Oggetto del Consiglio n. 1366 del 9 marzo 2022 - Resoconto
OGGETTO N. 1366/XVI - Interpellanza: "Interventi volti ad evitare un sovradimensionamento degli impianti di autodemolizione rispetto alle necessità della Valle d'Aosta".
Bertin (Presidente) - Punto n. 35. Per l'illustrazione, ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz.
Guichardaz E. (PCP) - In data 21 febbraio, a seguito della rilettura del disegno di legge n. 50 e dei suoi documenti allegati, dopo le varie audizioni avvenute in III Commissione, come PCP, abbiamo trasmesso ulteriori osservazioni per migliorare questo documento di programmazione e cercare di colmare quel vuoto normativo creatosi a seguito delle sentenze.
Quest'interpellanza quindi vuole toccare uno dei temi posti da diverso tempo dal nostro gruppo e che sembra non essere ancora preso in considerazione come merita nonostante la preoccupazione di diverse Amministrazioni locali e della popolazione: sto parlando della pianificazione relativa ai rifiuti speciali. Abbiamo avuto modo di dire molte volte che né nel piano, né nel disegno di legge, la tematica dei rifiuti speciali è affrontata in modo approfondito. Per la gestione dei rifiuti speciali, su cui abbiamo concentrato maggiormente la nostra attenzione, il piano per noi dovrebbe assumere il principio di autosufficienza per lo smaltimento nell'ambito regionale dei rifiuti speciali non pericolosi, in attuazione dell'articolo 16 della direttiva 2008 della Comunità europea, e il principio di prossimità nello smaltimento dei rifiuti nell'impianto idoneo più vicino al luogo di produzione o raccolta al fine di ridurre i movimenti dei rifiuti stessi tenendo conto del contesto geografico o delle necessità di impianti specializzati per determinati tipi di rifiuti.
Il piano dovrebbe contenere la stima della quantità e della qualità dei rifiuti speciali prodotti nell'ambito regionale e, in attuazione dei due principi appena elencati, assicurare un sistema impiantistico idoneo a garantire la gestione. Naturalmente qualsiasi progetto di nuova autorizzazione o di ampliamento di impianti di trattamento di rifiuti speciali dovrebbe avvenire a seguito di un'analisi puntuale circa la necessità di un fabbisogno di trattamento ulteriore rispetto a quello stimato e necessario per la nostra Regione. Interessanti, sotto questo punto di vista, sono i contenuti presentatici nel seminario "Ecomafie e reati ambientali" da Antonio Pergolizzi, giornalista e curatore del rapporto annuale sulle ecomafie per Legambiente, dove ha messo in evidenza cinque punti importanti da tenere sotto osservazione, visto che la dotazione impiantistica è il vero hardware del ciclo. Il primo obiettivo istituzionale dovrebbe essere quindi quello di costruire cicli integrati e chiuderli in una prospettiva industriale considerando le singole filiere. Gli impianti sono strumenti per perseguire un fine, che è eminentemente politico, servono a dare concretezza a una pianificazione che deve avere come obiettivo sempre la migliore tutela ambientale e rispondere alle esigenze particolari del territorio. La disomogeneità impiantistica a livello territoriale genera delle distorsioni di flussi con gravi impatti ambientali, intaccando efficienza e tracciabilità dell'intera filiera. Paradossalmente le Regioni che hanno impianti sovradimensionati stanno calamitando i maggiori flussi di rifiuti con i rischi connessi alle pratiche illegali. Una pianificazione regionale lungimirante dovrebbe quindi rispondere ai principi di autosufficienza e prossimità e mettere a sistema gli impianti integrando i cicli al fine di rispondere alle esigenze del territorio ed evitare un'eccessiva discrezionalità. Nell'aggiornamento del piano dei rifiuti viene riportato che la produzione dei rifiuti speciali in Valle d'Aosta al 2018 è pari a 329.190 tonnellate di cui 309.926 di rifiuti non pericolosi e 19.264 di rifiuti pericolosi.
Con quest'interpellanza, frutto del confronto con il territorio, con il movimento di ADU VdA, chiediamo al Presidente della Regione i dati aggiornati al 2021 e la potenzialità complessiva degli attuali impianti autorizzati ad oggi, in particolare vorremmo conoscere i dati aggiornati riferiti agli impianti di trattamento dei veicoli fuori uso, visto che attualmente è in procedura di via il progetto di modifica di un'attività di autodemolizione e gestione dei rifiuti sita nel comune di Saint-Marcel, che prevede un aumento notevole dei quantitativi massimi annui lavorabili, passando da 8.870 tonnellate a 48.800 tonnellate e all'introduzione di quattro nuovi ER riferiti a catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione pericolosi o contaminati da sostanze pericolose, anche alla luce delle problematiche di gestione dell'impianto citato in premessa emerse nel dicembre 2021 e che vorremmo conoscere. Naturalmente questi dati sono utili per evitare un sovradimensionamento degli impianti di trattamento dei veicoli fuori uso rispetto all'effettiva produzione in Valle d'Aosta, quindi vorremmo capire che intenzione ha il Governo regionale per evitare fenomeni distorsivi e pericolosi.
