comunali sono all'interno di questa valutazione proprio a tutela anche di una visione che rimane e che però va verificata.
Per andare alla terza domanda che direi è un po' più politica e, sotto questo aspetto, è bene fare una valutazione qui in Consiglio regionale, anche a nome del Governo regionale e della maggioranza, noi vediamo in un futuro collegamento una possibilità di sviluppo strategico, siamo molto cauti però nel dire e anche nell'evitare di creare per ora aspettative prima di considerare, sotto il profilo progettuale degli studi e di tutte le valutazioni che andranno fatte, questa possibilità perché ad oggi ci sono alcuni elementi - alcuni li ha ben rappresentati lei - che vanno tenuti nella massima considerazione: per esempio, vale non solo per la Pila ma un po' per tutte le società, l'esplosione dei costi di quest'ultimo periodo su investimenti di così grande rilevanza sta determinando delle valutazioni che vanno fatte con molta attenzione, perché poi c'è una sostenibilità gestionale futura che deve essere ovviamente all'attenzione dei decisori politici come degli amministratori delle società, ma in questo momento c'è anche una sostenibilità degli appalti, perché purtroppo qui gli ordini di grandezza, quando parliamo di numeri percentuali, sono esponenziali.
Le valutazioni fatte qualche mese fa oggi sono valutazioni che già tengono di meno. In questa visione prospettiva bisogna capire in quale maniera poter andare avanti ad analizzare questi aspetti, cercando di capire se parliamo e indichiamo questo collegamento come un collegamento funiviario di tipo commerciale o se in una logica che forse appartiene un po' di più alla comunità di Cogne questo possa essere visto anche come un collegamento e un trasporto pubblico, unico nel suo genere e tutto da verificare nella sostenibilità e nei costi. Sono eventualmente due modalità di condurre i prossimi studi ben differenti, perché oggi la Pila non avrebbe la forza di pensare a un investimento in quella direzione a livello di gestione societaria. Sono questioni che, a nostro avviso, dovranno far parte in questa fase ancora di discussione tecnica sul progetto, in una fase più di prospettiva, di valutazioni da fare, intanto con i territori, con i piani strategici che stiamo sviluppando perché questo è uno dei progetti che ha un impatto in termini finanziari importante sulle nostre leggi. Come ci siamo già detti, alcuni sono partiti, altri invece sono oggi all'oggetto di discussione, quindi su una strategia generale che prevede investimenti di questa rilevanza bisognerà cercare di capire cosa è sostenibile, cosa non è sostenibile, cosa determina uno sviluppo in termini di crescita del prodotto Valle d'Aosta e poi dei prodotti dei territori, perché dobbiamo cercare di generare un aumento dell'interesse in generale delle aspettative e dello sviluppo economico del nostro territorio e poi andare a delle decisioni politiche finali.
Per quello che ci riguarda, una visione politica che tenga aperta questa strada è una visione che accompagna il lavoro della maggioranza ma allo stesso tempo siamo molto cauti nel definire questo progetto fattibile, sotto il profilo tecnico tocca ai progettisti esprimersi, sotto il profilo invece dell'impatto economico sociale toccherà agli studi che andremo a sviluppare a determinarne la possibilità.
Completo dicendo che tutto questo verrà fatto con un confronto politico continuo, in particolare con il Sindaco di Cogne, di Gressan e di Aosta che ognuno, per parti diverse, hanno tutti delle aspettative rispetto al progetto immediato che vede la valorizzazione degli investimenti sul comprensorio di Pila e i progetti futuri che vedono sia la città che la comunità come fruitori possibili di investimenti che potranno, e saranno gli studi a dircelo, determinare delle novità positive.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola il consigliere Aggravi.
Aggravi (LEGA VDA) - Grazie Assessore per aver fatto un po' più di chiarezza e anche per aver dato una visione più prudente rispetto a slanci del passato, avevamo già discusso del collegamento nell'aprile 2019 quando si parlava di quotazione di CVA e qualcuno già stava spendendo i soldi per tutta una serie di cose, ma, mi perdoni la battuta, è bene ricordare a volte il passato.
Io credo e sono d'accordo con lei riguardo al fatto che sia necessario e fondamentale avere contezza e soprattutto tenere conto delle volontà locali e anche delle aspettative dei territori, anche perché senza di loro nulla si fa. Nello stesso tempo però mi dico e mi chiedo che se poi dopo si dice, giustamente, che poi bisogna ritornare e fare delle valutazioni anche in quest'Aula, è bene che anche quest'Aula a vario titolo sia coinvolta perché altrimenti si rischia un po' - e mi perdoni anche su questo la battuta - come nel caso dell'inizio della legislatura su Cime Bianche che poi, avendo dei problemi in casa, si diceva: "ma tanto poi verremo in Consiglio e ne discuteremo". Magari a fronte di questo - e guardo anche il Presidente della IV Commissione - potrebbe essere utile, a fronte del fatto che si stanno facendo degli studi, delle valutazioni e si dovranno fare delle considerazioni, magari un approfondimento riguardo a quello che si sta o che si potrà fare. Dico questo perché, come lei dice e come ci diciamo, ci sono e ci potrebbero essere degli investimenti importanti per il futuro, magari anche per il presente, in termini di risorse e in termini di decisioni, però queste magari devono nascere anche da una valutazione e da una concertazione un po' più puntuale perché il Consiglio su certi temi è giusto che sia adeguatamente informato e che soprattutto possa anche maturare in seno al Consiglio una coscienza di conoscenza maggiore degli importanti investimenti per il futuro della nostra Regione.
È vero, ci sono tutta una serie di studi che vanno rivisti e che verranno sicuramente rivisti dal punto di vista tecnico, dal punto di vista dell'investimento, è bene anche considerare che magari all'interno degli approfondimenti ci potrebbero essere delle potenziali sinergie che si possono creare oppure degli stop, perché, a fronte di una valutazione più puntuale, anche ripeto alla luce di quello che, seppur è il nostro incerto futuro, bisogna capire se poi certi investimenti ha senso farli o no, soprattutto perché poi si devono sostenere e devono essere sostenibili.
È sicuramente interessante quello che lei diceva riguardo a una valutazione anche di destinazione di un possibile collegamento che fa parte anche della sostenibilità della valutazione fatta, parliamo di un trasporto pubblico, parliamo di un'attrazione commerciale, parliamo ovviamente di tutta una serie di cose, tra l'altro, anche in prospettiva considerata la mobilità sostenibile, la transizione ecologica, la valorizzazione anche di un'area del nostro parco, forse tutte queste considerazioni è bene approfondirle e magari sfruttare anche il fatto che in questo momento di incertezza, anche per quello che riguarda i costi di realizzazione, l'impatto anche proprio della mancanza delle stesse materie prime, perché, al di là dei costi, il vero problema è anche questo, per fare determinate valutazioni e soprattutto io dico per far maturare, in seno al Consiglio e non soltanto, una coscienza di quelli che possono essere - che poi si scelga di fare o no determinate scelte - gli elementi per prendere delle decisioni, perché altrimenti si rischia che alcuni grandi progetti possano arrivare poi in aula e bisogna agire di fretta, cosa che non è mai positiva, soprattutto quando si parla di tanti soldi e del futuro della nostra comunità.