Presidente - Risponde il Presidente della Regione.
Lavevaz (UV) - Siccome sono richiesti dati molto puntuali, leggerò quanto mi è stato predisposto dagli uffici. In particolare gli uffici ritengono importante innanzitutto sottolineare che, relativamente alla produzione di rifiuti speciali, nel piano regionale di gestione dei rifiuti 2022-2026, citato nell'interpellanza, è riportata la serie storica fino all'anno 2018 relativa ai quantitativi prodotti di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi riconducibili alla gestione dei veicoli fuori uso. Tale dato rappresentava l'informazione più aggiornata alla data di stesura del piano e su questa è stata definita la pianificazione. La variabilità del dato della serie storica è piuttosto limitata ed è necessario ricordare, ai fini di una corretta e puntuale pianificazione, che i dati relativi alle annate 2020 e 2021 non sono significativi a causa degli effetti dell'emergenza pandemica, che ha rallentato, anche significativamente, la produzione industriale, conseguentemente il volume dei rifiuti speciali inviati al trattamento. In particolare per l'anno 2018 il quantitativo totale afferente dal recupero di veicoli fuori uso risulta pari a 3.560 tonnellate. Il dato 2019, ultimo anno per il quale è disponibile tale informazione, è pressoché uguale.
Considerato che un'autovettura moderna pesa all'incirca 1,3 tonnellate, il volume trattato nel 2018 è equivalente a circa 2.700 veicoli rottamati, da confrontarsi con un parco circolante di autovetture in Valle d'Aosta di circa 250 mila veicoli. Va ricordato poi che nell'anno scorso sono stati immatricolati circa 45 mila nuovi automezzi di cui circa 400 vetture a bassa immissione immatricolate nel 2021 che hanno usufruito del contributo regionale.
Si ricorda infine che i termini utilizzati sono importanti, la Regione non rilascia concessioni per impianti di trattamento dei rifiuti speciali ma autorizzazioni e che il piano rifiuti contiene un'approfondita analisi del settore, veicoli e pneumatici fuori uso, oli esausti, eccetera, evidenziando che tale settore è uno dei pochi per il quale la Regione raggiunge l'autosufficienza da lei citata.
Inoltre si ricorda che la legge regionale 8 ottobre 2019 n. 16: "Principi e disposizioni per lo sviluppo della mobilità sostenibile", promossa peraltro dai componenti del suo gruppo, e gli incentivi statali, hanno generato una richiesta aggiuntiva di cittadini disposti a rottamare il proprio veicolo, spesso ancora in ottimo stato, a favore di uno elettrico o ibrido plug-in per poter accedere agli incentivi regionali e statali. Il sovradimensionamento da lei ventilato è dovuto per l'appunto alla necessità di gestire un numero più elevato di veicoli da rottamare collegata anche alla legge domanda/offerta generata da incentivi regionali e statali.
Infine si precisa che l'istanza richiamata non è ancora sentita ed è per l'appunto in fase di via, proprio per analizzare nel dettaglio gli impatti di tale modifica all'autorizzazione, che ricordo essere conseguente agli effetti di un mercato in qualche modo "dopato" da incentivi che genera, rispetto alle medie storiche, un aumento del numero di autoveicoli portati alla rottamazione.
Per quanto riguarda i dati generali relativi richiesti nel 2021, questi non sono immediatamente disponibili com'è noto, in quanto sono il risultato di una serie di elaborazioni, in particolare i dati di produzione dei rifiuti speciali non pericolosi, quelli derivanti da attività di costruzione e demolizione, e dei rifiuti speciali pericolosi che vengono elaborati da parte della sezione regionale del catasto rifiuti dell'ARPA Valle d'Aosta a partire dai MUD, ossia la dichiarazione annuale dei quantitativi di rifiuti prodotti, e/o gestiti in un processo che vede coinvolte anche le Camere di commercio e l'ISPRA. In sostanza le banche dati MUD relative ai dati di produzione e/o gestione per l'anno 2021 saranno disponibili in formato definitivo solo nei primi mesi del 2023.
In aggiunta a quanto riportato nel piano risulta pertanto ad oggi disponibile e validato il solo dato 2019, che attesta una produzione di rifiuti speciali non pericolosi di 135 mila tonnellate e pericolosi di 14.600 tonnellate.
In merito invece alla richiesta dei dati aggiornati riferiti agli impianti di trattamento dei veicoli fuori uso, nel territorio regionale sono attualmente autorizzati cinque impianti per il trattamento di veicoli fuori uso i cui dati di dettaglio, come già citato in premessa, sono reperibili nel volume 2 del piano regionale di gestione rifiuti in corso di approvazione.
I dati validati, riferiti agli anni 2018-2019, attestano per il 2018 rifiuti speciali non pericolosi: 3 mila tonnellate, pericolosi: 525 tonnellate; per il 2019 rifiuti speciali non pericolosi 3.420 tonnellate, pericolosi 655 tonnellate. I dati per il 2020, ripeto, non ancora validati, stimano un leggero aumento a 3.522 tonnellate per i rifiuti speciali non pericolosi e 722 tonnellate per quelli pericolosi.
Si chiede poi, relativamente alle problematiche di gestione dell'impianto citato in premessa, eccetera, relativamente al provvedimento dirigenziale del 28 gennaio, in questo caso gli uffici mi dicono che le problematiche di cui trattasi riguardano nel complesso il superamento dei limiti quantitativi annui imposti per la lavorazione e lo stoccaggio temporaneo degli automezzi da trattare, ovviamente questo motiva anche la richiesta.
Quarta domanda: "quali siano gli intendimenti per evitare un eventuale sovradimensionamento degli impianti del trattamento di veicoli fuori uso", dai dati citati in premessa si ritiene che i numeri in gioco per il settore in questione siano limitati e commisurati alle dinamiche locali, anche considerando le modifiche autorizzative citate nell'interpellanza, tanto da non comportare dei sovradimensionamenti. Tale dinamica peraltro non è descrivibile a partire da sedi storiche affidabili e neppure pacificamente preventivabile in quanto collegata a dinamiche di mercato assai complesse.
Presidente - Per la replica, ha chiesto la parola la consigliera Erika Guichardaz, ne ha facoltà.
Guichardaz E. (PCP) - Naturalmente quei dati li avevamo visti e, come dicevo, immaginavamo che, rispetto al 2021, non ci fossero dati aggiornati ma sono interessanti anche quelli esposti del 2019 e del 2020.
Rispetto a quello che lei ha evidenziato sugli impianti di trattamento di veicoli fuori uso, è però interessante rilevare che all'interno delle linee guida sul trattamento dei veicoli fuori uso redatti dall'APAT, vengono riportati, e lei lo ha detto, questi cinque impianti presenti in Valle d'Aosta e uno smaltimento più o meno di mille veicoli l'anno. Da allora il potenziamento degli impianti è notevolmente aumentato, noi abbiamo fatto una ricerca all'interno del sito rispetto alle autorizzazioni e ci risultano comunque 29 mila tonnellate perché l'impianto di Pollein comunque può trattare 20 mila tonnellate, quindi rispetto non allo smaltimento ma a quanto può trattare quell'impianto. Saint-Marcel, come dicevamo, passerebbe da 8 mila a 48 mila tonnellate e ci immaginavamo la risposta che lei ha dato perché basta stamparsi la cartina su Google Maps e vedere che già oggi è completamente invasa l'area dalle automobili in demolizione, quindi ci si chiede come si può pensare di quintuplicare quel quantitativo.
È oltretutto preoccupante quanto si rileva nello studio preliminare ambientale presentato al VIA, dove si parla di sedici veicoli pesanti al giorno, quest'oggi che transitano a Saint-Marcel, e con la modifica proposta si passa a novanta veicoli pesanti al giorno.
In più, come dicevo, l'intervento non comporterebbe, secondo lo studio, un aumento di occupazione dei terreni ma questo sembra assai difficile a credersi vista già l'occupazione attuale. Naturalmente anche l'introduzione dei nuovi ER è sicuramente preoccupante ed è da verificare.
È evidente, secondo noi, che i numeri, anche rispetto a quelli che lei ha dato, ci fanno ben capire che non sono solo le auto in Valle d'Aosta o comunque nelle vicinanze che andrebbero a demolizione, ma ci sarebbe un'importante importazione. Questo è piuttosto evidente perché i dati da lei riportati lo evidenziano in maniera chiara.
Quello che ci preme sottolineare è che anche il PNRR individua due grandi riforme per il settore rispetto alla strategia dei rifiuti e proprio una di queste riguarda la strategia nazionale per l'economia circolare e il programma nazionale per la gestione dei rifiuti. In questo secondo documento vi è proprio tutta una specifica rispetto alla questione della prevenzione e delle indicazioni dei criteri per individuare le aree non idonee ad accogliere impianti di smaltimento fino alle misure volte a favorire uno smaltimento in prossimità ai luoghi di produzione. Auspichiamo che anche questo documento venga recepito in fase di pianificazione regionale e che quindi si pensi a una modifica in tal senso.
Presidente - A questo punto interrompiamo brevemente per arieggiare i locali. Il Consiglio è momentaneamente sospeso.
La seduta è sospesa dalle ore 17:33 alle ore 17:59.
